Consapevolezza

21 dicembre 2009 ore 15:31 segnala
"……una volta in India viaggiavo in macchina. C’era un autista che guidava e io sedevo accanto a lui. Dietro di me c’erano tre signori che discutevano intensamente della consapevolezza e su di essa mi ponevano delle domande; sfortunatamente in quel momento l’autista guardava altrove e investì un’oca e i tre signori continuavano a parlare della consapevolezza, totalmente inconsapevoli di aver inestito un’oca. Quando a questi signori, che tentavano di essere consapevoli, fu fatta notare questa mancanza di attenzione, fu per loro una grande sorpresa….."

 

( Da: “Libertà dal conosciuto” di Krishnamurti )

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Due storie vere sulla consapevolezza 

 

12 Gennaio 2007

 

( Da Repubblica e YouTube)

 

Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro. Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia. Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare. Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma poi guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento. Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.
Questa è una storia vera, anche se assomiglia moltissimo as una favola meravigliosa di Natale.
La eccezionale performance di Bell è stata scrupolosamente seguita e registrata da un gruppo di cronisti del Washington Post, che ne hanno dato conto in un lunghissimo articolo pubblicato nell'edizione di domenica 8, il giorno di Pasqua. Il giornalista che firma l'articolo, Gene Weingarten, spiega che Bell ha accettato di prestarsi all'esperimento con l'obiettivo di verificare se, in un contesto anomalo, la gente normale avrebbe riconosciuto un famoso e acclamato artista e, soprattutto ne avrebbe riconosciuto il talento. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?". Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?". Ma dipende anche dal contesto e dal tipo di società poichè lo stesso Joshua Bell dichiarò più tardi: Quando alla donna è stato spiegato chi è Bell, ha replicato senza scomporsi: "Se qualcosa del genere fosse accaduto in Brasile, tutti si sarebbero fermati ad ascoltare, non qui. Un paio di anni fa un barbone è morto, e non si è fermato nessuno". Gli americani sono troppo indaffarati, conclude Weingarten, che cita anche a dimostrazione di questa tesi il sociologo Alexis de Tocqueville e il film Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio.

 

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19 Dicembre  2009

 

(2° Da me)

 

Ho dormito, ieri notte, in una città che non era la mia,

ho fatto acquisti, roba di poco conto.

Oggi, al risveglio, il vento spazzava la città sporca di carte

ed altri rifiuti,

ed i bambini, sorridenti per le prossime vacanze, andavano a scuola.

Io stavo in un angolo rumoroso di venditori,

aspettando che scattasse il verde

e sulla strada c’era uno  che suonava il sax

davvero molto bene, gratis,

ti offriva il suo genio musicale, gratis,

una musica che gli usciva dall’anima, gratis,

e io, invece, me ne stavo andando senza sapere dove,

in mezzo alla gente piena di pacchi,

e di passi affrettati di chi torna a casa

con la spesa di Natale ed i regali,

di bambini che andavano allegri alla scuola,

di venditori di frutta e stelle di Natale,

ma c’era soltanto un uomo solo sotto l’orologio

e suonava il suo sax in modo celestiale

e offriva le sue note roche e profonde ( avete presente il nasale suono del sax? )

per niente in cambio,

gratis.

Nessuno si fermava da ascoltarlo

ma suonava così dolcemente ed aveva gli occhi chiusi,

conosceva la sua musica dal cuore,

nessuno si fermava ad ascoltarlo, solo passi frettolosi,

qualche centesimo nella ciotola,

perchè tutti vedevano che non era mai stato sullo schermo della tivvù.

Volevo farmi avanti

e chiedergli una musica tutta per me,

ma sentii il suo ritmo e mi fermai, rinunciai a chiedere per me:

suonava davvero in modo celestiale e non voleva niente in cambio,

gratis.

 

 

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"……una volta in India viaggiavo in macchina. C’era un autista che guidava e io sedevo accanto a lui. Dietro di me c’erano tre signori che discutevano intensamente della consapevolezza e su di essa mi ponevano delle domande; sfortunatamente in quel momento l’autista guardava altrove e investì un’oca...
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21/12/2009 15:31:59
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Commenti

  1. venuste 22 dicembre 2009 ore 09:23

    non vedo l'ora che passi il Natale.......

  2. nessun.attesa 22 dicembre 2009 ore 12:46
    lasciamo riempire gli occhi dal contorno, noi, miseri esseri superficiali.
  3. venuste 22 dicembre 2009 ore 14:31

    Buon Natale anche a te.......

    che porti pace e serenita' nel tuo cuore...

    .........................

    anche a me non piace zucchero come persona...

    ma le sue canzoni........sono tutte belle

    almeno quelle di un tempo.....

    ma uno non deve soffermarsi.......alle negativita' di una persona...

    se uno.....non ce la fa........ad essere.....perfetta.....

    significa che gli  mancano tante cose......che i soldi

    non possono comprare......

    l'essenziale è per me.......

    è che io sia.......non ti dico perfetta......

    ma che io segua......la strada giusta.......

    degli.......altri....... che facciano cio che meglio credono

    io.......vado da sola.......

    ciao ancora... Gabry

  4. rina.84 30 dicembre 2009 ore 16:56

    l'anno nuovo avra'  365 pagine vuote...ti auguro di scriverle con il sorriso e con i colori belli della vita...

    ciao baffoman

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