La teoria dell’Astronave Luna!Quando è stata messa lì?

03 ottobre 2015 ore 22:12 segnala
conosciuta anche come la Teoria Vasin-Shcherbakov è stata proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La Luna è la creazione di un’intelligenza aliena?”. Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra.
Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo.

Nonostante le numerose visite eseguite grazie alle missioni Apollo, la Luna resta un enigma per gli scienziati sotto molti punti di vista. Tuttavia, come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. L’origine della Luna è uno dei problemi più complessi della cosmogonia. Finora, le ipotesi in discussione sono state tre:
1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti.
2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)? Inoltre, le analisi sui sassi portati a Terra dalle missioni Apollo rivelano che la composizione delle rocce lunari è differente da quelle terrestri.
3) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra (forse fuori dal Sistema Solare). Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali, sarebbe stata catturata in un orbita geocentrica perfettamente circolare. Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale!
Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice: la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute.
L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i grandi crateri lunari, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro.
Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo. Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbero scelto proprio questa miscela di elementi.
Questa considerazione spiega il motivo per il quale le rocce lunari sono un così straordinario cattivo conduttore di calore, un fattore che stupì molto gli astronauti delle missioni Apollo e i ricercatori della Nasa. Non era proprio quello l’effetto desiderato da chi ha progettato la Luna? Così scrivono i due ricercatori russi nell’articolo:
“Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E’ questo spiega molto bene la sua longevità. E’ possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari si sono dimostrate essere più antiche della Terra. Se questo è vero, questo però potrebbe valere per l’età dei minerali utilizzati e non per quando è sono stati utilizzati per costruire il satellite”.

Quando è stata messa lì? E da chi?
Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Ciò implica che potrebbe esserci stato un tempo in cui la Terra era senza Luna?
Alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica alcuni brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità. Ippolito di Roma, un autore cristiano del II secolo, nel suoRefutatio Omnium Haeresium spiega che Anassagora e Democrito, due filosofi della Grecia antica, insegnavano che era esistito un tempo in cui non c’era la Luna.
Aristotele, nel frammento 591, scrisse che il territorio dell’Arcadia, prima di essere abitato dai greci era occupato dalla popolazione dei Pelasgi, una cultura proto-ellenica che secondo il grande filosofo esisteva prima che ci fosse una luna nel cielo; per questo motivo sono stati chiamati Proseleni. Plutarco ne Le Questioni Romane parla degli arcadi come delle persone pre-lunari. Infine, il grammatico romano Censorino allude ad un tempo passato, quando non c’era la luna nel cielo.
Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perchè? I due ricercatori russi ipotizzato che la Luna possa essere una nave spaziale molti antica, una sorta di antica arca di Noè utilizzata da un’antica civiltà per viaggiare nello spazio per migliaia di milioni di chilometri e giungere sul nostro pianeta per colonizzarlo: noi saremmo i loro discendenti.
Gli autori immaginano l’interno della Luna sia pieno di carburante per i motori, materiali e apparecchi per lavori di riparazione, strumenti per il sostentamento vitale e apparecchiature di osservazione. Vasin e Shcherbakov, non credono che la Luna sia ancora abitata, e probabilmente molti dei suoi dispositivi automatici hanno smesso di funzionare.
Ma in alcune ipotesi più malevole, alcuni teorici del complotto alieno credono che non solo la Luna sia ancora abitata, ma che svolga ancora un ruolo importantissimo nei piani degli ‘occupanti’ alieni. Un po’ come descritto nel film “The Truman Show”, nel quale il regista del programma può osservare tutto ciò che accade dal suo ufficio posizionato nella finta luna, così i nostri ‘invasori’ utilizzano il nostro satellite come avamposto di osservazione per “l’esperimento uomo”.
D’altra parte, il fatto che la Luna mostra sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica molto rara in tutto l’Universo conosciuto) faciliterebbe il compito degli osservatori, che avrebbero la possibilità di osservare costantemente la Terra, senza dover aspettare ogni volta il completamento della rotazione della Luna sul proprio asse.
Ad ogni modo, secondo Vasin e Shcherbakov ci sarebbero moltissimi altri indizi, purtroppo solo circostanziali, a favore della loro ipotesi, che a prima vista potrebbe sembrare folle. Un’idea pazza simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij, un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Marte, Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che entrambi devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali.
Quando scrissero l’articolo, i due ricercatori russi speravano che aver sollevato abbastanza questioni per fornire argomenti per una seria riflessione sulla materia, il cui risultato potrebbe risolvere i numerosi enigmi lunari e gettare luce sulla vera origine della specie umana. Ora, si tratta solo di aspettare le prove dirette che sostengano o confutino la loro idea. Probabilmente, non ci sarà molto da aspettare.

LA TEORIA MOON MATRIX David Icke

Il Risveglio del Leone, umanità mai più in ginocchio è il libro di David Icke più sconvolgente con il quale l'autore inglese celebra e corona venti lunghi anni di ricerca con rivelazioni di verità nascoste e informazioni segrete.

La sua rivelazione più incredibile e controversa è che le mente umana collettiva e la Terra siano manipolate dalla Luna che non è un satellite naturale bensì una struttura artificiale, una enorme astronave spaziale dal cui interno agisce il gruppo di extraterrestri che controllano da migliaia di anni l'umanità.

Icke descrive ciò che ha definito "Moon Matrix", ovvero la falsa realtà trasmessa dalla Luna che viene decodificata dalla nostra mente, in maniera simile a quanto avveniva nella trilogia cinematografica Matrix.

