Alchimia.

01 dicembre 2022 ore 07:57 segnala


I rapporti sentimentali sono fatti di simbologia e parole chiave, tanto importanti quanto un profumo, un contatto, un pensiero, un desiderio.
Attribuiamo loro una sorta di carta d'identità, quancosa che se potesse, si incastrerebbe nel nostro d.n.a. così da renderci riconoscibili ad una sola entità, e questa simbologia,
questa semantica emotiva, ci rende unici, fatti di un solo incastro, e qualsiasi altra combinazione non sarà e mai potrà essere uguale, e nemmeno simile.
Ma nessuna di queste alchimie, ha il diritto di cambiarci, serve solo a riconoscersi,
a cercarsi per trovarsi tra milioni di persone, così che nessun tempo e nessuno spazio possa mai edulcorare questo elisir.
Perché allora mettersi alla prova?
Perché spillare gocce di dubbio, di perplessità?
Perché alimentare l'indecisione?
Perchè i polsi possano tremare di fronte a quello che non conosciamo, con la chiara consapevolezza che questo possa darci sia la possibilità di fuggire via, che di sentirci incredibilmente ed inspiegabilmente attratti da qualcosa che vogliamo conoscere, assumendocene il rischio, sposandone la follia, così che ogni secondo vissuto insieme, possa trovare un posto unico e suo, nel tessuto epiteriale di due anime indissolubili.
Ogni giorno sarà una prova, e ogni giorno potrà essere l'ultimo, perché niente e nessuno possa pensare che esista un domani uguale ad oggi, perché le anime affini non smettono mai di cercarsi.
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01/12/2022 07:57:22
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Auto erotismo ( non è come credi ) 1° parte

29 novembre 2022 ore 08:12 segnala


" Ok, ci vediamo questa sera, un bacio, a dopo."
Abbiamo iniziato a vederci quasi da due mesi, ed è iniziato con il bisogno di rivedersi dopo un tempo infinito, chiedendoci entrambi cosa era rimasto di ciò che eravamo stati,
eravamo entrambi impegnati, ma rivederci destava ancora una sensazione, il sentore di
un'emozione latente pronta a venire fuori, così è accaduto, abbiamo scelto un posto tranquillo, ( in questi casi i posti tranquilli non esistono ) e ci siamo ritrovati nella stessa auto pieni di imbarazzo iniziale, per poi scioglierci in un abbraccio liberatorio,
capace di annullare ogni distanza.
Quante volte ci siamo visti? Non lo dirò, perché la cosa più bella sarebbe riuscire a perderne il conto, ma quel giorno non ci siamo solo abbracciati, in qualche modo, del tutto irrazionale, ci siamo scelti nonostante tutto, ci siamo scelti in modo sbagliato,
colpevole, ma ci siamo scelti, ed è stato bellissimo.
Si la parola magica è (scegliersi), e non una volta sola, ma tutti i giorni, tutti i momenti in cui nonostante l'impossibilità di essere nello stesso luogo, ci si cerca, ci si pensa, ci si desidera, ma quello che sposta l'ago della bilancia, è il desiderio che l'altro stia bene, e potrà sembrare ipocrita, o non veritiero, ma questo desiderio,
sovrasta il proprio benessere, ed è solo questo che ti permette di lasciarla scendere dalla tua auto tutte le volte che accade, invece di inchiodarla a quel sedile chiedendole di restare per sempre, tutte le volte avviene una frattura, qualcosa che ti provoca un dolore fisico, ma nella testa continua a ripetersi costantemente ( Lei deve stare bene ).
Questo vale per entrambi, perché se un sentimento è così forte, si crea un equilibrio tale, da rendere possibile anche il distacco, lo stesso dolore si trasforma in semplice attesa, sapendo di sentirsi e toccarsi ancora.
La sto aspettando, è in ritardo, è sempre in ritardo, ma non riesco a dono farmi piacere qualcosa, mi piace anche questo, io che anticipo sempre i miei appuntamenti, in maniera maniacale, adoro anche qeusti ritardi, mi godo il passaggio di ogni auto nella speranza che l'ultima sia la sua, poi arriva, e l'attesa di trasforma in un'ora di cardio in palestra, il cuore va fuori controllo, ed io alla mia età non dovrei più subire questi strapazzi emotivi, ed invece mi rendono vivo, io che conosco il significato di questa parola, perché ho avuto voglia di smettere di esserlo, ora mi sento così, maledettamente vivo, poi lei sale, Dio quanto è bella, che ci fa qui con me una così? Anche questo ritornello mi investe la testa, ma me ne frego, la guardo, la bacio, la vivo.
( fine prima parte )

Indescrivibile

28 novembre 2022 ore 10:55 segnala


La voglia di scrivere per te non ha regole, e non c'è alcuna similitudine
degna di essere accostata al pensiero che ho di te,
nessun poeta possiede le parole che possano rendere giustizia alla realtà che vivo,
e solo tu sei l'unico riferimento che possa trasmettere quello che provo per te,
Non ci sono stelle simili ai tuoi occhi, non ci sono frutti degni della tua bocca,
non c'è passione che si possa paragonare,
tu sola rendi giustizia alla tua stessa immagine.

