Donna tutto si fa per te....che fine ha fatto quel rispetto?

08 marzo 2021 ore 01:42 segnala


Sono stufa di leggere ogni giorno di maltrattamenti e uccisioni , perchè l'uomo poco sviluppato nel cervello non viene rinchiuso?



L'uomo bestia non ha diritto di vivere in una società evoluta, deve stare in gabbia come le bestie feroci



SOLO AMORE NON BOTTE E MALTRATTAMENTI E MAI TOGLIERCI LA VITA COSì SACRA E PREZIOSA QUANDO GENERIAMO I FIGLI NON DIMENTICATE CHE SIETE NATI DAL NOSTRO VENTRE








UNA SPLENDIDA GIORNATA PER TE CHE MERITI RISPETTO OGNI GIORNO.




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IL MIO PIANTO PER TE

05 marzo 2021 ore 18:18 segnala


Piove, le gocce ti penetrano in profondità, le assorbi tutte, il sole dell’estate ti ha resa arida, hai sete ed il tuo respiro emana un profumo naturale di zolle appena bagnate che sprigionano l’odore secco asciutto della terra mista a radici, scaturendo in trasparenza un velo fatto di vapori ondulanti e polvere spazzata via dalla furia che incombe. Il cielo si oscura illuminato di tanto in tanto da fugaci saette e rombi di tuono. Oh.. madre abbraccia questo grande dono, inondati di esso, dissetati, lascia scorrere l’energia della vita, disseta le tue radici, tue figlie, basi essenziali e rigenerative della schiera dei vegetali, altro dono prezioso per te. Il tuo ventre che tutto accoglie in se ha bisogno di saldare la sua fitta rete, ma impossibile, ti hanno sviscerato i germogli e il tuo dolore urla nel vento. Sprofondi senza appiglio, sgretolandoti e come creta scivoli giù a valle, non hai ostacoli e il tuo pianto incessante tutto travolge, copri, spazzi via e soffochi lungo il tuo cammino. Questa è la tua orribile vendetta senza pietà.
La tua natura si ribella e non ti riconosco più nel tuo inarrestabile incedere. Cosa ti abbiamo fatto... per renderti messaggera di morte. Ti abbiamo abusata, violata, inaridita, avvelenata e tu fuggi a valle per un rifugio di pace, quando un di, amata e riverita davi i tuoi frutti più belli, cibando ogni creatura della terra, ospitavi su di te i nostri rifugi e proteggevi i nostri sonni e alla fine del nostro cammino, ci accoglievi ospitandoci nella culla dell’ultima dimora, distesa sul lungo sonno. Tu sei purezza, natura buona e non malvagia, sei solo un’altra povera vittima dell’ingrato uomo, che ti calpesta da secoli senza accorgersi che impoverendo te impoverirà se stesso.
Raffy




Dedicato a te Madre Terra elemento della solidità, della fertilità e della
stabilità, proprio come una madre che da energia, sostegno, conforto e nutrimento agli altri elementi, importanti della nostra vita



Sarah Brightman - Canto Della Terra (HQ)
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L'Infinito per noi -

27 febbraio 2021 ore 23:10 segnala


Quando pensiamo all'infinito ci viene subito in mente l'universo con le sue infinite costellazioni, uno spazio che l'uomo non finirà mai di scoprire. Mi chiedo, se non lo abbiamo completamente esplorato come possiamo stabilire che sia senza fine? Noi nel nostro piccolo mondo lo consideriamo tale perchè fin dall'antichità i passi che abbiamo fatto non ci hanno portato a scoprire nuovi mondi popolati da altre specie. Lo studio dello spazio extraterrestre da parte umana risale comunque a epoche remote, molte civiltà hanno studiato dal punto di vista astronomico ad oggi con la nuova tecnologia sono poi iniziati i primi viaggi spaziali nel nostro sistema solare, a scopi prevalentemente scientifici per un monitoraggio e risorse per il nostro pianeta.
Sono trascorsi millenni e con il collasso della Terra previsto entro cinquant'anni, almeno così dicono per via dell'inquinamento globale, riusciremo mai a scoprire altre civiltà? Almeno per quanto riguarda il nostro secolo ne dubito e mi viene da sorridere con scetticismo all'idea di essere gli unici esseri viventi nello spazio, possibile che l'universo, abbia soltanto noi come forma di vita?
Gli sforzi da parte dell'uomo sono stati tantissimi, purtroppo a causa della distanza estrema con altri pianeti e la difficoltà fisica per via delle elevate temperature non siamo riusciti a esplorare oltre il nostro sistema solare ma solo rilevato dati attraverso sonde robotiche tolti Luna e Marte dove è stato possibile mettere piede. Abbiamo anche inviato un messaggio con l'intenzione di comunicare la storia del nostro mondo ad eventuali forme di vita extraterrestri che però impiegherà 25.000 anni più altri 25.000 per la risposta. E' più una dimostrazione delle conquiste tecnologiche raggiunte dal genere umano che un reale tentativo di tenere una conversazione con una razza aliena. Devo ammettere che questo nostro messaggio mi ha commossa nel leggerlo facendomi capire quanto siamo vulnerabili.