Viviamo tempi straordinari. Da un lato vediamo come si vada instaurando uno stato globale orwelliano, un regime fascista di controllo globale con a capo coloro che servono la "Moon Matrix"; dall'altro invece vediamo come sia in atto una fantastica trasformazione energetica, "Le vibrazioni della Verità", un fenomeno che Icke ha predetto nel 1990. Le vibrazioni della verità stanno risvegliando un gran numero di persone nel ricordo di cosa sono realmente: infinita, eterna coscienza.

TITANIC: uno dei piu tragici eventi criminali attuati!

03 ottobre 2015 ore 17:48 segnala
Un documento importante da diffondere e far conoscere la verità!
l’11 Settembre è il nostro Titanic!
I ricchi hanno sempre creato guerre inutili in cui i poveri dovevano sempre combattere e morire. Le pagine di 'The Secret Terrorist' non specificano il nome di Templari, Massoni e Illuminati. Ma queste società segrete sono connesse e controllano: banche, sistema monetario, compagnie petrolifere, società, governi, politici, militari, polizia, legge e sistema giudiziario, chiese, scuole, media, ecc. ecc.
I ricchi e i potenti hanno sempre governato il mondo. Le elite fabbricano le notizie, creano i grandi eventi internazionali. William Randolph Hearst inventò le notizie e stampò la sua propaganda nel suo giornale.
Fu il ricco che fece volutamente schiantare la Borsa nel 1929 e causò la sofferenza della Grande Depressione. I super ricchi ebbero giornate finanziarie altamente redditizie durante il Crash. Furono i meno ricchi, gli investitori che volevano esserlo, che persero tutto.Il Capitano del Titanic era Edward Smith, che la mattina della partenza della nave, ricevette l’ordine di affondare il Titanic, di trascinare negli abissi tutti e nascondere ogni prova. Il Capitano Smith aveva percorso le acque del Nord Atlantico per oltre 26 anni, era il capitano più esperto del mondo per la navigazione in quelle acque polari, ma durante la navigazione spinse ad una velocità di 22 nodi tra la nebbia il transatlantico che si andò così a scontrare con un enorme iceberg. Intenzionalmente la nave fu dotata di poche scialuppe, proprio per portare in salvo solo pochi, e lasciar morire la gente più umile. Insieme alle centinaia di persone dei certi più bassi persero la vita anche gli uomini più ricchi del mondo, e così ogni speranza di boicottaggio della Federal Reserve.

Ironia della sorte, il Titanic conserva ancora il grande tesoro dei dollari d’argento e d’oro, che non erano delle monete debito ma la prova di un accordo equo tra controparti ritenute uguali, di una promessa solenne dell'emittente che, all’esibizione di questa ricevuta rimborsava una somma uguale di metallo prezioso, in virtù di una prassi finanziaria etica e trasparente della Banca e del Governo.
Il 14 Aprile 1912 il Titanic colpì un iceberg, e nel dicembre del 1913, il Sistema della Federal Reserve venne istituito dal governo degli Stati Uniti come sistema monetario ufficiale.Nella storia che vi abbiamo descritto potrete leggere ciò che è il nostro presente, perché l’11 Settembre è il nostro Titanic, è il nostro evento traumatico che porterà a cambiare sistema economico. La verità è stata tuttavia occultata e poi romanzata in un delirio di amore e di scenografia, per impedire che venisse sdoganata, che venisse rimessa in discussione dinanzi all’opinione pubblica. Noi ricorderemo per sempre un film, un libro e degli attori, non arrivando più a leggere il mistero delle guerre e il segreto della scienza del sistema, del nostro concetto di vita.

Nel 1912 affondò il Titanic, di cui non esiste neanche una lista completa delle vittime. Nel 1913 di fu la privatizzazione della Federal Reserve. I principali oppositori alla Federal Reserve scomparvero in una volta sola. Non so a voi, ma a me ricorda la caduta dell’aereo del governo polacco…. che si opponeva all’euro…. e ai vaccini…Scorrendo la lista dei passeggeri, si scoprono cose molto interessanti, ad esempio che Sir William Pirrie, primo Visconte Pirrie, presidente di Harland and Wolff cancellò il viaggio all’ultimo minuto, e Milton S. Hershey, fondatore della Hershey Company, Henry Clay Frick, Theodore Dreiser, Guglielmo Marconi, Edgar Selwyn, e Alfred Gwynne Vanderbilt avevano previsto di viaggiare sul Titanic, avevano comprato il biglietto – che costava tra i 4’000 e i 10’000 euro attuali, ma cancellarono il viaggio all’ultimo minuto.

Il finanziere gesuita J. P. Morgan costruì il TITANIC, spinto dagli stessi gesuiti, e fu usato come esca per far imbarcare i ricchi americani contrari alla FED. Ma all’ultimo anche lui non si presentò al viaggio inaugurale, perché sapeva, come previsto già dalla costruzione, che sarebbe stato un viaggio di sola andata.

Sempre tra i passeggeri di prima classe, dove si salvarono prima le donne e i bambini, la percentuale di uomini di affari e notabili salvati è assai elevata, 57 uomini salvi su 118 vittime, per cui si capisce che è bizzarro che Astor, il passeggero più abbiente del Titanic, fu lasciato a bordo per dare la precedenza a donne e a bambini mentre altri notabili uomini meno importanti furono fatti salire sulle scialuppe di salvataggio.Ci hanno raccontato che fu un iceberg ad affondare il Titanic, ma le prove dove sono?
Basta un’iceberg con una linea di vernice rossa (peraltro non combaciante) come prova?
Inoltre col Titanic tramontò l’era del carbone (UK) a favore di quella del petrolio (USA).

Come il 6 maggio 1937 la ”tragedia” Hindeburg fece tramontare l’era del dirigibile e sterminò parte del ceto industriale del terzo reich favorendo i futuri ”buoni liberatori” caso strano…
E’ plausibile anche la storia dei magnati oppositori che morirono sul Titanic perchè si erano messi contro i cattivi cugini al servizio dei Rothschild negli USA.

