A me stessa..

09 febbraio 2011 ore 21:33 segnala

se sei a terra
non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
devi contare solo su di te
uno su mille ce la fa
ma quant'è dura la salita
in gioco c'e' la vita
il passato non potra'
tornare uguale mai
forse meglio perche' no
tu che ne sai
non hai mai creduto in me
ma dovrai cambiare idea
la vita e' come la marea
ti porta in secca
o in alto mare
come la luna va
non ho barato ne bleffato mai
e questa sera ho messo a nudo
la mia anima
ho perso tutto ma
ho ritrovato me
uno su mille ce la fa
ma com'e' dura la salita
in gioco c'e' la vita
tu non sai che peso ha
questa musica leggera
ti ci innamori e vivi ma
ci puoi morire quand'e' sera
io di voce ce ne avrei
ma non per gridare aiuto
nemmeno tu mi hai mai sentito
mi son tenuto il mio segreto
tu sorda, io ero muto

se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
finche' non suona la campana
vai
uno su mille ce la fa..
ma com'e' dura la salita
in gioco c'e' la vita
vita vita...
uno su mille ce la fa..
e tu dovrai cambiare idea
la vita e' come una marea

uno su mille ce la fa (G. Morandi)

11907157
se sei a terra non strisciare mai se ti diranno sei finito non ci credere devi contare solo su di te uno su mille ce la fa ma quant'è dura la salita in gioco c'e' la vitail passato non potra' tornare...
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La gentilezza

09 gennaio 2011 ore 22:07 segnala

La strada più veloce e sicura verso la gentilezza è la parola: Usatela per far del bene agli altri. Se pensate bene degli altri, parlerete anche bene degli altri. La violenza della parola è reale: più acuminata di qualsiasi coltello, ferisce e crea un'amarezza tale che solo la grazia di Dio la puo' guarire.

Madre Teresa di Calcutta

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La strada più veloce e sicura verso la gentilezza è la parola: Usatela per far del bene agli altri. Se pensate bene degli altri, parlerete anche bene degli altri. La violenza della parola è reale:...
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Natale 2010

21 dicembre 2010 ore 22:28 segnala

Un sereno S. Natale a tutti!!

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Un sereno S. Natale a tutti!!
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Nella nebbia

06 dicembre 2010 ore 00:00 segnala


Strano, vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
nessun albero vede l’altro,
ognuno è solo.
Pieno di amici mi era il mondo,
quando la mia vita era ancora luminosa
adesso, che la nebbia cala,
nessuno si vede più.
Veramente, non è saggio
chiunque non conosca il buio,
che piano ed inesorabilmente
da tutti lo separa.
Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessuno conosce l’altro,
ognuno è solo.
Hermann Hesse

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Strano, vagare nella nebbia! Solo è ogni cespuglio e pietra, nessun albero vede l’altro, ognuno è solo. Pieno di amici mi era il mondo, quando la mia vita era ancora luminosa adesso, che la nebbia cala, nessuno si vede più. Veramente, non è saggio chiunque non conosca il buio, che piano ed inesorab... (continua)
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Caporali si nasce

24 novembre 2010 ore 23:36 segnala
L'umanità l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali.
La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.
Gli uomini sono quelli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza avere mai la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama.
I caporali sono, appunto, coloro che sfruttano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno, li troviamo sempre a galla, ai posti di comando, spesso senza averne l'autorità, l'abilità o l'intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il pover'uomo qualunque.
Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, hanno sempre le stesse facce, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera.
(Totò)

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L'umanità l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quelli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza avere mai la...
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La Pietra

31 ottobre 2010 ore 00:24 segnala


Un mendicante bussò alla porta di un ricco e chiese la carità.
Ma il ricco non gli diede nulla e gli gridò con sgarbo: Vattene! Vattene! Il povero non si mosse.
Allora il ricco andò in collera, raccattò una pietra e gliela scagliò contro.

Il povero raccolse la pietra, la mise nella sua bisaccia e mormorò:
Porterò questa pietra fin che non sarà giunta l'ora di vendicarmi e di lanciarla contro di lui.
E infatti quell'ora giunse.
L'uomo ricco commise un delitto. Fu spogliato di tutti i suoi beni e venne condotto in prigione.
Mentre il ricco camminava lungo la strada, incatenato e deriso, il mendicante lo incontrò e lo riconobbe.
Si fece avanti, tolse la pietra dalla bisaccia e alzò il braccio.
Ma, dopo aver riflettuto un attimo, lascio cadere a terra la pietra, dicendo: Perché mai ho portato questa pietra per tanto tempo?
Per nulla. Quando egli era ricco e potente suscitava la mia ira; ora mi fa pena...





