la dolcezza dei tuoi occhi

25 febbraio 2009 ore 23:24 segnala
  I tuoi occhi riflettono

un amore

senza nome, né tempo

 

Il profumo della tua pelle

mi inebria di emozioni,

da tempo sopite

 

Scruto i tuoi passi

mentre ti allontani,

vorrei chiamarti

ma sei già distante,

ti vedo sempre più lontana

 

Ti penso

e conservo nel mio cuore

le tue parole,

il tuo sorriso,

la dolcezza dei tuoi occhi

 

Seduto sulla riva del mare

rivedo il tuo volto

riflesso nelle sue acque

limpide e profonde

                                               

La dolcezza di una sera di primavera,

fra un gesto e l’altro del mio vivere quotidiano,

accompagnerà melanconicamente

il ricordo di un fiore

mai raccolto

 

Da "L'arte di morire" di Osho (ed. Giuntina)

25 febbraio 2009 ore 23:03 segnala

Crediamo di  doverci proteggere, in qualche modo, dalla morte. Questa idea assurda crea molta angoscia nelle nostre vite, poichè una persona che si protegge dalla morte è incapace di vivere. Quella persona ha paura di espirare, quindi ha paura di inspirare, e di conseguenza è bloccata. Vive la sua vita trascinandosi; la sua vita non è un fluire, non è più un fiume. Se desiderate veramente vivere, dovete essere pronti a morire.

 

Seneca commentando un frammento di Eraclito scriveva che noi siamo acqua che passa.

Renoir

01 febbraio 2009 ore 13:31 segnala

"Renoir I" di Francesco De Gregori

 

Gli aerei stanno al cielo,
come le navi al mare.
Come il sole all'orizzonte la sera,
com'è vero che non voglio tornare.
A una stanza vuota e tranquilla,
dove aspetto un amore lontano.
E mi pettino i pensieri,
col bicchiere nella mano.
Chi di voi l'ha vista partire,
dica pure che stracciona era.
Quanto vento aveva nei capelli,
se rideva o se piangeva.
La mattina che prese il treno
era seduta accanto al finestrino.
Vide passare l'Italia i suoi piedi,
giocando a carte col suo destino.
Ora i tempi si sa che cambiano,
passano e tornano tristezza e amori.
Da qualche parte c'è una casa più calda,
sicuramente esiste un uomo migliore.
Io nel frattempo ho scritto altre canzoni,
di lei parlano raramente,
ma non è vero che io l'abbia perduta,
dimenticata, come dice la gente

 

Anche se non è la più nota per me è la più bella ed emozionante canzone di Francesco De Gregori..spero di poterla condividere con i miei visitatori

i miei occhi si perdono...

01 febbraio 2009 ore 10:57 segnala
 I miei occhi si perdono

dentro il ventre

di un vulcano spento

 

Il tuo volto impenetrabile

nasconde la realtà

dei tuoi pensieri

 

La mia solitudine

vaga senza meta

fra la moltitudine

di persone senza identità

 

Le luci della città in festa

si spengono. E’ tardi!

 

Rivivo con me stesso

le sensazioni vissute

i sentimenti che il tempo

ha cancellato

 

Ho rivisto il mare di notte

illuminato da una luce fioca

in lontananza, senza orizzonte

 

Mi perdo nelle sue acque

in una profondità immutabile

senza volto né tempo

 

(è una poesia da me scritta un pò di anni fa. Mi fa piacere condividerla con chi ha la profondità d'animo per rivevere, nel leggerla, le mie stesse emozioni o comunque provare emozioni nuove).

le luci della città

22 gennaio 2009 ore 00:38 segnala

Le luci delle auto

si disperdono nella notte

della città in un insieme

di colori stratificati

 

I filari dei lampioni

illuminano il tuo cammino

sola fra la gente

con i tuoi pensieri

 

Rivedo i tuoi occhi

sperando di scrutare

quello che non so

che non mi dirai

 

Ho baciato per un attimo

i tuoi lunghi capelli

come se il tempo

si fosse fermato

 

Ho sentito il calore

del tuo corpo

abbracciandoti

ancora una volta

 

Il tempo che passa

non può cancellare

la storia che ognuno

ha vissuto

 

I ricordi rimangono

nella memoria

per tutta la vita,

con malinconia

 

La dolcezza di una sera

di primavera

mi ridà la sensazione

di emozioni già vissute

Da Seneca "il breviario"

18 gennaio 2009 ore 23:48 segnala

"Colui che utilizza soltanto per sè ogni istante del suo tempo, che organizza le sue giornate come se ciascuna valesse una vita , non desidera il domani e non lo teme".

Penso che se ciascuno di noi facesse (almeno un pò) tesoro di tale profonda e saggia considerazione migliorerebbe di molto il proprio vivere quotidiano e allontanerebbe il "male di vivere" oggi tanto diffuso

da Epicuro

17 gennaio 2009 ore 02:16 segnala
"La conoscenza dei propri difetti è l'inizio della guarigione"

vuoto d'anima

14 gennaio 2009 ore 22:29 segnala
Io sono folle, folle,

folle di amore per te.

Io gemo di tenerezza

perché sono folle, folle,

perché ti ho perduto.

Stamane il mattino era sì caldo

che a me dettava questa confusione.

Ma io ero malata di tormento

ero malata di tua perdizione.

di Alda Merini

"dedicata alle anime pure"

11 gennaio 2009 ore 22:18 segnala
Le anime pure, spesso

vagano senza meta,

inquiete e malinconiche,

sole e sperdute

 

Le anime pure, spesso

sono incapaci

di comunicare

il profondo disagio

di vivere sospese

fra il dover essere

e il divenire inarrestabile

delle loro emozioni

 

le anime pure, a volte

inaspettatamente

si ritrovano,

riescono così

a lenire,

per un breve attimo,

il profondo senso

di solitudine

che li accompagnerà

per buona parte

della loro vita

 

le anime pure

saranno sempre

alla ricerca

di loro stesse

di un mondo

che non c'è

 

E' una mia poesia che ho dedicato a tutte le anime pure (anch'io penso di essere tale)

"il dono di essere malinconici"

11 gennaio 2009 ore 21:49 segnala

"Tutti gli uomini eccezionali - scriveva Socrate - in filosofia, in politica, in poesia o nelle arti sono malinconici. Il grande filosofo greco affermava che i malinconici dispongono di doti straordinarie. E' vero! Spesso la tristezza possiede sostanze preziose senza le quali non potremmo manifestaer appieno la creatività. Sarebbe un errore gravissimo voler modificare la propria natura, cercando di imitare chi ci sta vicino. Non dobbiamo mai dimenticare che il bene più grande che possiediamo siamo noi stessi!" (dal numero di gennaio di "RIZA Psicosomatica")

Benvenuti nel Club dei Malinconici