Bagnasco1

24 giugno 2009 ore 21:17 segnala
Giornale radio. Le notizie si rincorrono nell’etere, filtrate attraverso le maglie dell’autocensura: “Non penserai mica che lo dica in diretta!” ( captato fuori onda dal TG5, e te pareva!). Ma la realtà è univoca ed è impossibile da negare, quindi ne siamo tutti lieti ( che la verità trionfi, intendo dire!). Dunque dicevo: Giornale Radio: Il "Polo della Libertà" di Silvio Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio, l' "Ulivo" di Romano Prodi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napol-Etano ha dunque incaricato oggi il dott. cav. Silvio Berlusconi di formare il Governo".

Mi rendo perfettamente conto che la mia formazione culturale-politica è fortemente influenzata dalle idee sessantottine del Movimento studentesco prima e di Lotta Continua poi. Che volete farci, sono un romantico appiccicaticcio e mi attacco alle mie idee e li ci muoio allo stesso modo come l’edera della famosa canzone di Nilla Pizzi (se non sbaglio) “avvinta come l’edera”, che dove si attacca muore e lo faccio così per ogni aspetto della mia vita: sono un coglione o meglio “ un cazzu chinu ‘i pisciazza “, ma pisciazza bona assai anche se non apprezzata da tutti e quindi cercherò di vedere le cose da lontano senza più nessun sentimento preventivo e pregiudicativo. E dunque  vediamo nel dettaglio i risultati delle elezioni. Forza Italia, al 35 per cento, perde due punti (a causa soprattutto all'astensionismo in Sicilia) mentre la Lega (10, 3 per cento) ne recupera uno grazie al successo della sua campagna "d'ordine" nei paesi più tradizionalisti della Baviera. "Basta con negri, ebrei, zingari, communisti e omosessuali": uno slogan semplice ed efficace, i cui toni gli osservatori attribuiscono alla necessità di far presa su un target territoriale non certo composto da sofisticati intellettuali ma che ovviamente non comporta alcun pericolo reale per le categorie così indicate.

Il risultato complessivo, 45,3 per cento, non è certo eclatante ma neanche da disprezzare. Difficilmente tuttavia consentirà l'attuazione del programma (Totalmaggioranzen, Fuhrerprinzip, Reich millenario) che il Capo aveva espresso alla vigilia delle elezioni. In fondo, in Italia - fanno notare alcuni - il governo è appoggiato,  tenendo conto delle astensioni,  solo dal 26,2 per cento degli elettori: "Un italiano su quattro. E con uno su quattro si può a malapena governare,  altro che fondareregimi".

A livello di gossip c'è da notare che molti esponenti del Polo non nascondono in privato la soddisfazione per le dure parole pronunciate a caldo da don Angelo Bagnasco (il successore di Baget Bozzo alla guida spirituale del Polo): "Aveu tegnù chiù u scagnu ("avesse tenuto chiusa la bottega" in genovese, ndr), 'stu belìn rimbambì fatt de viagra, avrimm fatt un cul così ai communist". Ma non è detto che il Polo sarebbe riuscito a conquistare la maggiornaza assoluta anche se Noemi fosse rimasta a fare i compiti a casa sua.

Molto più frastagliato, ma non meno compatto, lo schieramento dell'Ulivo, che ha mancato il sorpasso di soli due punti, attestandosi comunque su un onorevole 43,1 per cento. I Democratici (guidati stavolta da un dc combattivo e non da un "communista" marpione) contribuiscono col 26,2 per cento. Segue Di Pietro (o meglio l'Italia dei Valori, visto che s'è finalmente deciso di abbandonare la personalizzazione) con un ottimo 8 per cento. Poi la Sinistra, (Prc, Sl, Pdci, Verdi) co un buon 6,1 per cento (un anno fa poco oltre il 4) e infine i radicali col loro 2,4 per cento.

"Combatteremo uniti, governeremo uniti, difenderemo uniti i magistrati e la legge di tutti" ha dichiarato subito Di Pietro. "Certo. E uniti organizzeremo organizzeremo il primo sciopero generale unitario di tutti i lavoratori italiani e stranieri" ha aggiunto il leader della Sinistra, Zanotelli. "Giusto. Da oggi c'impegneremo in una opposizione dura e pura - ha concluso Prodi - contro questo governo piduista e razzista, per salvare l'Italia dalla crisi facendo appello alla sua più grande risorsa umana, non i banchieri e i manager ma il popolo dei precari e dei lavoratori. Viva l'Italia".


Riepilogo. Da oggi comincia il postberlusconi. Vincono Lega, Repubblica e Di Pietro. Perdono Noemi, Topolanek, Berlusconi e i poveri coglioni come me, di sinistra. Il sud non vota più, o per protesta o perché non ha mai capito davvero questa faccenda delle elezioni. Il bipolarismo è una buffonata, la legge elettorale vigente falsifica i risultati. I leader più cialtroni sono i miei di sinistra, che hanno messo la mia scheda (Fava, Vendola e Ferrero: nessuno è stato capace di dialogare) nel tostapane. Nei democratici, un combattivo Dc s'è rivelato più efficace di tutti i vari marpioni ex Pci: confermarlo (o lui, o Rosy Bindi, o dalla Chiesa). A destra c'è solo un italiano su quattro: basta inciuci e basta timidezze. Il governo, comunque, ora si chiama governo Bossi.

 

E adesso,

col nastro nuovo di rosso velluto

tu fermi i capelli lucenti e svogliati,

ed io,

con il sole caduto nel mare

mi stringo nel cuore le cose più amate

e vedo allo specchio il mio viso perduto

e sento soffiare una brogna di mare

che ancora una volta mi porta il suo canto

e con la tristezza mi viene a trovare

mi fa compagnia,

e corro ogni giorno laggiù per la strada,

io vado tremante incontro alla vita

col giro di chiave ho già chiuso una porta

lasciandomi dietro passato e presente.

 

 

 

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Giornale radio. Le notizie si rincorrono nell’etere, filtrate attraverso le maglie dell’autocensura: “Non penserai mica che lo dica in diretta!” ( captato fuori onda dal TG5, e te pareva!). Ma la realtà è univoca ed è impossibile da negare, quindi ne siamo tutti lieti ( che la verità trionfi,...
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24/06/2009 21:17:59
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