" Questo è un regalo di un piccolo e distante pianeta, un frammento dei nostri suoni, della nostra scienza, delle nostre immagini, della nostra musica, dei nostri pensieri e sentimenti. Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, ma potremmo farlo nei vostri."

(Jimmy Carter, Presidente degli Stati Uniti d'America)



Questo comunque non significa che da qualche parte nello spazio profondo, in altre galassie, oltre i buchi neri, così lontani da noi, non ci siano altri popoli extraterrestri e magari più evoluti, che a quanto pare però non ci hanno mai contattato e se ci fosse stata qualche razza aliena che lo abbia fatto mi chiedo per quale motivo resterebbe segreta? Forse per non interferire? Chissà?
Nonostante tutti i nostri sforzi infondo ritengo che siamo ancora un popolo primitivo, non possediamo evolute tecnologie che riducono lo spazio tempo, le nostre risorse economiche sono limitate al punto che non riusciamo a sfamare l'intero pianeta, ci uccidiamo ancora con le guerre, combattiamo ancora per le malattie e pandemie, il nostro indice intellettivo si e no è del 10%. In tutta sincerità possiamo definirci evoluti? Dopo tutti questi millenni il nostro pianeta non naviga nel benessere, anzi lo stiamo distruggendo. Una specie evoluta la immagino basata sulla pace e la fratellanza universale, non la conquista di altri mondi, con un elevato livello tecnologico, una potenza dalle innumerevoli scoperte spaziali. Figuriamoci noi che la pace non l'abbiamo in casa nostra, potremmo mai averla con altri popoli extraterrestri? Penso che il problema è proprio questo, non siamo ancora pronti.


Bellissimo questo video la traduzione per l'appunto è "Da qualche parte" Mi commuove nel contesto, significative le parole del testo, tradotte qui nella colonna laterale.

Ora fantasticherò un pò, ma dove non ci sono certezze, tutto è possibile.
Immaginiamo, che ci sia un portale, un tunnel, un passaggio, o un sistema di viaggi nel tempo e immaginiamo di essere sotto osservazione da altre specie superiori, come pensate che ci vedrebbero? Ne più nè meno di come noi vediamo i microbi. Siamo per loro un pianeta che deve ancora crescere e non degno della loro perfezione e considerazione. Per cui rassegniamoci ad essere piccole particelle a cui lo spazio resta infinito, così come il simbolo che noi gli abbiamo attribuito, un otto orizzontale che scorre su se stesso così come noi consideriamo i criceti nella loro gabbietta che corrono interminabilmente sulla loro ruota.
Per ora non ci restano che i nostri limiti di mortali terrestri che di infinito hanno solo l'eternità, un sinonimo che attribuisco solo allo spirito dopo la morte, legati in vita da un'infinita numerologia di cose, di lacrime, di virus e batteri, di gocce nel mare, di stelle nel cielo da ammirare, ecc.. Sempre per sognare, mi piacerebbe esserci fra 50.000 anni per sapere, se il nostro pianeta ancora esiste, e se ciò fosse possibile vedere che livello di evoluzione l'uomo ha raggiunto, sarà migliore o peggiore?

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« immagine » Quando pensiamo all'infinito ci viene subito in mente l'universo con le sue infinite costellazioni, uno spazio che l'uomo non finirà mai di scoprire. Mi chiedo, se non lo abbiamo completamente esplorato come possiamo stabilire che sia senza fine? Noi nel nostro piccolo mondo lo consi...
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Strumenti musicali - Qual'è il vostro preferito e perchè?

