Antartide

16 luglio 2009 ore 20:38 segnala
Molti anni fa sono andato via dalla vita, ho percorso un sentiero sconosciuto. Molti anni fa sono andato via dalla vita ma mi sono accorto, troppo tardi, di non essermi allontanato da essa nemmeno di un millimetro.

 

C’è un nucleo, una parte iniziale da dove poi si sviluppa tutto, da li tutto si dirama, e tutto è a questo nucleo riconducibile. La nostra coscienza la dividiamo in frammenti, siamo abituati cosi’, purtroppo, a pensare che ogni nostro comportamento abbia origini e motivazioni diverse ma le cose non stanno cosi’, tutto ha una unica origine dalla quale partono i raggi, proprio come quelli di una bicicletta che partono dal mozzo e noi, purtroppo, pensiamo, crediamo che ogni cosa abbia una origine diversa. Ogni nostro comportamento, il nostro carattere, le nostre azioni partono invece da questo unico, originario nucleo. Questa parte centrale di noi, che poi in effetti è la nostra coscienza, si forma fin da quando veniamo al mondo: i nostri genitori, la scuola, i parenti, anche conoscenti occasionali ed estranei imprimono nella coscienza di un bambino i loro comportamenti, le loro azioni, le loro parole e la coscienza di un bambino è esattamente come una spugna che assorbe ogni cosa che recepisce. Ho parlato impropriamente di coscienza poiché in un bambino non si può parlare di coscienza: possiamo parlare - chi se lo ricorda? – del nastro appiccicoso che si srotolava, si appendeva al soffitto dove ci andavano a finire le mosche, si usava fino agli anni ’60 e forse lo si vende ancora: ecco, la “coscienza” di un bambino è proprio così, assorbe, recepisce, tutto ciò che riceve senza poter fare alcuna selezione, data l’età. E’ un terreno fertile la coscienza iniziale di un bambino, un karaoke, un contenitore vuoto che aspetta solo di essere riempito e tutte le informazioni che riceve si imprimono, si incollano in essa in maniera definitiva proprio come le mosche sul rotolo adesivo. Si forma il carattere di ognuno di noi. E questa coscienza diventa la pietra d’angolo, l’architrave, il muro portante, le fondamenta su cui accumuliamo, nel corso degli anni, piani su piani di esperienze ed apprendimenti. Se si è fortunati ( ma la maggior parte di noi non lo è, anzi sono una piccolissima, sparuta minoranza i fortunati) allora si “apprende” in maniera corretta e lo sviluppo psicologico è normale, la pietra d’angolo regge; se invece non si è fortunati ecco che prima o poi, una volta adulti, vengono fuori i comportamenti - chiamiamoli così – non normali e si soffre, si sta male, ma si sta male non tanto perché ci si comporta in un certo modo ma soprattutto perché non si riesce a comprendere il motivo, la natura del nostro malessere. Stiamo male e non sappiamo perché, la maggior parte delle volte. Ci sono nostalgie, tristezze, stati d’animo indefinibili, comportamenti strani, paure, remore, insoddisfazioni, frustrazioni, complessi, forme di difesa, schizofrenie, paranoie, il classico affermare : “ non era la vita che volevo “, oppure “non so nemmeno io cosa voglio”. E ad ogni nostro comportamento che ci fa stare male tentiamo di dare una spiegazione, una spiegazione per ogni comportamento. Ma, come ho detto prima, apparentemente sembrano comportamenti diversi ma in effetti anche se lo sono, la causa è una ed unica: ciò che si è impresso nella nostra infantile coscienza e che ci ha fatto deviare da quello che saremmo stati se in noi non si fossero impresse in essa delle “informazioni” sbagliate. Per uscire da Messina in macchina o con la corriera, da un po’ di tempo non è più possibile imboccare l’autostrada a Boccetta, quindi bisogna fare un giro più lungo per il centro della città. Ho camminato a piedi da Via Quod Quaeris fino alla stazione delle corriere, vicino alla stazione ferroviaria, hanno detto che oggi era la giornata più calda dell’estate, al porto la MSC Splendida, la nave da crociera più grande d’Europa al suo primo viaggio nel Mediterraneo ( è stata battezzata la settimana scorsa a Barcellona ) una enorme città galleggiante alta sessantacinque metri! Il Jolly Hotel, il gommista, l’Inps, la libreria LDC, la villa Mazzini, la storica edicola, Piazza Cairoli, il cigolio del tram sulle rotaie, ogni passo, ogni cosa un ricordo. Il bar! IL bar! La nostalgia entrando, stessi odori, persone diverse, sconosciute, stessi sapori, stesso arredamento, diversa atmosfera. Sono arrivato alla stazione delle corriere carico di sudore e di emozioni, di sentimenti, di ricordi. La corriera è partita ed ha fatto tutto il centro di Messina. Poi, verso l’uscita, siamo passati davanti l’asilo delle suore, un enorme portone di legno massiccio, dentro, nell’androne, per un attimo ho intravisto il buio di sempre, di allora, un cestino di cartone con i buchi laterali, un grembiulino bianco ed colletto blu, un berretto con la visiera; più avanti, alla mia sinistra, l’Ospedale Piemonte con il suo carico di dolori e di speranze, sulla destra la Caserma Aosta e l’Ospedale Militare. Lo stesso genere di luoghi. Poi la corriera, nella sua nuova strada, ha imboccato la rampa dell’autostrada. Era tutto finito, il percorso era tutto finito materialmente. La mia pietra d’angolo, il mio nucleo centrale, le fondamenta sulle quali poi sono stati costruiti piani su piani. Da li tutto si è diramato, da li tutto è partito, in maniera sbagliata poiché la pietra basilare era troppo fragile per poter reggere tutti i piani superiori. C’è una mano che spinge verso il basso - con un lavoro incessante e con una forza spaventosa - il mio vero essere; e spinge e incassa e preme e impedisce ed accumula, strato dopo strato, scisti micacei metamorfici, uno sopra l’altro senza sosta, senza tregua, senza pietà. E’ il mio nucleo sul quale è stata costruita la mia vita, una unica ragione che prevale prepotentemente su tutte le altre impedendo loro di venire alla luce. Da li si diramano tutte le mie azioni e li mi riconducono. Io vedo questo abisso spaventoso e so che non ne verrò fuori mai, il mio vero essere è compresso al di sotto della roccia madre, come il petrolio nella piattaforma dell’Antartide. Sepolto, vivo.