Domani.

27 novembre 2022 ore 14:00 segnala

Domani è fatto di ore che ci dividono, è genitore del luogo che sceglieremo, conosce già quello che ci diremo, ha già visto scambiarci baci e carezze, ma quando la notte è scesa, anche domani ha deciso di rispettare la nostra intimità,  non ha potuto andarsene, così si è voltato concedendoci il nostro tempo, il nostro spazio.
Domani, saremo noi a raccontarci nell'unico modo possibile,
Vivendoci.

Quei baci vissuti

25 novembre 2022 ore 21:49 segnala

E poi accade, quando credevi che sarebbe rimasto un sogno irrealizzabile accade, il vantaggio è la consapevolezza e la maturità per capire che sta per accadere, e a cosa servono i ricordi se non ha permetterti di rivivere un momento speciale?
Così sono pronto, pronto a scrivermi addosso quella emozione,  e funziona! Qualcosa di dolce, tenero, passionale, ti annuncia che non sarà l'ultimo,  e che il successivo avrà dentro di sé la forza di tutti i precedenti, ed è quello che ho sentito ieri, tutta la tua passione scatenata in un bacio destinato a diventare un tatuaggio.
E mi arriva così forte da trovarmi addirittura impreparato, quasi non all'altezza di tanta calda meraviglia,  ma poi mi arrendo e me lo gusto,  e capisco che questi baci non sono silenziosi, sono pieni zeppi di tutte le parole che ci siamo negati per un tempo lunghissimo, troppo lungo, ed ogni volta io sento non solo il sapore delle tue labbra, o della tua lingua meravigliosa, io sento tutto quello che avremmo potuto dirci scivolarmi in gola, quasi abituarmi.
Ti prego, non smettere di baciarmi mai.

Fondente...

24 novembre 2022 ore 10:51 segnala


Ti ho portato un regalo, so perfettamente che non vuoi regali,
ma questo regalo non lascia tracce a lungo termine,
Cosa mi hai portato?
E' il tuo compleanno domani, e non potevo essere qui questa sera senza qualcosa per te,
Lo sai che non mi importa, sai che non mi lego alle cose.
Si lo so, ma questo regalo è diverso.
Ora mi incuriosisci, che ha di diverso questo regalo?
Lui apre il bracciolo che divide i due sedili prende qualcosa di piccolo e lo chiude nel pugno della mano.
Vuoi indovinare?
No voglio vedere.
Apre la mano, che si allarga nel palmo, al centro un cioccolatino,
Indovina?
E' fondente vero?
Si lo è...
Il mio preferito!
Lei prova a prenderlo ma lui chiude la mano,
Non era per me?
Si, è per te, ma deve essere mangiato in un modo speciale.
Spiegami non capisco, sono curiosa.
Ora te lo cedo, lo scarti e lo metti tra le labbra, lo fai scomparire all'interno della tua bocca e si inizierà inevitabilmente a sciogliersi.
Si, di solito i cioccolatini lo fanno!
Si lo fanno, ma a quel punto verrò ad assaggiarlo anche io!
I suoi occhi cambiano, e le guance si arrossano,
Fa troppo caldo qui!
Lui riapre la mano e la guarda, la guarda in quel modo che ha lei piace così tanto,
lei allunga la mano e lo scarta, lo fa con lo sguardo basso, sa che lui la sta guardando,
e sente il calore che le sale dalla bocca dello stomaco, che le sale dal ventre,
guarda tra le mani, poi lo porta alle labbra, come lui le ha chiesto, solleva lo sguardo e ricambia il suo, si aspetta che lui sorrida o rida, ma non lo fa, non è un momento divertente, è qualcosa di intimo, profondamente intimo, poi lo fa scomparire tra nella sua bocca, e sente il piacere sciovolarle sulla lingua, lo adora, e ripiomba negli occhi di lui, li la guarda, si sporge verso di lei, le afferra le mani che si serrano,
Sto venendo a prendermelo!

Me lo merito?