I banchieri (gesuiti) misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano Edward John Smith (gesuita) a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte (o un piroscafo, come riportato nella testimonianza di Raimondo Vitillo), colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale.

Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell’ora e in quel punto preciso dell’oceano – in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto. Dopodiché i banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati.Quando pensiamo ai grandi misteri, alle controversie, alle cospirazioni o alle questioni storiche...vengono alla mente molte cose

Un altro mistero della storia, o rompicapo, è: Qual'è stata la vera storia dietro l'affondamento del Titanic? Il libro 'The Secret Terrorists' stampato dai Truth Triumphant Ministries e ristampato da Tree of Life Resources da esattamente la colpa all'Ordine Cattolico Romano noto come Gesuiti. “Le più grandi tragedie negli ultimi 200 anni possono essere ricondotte ai Gesuiti.”
Fondata nel 1540 la Compagnia di Gesù crebbe rapidamente all'interno della Chiesa Cattolica. Essi furono i confessori delle famiglie regnanti europee. Essi difendono il Papa e il cattolicesimo in tutto il mondo in quasi ogni paese. Nel 1773 Clemente XIV soppresse i Gesuiti. Nel 1814, Papa Pio VII rispose alle pressioni restaurando la Società. Oggi ci sono sacerdozi e collegi di Gesuiti. Sono un'organizzazione molto influente. I Gesuiti sono dediti alla promozione del Cattolicesimo e del potere del Papa. Eppure...c'è un segreto, un lato negativo di questa organizzazione chiamata 'Compagnia di Gesù'. Per centinaia di anni realizzarono uccisioni religiose. Essi erano gli uomini dai mantelli scuri che portavano i pugnali. (Erano la CIA religiosa del loro tempo?)
Nel 1910 sette uomini si riunirono a Jekyll Island, al largo della costa della Georgia, per pianificare la Federal Reserve Bank.

Nelson Aldrich e Frank Vanderclip rappresentavano l'impero finanziario Rockefeller. Henry Davidson, Charles Norton e Benjamin Strong rappresentavano JP Morgan. Paul Warburg rappresentava la dinastia bancaria Rothschild europea. I Rothschild sono stati gli agenti bancari per i Gesuiti e tenevano 'la chiave della ricchezza della Chiesa Cattolica Romana'.
La banda Morgan, la gang Rothschild e quella Rockefeller erano feroci concorrenti tuttavia entrarono in compartecipazione. Essi stabilirono il cartello bancario nazionale noto come Federal Reserve System...secondo G. Edward Griffin in 'The Creature From Jekyll Island (American Opinion Publishing P. 209). Una recensione di questo libro affermava:”Si racconta una storia di come i banchieri attirarono i politici con soldi facili e finirono col controllare la maggior parte del mondo”.

I Rothschild, i Morgan e i Rockefeller sono controllati dall'Ordine dei Gesuiti. Le famiglie più potenti 'fanno tutto ciò che è necessario per distruggere la libertà costituzionale in America e portare il Papa a dominare il mondo.' La costruzione del Titanic iniziò nel 1909, presso un cantiere navale di Belfast, in Irlanda. Belfast era protestante ed era odiata dai Gesuiti.

Morgan prese il controllo di White Star Lines. I Gesuiti ordinarono a JP Morgan di costruire il Titanic. Fin dall'inizio del transatlantico di lusso, il Titanic fu destinato alla rovina.
Ci furono un certo numero di uomini potenti che non erano a favore del Federal Reserve System. Benjamin Guggenheim, Isa Strauss e John Jacob Astor si opposero alla formazione di un FRS.

Questi uomini erano senza dubbio i più ricchi uomini del mondo e sbarravano la strada al piano dei Gesuiti. 'Questi tre uomini furono persuasi e incoraggiati a salire a bordo del palazzo galleggiante'. Questi non solo erano i nemici dei Gesuiti e contrari ad una Federal Reserve Bank, ma avrebbero usato la loro ricchezza ed influenza per opporsi alla Prima Guerra Mondiale. Questo era il viaggio 'virginale' della più grande nave mai costruita. La campagna di 'inaffondabile' garantiva la confortevole sicurezza dei passeggeri. Molti cattolici francesi, italiani e irlandesi salirono a bordo. I Protestanti di Belfast furono anche incoraggiati ad emigrare negli Stati Uniti a bordo del Titanic. Questi, per la maggior parte, furono persone sacrificabili. Ma la vera ragione per distruggere la nave era una partita tra i super ricchi, nella quale Guggenheim-Strauss-Astor dovevano essere eliminati. 'Essi dovevano essere distrutti con un mezzo così assurdo che nessuno avrebbe sospettato che erano stati assassinati, e
Il Capitano Edward Smith.
nessuno avrebbe sospettato i Gesuiti.' Il capitano del Titanic era Edward Smith. Egli era un Gesuita e lavorava per JP Morgan. Chiunque potrebbe essere un Gesuita e la sua identità non essere nota. Da 'I Segreti del Titanic' (1986) del National Geographic:“Quando la nave partì nel sud dell'Inghilterra a bordo c'era Francis Browne. Egli era il più potente dei Gesuiti in tutta l'Irlanda e il 'Maestro Gesuita di Edward Smith'.” 'Ecco il tradimento Gesuita al suo culmine. Il Padre provinciale Francis Browne salì a bordo del Titanic, fotografò le vittime, quasi sicuramente impartì le direttive al capitano riguardo al suo giuramento come Gesuita, e la mattina seguente diede lui l'addio...' Eric J. Phelps, Vatican Assassins Halcon Unified Services. P. 247
Il Capitano Smith credeva che questo 'Generale dei Gesuiti' di alto livello fosse Dio. Browne lo istruì sul cosa fare nelle acque del Nord Atlantico. 'A Edward Smith fu dato l'ordine di affondare il Titanic e questo fu esattamente ciò che fece'. Secondo la filosofia segreta dei Gesuiti: gli innocenti possono essere massacrati per un bene più grande, il fine giustifica i mezzi.