 

Vieni, c’è una strada nel bosco

il suo nome conosco,

vuoi conoscerlo tu?

Ponente

14 luglio 2009 ore 18:16 segnala
Il tempo è il nostro padrone,

la vita ci possiede

non apparteniamo al mondo

anche se lo crediamo fortemente;

quindi non seguirmi ora,

ti prego,

preferisco vivere di realtà

che di bugie e di illusioni:

non ci sono cure al mio male

bisogna solo soffrire

come molta gente 

che ama illanguidirsi

nella sofferenza,

che ama cercare rimedi

ad ogni insoddisfazione,

rifugiarsi nel nulla,

con la scusa della sofferenza.

Ma io non sento alcuna sofferenza

e non mi lamento

le cose potrebbero essere peggiori.

Ed ogni cosa può accadere

in questa vita

e in questo tempo.

 

 

I cattivi maestri. Quella banda di ragazzini del Nordest che, per passare il tempo, si appostava a picchiare omosessuali e disabili: da chi ha imparato? Hanno imperversato per parecchio tempo, nella paura generale. Alla fine, un gay meno terrorizzato degli altri ha trovato la forza di denunciarli, e la polizia li ha arrestati. Il piu' grande aveva diciassette anni: un'eta' tristissima, per imparare la vigliaccheria. Una volta i filosofi insegnavano il coraggio. Adesso fanno politica, danno del peccatore a chi non e' come loro, ingiuriano pubblicamente coloro che poi i ragazzini incoscienti aggrediranno; e non si chiamano piu' Socrate, ma Bottiglione ( ma dove è finito?), Savini, Calderoli. Borghezio etc etc. Per loro poltrone e onori, altro che cicuta.