24 febbraio 2021 ore 17:11 segnala

Come amo la musica, amo anche gli strumenti musicali, li trovo tutti belli nel loro genere. Peccato che non ne sappia suonare neanche uno a parte i tamburelli :haha ma comunque ho i miei preferiti come del resto penso voi. C'è tutto un giro di persone di qualsiasi età che amano creare le cover dei gruppi famosi di cui sono fan. La maggior parte di voi sicuramente amano suonare o almeno hanno una preferenza per uno strumento. Il mio preferito è il sassofono per il suo suono, che adoro alla follia, mi trasmette sensazioni coinvolgenti. Poi il clarino solo perchè lo suonava il mio papà, ancora lo conservo gelosamente. Da ragazza provai a suonare la chitarra ma alle prime vesciche rinunciai, :haha evidentemente non mi appassionava. Avevamo in casa un pianoforte di marca tedesca, lo suonava la mia mamma, lei aveva studiato per sette anni il piano e avrebbe voluto lo stesso per me. Ma anche li zero. Mi dedicavo al canto però e presi delle lezioni, quello si che mi piace. Queste sono le mie preferenze in merito o i miei orientamenti. I vostri, se ci sono quali sono? Cantate o avete uno strumento preferito e perchè?


























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Eleganza e classe una personalità dell'essere

18 febbraio 2021 ore 22:24 segnala

La classe è un modo di indossare se stessi con disinvoltura e semplicità. L'eleganza è la forma sobria e naturale nel saper abbinare l'interiorità con l'esteriorità in un'unica affascinante distinzione dell'essere che ha il potere di incantare chi ci osserva. Una similitudine a come si pone il vero signore che sa stare fra gli ineleganti senza metterli a disagio in egual misura dagli eleganti, dal plebeo al nobile. Non è una qualità che si studia, è un'unicità spontanea di cui non si è coscienti. Nell'arco della vita se ci si impegna ad apprendere e coltivare l'eleganza, si può migliorare se qualcuno insegna l'arte del raffinarsi ma mancherebbe quello charme di chi sa esprimersi con talento innato. Il filosofo Luciano De Crescenzo anche se i suoi studi non erano di filosofia ma di ingegneria, diceva: "Non c’è niente da fare, io l’ho sempre detto: eleganti si nasce. Uno può anche diventare ricco da un momento all’altro, però se non ha classe resta sempre ‘nu pezzente!"
L'eleganza chi la possiede riesce ad accostare con sobrietà materiali e forme nella maniera più ardita senza mai stonare.
In un’epoca che offre troppo spazio alle apparenze, alla volgarità, senza limiti, la qualità dell'eleganza e della classe è sempre più difficile da trovare. Vedo sempre più gente anonima priva di fondamento nel comunicare con gli altri, di adeguato tipo di linguaggio che non risulti mai fuori posto, del giusto comportamento, mancano di garbo, nei modi e buone maniere, gusto e stile.
Molte persone si illudono che le mode e le tendenze basta seguirle per sentirsi al passo con i tempi, senza pensare che non tutto sta bene a tutti. Bisogna avere la consapevolezza dei propri limiti, sapersi valorizzare con particolari personalizzati che rendono unico il proprio look.



Purtroppo la cafonaggine la noto spesso in ogni luogo, non esiste più la galanteria e il rispetto verso la donna, una maleducazione inaudita. Forse sono cambiati i tempi e la gentilezza è solo una finzione quando fa comodo. Claudia Cardinale disse: Conservo il ricordo della classe, dell’eleganza, di David Niven: più che un attore, un gentiluomo, che ogni donna vorrebbe avere sempre accanto. Uno che ti apriva le porte, che aveva l’eleganza di camminare sempre un passo dietro di te, che ti porgeva il braccio alla minima difficoltà sulla strada. Ecco cosa intendo, invece ovunque pura volgarità, sui social, sui talk show, nella politica non fanno che insultarsi, altro che eleganza. A volte bisogna saper perdere e con classe, guarda il vecchio presidente americano Trump...Sorvolo. Il vecchio decoro, ed il codice di comportamento e della distinzione dove sono finiti?
Eppure molta eleganza la noto, basta guardare le cose giuste, la vedo in un cigno, in una farfalla, un pavone, molti animali hanno la loro e forse meglio della nostra. Sta negli occhi di chi osserva. Come un libro ben scritto e rilegato, la purezza di un fiore, un nudo se è con pudore, in un passo di danza se delicato e riverente, nella maestosità della musica dalle note melodiose e profonde, ogni tipo di arte.

