Bermuda

19 settembre 2009 ore 01:01 segnala
Quando i sogni diventano realtà, sembra ovvio e banale, si torna alla realtà. Finisce il fascino e la sconfinata fantasia del sogno, della immaginazione, perché proprio questo è il bello dei sogni: che ognuno può immaginarsi l’oggetto dei suoi sogni come meglio gli pare o come vorrebbe che fosse, se lo dipinge a modo suo, secondo i suoi desideri e le sue aspettative, ci costruisce sopra i suoi castelli e la sua fantasia può andare come e dove vuole. Ma poi, quando il sogno si avvera, si torna alla realtà che è sempre tremendamente, disillusamente diversa dal sogno, anche se si è ottenuto ciò che si è sognato. Quante volte siamo rimasti delusi nonostante la realizzazione di ciò che abbiamo magari per anni sperato, sognato! E’ un po’ come quando un bambino desidera fortemente un giocattolo, vive nell’attesa di averlo e quando, finalmente, lo ha, ci gioca intensamente e continuamente per diversi giorni per poi abbandonarlo del tutto dopo qualche tempo. Ricordo che dove vivo fino a qualche anno fa, c’erano due passaggi a livello che spaccavano la città, il treno in pratica passava in mezzo alle case, come succede in tante altre città. In uno di questi due passaggi a livello, ad un certo punto, la strada ferrata faceva una curva dietro la quale il treno spariva del tutto. Fin da piccolo io ero affascinato da quella curva, da quel treno che spariva una volta superatala. Ci fantasticavo sopra su cosa potesse esserci dopo quella curva, che direzione prendesse il treno, le case che avrebbe sfiorato, la campagna, le persone che avrebbero visto lo stesso treno che qualche minuto prima avevo visto io. E per tutta la mia vita ho mantenuto vivo questo mio sogno, questo mio fantasticare su cosa ci fosse oltre quella curva. Non mi sono mai, volutamente, preoccupato di andare a vedere, scoprire, costatare la realtà; ho preferito sempre mantenere in me quella fantasia perché potevo immaginarmi qualsiasi cosa volessi, perfino che il treno oltre quella curva fosse inghiottito da una forza misteriosa proprio come avviene per certe navi o certi aerei nel famoso triangolo delle Bermuda. Insomma, il sogno me lo gestivo come volevo e se fossi andato a vedere cosa realmente c’era oltre quella curva avrei smesso, per sempre, di sognare. Ma alcuni anni fa sono cominciati i lavori di smantellamento dei binari dal centro della città, i passaggi a livello sono stati eliminati, il treno fa un nuovo tragitto lontano dalla città e tutto il vecchio percorso è stato ripulito dalle erbe alte, dagli alberi, cespugli e muretti laterali: è stato aperto uno squarcio su ciò che prima non si vedeva, ai tempi in cui ci passava il treno, e quella curva non è più una curva, lo sguardo può liberamente spaziare al di là di essa poiché si vede tutto ciò che prima si poteva solo immaginare: il sogno si è spezzato e quello che ora si vede è molto lontano dal sogno che ho tenuto un vita per più di quaranta anni! Succede sempre così, mi ripeto, quello che diventa realtà, in seguito ad un nostro sogno, è sempre diverso da come ce lo eravamo immaginato e nonostante si sia avverato rimane sempre in noi un senso di disagio, di delusione. Ecco perché sognare è inutile e dannoso se poi diventa realtà: i sogni devono rimanere tali per sempre perché si avveri, veramente, ciò che noi vogliamo. Sognare così vuol dire non crearsi illusioni e non sperare in niente e in nessuno, contare solo su se stessi anche se molto spesso non si ha neanche la forza per questo.

 

Ma che importa,
io posso ancora raccontare,
ed è questa
la mia vittoria.

 

 

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Quando i sogni diventano realtà, sembra ovvio e banale, si torna alla realtà. Finisce il fascino e la sconfinata fantasia del sogno, della immaginazione, perché proprio questo è il bello dei sogni: che ognuno può immaginarsi l’oggetto dei suoi sogni come meglio gli pare o come vorrebbe che fosse,...
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19/09/2009 01:01:59
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Commenti

  1. luci46 19 settembre 2009 ore 11:16
    dell'uomo...smettere di desiderare quello che ha...
    Luci
  2. nessun.attesa 19 settembre 2009 ore 19:01

    tu puoi ancora raccontare...che sia vittoria vera oppure di Pirro, sei qui a raccontare.

    Ciao Mario

  3. rina.84 19 settembre 2009 ore 20:27
    sognare va' bene...ma senza dimenticare di vivere
  4. rina.84 25 settembre 2009 ore 15:11

    anche la marmellata rubata da piccoli aveva un  sapore + buono di quella che oggi abbiamo a disposizione come e quando la si vuole

     

    ...ciao comandante

  5. Linda.75 30 settembre 2009 ore 17:07
    simile...spero di spiegarmi bene....
    Quando sono arrivata in Trentino, mi sentivo molto piccola tra queste monstruose montagne. Essendo uno spirito sognatrice, avevo fatto una domanda ad alta voce, ma non ho pensato ne voluto ricevere la risposta, perché ho voluto immaginare i posti incredibili...posti misteriosi.
    La domanda era: Cosa c'è dietro questa montagna?
    Seguiva la risposta secca:-Un altra montagna.
    Capisci? I sogni erano svaniti, ed io ero molto delusa.

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