 

Enciclicamente. I gay vanno all'inferno, annuncia Sua Santità sotto il bel Cupolone costruito dal gay Michelangelo.

 

Scusate, sono stato fuori dall'Italia qualche mese... mi aggiornate, per favore? Di chi è che devo avere paura adesso... sempre i Rumeni? Gli Zingari? Si torna ai marocchini stupratori? Ci sono new entry dall'Oriente? Come? Adesso i violenti sono gli italiani? ... Cioè... fatemi capire... devo aver paura degli italiani? Dei bianchi? Di me stesso?
Ahhhhhhh, vale solo se sono negro o cinese! Ah vabbè allora... posso stare tranquillo...
(Scusa mi fai un kebab senza cipolle? Ma... Il kebab lo posso mangiare, vero? Non è che poi col buio mi confondono per uno di quelli?)

 

Centrosinistra. Ehi, abbiamo un candidato! Dopo tanti anni passati a rincorrere Berlusconi e le sue idee, finalmente abbiamo trovato il leader giusto da contrapporgli. Tempo fa avevamo creduto di trovare il leader in Wanna Marchi, naturalmente. Televisione lui, televisione lei; imbonitore lui, imbonitrice lei; tutt'e due specializzati a vendere a milioni di coglionazzi il sogno di diventare ricchi. L'hanno messa in galera? E che vuol dire! Anzi! È un complotto dei giudici, naturalmente, dei giudici communisti ! Oggi c'è uno serio, anche se è stato un comico, ma la nomenklatura, l'apparato ne ha paura: e dice che non ha i requisiti. Questi non cambieranno mai, preferiscono estinguersi, come certe speci, pittosto che cambiare pelle come il serpente.

 

Incubo berlusconiano. Il governo svizzero, formato da ferocissimi communisti, ha deciso di rendere pubblici per legge gli stipendi dei supermegamanager delle più importanti società. Alcuni di costoro erano stati denunciati per distrazione di fondi e truffa dai poveri azionisti dell'Abb e della Swissair, falliti per la pessima amministrazione dei manager superpagati. In Italia, dove grazie a Dio il governo non è communista, gli stipendi dei manager continueranno ad essere segreti.

 

Bisogna sempre avere un nemico a cui addossare tutte le nostre colpe, responsabilità e fallimenti, se non avessimo questo nemico le nostre pulsioni aggressive si ritorcerebbero contro noi stessi con un meccanismo che in psicanalisi viene definito: conversione. Hitler, ai tedeschi, indicò come nemici gli ebrei, gli uomini bianchi che conquistarono il West ebbero come nemici i veri americani: i pellerossa. Un sondaggio di qualche anno fa ci fa sapere che in Italia i nemici sono i seguenti: al primo posto l’autovelox, al secondo la Guardia di Finanza. A seguire, i communisti, gli zingari, gli extracomunitari, la gente senza soldi e quasi tutti gli altri italiani.

 

 

Sono le 18,14 della mia vita,

le ombre del sole

sulla spiaggia di ponente

si scagliano feroci, di nero,

sui palazzi e sulle case

sugli uomini e sulle cose;

lontano, nella campagna

latrati di cani,

sotto la mia finestra

il solito gatto che gioca

a rincorrersi con altri mici.

Noi, invece,

che ci guardiamo

attenti e immobili, da gatti,

aspettando il passo falso dell’altro,

abbiamo sempre saputo, in effetti,

chi è il più forte a correre, scappare.