Ammiro la storia dell'antico Egitto, l'archeologia che ci ha svelato i suoi grandi misteri, la grandezza delle Piramidi, la cultura, gli ineguagliabili simboli, scrittura pittografica degli Egizi, geroglifici così difficili a decifrarsi ma di sicuro di grande significato, la tecnica dell'imbalsamazione, i loro costumi di grande spicco e vivace bellezza, così unici Tutto ciò mi affascina, trovo che sia di immensa e originale eleganza priva di banalità. Posso accettare il brutto delle cose se hanno una spiccata personalità e differenza dallo scontato.
Sono una sognatrice, amo la creatività, l'armonia, odio la volgarità e la maleducazione, non so quanto io sia elegante come vorrei, ma lo lascio decidere agli altri che tipo di personalità trasmetto. Di mio cerco sempre la comunicativa con gli altri facendo del mio meglio sbagli umani permettendo, perchè si sa non siamo perfetti.
Raffy
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« immagine » La classe secondo me è un modo di indossare se stessi con disinvoltura e semplicità. L'eleganza è la forma sobria e naturale nel saper abbinare l'interiorità con l'esteriorità in un'unica affascinante distinzione dell'essere che ha il potere di incantare chi ci osserva. Una similitudi...
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Ecco il business delle feste

13 febbraio 2021 ore 20:57 segnala


E' vero che c'è il covid anche se qualcuno lo nega, è vero che viviamo da un anno una realtà che non conoscevamo, come è vero che siamo stanchi di stare chiusi in casa con restrizioni che iniziano a stancare tanto è vero che appena le zone italiane diventano gialle tutti si precipitano fuori e nascono gli assembramenti come se il contagio non esistesse più. Mentre ci sono persone che restano chiuse in casa da non so quanto tempo. Come è vero che le prime persone a lamentarsi sono proprio quelle che trovi in giro in mezzo alla folla e che non rinunciano più di tanto. E' vero che ci sono sempre state le feste, fanno parte della nostra vita e più che viverle molti le subiscono, io tra queste. Diciamo che le vivo più nel blog che realmente, tra immagini e lasciare qualcosa di scritto che rileggerò nel futuro. Credetemi rileggersi dopo dieci anni è come riscoprirsi e capire anche gli altri. Come dicevo festeggio relativamente e questo lockdown non mi ha cambiato più di tanto, a casa ci sto bene piuttosto che contagiarmi. Conosco persone che tra l'estate e il Natale non hanno rinunciato alle vecchie abitudini, qualche spostamento vacanziero, riunioni di famiglia e di amicizie varie, compleanni, regali, ecc.. ora è Carnevale e niente bimbi per le strade, niente maschere ne coriandoli, ma mascherati comunque lo siamo se pensiamo alle FFP2 e alle chirurgiche. Nel bel mezzo del Carnevale c'è San Valentino festa dell'amore e San Faustino per i single. Il Carnevale mi diverte e mi da allegria che di questi tempi ce ne poca, il mio carnevale l'ho vissuto sul mio blog nel post precedente, e visto che amo le immagini artistiche l'ho rallegrato con una carrellata di belle maschere trovate nel web. A parte i bei ricordi di quando ero bambina, e qualche festa divertente in maschera da grande, non ho mai amato festeggiare tutte queste ricorrenze come la festa della donna, per carità.... Come è vero che sono un pretesto per svuotare le tasche senza renderci conto del business che gira attorno a tutto ciò. Siamo schiavi di questo enorme giro di affari, come è vero che dietro a tutto c'è gente che lavora e vive di questo guadagno come è vero che c'è chi si arricchisce. Diciamo che quest'anno abbiamo risparmiato sulle feste anche se abbiamo il costo delle mascherine che a quanto pare alcune sono pure taroccate. Tra l'augurare felicità agli innamorati e speranza e serenità ai single è interessante sapere quel che si spende/va per ogni ricorrenza. :sbong
Raffy




Tonino Carotone - Me Cago En El Amor


Ecco il business delle feste
Giri d’affari per milioni di euro, sono quelli legati alle feste e ricorrenze, alcune pagane e importate dal mondo anglosassone, che si stanno diffondendo sempre di più anche nel nostro paese.
E a fare girare l’economia quest’anno in particolare si aggiungono anche i ponti e i weekend lunghi.