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Un mendicante bussò alla porta di un ricco e chiese la carità. Ma il ricco non gli diede nulla e gli gridò con sgarbo: Vattene! Vattene! Il povero non si mosse.Allora il ricco andò in collera,...
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Canzone d'autunno

12 ottobre 2010 ore 09:19 segnala
Oggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle,
ma il mio sentiero si perde
nell'anima della nebbia.
La luce mi spezza le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell'idea.
Tutte le rose sono bianche,
bianche come la mia pena,
e non sono le rose bianche,
perché ci ha nevicato sopra.
Prima ci fu l'arcobaleno.
Nevica anche sulla mia anima.
La neve dell'anima ha
fiocchi di baci e di scene
che sono affondate nell'ombra
o nella luce di chi le pensa.
La neve cade dalle rose,
ma quella dell'anima resta
e l'artiglio degli anni
ne fa un sudario.
Si scioglierà la neve
quando moriremo?
O ci sarà altra neve
e altre rose più perfette?
Scenderà la pace su di noi
come c'insegna Cristo?
O non sarà mai possibile
la soluzione del problema?
E se l'amore c'inganna?
Chi animerà la nostra vita
se il crepuscolo ci sprofonda
nella vera scienza
del Bene che forse non esiste
e del Male che batte vicino?
Se la speranza si spegne
e ricomincia Babele
che torcia illuminerà
le strade della Terra?
Se l'azzurro è un sogno,
che ne sarà dell'innocenza?
Che ne sarà del cuore
se l'Amore non ha frecce?
Se la morte è la morte,
che ne sarà dei poeti
e delle cose addormentate
che più nessuno ricorda?
O sole della speranza!
Acqua chiara! Luna nuova!
Cuori dei bambini!
Anime rudi delle pietre!
Oggi sento nel cuore
un vago tremore di stelle
e tutte le rose sono
bianche come la mia pena. -- Federico García Lorca
11776139
Oggi sento nel cuore un vago tremore di stelle, ma il mio sentiero si perde nell'anima della nebbia. La luce mi spezza le ali e il dolore della mia tristezza bagna i ricordi alla fonte dell'idea. Tutte le rose sono bianche, bianche come la mia pena, e non sono le rose bianche, perché ci ha nevicato... (continua)
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Desiderio

01 ottobre 2010 ore 23:33 segnala

Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d'acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.
Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un'altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.
Una limpida quiete
e i nostri baci là
- sonori vezzi
dell'eco -
si schiuderebbero assai lontano.
Il tuo cuore appassionato
e niente più.
Garcia Lorca

11763045
Solo il tuo cuore appassionato e niente più. Il mio paradiso un campo senza usignolo né lire, con un lento corso d'acqua e una piccola sorgente. Senza il fruscio del vento tra i rami, né la stella che desidera esser foglia. Una immensa luce che fosse lucciola di un'altra, in un campo di sguardi eva... (continua)
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MATTINO D'AUTUNNO

22 settembre 2010 ore 17:59 segnala


Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C'è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta

(G. Lorca)

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Che dolcezza infantile nella mattinata tranquilla! C'è il sole tra le foglie gialle e i ragni tendono fra i rami le loro strade di seta (G. Lorca)
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Settembre

02 settembre 2010 ore 23:24 segnala

 Triste il giardino: fresca scende ai fiori la pioggia.

 Silenziosa trema l'estate, declinando alla sua fine.

 Gocciano foglie d'oro giù dalla grande acacia.

 Ride attonita e smorta l'estate dentro il suo morente sogno.

 S'attarda fra le rose, pensando alla sua pace;

 lentamente socchiude i grandi occhi pesanti di stanchezza.

Hermann Hesse

11729277
Triste il giardino: fresca scende ai fiori la pioggia. Silenziosa trema l'estate, declinando alla sua fine. Gocciano foglie d'oro giù dalla grande acacia. Ride attonita e smorta l'estate dentro il suo morente sogno. S'attarda fra le rose, pensando alla sua pace; lentamente socchiude i grandi occhi ... (continua)
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