 

Thanatos

09 luglio 2009 ore 17:06 segnala

Qualche anno fa sono andato al cimitero, per un funerale, non per una visita come pure si fa. Alla fine della cerimonia mi sono allontanato, mi sono soffermato a guardare le varie lapidi, le foto dei morti, a leggere gli epitaffi scritti sopra, più o meno tutti uguali, le stesse parole di sconforto e di pietà, di dolore. Poi sono andato alla parte più antica del cimitero e mi è capitata davanti la tomba di uno morto nel 1914 e ho letto ciò che era inciso sulla pietra di marmo: “Quelli che parlano di me non mi conoscono e quando parlano mi calunniano; quelli che mi conoscono tacciono e nel tacere non mi difendono; così tutti mi maledicono fino a quando mi incontrano e quando mi incontrano riposano e passano oltre; solo io non mi riposo mai”. Ho riletto la frase diverse volte finchè ho capito che a parlare non era il morto ma la morte stessa: una strana morte che si lamentava della propria cattiva fama e della scarsa conoscenza tra i vivi così insolenti, una morte che si risentiva per la maldicenza e voleva essere oltrepassata. Stanca, addirittura amichevole e in fin dei conti paziente. Fino a quando quelle righe mi erano sembrate un semplice epitaffio non mi fecero alcun effetto ma, quando capii che a parlare era la morte, assunsero per me un significato affascinante e lugubre, piacevole e misterioso e ho voluto impararle a memoria e poi le ho messe qui, nel blog, come motto. Mi sarebbe tanto piaciuto che qualcuno, fra quelli che sono passati dal mio blog, avesse scritto: “Sai, io ho capito che quelle parole sono le parole della morte”. Ma non è successo e me ne dispiace.

 

Domani nella battaglia pensa a me 

e cada la tua spada senza filo

Domani nella battaglia pensa a me

Quando io ero mortale

E lascia cadere la tua lancia rugginosa

Che io pesi domani sopra la tua anima

Che io sia piombo dentro al tuo petto

E finiscano i tuoi giorni

In sanguinosa battaglia

Domani nella battaglia pensa a me

W.S.

 

Morgana

02 luglio 2009 ore 15:32 segnala
….ma a quel tempo tu sorridevi, e non mentivi mai,
ora sto correndo indietro,
correndo, correndo indietro.
Ora sto tornando a casa.

 

Beati loro. Thailandia. Qualche anno fa s'è dimesso il premier Thaksin Shinawatra, proprietario di tutte le televisioni del paese e contestato per una serie di scandali, fra cui la vendita del sistema nazionale di comunicazioni a una misteriosa corporation privata. Le elezioni non gli sono andate bene. "Farò un passo indietro ritirandomi dal governo - ha dichiarato - Continuerò a fare il deputato ma non voglio dividere bensì unire il paerse". Questa ragionevole presa di posizione, ha poi spiegato Shinawatra, vuol essere un omaggio "al nostro amato re", l'anziano Bhumibol (che poi non è nemmeno di Napoli.)


"Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: - Roba mia, vientene con me!" (Giovanni Verga, Novelle rusticane).

 

Esiste un Dio
che cammina con scarpe consumate

e che indossa vesti sdrucite e dimesse.
Arriva con dolcezza,

si siede in un angolo,

tace e ascolta.

 

Sono le 15.33 della mia vita

la Fata Morgana si erge superba

evaporando l’arsura della terra

arso è il mio animo

nell’estate del cielo

le grandi foglie della palma qui di fronte

sono ferme, non un alito di vento

bonaccia, afa, calma piatta

ma tra poco arriva la tempesta

su dal cielo

e dentro l’anima che aspetta

un refrigerio.

 

 

Quelli così

29 giugno 2009 ore 18:19 segnala

Quando non avrà più le care labbra

e le dolcissime spiagge,

quando l'isola viola all'orizzonte

non più sarà con lui

e la luce del mare,

se lieve scorrerà per voi

fra i ciottoli la marea del crepuscolo,

pensate, pensate che è stato per amore.  