L’economia della festa, quella del papà, della mamma, della donna, degli innamorati, il carnevale e Halloween, anche in Italia si sta diffondendo sempre di più. Ricorrenze e mode che negli anni sono diventate soprattutto un affare.

Basti pensare a San Valentino, per cui gli italiani hanno speso, secondo il Codacons nel 2017, circa 332 milioni di euro. Ben 12,3 milioni di innamorati si sono scambiati un dono il 14 febbraio con un budget medio di 27 euro procapite. In testa alla classifica dei regali più gettonati si confermano i cioccolatini, scelti dal 33% degli italiani, seguiti da fiori (30%) peluches (17%), articoli di bigiotteria (10%) Il business di San Valentino appare in ogni caso in calo rispetto agli scorsi anni con una contrazione sia della spesa sia del numero di italiani che hanno festeggiato, portando il giro d’affari complessivo della festa a perdere il -4,5% rispetto al 2016.

A far girare l’economia a Febbraio c’è pure il Carnevale che, stando ai dati diffusi dal Centro Studi della Cna, in Italia muove un indotto che si aggira sui 200 milioni di euro. Non parliamo solo degli eventi e delle manifestazioni, dei carri e dei biglietti, ma anche di dolciumi, gadget, costumi e maschere che invadono negozi e supermercati per l’intero mese.

A marzo invece a farla da padrona è certamente la Festa della Donna. Secondo le stime di Assofioristi, l’associazione dei fioristi Confesercenti, per l’8 marzo, gli italiani dovrebbero aver acquistato circa 12 milioni di ramoscelli di mimose, un dato in leggero aumento sullo scorso anno. Ma anche un formidabile richiamo per i venditori abusivi, che nel corso dell’anno sottraggono in media circa 400 milioni di euro al commercio al dettaglio legale di fiori. Per un ramoscello semplice si spenderanno in media tra i tre e i cinque euro, oltre sette per le qualità più pregiate e di grandi dimensioni. Il costo unitario di un bouquet composto da mimose, tulipani e altri fiori di stagione, invece, parte dai 25 euro.

Il 19 marzo tocca alla festa del Papà che, pur iniziando a diffondersi sempre di più dal punto di vista commerciale, ancora non ha raggiunto i livelli di consumismo della festa della mamma che quest’anno sarà il 14 Maggio e il cui volume d’affari l’anno scorso è stato calcolato in 40 milioni di euro, con una flessione del 7% rispetto al 2015. In calo risulta anche l’indotto attorno ad Halloween.Tra feste e serate a tema, zucche decorative, addobbi, costumi e dolcetti, secondo le stime di Cia, nel 2016 sono stati spesi all’incirca 24 euro a testa per un totale di 300 milioni di euro, il 20% in meno rispetto all’anno precedente.

Una festa che però spinge il business delle zucche: la produzione – rende noto Coldiretti – è in crescita e ha raggiunto quota35 milioni di chili all’anno su duemila ettari di terreno. Il 25% della produzione nazionale si ottiene in Lombardia ma la coltivazione è diffusa anche in Emilia-Romagna, Veneto, Campania, Lazio, Liguria, Sicilia e Toscana.
dal web
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Allegro Carnevale per Voi - Partecipate alla festa?

10 febbraio 2021 ore 19:47 segnala























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L'attesa migliore o peggiore della vita