Il Capitano Smith aveva viaggiato nel Nord Atlantico per 26 anni. Era il 'Maestro più esperto al mondo' in queste acque fredde. Il Capitano aveva sempre saputo che la sua nave era stata costruita per i nemici dei Gesuiti. Il suo scopo era sempre stato quello di essere una 'nave della morte' ed essere affondata al suo primo viaggio. Il Capitano Smith sapeva anche esattamente dove erano gli iceberg. Sotto ordini segreti spinse il Titanic alla piena velocità di 22 nodi in una notte senza luna attraverso un'enorme distesa di ghiaccio con un'area grande 80 miglia quadrate. Gli era stato 'ordinato dal suo Dio in Vaticano, e nulla lo avrebbe distolto dal suo obiettivo.'
Le azioni del Capitano Smith nelle sue ultime ore non furono quelle di un leader forte. Sembrava come se stesse lottando con la sua coscienza. Doveva lui essere il capitano coraggioso o obbedire al suo padrone e affondare la nave?
Ci furono volutamente non abbastanza scialuppe di salvataggio. Durante l'emergenza molte delle scialuppe di salvataggio avevano solo alcuni passeggeri di donne e bambini. Furono lanciati segnali bianchi di soccorso. Le navi di passaggio pensavano che quelli a bordo del Titanic stessero festeggiando. I segnali di soccorso avrebbero dovuto essere rossi. Questi esempi non accaddero a causa di un equipaggio arrogante che credeva che il Titanic era inaffondabile. Tali carenze furono pianificate.
Quegli uomini più ricchi, che si opponevano al sistema della Federal Reserve, furono uccisi insieme alle classi medie e basse. La moglie di John Jacob Astor fu salvata. Fu anche salvata Molly Brown. L'affondamento del Titanic fu forse il più grande disastro del ventesimo secolo al di fuori delle guerre mondiali. Secondo 'The Secret Terrorist', la causa di questa tragedia fu la Compagnia di Gesù della Chiesa Cattolica Romana.
'La nave inaffondabile, il palazzo galleggiante, fu creato per essere la tomba per i ricchi che si opponevano al sistema della Federal Reserve. Il 14 aprile (stessa data storica dell'assassinio di Abraham Lincoln) del 1912 il Titanic colpì un iceberg e tutta l'opposizione alla Federal Reserve fu eliminata. Nel dicembre 1913 nacque negli Stati Uniti il Federal Reserve System. Otto mesi più tardi i Gesuiti, attraverso il Federal Reserve System, avevano fondi sufficienti per iniziare la Prima Guerra Mondiale. Si noti che il Federal Reserve System fu istituito subito dopo il disastro del Titanic.
I ricchi hanno sempre creato guerre inutili in cui i poveri dovevano sempre combattere e morire. Le pagine di 'The Secret Terrorist' non specificano il nome di Templari, Massoni e Illuminati. Ma queste società segrete sono connesse e controllano: banche, sistema monetario, compagnie petrolifere, società, governi, politici, militari, polizia, legge e sistema giudiziario, chiese, scuole, media, ecc. ecc.
I ricchi e i potenti hanno sempre governato il mondo. Le elite fabbricano le notizie, creano i grandi eventi internazionali. William Randolph Hearst inventò le notizie e stampò la sua propaganda nel suo giornale.
Fu il ricco che fece volutamente schiantare la Borsa nel 1929 e causò la sofferenza della Grande Depressione. I super ricchi ebbero giornate finanziarie altamente redditizie durante il Crash. Furono i meno ricchi, gli investitori che volevano esserlo, che persero tutto.

link articolo originale: http://newagedeception.blogspot.com/2010/07/invisible-empire-who-sunk-titanic.html

Link correlati:
La Cospirazione Gesuita
I retroscena della creazione della Federal Reserve e l'affondamento del Titanic

La SPERANZA NON deve e NON dovrà MAI morire

03 ottobre 2015 ore 17:39 segnala
Sono trascorsi 5 anni dalla nascita della pagina.E ora non c'è piu....
E in questo periodo, siamo cresciuti e maturati insieme, fra sogni, sorrisi, e a volte lacrime.
Abbiamo lottato, amato, perdonato, e comunque voluto bene a tutti, anche a chi ci faceva soffrire.
No... io e le persone che su internet o nel mondo non virtuale condividono i miei-nostri-vostri valori di non violenza, non siamo ingenui, deboli o stupidi: è solo che l'esperienza e la Vita, ci hanno insegnato che l'unica Via per migliorare concretamente le cose per Tutti, è la Pace. Ciò che va considerato un VERO VALORE, invece, è l'IMPARARE dalla Sofferenza che si patisce, sia la nostra che quella altrui: IMPARARE quanto sia importante favorire e salvaguardare condizioni di serenità in noi stessi e per gli altri, IMPARARE a sanare e sanarsi le ferite che per quanto si possa aver agito in buonafede, inevitabilmente ci si è inflitti o ci si infligge l'un l'altro, condividendo quel meraviglioso Viaggio chiamato Vita.

Il Sistema siamo noi stessi, nel bene e nel male, ad ogni livello delle nostre esistenza, dalle cose più semplici a quelle più complesse, dall'atto di amare una persona, a quello di conquistare una nazione.

L'Amore è l'unica arma contro cui il Sistema non ha difese perché è organizzato e strutturato in modo tale da alimentarsi esclusivamente di odio e incomprensioni, di bassi istinti.