 

 

 

Istat. "Studiare non studia, a casa ci torna quando vuole lui, a suo padre non gli dà mai retta, dei sacrifici che facciamo se ne frega... ". È l'ultima indagine Istat sui rapporti fra genitori e figli in Italia. È anche, più o meno, il testo del Lamento del Genitore su un'antica tavoletta sumera.

 

Autotobus. Un signore coi capelli bianchi che legge avidamente un vecchissimo numero di Tex Willer.

 

Hai mai visto i delfini? (Seguivano il vecchio postale Napoli-Palermo; e, prima ancora, le triremi).

 

Alè: non è vero che l'Africa, geologicamente, è unita (solo) alla Sicilia. Tutto il sud, almeno fino alla Puglia, fa parte del Continente Nero: pare che avevamo gli stessi dinosauri del Burundi, un centotrenta milioni d'anni fa. L'Europa comincia in Abruzzo (almeno) e noialtri terroni siamo molto più terroni di quanto non credessimo.

 

Archeo 1. Una spedizione sottomarina guidata dal professor Ballard ha trovato i resti di un villaggio neolitico sommerso dal disgelo, circa settemila e cinquecento anni fa. Fra i resti del villaggio sono stati trovati copie di giornali dell'epoca che invitavano la gente a non allarmarsi per tutte queste cazzate messe in giro dagli ambientalisti.

 

Archeo 2. Risalgono solo a trentamila anni fa, secondo l'archeologo inglese Steven Mithen, le prime manifestazioni di intelligenza da parte dell'Homo sapiens. Fino a quel momento ne aveva, senza particolari inconvenienti, fatto tranquillamente a meno.

 

Archeo 3. In un anfiteatro di epoca romana a Southwark, nella parte meridionale di Londra, un gruppo di archeologi ha scoperto - a quanto ha dichiarato il direttore del Museo di Londra Jenny Hall - i resti di un gladiatore donna, l'unico caso finora noto.

 

Questa faccenda che Berlusconi, quello della tivvù, si vuole presentare alle elezioni, allora è vera! Me l'hanno spiegato ieri sera gli amici del bar dello sport. Io ero convinto che fosse tutta una montatura pubblicitaria, tipo "Pippo Baudo for president" o "vota Mike Bongiorno", e invece no: questo è veramente convinto di diventare capo della repubblica o qualcosa del genere. A me personalmente, che sono di Catania, non mi fa nè caldo nè freddo se voi italiani vi volete sputtanare così; però a pensarci bene - mi ha fatto notare Ciccio "Manciatario" - la mala figura ce la facciamo anche noi catanesi, perchè magari all'estero pensano che noi siamo pure del tipo che si pigliano un televisionaro per presidente.
Così, con Manciatario, Erminio, Alberto e la due cavalli di Gianni (che sarebbe il padrone del bar sport) stanotte abbiamo preso su due secchi di colla e ce ne siamo andati in giro a mettere i manifesti con la faccia di questo Berlusconi o come si chiama. Non c'è bisogno di scrivere altro, ha detto Erminio: basta che la gente lo guarda in faccia, e capisce tutto. Ne abbiamo messo cinque milioni, di manifesti, e uno l'abbiamo messo proprio davanti a casa tua. Dagli un'occhiata, domattina quando esci per andare al lavoro, e dimmi se non avevamo ragione che basta vederlo.

 

 

Quelli cosi'

muoiono ai bordi di una strada

oppure in una camera d'albergo,

quando hanno fortuna,

con una valigia in un angolo

e delle vecchie foto e dei ricordi

che disperatamente richiamano

per chiudere senza rancore.

Mario è stato qui! 

 

Nella soffitta

davanti a uno specchio sbrecciato

la ragazza diciassettenne

si prepara ad uscire col suo ragazzo

e a volte per vie irrazionali

li raggiunge il tenero di quell'attesa

e senza saperne il motivo

fraternamente sorridono

e questo e' il loro solo paradiso.  