04 febbraio 2021 ore 19:30 segnala


L'attesa è un viaggio con la speranza, compagna del tempo e del destino che osserva il mondo. un appuntamento con la vita, un appuntamento con la morte. Saper aspettare e pazientare, virtù che andiamo sempre più dimenticando nella nostra frenetica vita dove vogliamo tutto e subito, è per questo che poi l'attesa ci crea un grande disagio, soprattutto se costretti per cause indipendenti da noi.
Io purtroppo odio aspettare, anche se ho imparato ad avere pazienza, mi irrita terribilmente fare file snervanti, se consideriamo già tutto lo stress della vita.
Ma la pazienza ha un limite, quando si ha a che fare con i ritardatari cronici che non rispettano mai gli orari degli appuntamenti, sempre pronti con una scusa banale per non parlare della classica buca che ti manda in bestia e addio pazienza. Il comportamento denota sempre la persona.
Antonio Pavan diceva: "Ammiro la verità del tempo. Rivela sempre la realtà delle cose e delle persone".
La puntualità e una questione di rispetto ed educazione. Tutti noi dovremmo capire che far attendere non è piacevole, se i minuti diventano ore interminabili può portarci ad un susseguirsi di stati d'animo eccessivi, mentre nella nostra mente galoppano mille pensieri. Più aspetti più cresce l'insofferenza e l'ansia. Guardi ripetutamente l'orologio, come se il tempo non passasse mai, passeggi freneticamente, trattieni il respiro e tendi l'orecchio a qualunque suono, che sia un'auto che passa o il movimento di un'ascensore, affacciarsi ad una finestra, scrutare l'orizzonte per qualche novità. Il tempo passa e ancora nulla, prendi il telefono, nasce il bisogno di una spiegazione che possa tranquillizzarci, tanti squilli, nessuno risponde, la mente perde la sua lucidità in balia dell'angoscia, più passano le ore più ci assale la paura del peggio.
Questa è la panoramica di un'attesa che nessuno può tollerare se legata ad un brutto momento della nostra esistenza. Per fortuna che non sono tutte così.



L'attesa implica comunque una tensione, qualunque sia è sempre questione di tempo, che può risolversi sempre in due modi, quello con un sospiro di sollievo o un sorriso di gioia, l'altro che non vorremmo mai provare, fatto a volte di rabbia, di delusione, tristezza o sofferenza. Fattori con cui facciamo i conti tutti noi nell'arco della vita, in un perenne appuntamento nel tempo e da infinite attese.


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Fotografiamoci.. L'istinto di immortalare tutto da sempre

28 gennaio 2021 ore 21:29 segnala


Chi non ha mai aperto album di vecchie foto di famiglia? Si quelle dallo sfondo marrone, ingiallite e sbiadite, lo stile inconfondibile dal fascino antico, niente a che vedere con la sofisticazione di oggi. Una scoperta che ha rivoluzionato vari campi, la moda, il cinema, la ricerca, la pubblicità.
Cambiano e tecnologie ma non l'impulso a ritrarci e immortalare ogni cosa che i nostri occhi ammirano. Nasce da sempre questa esigenza tangibile di trasmettere ciò che si è vissuto. La nostra memoria non basta a ricordare tutto, essa nel tempo può vacillare e dimenticare i nostri momenti migliori.
Quando non c'era la fotografia, pittori e scultori imprigionavano nella tela momenti di vita e nel marmo personaggi famosi che oggi ammiriamo nei musei di tutto il mondo. Dipinti e sculture, un'arte tramandata nel tempo, un patrimonio di immenso valore che ci fa rivivere epoche passate. Anche nella preistoria, i cavernicoli riportavano sulla roccia episodi di vita, per non parlare dei vecchi geroglifici così ricchi di informazioni. L'uomo ha sempre avuto questa necessità di tramandare ai posteri.
Con l'era moderna le cose non cambiano, vogliamo fermare ogni nostro attimo ed ecco che si attiva automaticamente l’istinto di prendere lo smartphone che è sempre a portata di mano e scattare la foto del momento. Fotografare e filmare sono diventate azioni naturali messe in atto senza neanche riflettere. Questo bel sistema ci aiuta a non dimenticare i nostri ricordi da rivivere e condividere nel tempo. Tutto passa, il mondo e le cose cambiano, noi invecchiamo, ma l'immagine immortalata resta per sempre.
Oggi la tecnologia ci aiuta tantissimo, avere nell'immediato una serie di scatti a tutto ciò che ci circonda, paesaggi durante i nostri viaggi, ricorrenze con amici e parenti, oggetti da segnalare in tempo reale e chi non si è fatto un selfie? Questi autoscatti che ci ritraggono al meglio perchè già forniti di sofisticati ritocchi di qualità. Ricordate, una volta si pagava un bravo fotografo che ritoccava i difetti delle foto importanti invece ora semplicemente il selfie che rende perfetta l'immagine.
Quante volte a distanza di tempo vedendo foto di qualche anno fa abbiamo fatto il paragone tra ieri e oggi e capire che quell'istante resta unico e irripetibile, ma ci vediamo cambiati. Ecco perhè nasce la voglia del ritocco che secondo me può creare illusioni e delusioni.
Leggevo che da un recente studio (Tamir et al. 2018) è emerso che più si scattano le foto, meno possibilità abbiamo di ricordare quel momento: è come se, distratti dall’azione di dover fare lo scatto perfetto, si dimenticasse più facilmente ciò che viene ripreso. Se invece non si ha a disposizione una fotocamera, si è più concentrati ad osservare e a vivere quell’esperienza che viene anche memorizzata meglio.
Siamo abituati a tecno-mediare qualsiasi situazione, conservando foto e filmati nella “memoria esterna” dei nostri apparecchi tecnologici e condividere sui social network. Praticamente memorizziamo eventi della nostra quotidianità affidandoli alla fotocamera digitale che ha il compito di ricordare al posto nostro. Incredibile ma vero.
Che bella invenzione la fotografia, sono sempre alla ricerca di belle immagini che mi danno l'ispirazione e che contornano il tema dei miei post sul blog.
Visto che siamo in tema di fotografia e a me piace sempre approfondire, ecco una interessante ricerca per ricordare la vecchia tecnologia del passato e la sua storia.
Raffy