Il corretto sentiero dunque, per NON diventare noi stessi "armi" del Sistema stesso, è una rivoluzione PACIFICA, in nome non dell'individuo o di una fazione, ma del benessere collettivo.

Ed è per questo che non mi stancherò mai di dire "Grazie" a tutti coloro che mi hanno aiutato a tracciare il percorso correttamente, a coloro che mi danno quotidianamente Affetto e Sostegno qui sul Blog e su Facebook (anche la vecchia pagina che purtroppo ci hanno cancellato ed era piena di ricordi insieme).

"Grazie" a coloro che hanno anche realizzato negli anni, di loro iniziativa, disinteressatamente, alcune pagine dedicate ai miei-nostri valori, senza mai spacciarsi per me, senza travisarli, e senza mai sfruttare la mia popolarità per trarne vantaggio personale.

"Grazie" per aver invitato e invitare i vostri amici e i vostri lettori, a non essere violenti, a perdonare sempre ma con Buon Senso, ad avere Fiducia nel Futuro: ci sono persone che se non si sono suicidate, e ora sono felici, lo devono a Voi, alle vostre pagine personali e quelle su Facebook, voi che avete continuato ad alimentare speranza anche laddove sembrava tutto ormai perduto: sempre grazie a voi, alcune persone hanno trovato il coraggio di riabbracciare la loro famiglia, altre che sono tornate insieme a chi amavano, e altre che pur non essendo state così fortunate, vanno comunque avanti, e un giorno, quando meno se lo aspettano, la Vita finalmente le premierà.

Voi, restando positivi, qualsiasi cosa accada, perdonando, incoraggiando, donate Speranza a tante persone, anche quelle che mai immaginereste.

La SPERANZA NON deve e NON dovrà MAI morire, neanche se morissero loro malgrado le persone che la rappresentano.

Diventate Voi quel Simbolo, siate voi l'Onda di quel cambiamento che è nell'aria, alla faccia di certi poteri disonesti e i loro servi, che per dominare, vi vogliono egoisti, folli, e depressi.Qualsiasi cosa accada, andate avanti, e se scivolate, rialzatevi, anche per chi non ce la fa più; ma ricordate: agite sempre e comunque per Amore, anche nel dolore, nella sconfitta, anche nella perdita di ciò a cui tenevate o di chi amavate più della vostra vita, perché è solo grazie a Voi che il mondo alla fine migliorerà per tutti: per voi stessi, i vostri figli, per chi amate o per chi avreste voluto amare.