23 novembre 2022 ore 08:37 segnala


Un giorno,
uno per fare le cose più semplici,
uno per aspettarti dopo l'alba,
per vederti arrivare mentre giro il mio caffè,
e gusto ogni centimetro della tua andatura,
un giorno per passeggiare insieme, sul lungomare d'Inverno,
mentre ridiamo, e ti guardo il culo senza che te ne accorga,
Che poi invece te ne accorgi, e ti vedo sorridere,
e mi sento così debole difronte a quel sorriso,
mi accorgo che è così che voglio sentirmi.
Un giorno, per scegliere un ristorante,
sperando di poter litigare scegliendolo,
ed assaggiare ogni tuo piatto, mentre sogno di assaggiare te,
e parlare, parlare senza guardare l'orologio,
mentre diciamo cose mentre ne speriamo altre.
Un giorno con le ore così veloci, da odiare mentre lo stai amando,
guardare il Sole chedendogli il favore di rallentare la sua discesa,
e poi ringraziarlo per averti regalato un tramonto insieme a lei.
Un giorno, fatto di tutti quei baci che poi porteremo dentro per sempre,
di tutte quelle dita incrociate, mentre ti annuso per non dimenticarti più,
un giorno che diventando notte mi renda felice del buio e triste perchè si avvicina alla sua fine, il buio che mi permette di toccarti, di imparare ogni centimetro di te,
e poi amarci, amarci in un amplesso, con la consapevolezza che possa essere l'ultimo,
così forte da contenere ogni parte di noi, romantico ed animale,
così intenso da regalarmi un sonno ed il tuo ventre come cuscino,
un sonno che sogno ogni singola notte.
Io tutto questo,
me lo merito?

Lei conta, così io conto.

22 novembre 2022 ore 09:22 segnala


Lui la guarda, " ho bisogno di toccarti ",
lei distoglie lo sguardo " lo sai che non posso ", sistema il bottone della camicia che non contiene il suo seno, "
lo so che non posso, ma ne ho comunque voglia ", "
Lei lo guarda, sorride mentre lui le accarezza una gamba e sale, " ti prego no! Non sarei capace di controllarmi ",
lui sorride, la mano sale ancora, e la raggiunge tra le gambe, lei trasale perché ora lui sa, lui ora sa che non può più mentire,
lui sorride ancora, " sei un lago ! " , e le sbottona i pantaloni, " lasciati andare " le dice sussurrando all'orecchio di lei, " dammi trenta secondi, concedimi trenta secondi ",
lei lo bacia, " solo trenta secondi ", la cerniera si abbassa e la sua mano scivola dentro di lei, lui comincia a contare con la mente,
mentre le lingue si cercano, si trovano, in una danza meravigliosa. 
Venti...sussurra ancora, e le accarezza il clitoride, sente il suo conflitto interiore, lei sta combattendo tra il desiderio e la paura di lasciarsi andare, afferra il polso di
lui, cerca di fermalo, lui torna al suo orecchio tanto che muovendo le labbra lo accarezzano, " togli la mano " le dice, mentre continua a contare, " quindici " ,
ma lei ormai non sente, non sente la sua voce, sente solo il suo corpo vibrare, sente quell'uomo dentro di lei, sente le sue dita cercarla, impararla, ed i secondi
passano, " dieci " , si stanno amando, e tutti gli argini sono crollati, ogni bariera è caduta, tutto è diventato calore, tutto è diventato sapore, profumi, e lui l'annusa
ancora, mentre i secondi scorrono, scorrono troppo in fretta, lui non contà più, perchè in quel momento, conta solo lei.

Toglie il fiato.

20 novembre 2022 ore 20:41 segnala


Sei qui di fronte a me ginocchia assenti,
che i tuoi capelli, mi riempiono le mani,
e gli occhi tuoi, per me così lucenti,
guardando me invitano a farne ali,
Ti chiedo di varcar colonne d'Ercole,
ed ora, il tuo sguardo, va nel mezzo,
e le tue labbra dolci ti si schiudono,
e già di me scompare un altro pezzo.
E' un attimo che dura mille anni,
e tu non hai più dono di parola,
e le tue mani fanno nuovi danni,
e mi ritrovo a occluderti la gola.
Adesso io, non conto più di nulla,
e le mie gambe tremano esitanti,
le dita mi si stringono serrando,
e sento che il tuo capo va più avanti,
ormai quando è completa la misura,
e un altro margine non si può toccare,
ti serri al mio sedere ed ho paura,
che il fiato manchi senza più tornare.
Secondi in cui noi due siamo una cosa,
momenti a cui non so mai rinunciare,
con te mia bianca pelle e bocca rosa,
che tutta la mia vita sai ingoiare.