La storia della fotografia: dagli albori ai giorni d'oggi

1: Le prime fotografie dal 1839 fino al 1880
In questa prima tappa della storia della fotografia torniamo ai suoi albori. Il 19 agosto 1893 viene considerato il giorno in cui è nata la fotografia. L'accademia delle arti di Parigi espose infatti in quella data la prima camera oscura. Con questa Joseph Nicéphore Niépce era stato in grado, già tredici anni prima, di scattare la prima foto.
2: L'industrializzazione della fotografia
L'industrializzazione arriva anche nel settore fotografico. Intorno al 1890 le macchine con il rullino sostituiscono le macchine fotografiche a lastra in uso fino a quel momento. La seconda tappa di questa carrellata si concentra proprio su questo tema e sulla Kodak nr. 1.

3: La fotografia a partire dal 1925 e le macchine Leica
Ernst Leitz II e Oskar Barnack hanno rivoluzionato con la Leica, e il suo formato 24X36 mm, il mondo della fotografia. La macchina fu presentata per la prima volta alla fiera di primavera di Lipsia „Kino, Foto, Optik und Feinmechanik“. Anche Harold E. Edgerton contribuì a questi progressi presentando la creazione di un flash elettronico. Partendo da queste invenzioni, la Exakta modello B, della ditta di Dresda “Ihagee”, è stata la prima macchina fotografica dotata di sincronizzazione del flash.
La terza parte del nostro viaggio è principalmente dedicata alle Leica 35 mm e all'invenzione del flash.

Le prime pellicole a colori di Agfa e Kodak
4: La scoperta delle pellicole a colori nel 1936
Nell'ottobre del 1936 viene presentata la prima pellicola a colori a disposizione per tutte le macchine fotografiche: la pellicola Agfa color new. Esistevano anche prima di questa data le pellicole a colori, che però erano utilizzabili solo con le macchine Leica e Contax. La Agfa AG, invece, rese le fotografie a colori una realtà per chiunque. Scoprite insieme a noi questo quarto capitolo della storia della fotografia dedicato alle aziende pioniere dei rullini a colori.

5: L'avvento delle reflex negli anni sessanta
La quinta tappa è dominata dalle tantissime novità degli anni '50 e '60. Dopo una fase di sviluppi durata 320 anni, è finalmente approdata sul mercato la prima macchina reflex. Già nel 1686 era stato descritto dall'ottico Johann Zahn il principio di riflessione attraverso uno specchio. Nel 1963 Canon inizia la produzione della prima macchina con le impostazioni di messa a fuoco automatiche. Nel giro dei successivi dieci anni, Rollei batte un nuovo record presentando la prima fotocamera completamente automatica.

6: Il successo delle fotocamere istantanee
Nella sesta parte della storia della fotografia parleremo del successo delle fotocamere istantanee. Nel 1976, alla fiera “Photokina”, Kodak presenta il primo modello di macchina istantanea di quella che poi sarà la serie EK. In seguito inizierà però con Polaroid una disputa sul brevetto che porterà Kodak a interrompere la sua produzione.


7: Il dilagare della fotografia digitale
Nel 1991 Dycam ha presentato alla CeBIT il modello 1, cioè la prima vera fotocamera digitale. Un anno dopo altre importanti aziende, come Kodak e Rollei, hanno messo sul mercato i loro modelli. Nella parte sette della nostra storia fotografica trovate tutte le informazioni relative all’avvento della fotografia digitale.