Né barbaro né analfabeta Gengis Khan

03 ottobre 2015 ore 00:16 segnala
FU il conquistatore più grande, innovando nella strategia e nella tecnologia militare costruì un impero che univa la Cina, l' India e il mondo islamico, la Russia, la Polonia e l' Ungheria. Fino ai nostri giorni però lo ha perseguitato la fama del guerriero sanguinario, dello sterminatore analfabeta. Secondo Voltaire era afflitto da un segreto senso d' inferiorità nei confronti di civiltà più raffinate. Ora una rivelazione impone di rendergli giustizia: per la prima volta si ha la prova che il condottiero mongolo Gengis Khan sapeva leggere e scrivere, era attratto dalla religione e studiava la storia. Lo ha scoperto uno studioso di fama internazionale, Tengus Bayaryn, un cinese della minoranza etnica mongola.Dal nostro corrispondente federico rampini Bayaryn ha dedicato la vita allo studio di Gengis Khan, è rimasto sempre vicino alle origini più remote di quell' impero leggendario poiché fa ricerca all' università di Hohhot nella Mongolia inferiore. Ma la credibilità di Bayaryn è riconosciuta tra gli storici e l' eco della sua recente scoperta sta facendo il giro del mondo. L' agenzia stampa cinese Xinhua ha segnalato qualche giorno fa il suo ritrovamento di un "editto autografo" scritto da Gengis Khan nel 1219, dentro un libro di meditazione dedicato a un religioso taoista. «Ho ordinato ai miei ministri di compilare un manuale tratto dalle tue lezioni, e lo leggerò personalmente» dice il messaggio. L' autore è proprio lui: il capo delle orde barbare che terrorizzarono il continente eurasiatico. La data è sorprendente, perché le prime tracce di una scrittura in lingua mongola risalgono appunto all' inizio del XIII secolo quando Gengis Khan (nato nel 1167) aveva ormai più di quarant' anni. Finora gli storici escludevano che lui avesse potuto imparare l' alfabeto così tardi. «Al contrario - mi conferma Bayaryn in un' intervista telefonica dalla Mongolia - le tracce autografe che ho ritrovato sono scritte in uno stile e in un tono assolutamente inconfondibili. Le prove che ho accumulato hanno ormai superato il vaglio dei miei colleghi. Ora è dimostrato senza alcun dubbio che Gengis Khan scriveva; e la sua capacità di lettura era analoga ai pochi letterati mongoli suoi contemporanei. Poteva leggere la versione mongola di un sermone taoista tutt' altro che facile. Questo rafforza la convinzione che bisogna rivedere il giudizio su Gengis Khan. Grazie alle ricerche di altri studiosi, si ha ormai la certezza che lui fosse anche un avido lettore di storia». L' attrazione verso il taoismo e l' interesse per la storia aggiungono una dimensione inedita a un personaggio già poco banale: fulmineo e irresistibile quanto Alessandro Magno ma ancora più fortunato nelle conquiste; per di più capace di tramandare il suo impero a due generazioni di eredi. Nato nel 1167 nella regione del fiume Onon da una famiglia di guerrieri, è solo nel 1206 che Temujin poi detto il Gengis Khan (un titolo che letteralmente significa "il signore dell' universo") riesce a unire le varie tribù mongole di pastori nomadi che vagavano all' estremità orientale delle steppe asiatiche, a nord del deserto di Gobi. Sotto la sua guida in pochi anni le orde guerriere dilagano verso la Cina, travolgono ogni resistenza, soggiogano civiltà ben più antiche e organizzate nell' Asia islamica e occidentale. Nel 1215 cade Pechino, poi dopo i cinesi Han vengono sgominati a turno gli Jurchen e i Dangxiang, i persiani, i russi e i turchi. La potenza di espansione non si smorza neppure dopo la sua morte che avviene durante una spedizione a Occidente nel 1227. Nel 1279 i suoi eredi continuano l' espansione verso Sud espugnando Hangzhou, la capitale cinese meridionale della dinastia dei Song: diventerà una delle città favorite dal Kublai Khan (1215 - 1294), e ai tempi di Marco Polo fu probabilmente la metropoli più popolosa, ricca e raffinata del mondo intero. Giunta al suo apogeo, e sia pure divisa tra dinastie diverse, la civiltà mongola o moghul irradia la sua influenza in India - sotto il regno illuminato e religiosamente ecumenico di Akhbar - e in Asia minore, si insedia nella pianura del Volga e fino all' Europa centro-orientale. Per la sua estensione geografica fu uno dei più grandi imperi di tutti i tempi. Ma la specificità del contributo originario dei mongoli alle nazioni sottomesse è sempre stata discussa. Nel caso di Akhbar, per esempio, la grandezza del suo regno è stata attribuita soprattutto alla capacità di lasciarsi permeare dalle culture altrui, fino a fondere armoniosamente l' influenza indiana, persiana, araba. In anni recenti alcune importanti esposizioni hanno iniziato a rivalutare nel mondo intero l' arte mongola, ma spesso con qualche limitazione. Anche l' attuale mostra intitolata "Il tesoro della Grande Dinastia", dedicata ai mongoli al museo dell' università di Pechino (in collaborazione con la Smithsonian Institution di Washington) in parte insiste sull' idea di un' arte fatta di prestiti altrui, originale soprattutto in quanto adattata ai bisogni di popolazioni itineranti che amavano gli oggetti preziosi trasportabili per lunghe distanze. Il pregiudizio antimongolo risale proprio al fondatore dell' impero Gengis Khan: un nome che rimane sinonimo di potenza ma anche di barbarie e arretratezza. L' unica superiorità riconosciuta da sempre al condottiero è la padronanza di una «tecnologia» militare avanzata rispetto ai suoi tempi: la forza d' urto di una cavalleria leggera molto rapida, in perenne movimento, con cavalieri addestrati all' uso di tutte le armi durante le loro veloci cariche. Incluse le armi da fuoco, che si affermano sotto la dinastia Yuan del nipote Kublai Khan. A questo si aggiunge, per il fondatore Gengis Khan, la mitica ferocia di un guerriero che non esitava davanti a nessun massacro. Una caratteristica che secondo gli storici ha le sue vere radici in un contesto demografico ed economico: i mongoli erano popolazioni minacciate nelle loro regioni originarie dalla carenza d' acqua e da un grave processo di desertificazione (problemi che si stanno riproducendo in quella stessa area proprio oggi, otto secoli dopo), quindi la loro spietata determinazione nella conquista territoriale scaturiva da una drammatica logica di sopravvivenza. Voltaire contribuì a formare il mito di Gengis Khan con la sua commedia "L' Orphelin de la Chine" ambientata appunto durante l' invasione mongola. In quell' opera Voltaire descrive un condottiero afflitto da un complesso d' inferiorità verso i cinesi, di cui dice: "In segreto il mio cuore/ è geloso del loro valore. / Vorrei esser simile ai vinti / benché sia io il vincitore". Conquistato dalla civiltà cinese ne diventa un ammiratore e si lascia domare. La lezione, secondo il filosofo francese, è che la cultura ha sempre la meglio sulla barbarie. La visione unidimensionale di Gengis Khan resiste nei secoli e se ne trova una traccia nella poesia "Neve" del fondatore della Cina comunista, Mao Zedong. è un passaggio che colpì Alberto Moravia durante i suoi viaggi in Cina. Mao vi descrive il leader mongolo con il rispetto dovuto a un grande guerriero, sprovvisto però di cultura: "Gengis Khan / amato figlio del cielo per un solo giorno / non sapeva che tendere il proprio arco / di contro all' aquila dorata". «Ora possiamo ristabilire la verità - dice Bayaryn - e cioè che Gengis Khan era un avido lettore di storia. Studiava i paesi conquistati. Cercava di imparare le lezioni degli imperi che lo avevano preceduto, non solo nell' arte della guerra ma anche in quella del governo». L' incomprensione del suo personaggio sarebbe dovuta in parte all' atteggiamento che egli adottò verso l' élite letterata degli Han, i cinesi sottomessi. A differenza di altri conquistatori stranieri - e contrariamente a quanto credeva Voltaire - i mongoli non si lasciarono mai "sinizzare" fino in fondo. Diffidavano degli intellettuali cinesi per timore che la loro influenza potesse minare dall' interno la solidità dell' impero. Gengis Khan e alcuni dei suoi discendenti adottarono perciò una discriminazione razziale, un vero e proprio apartheid etnico che regolava l' accesso ai ranghi alti delle loro gerarchie. Una scelta probabilmente sbagliata, non solo per la reputazione postuma che ha afflitto Gengis Khan (l' emarginazione degli intellettuali Han fu interpretata come un generale disprezzo verso la cultura) ma soprattutto perché la mancanza di canali di comunicazione con la popolazione cinese provocò la caduta delle dinastie mongole travolte da furiose ribellioni contadine. Oggi sono i mongoli dell' interno a ritrovarsi nella posizione di un' etnia debole e marginale, bisognosa di protezione contro la "sinizzazione" galoppante delle minoranze etniche. Il rovesciamento delle parti rende più facile raggiungere un giudizio obiettivo su Temujin detto il Gengis Khan. Di certo sapeva leggere e scrivere, come dimostra il manoscritto taoista citato da Bayaryn. Fu lui, "il signore dell' universo" in persona, a ordinare la creazione del primo alfabeto mongolo: venne composto dallo studioso Tatatunnga usando caratteri Uygur, però ebbe scarso successo e venne poi sostituito sotto il Kublai Khan da una nuova scrittura elaborata dal monaco tibetano Phagspa. A fianco al revisionismo storico il mito di Gengis Khan conosce un rilancio popolare in Asia, con una curiosa ironia: una megaproduzione tv a puntate che narra la sua vita in 28 episodi ha trionfato prima a Hong Kong e Taiwan, in questi giorni viene plebiscitata dai telespettatori della Cina popolare. Quei cinesi che lo subirono come un tiranno straniero, otto secoli dopo si arrendono al fascino delle sue gesta, che supera perfino le divisioni politiche.