Bagnasco2

25 giugno 2009 ore 19:50 segnala
Lettera del prete genovese al suo vescovo: "Avete fatto il diavolo a quattro
sulle convivenze e sul caso Englaro. Ma assolvete il premier da ogni immoralità"

"Perché trattate così bene Berlusconi?"
Don Farinella scrive al cardinal Bagnasco

"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"
di don PAOLO FARINELLA

 

OAS_RICH('Left'); Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.


Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.
Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?

Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009
Paolo Farinella, prete

 

Bagnasco1

24 giugno 2009 ore 21:17 segnala
Giornale radio. Le notizie si rincorrono nell’etere, filtrate attraverso le maglie dell’autocensura: “Non penserai mica che lo dica in diretta!” ( captato fuori onda dal TG5, e te pareva!). Ma la realtà è univoca ed è impossibile da negare, quindi ne siamo tutti lieti ( che la verità trionfi, intendo dire!). Dunque dicevo: Giornale Radio: Il "Polo della Libertà" di Silvio Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio, l' "Ulivo" di Romano Prodi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napol-Etano ha dunque incaricato oggi il dott. cav. Silvio Berlusconi di formare il Governo".

Mi rendo perfettamente conto che la mia formazione culturale-politica è fortemente influenzata dalle idee sessantottine del Movimento studentesco prima e di Lotta Continua poi. Che volete farci, sono un romantico appiccicaticcio e mi attacco alle mie idee e li ci muoio allo stesso modo come l’edera della famosa canzone di Nilla Pizzi (se non sbaglio) “avvinta come l’edera”, che dove si attacca muore e lo faccio così per ogni aspetto della mia vita: sono un coglione o meglio “ un cazzu chinu ‘i pisciazza “, ma pisciazza bona assai anche se non apprezzata da tutti e quindi cercherò di vedere le cose da lontano senza più nessun sentimento preventivo e pregiudicativo. E dunque  vediamo nel dettaglio i risultati delle elezioni. Forza Italia, al 35 per cento, perde due punti (a causa soprattutto all'astensionismo in Sicilia) mentre la Lega (10, 3 per cento) ne recupera uno grazie al successo della sua campagna "d'ordine" nei paesi più tradizionalisti della Baviera. "Basta con negri, ebrei, zingari, communisti e omosessuali": uno slogan semplice ed efficace, i cui toni gli osservatori attribuiscono alla necessità di far presa su un target territoriale non certo composto da sofisticati intellettuali ma che ovviamente non comporta alcun pericolo reale per le categorie così indicate.

Il risultato complessivo, 45,3 per cento, non è certo eclatante ma neanche da disprezzare. Difficilmente tuttavia consentirà l'attuazione del programma (Totalmaggioranzen, Fuhrerprinzip, Reich millenario) che il Capo aveva espresso alla vigilia delle elezioni. In fondo, in Italia - fanno notare alcuni - il governo è appoggiato,  tenendo conto delle astensioni,  solo dal 26,2 per cento degli elettori: "Un italiano su quattro. E con uno su quattro si può a malapena governare,  altro che fondareregimi".

A livello di gossip c'è da notare che molti esponenti del Polo non nascondono in privato la soddisfazione per le dure parole pronunciate a caldo da don Angelo Bagnasco (il successore di Baget Bozzo alla guida spirituale del Polo): "Aveu tegnù chiù u scagnu ("avesse tenuto chiusa la bottega" in genovese, ndr), 'stu belìn rimbambì fatt de viagra, avrimm fatt un cul così ai communist". Ma non è detto che il Polo sarebbe riuscito a conquistare la maggiornaza assoluta anche se Noemi fosse rimasta a fare i compiti a casa sua.

Molto più frastagliato, ma non meno compatto, lo schieramento dell'Ulivo, che ha mancato il sorpasso di soli due punti, attestandosi comunque su un onorevole 43,1 per cento. I Democratici (guidati stavolta da un dc combattivo e non da un "communista" marpione) contribuiscono col 26,2 per cento. Segue Di Pietro (o meglio l'Italia dei Valori, visto che s'è finalmente deciso di abbandonare la personalizzazione) con un ottimo 8 per cento. Poi la Sinistra, (Prc, Sl, Pdci, Verdi) co un buon 6,1 per cento (un anno fa poco oltre il 4) e infine i radicali col loro 2,4 per cento.