8: Tutto nuovo con il nuovo millennio: le fotocamere-smartphone
La penultima tappa della nostra storia della fotografia è dedicata alla diffusione delle fotocamere presenti negli smartphone. Mentre in Giappone il primo cellulare dotato di fotocamera è arrivato sul mercato nel 1999, in Europa si sono dovuti attendere altri tre anni per avere i primi modelli. Nel 2002 arrivano infatti sul mercato i primi cellulari dotati di macchina fotografica, il Nokia 7650, il Panasonic EB-GD87 e lo Sharp GX10.

9: Action-cam, droni e altre novità
Con la GoPro 35mm, una action camera, si è segnato l’avvento di una nuova innovazione in ambito fotografico. A questa sono seguite altre novità, come gli smartphone, i droni e le aste per i selfie. Nell’ultima parte della nostra storia della fotografia vi informeremo su tutte le ultime novità e daremo un breve sguardo ai cambiamenti in arrivo.

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28/01/2021 21:29:21
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Il sollievo di togliersi le scarpe

25 gennaio 2021 ore 01:42 segnala


Quante volte rientrando in casa stanchi e con piedi doloranti ripetiamo lo stesso gesto, quello di toglierci le scarpe, e con un gran sospiro di sollievo. Oggi più che mai l'importanza di tenerle al di fuori della nostra casa onde evitare di introdurre schifezze varie raccolte in strada durante la nostra camminata.
Nonostante nel mondo occidentale si tratti di una usanza poco in voga (ad eccezione dei Paesi nordici) la scienza e il buon senso consigliano di togliersi le scarpe appena si rientra in casa: se ad esempio in Giappone è una tradizione antica e consolidata, molti di noi pensano che si tratti di una esagerazione o a una scelta che mette a disagio i nostri ospiti. Una tradizione che ho sempre ammirato anche se imbarazzante per noi togliere le scarpe in casa d'altri. Ripensandoci dovrebbe essere un'usanza salutare per tutti noi.
Togliere le scarpe tra le mura domestiche non solo aiuta a stare più comodi ma è anche più igienico. Gli esperti lo consigliano per tutta una serie di motivazioni, perchè sono un "veicolo" per agenti patogeni esterni. Si calcola che introduciamo nel nostro ambiente circa 400mila batteri responsabili di meningiti e polmoniti nonché tutelarci da possibili infezioni.
Vuoi mettere i benefici? Salute dei piedi, comodità e igiene, non è poco. Basti pensare alla sensazione di relax che dà il togliersi le calzature sgranchendo le dita dopo una lunga giornata, un gesto quasi liberatorio che dà sollievo ai piedi e a tutti i loro muscoli, costretti per tante ore a restare immobili nelle calzature. Sono sicura che ci sono persone che non le tolgono, altrimenti non si sentirebbero i classici ticchettii così molesti che avvertiamo dall'appartamento sovrastante al nostro. Vi è mai capitato di sentire il tacco femminile, o il passo pesante di un uomo? Trovo che non sia neanche educato. Restare vestiti in casa con gli stessi abiti di fuori, per carità, almeno cambiamoci con qualcosa di più comodo. Abitudini che non fanno bene, specialmente con il covid, che ci porta a disinfettare ogni cosa che introduciamo, a volte mi sento una maniaca dell'igiene, ma le precauzioni oggi non sono mai troppe.
C'è da dire che oltre al relax e l'igiene non dovremmo introdurre in casa, sostanze tossiche o inquinanti per la nostra salute, io non ho giardino ne locale spogliatoio per cui, come facciamo in molti, le lascio all'ingresso appena entro, anzi spruzzo anche il disinfettante spray. Un sistema per non introdurre un accumulo di sporcizia che altrimenti dovremmo continuamente igienizzare come pavimenti ed altri spazi domestici. Risultato meno maniache delle pulizie e meno lavoro. :haha
Questo cambiamento che ci ha colti impreparati, forse ci porterà a rivedere tutti quei gesti "superflui" che prima non consideravamo e forse trarre profitto per migliorare su tante cattive abitudini. Addio scarpe lasciate qua e là come fanno soprattutto i nostri figli e diciamolo anche noi adulti.



Questo dovrebbe essere il nuovo messaggio sul tappetino all'ingresso. :many
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25/01/2021 01:42:40
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