La truffa dell’Unità d’Italia

02 ottobre 2015 ore 21:54 segnala
Questa è la vera storia d'Italia

685.000 persone uccise nel Meridione, 500.000 arrestate, molti delle quali deportate nei lager sabaudi a Finestrelle, località a 2000 metri in Piemonte, dove i prigionieri venivano sciolti nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati. Tutti gli ordini religiosi soppressi da una legge dello Stato. Persecuzioni ai cristiani.

Questo è stato il Risorgimento italiano.

E' bene finalmente sapere che il Risorgimento è stata un'invenzione a tavolino della massoneria internazionale e che i veri eroi dell'Italia non sono stati i vari Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Cavour, ma, se di eroi si deve parlare, questi furono gli insorgenti del Sud, invaso dalla orde massoniche dello stato sabaudo. Una vicenda taciuta, offuscata e manipolata, di cui ancora l?Italia paga durissime conseguenze.

Lo sapevate che Garibaldi si lasciò crescere i capelli perchè in Sud America violentò una ragazza che gli mozzò un orecchio con un morso?

Il processo di Unità di Italia ha visto come protagonisti una sfilza di uomini più o meno celebri, i cosiddetti padri del Risorgimento. Dal nord al sud Italia ogni piazza o via principale si fregia di nomi illustri: Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele etc.

Il popolo viene indottrinato fin dalla più tenera età a considerare costoro dei veri eroi, gli artisti li raffigurano esaltando il loro valore in maniera da rafforzare il mito che li circonda. Innumerevoli sono infatti le opere d’arte che ritraggono l’eroe dei due Mondi ora a cavallo…ora in piedi che impugna alta la sua spada, alcune volte indossa la celebre camicia rossa…altre volte si regge su un paio di stampelle come un martire. Tuttavia un ritratto che di certo non vedremo mai vorrebbe il Gran Maestro massone, Giuseppe Garibaldi, privo dei lobi delle orecchie. E dire che nessuna raffigurazione potrebbe essere più realistica poiché al nostro falso eroe furono davvero mozzate le orecchie, la mutilazione avvenne esattamente in Sud America, dove l’intrepido Garibaldi fu punito per furto di bestiame, si vocifera che fosse un ladro di cavalli. Naturalmente nessuna fonte ufficiale racconta questa vicenda.

È dunque lecito chiedersi quante altre accuse infanghino le gesta degli eroi risorgimentali? Quante altre macchie vennero lavate a colpi d’inchiostro da una storiografia corrotta e pilotata? Ma soprattutto quale fu il ruolo dei banchieri Rothschild nel processo di Unità d’Italia?

La Banca Nazionale degli Stati Sardi era sotto il controllo di Camillo Benso conte di Cavour, grazie alle cui pressioni divenne una autentica Tesoreria di Stato. Difatti era l’unica banca ad emettere una moneta fatta di semplice carta straccia. Inizialmente la riserva aurea ammontava ad appena 20 milioni ma questa somma ben presto sfumò perché reinvestita nella politica guerrafondaia dei Savoia. Il Banco delle Due Sicilie, sotto il controllo dei Borbone, possedeva invece un capitale enormemente più alto e costituito di solo oro e argento, una riserva tale da poter emettere moneta per 1.200 milioni ed assumere così il controllo dei mercati.

Cavour e gli stessi Savoia avevano ormai messo in ginocchio l’economia piemontese, si erano indebitati verso i Rothschild per svariati milioni e divennero in breve due burattini nelle loro mani. Fu così che i Savoia presero di mira il bottino dei Borbone. La rinascita economica piemontese avvenne mediante un operazione militare espansionistica a cui fu dato il nome in codice di Unità d’Italia, un classico esempio di colonialismo sotto mentite spoglie. L’intero progetto fu diretto dalla massoneria britannica, vero collante del Risorgimento. Non a caso i suddetti eroi furono tutti rigorosamente massoni.