"Combatteremo uniti, governeremo uniti, difenderemo uniti i magistrati e la legge di tutti" ha dichiarato subito Di Pietro. "Certo. E uniti organizzeremo organizzeremo il primo sciopero generale unitario di tutti i lavoratori italiani e stranieri" ha aggiunto il leader della Sinistra, Zanotelli. "Giusto. Da oggi c'impegneremo in una opposizione dura e pura - ha concluso Prodi - contro questo governo piduista e razzista, per salvare l'Italia dalla crisi facendo appello alla sua più grande risorsa umana, non i banchieri e i manager ma il popolo dei precari e dei lavoratori. Viva l'Italia".


Riepilogo. Da oggi comincia il postberlusconi. Vincono Lega, Repubblica e Di Pietro. Perdono Noemi, Topolanek, Berlusconi e i poveri coglioni come me, di sinistra. Il sud non vota più, o per protesta o perché non ha mai capito davvero questa faccenda delle elezioni. Il bipolarismo è una buffonata, la legge elettorale vigente falsifica i risultati. I leader più cialtroni sono i miei di sinistra, che hanno messo la mia scheda (Fava, Vendola e Ferrero: nessuno è stato capace di dialogare) nel tostapane. Nei democratici, un combattivo Dc s'è rivelato più efficace di tutti i vari marpioni ex Pci: confermarlo (o lui, o Rosy Bindi, o dalla Chiesa). A destra c'è solo un italiano su quattro: basta inciuci e basta timidezze. Il governo, comunque, ora si chiama governo Bossi.

 

E adesso,

col nastro nuovo di rosso velluto

tu fermi i capelli lucenti e svogliati,

ed io,

con il sole caduto nel mare

mi stringo nel cuore le cose più amate

e vedo allo specchio il mio viso perduto

e sento soffiare una brogna di mare

che ancora una volta mi porta il suo canto

e con la tristezza mi viene a trovare

mi fa compagnia,

e corro ogni giorno laggiù per la strada,

io vado tremante incontro alla vita

col giro di chiave ho già chiuso una porta

lasciandomi dietro passato e presente.

 

 

 

Cielo

22 giugno 2009 ore 15:18 segnala
Egitto. Antico sarcofago contenente una mummia risalente alla 26esima dinastia scoperto a Sakkara, a sud del Cairo. La mummia, che risale a oltre 2.600 anni fa, è una delle meglio conservate mai scoperte. E' stata pertanto trasferita in Italia per essere candidata alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Ministero della Virtù. Nel Texas (ma si il Texas, non ricordate? Quella regione del Messico settentrionale "liberata e portata alla democrazia" tempo addietro dagli Stati Uniti!! che strano però o che fortuna questi ammericani, vanno a liberare e democraticizzare solo terre dove, dopo, ci trovano il petrolio e il Texas, si sa…) dicevo dunque, il parlamento texano ha approvato qualche anno fa una legge per regolare la lunghezza delle gonne delle cheerleaders, le ragazze che organizzano, nelle varie scuole, il tifo per le squadre locali. Le gonne corte, che le ragazze tradizionalmente portano in queste occasioni, rischiano infatti di corrompere al peccato gli spettatori. In Virginia è stato invece fissato per legge il massimo di pelle esponibile fra jeans e ombelico. In Florida, dove la media della popolazione è più anziana, si è preferito affrontare il problema della punizione dei peccatori, autorizzando i cittadini onesti a sparare senz'altro a chiunque abbia un atteggiamento sospetto.

 

Partito unico? Persino peggio del "communismo", dove c'è  un unico partito ma perlomeno non un unico padrone dell'unico partito.