Il cioccolatino

17 novembre 2022 ore 09:11 segnala


Tutti i giorni Chiara si sveglia e trova un cioccolatino sul suo comodino, è un cioccolatino fondente, Chiara adora quel cioccolatino, e questo rituale si ripete da quando suo padre la premiò con questo dolcissimo gesto per un bel voto preso a scuola, aveva 11 anni, e fù così contenta, lo assoporò gustando quell'esplosione di sapore, poi corse dal suo papà stringendolo così forte, che si sciolse anche il suo cuore, e da quel giorno, ogni mattina trovava quel cioccolatino a darle il buon giorno.
Chiara perse il suo Papà pochi anni dopo, e fu la sua mamma a dare seguito a quella tradizione, che non si interruppe mai, nemmeno per un singolo giorno.
Chiara conobbe Giuliano durante il quarto anno delle superiori, e Giuliano divenne il suo cioccolatino, fu il suo primo bacio, le sue prime scoperte, con lui scoprì il suo corpo ed imparò ad amare, a Chiara non interessava altro, molte volte passando accanto alla pasticceria vicino casa aveva osservato la vetrina, centinaia di cioccolatini diversi, e mai aveva desiderato assaggiarli, la catturavano i colori diversi, le diverse forme, ma non desiderava un altro sapore.
Si diplomò, si laureò con Giuliano sempre al suo fianco, e giungere al matrimonio non fù una scelta, fù una conseguenza, come il suo lavoro e poi i figli, senza che mai quel rituale si interrompesse, ovviamente dopo il matrimonio Chiara provvide da sola a non interrompere quella sua incrollabile abitudine, ed ogni sera prima di andare a dormire poneva un cioccolatino sul suo comodino per gustarlo il mattino seguente.
Tutto scorreva, ma non potè non rendersi conto, che sempre più spesso, si fermava ad osservare la vetrina della pasticceria, mai una sola volta aveva assaggiato un altro sapore, e nella sua testa iniziava a combattere il dubbio, " e se ne assaggiassi solo uno? ", ma tutte le volte restava una possibilità senza conseguenze.
Poi una mattina di Novembre, in un giorno di riposo dal suo lavoro, decise di fare una passeggiata nel parco del suo paese, un bellissimo parco in cui quasi mai riusciva ad andare per del tempo totalmente suo, ma quella mattina ne sentì il bisogno, così respirò l'aria dolce di un mattino stranamente assolato e caldo, fino a raggiungere una panchina su cui aveva deciso di leggere un po.
" Buon giorno ", sollevò losguardo e vide un uomo accanto a lei, " io ti conosco ", La sua voce la fece trasalire, non aveva idea di chi fosse quell'uomo, nel complesso era un uomo come tanti, ma i suoi occhi puntavano direttamente in quelli di lei, e quello sguardo le provocava una strana sensazione allo stomaco, l'uomo si sedette e allungò una mano verso di lei con il pugno chiuso, senza mai smettere di guardarla negli occhi, poi aprì il pugno e questa volta Chiara trasalì letteralmente, " vuoi un cioccolatino? " , lei non rispose a voce, no ne fu capace, scosse la testa in un modo goffo e divertente, che fece ridere l'uomo, " guarda che quelli pericolosi danno caramelle! " le disse scoppiando in una risata, Chiara si sentì imbarazzata e per uscire da quell'imbarazzo allungo la mano e lo prese, non aveva intenzione di mangiarlo, ma luomo continuò a fissarla come se lo aspettasse, " lo mangio dopo " , " lui sorrise ma non schiodò il suo sguardo, ( ok ok lo mangio ) pensò, scartò con riluttanza sotto quello sguardo attento e lo portò alla bocca, il calore del suo palato fece il suo corso e la cioccolata inizò a sciogliersi, un sapore nuovo, dolcissimo, qualcosa che non aveva mai sentito prima, pensò a tutte le volte che avrebbe potuto in cui aveva rinunciato ad un altro sapore, dimenticandosi dell'uomo accanto a lei.
" Buono vero? ", le sue parole la riportarono sulla panchina, " è delizioso " , il resto della mattina volò via in un lampo, mentre si raccontavano, ridevano, sciovolando sulla panchina sempre più vicini, si scambiarono il numero di cellulare, e si salutarono, chiara uscì dal parco, sentiva ancora i suoi occhi ADDOSSO, un chilometro dopo raggiunse la pasticceria, si fermò d'avanti alla vetrina sorrise ed entrò, la campanellina suonò annnunciandola, guardò l acommessa dietro il bancone, sorrise, " mi dia quella lì, voglio assaggiarli tutti. "
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« immagine » Tutti i giorni Chiara si sveglia e trova un cioccolatino sul suo comodino, è un cioccolatino fondente, Chiara adora quel cioccolatino, e questo rituale si ripete da quando suo padre la premiò con questo dolcissimo gesto per un bel voto preso a scuola, aveva 11 anni, e fù così content...
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