 

Già si accendono i lampioni,

costellando la Marina,

il Borgo antico, 

l'intero luogo del Castello, disadorno

tra il suo grande lurido monte,

i suoi antri,

il nero fondale del mare, oltre il Capo,

che Monte Trino

ammassa o sfuma invisibile sul cielo.

 

In realtà

17 giugno 2009 ore 22:32 segnala
Uno

E ora che mi è stato strappato il cuore,

espiantata l’anima,

lobotomizzate le speranze,

macerati i sentimenti

in una agra salsa di fiele e di aceto,

murata ogni strada della immaginazione,

che cosa farò?

Di nascosto, nelle biblioteche comunali,

cercherò di riconoscermi

in qualche vecchio poeta di seconda mano.

 

Due

Me ne vado, ti lascio nella sera

che, benché triste, così dolce scende

per noi viventi, con la sua luce fioca,

che alla fine della Salita del Quartiere

in penombra si raggruma.

E lo commuove. Lo fa più grande, vuoto,

intorno, e, più lontano, lo riaccende

di una vita smaniosa di giovani nottambuli,

in cerca di una estate precoce, dei gridi umani,

dialettali, fa eco una musica fioca

allegra e malinconica, dalla scalinata del Castello.

Dolore

05 giugno 2009 ore 23:30 segnala
Molti anni fa un uomo, qui dove abito, punisce la figlia di cinque perché aveva rotto un oggetto di valore, in un momento di quella famiglia in cui il denaro scarseggiava e quell’oggetto poteva servire a qualcosa. Era il periodo di Natale e l’atmosfera è quella magica che solo il Natale, ancora, riesce a creare. Periodo di auguri e di regali e, dopo alcuni giorni da quella punizione, la bambina diede al padre, ancora arrabbiato, un regalo dicendo: “Questo è il mio regalo di Natale per te, papà”. L’uomo rimase visibilmente imbarazzato ma la sua rabbia aumentò quando, aprendo quella scatola, all’interno non trovò nulla, era vuota! Rimproverando la figlia, aggiunse in modo brusco: “Ma che scherzo è questo? Mi regali una scatola vuota?” La bimba lo guardo dal basso verso l’alto, con le lacrime agli occhi, spiegando: “ No papà, non è vuota. Ho messo dentro tanti baci per te fino a riempirla”. Il padre si sentì annientato, si inginocchiò e stringendo forte la sua bimba le chiese perdono. Passarono gli anni, la bimba divenne adulta ma un destino crudele, una disgrazia, la portò via dalla vita a soli ventitre anni. Oggi quell’uomo, distrutto dal dolore,  tiene quella scatola sempre sul comodino accanto al letto e nei momenti di maggiore difficoltà e tristezza, tira fuori da quella scatola un bacio immaginario di quella bimba e trova la forza per andare avanti ricordando tutto l’amore che la piccola aveva messo dentro. Ognuno di noi ha una scatola piena di baci, piena dell’amore dei figli, di chi ci sta vicino, di chi condivide la nostra vita, degli amici e soprattutto di Dio. Non ci sono cose più importanti di queste che si possano desiderare.

 

Questa è una storia vera, non è una favola, una storia inventata. Il padre della bimba è un mio amico, una volta sempre sorridente per sua natura, ma adesso la sua tristezza è chiaramente dipinta sul suo volto. Giorni fa è passato un anno da quella morte e questo episodio è stato riportato da un giornalino locale di cui un parente ne è il direttore.

 

Verso di te, vento,

il respiro si spezza,

la voce rimane muta,

ogni pianto strozzato nella gola:

un uomo non riesce più

a versare le sue lacrime,

arso di fuoco dentro

mentre guarda nel nulla.

Che il dolore venga

di colpo o lentamente

non importa nemmeno:

è sempre un mostro che ti alita sul collo,

implacabile, duro!

Se la tua mente si chiude

a rifiutarlo,

la porta si apre di più, spinta dal vento,

si introduce infinito,

che ti porta perfino ad amarlo, il dolore.