La storia ufficiale racconta che i Mille guidati da Giuseppe Garibaldi, benché disorganizzati e privi di alcuna esperienza in campo militare, avrebbero prevalso su un esercito di settanta mila soldati ben addestrati e ben equipaggiati quale era l’esercito borbonico. In realtà l’impresa di Garibaldi riuscì solo grazie ai finanziamenti dei Rothschild, con i loro soldi i Savoia corruppero gli alti ufficiali dell’esercito borbonico che alla vista dei Mille batterono in ritirata, consentendo così la disfatta sul campo. Dunque non ci fu mai una vera battaglia, neppure la storiografia ufficiale ha potuto insabbiare le prove del fatto che molti ufficiali dell’esercito borbonico furono condannati per alto tradimento alla corona. Il sud fu presto invaso e depredato di ogni ricchezza, l’oro dei Borbone scomparve per sempre. Stupri, esecuzioni di massa, crimini di guerra e violenze di ogni genere erano all’ ordine del giorno. L’unica alternativa alla morte fu l’emigrazione. Il popolo cominciò a lasciare le campagne per trovare altrove una via di fuga. Ben presto il malcontento generale fomentò la ribellione dei sopravvissuti, si trattava di poveri contadini e gente di fatica che la propaganda savoiarda bollò con il dispregiativo di “briganti”, così da giustificarne la brutale soppressione.

A 150 anni di distanza si parla ancora di questione meridionale. Anche i più distratti scoveranno diverse analogie con quella che oggi viene invece definita questione palestinese. Stesse tecniche di disinformazione, stesse mire espansionistiche e soprattutto stesse famiglie di banchieri.

Solo che un tempo gli oppressi erano chiamati briganti…oggi invece sono i cattivi terroristi.
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Questa è la vera storia d'Italia 685.000 persone uccise nel Meridione, 500.000 arrestate, molti delle quali deportate nei lager sabaudi a Finestrelle, località a 2000 metri in Piemonte, dove i prigionieri venivano sciolti nella calce viva; 62 paesi distrutti e incendiati. Tutti gli ordini...
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02/10/2015 21:54:44
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Columbus Day, il grande genocidio che la storia non ricorda

02 ottobre 2015 ore 21:52 segnala
Dal 1492 ad oggi abbiamo assistito a tre grandi inganni su tutti perpetrati dal governo degli Stati Uniti. Il primo, i fatti dell’11/9, il secondo, il fatto che possano esistere guerre buone e quindi, l’esportazione della democrazia a suon di bombe, e il terzo è il Columbus Day.

“E’ vero, l’uomo bianco portò grandi cambiamenti. Ma i diversi frutti della sua civiltà, anche se molto colorati e invitanti, sono frutti che rendono malati e deboli. E se davvero una parte della civiltà significa mutilare, derubare e ostacolare, allora cos’è il progresso? Io mi azzardo a dire che l’uomo che sedeva in terra nel suo teepee, meditando sulla sua vita e sul suo significato, accettando l’affinità di tutte le creature, e riconoscendo l’unità con l’universo delle cose, stava infondendo in sé la vera essenza della civiltà”

Orso in Piedi, 1933

Tutti noi conosciamo la favola di Colombo, partì con tre caravelle ecc ecc…quello che non sappiamo è come andarano veramente i fatti, cosa accadde in quei giorni, attimi non raccontati dai libri di storia, attimi atroci ed eterni per chi quel giorno c’era tramandando ai posteri, su vari carteggi ufficiali, quello che realmente accadde. Da una lettera che Colombo scrisse ad uno dei suoi protettori spagnoli veniamo a conoscenza che gli indiani…

“Sono molto semplici, onesti e smisuratamente prodighi con tutto ciò che hanno, nessuno di loro rifiuta nulla di quello che possiede se gli viene richiesto. Manifestano grande amore verso tutti gli altri, più che verso se stessi…sarebbero proprio dei servi ideali. Con cinquanta uomini potremmo sottometterli tutti e far fare loro tutto quello che vogliamo”.

Howard Zinn, in una conferenza tenuta a Madison, all’Università del Wisconsin, nell’ottobre 1991 e pubblicata su Open Magazine Pamphlet Series, ricorda come Colombo, nelle sue prime annotazioni del suo diario scriva, per ben 75 volte, la parola oro. Samuel Eliot Morison, storico di Harvard e biografo di Colombo scrisse…

“Chiunque fosse colui che escogitò questo spaventoso sistema come unico mezzo per produrre oro da esportare, di certo Colombo ne fu responsabile…A coloro che scapparono verso le montagne fu data la caccia con i cani, e tra quelli che riuscirono a fuggire, la morte per fame e malattia richiese un pesante tributo in vite umane, mentre migliaia delle povere creature in preda alla disperazione assunsero veleno di manioca per porre fine alle proprie miserie”

Come se non bastasse Morrison ricorda che degli indigeni originali, stimati in 300.000, un terzo venne ucciso tra il 1494 e il 1496 e alla fine del 1508 in 60.000 erano rimasti vivi e nel 1540, Fernandez de Oviedo, storico spagnolo ufficiale della conquista, sostenne che in quelle terre vi erano non più di 500 indiani. Altro personaggio storico che ha cercato di render giustizia alla storia fu Bartolomé de Las Casas, domenicano e giunto in quelle terre pochi anni dopo Colombo. Las Casas trascorse 40 anni a Hispaniola e nel suo libro “La devastazione delle indie” scrive, a proposito degli Arawack…

“…in tutto l’infinito universo dell’umanità, questa gente è la più innocente, la più sprovvista di vizio e falsità…eppure in questo ovile chiuso…ecco giunsero alcuni spagnoli, che si comportarono immediatamente come bestie fameliche…il motivo delle loro stragi e distruzioni…è che i cristiani hanno un solo obiettivo finale, che è quello di acquistare oro…”

Questa testimonianza fu avvalorata anche da altri testimoni oculari di frati domenicani che riferirono nel 1519 alla monarchia spagnola di come venivano trattati i bambini. Loro sostenevano che venivano lanciati ai cani per essere divorati, neonati gettati nella giungla e lasciati lì a morire. Naturalmente in questo genocidio a subire i vari sorprusi furono anche le donne e a tal proposito il nobile italiano Cuneo scrisse…

“…catturai una bellissima donna caraibica, che il suddetto Ammiraglio mi concesse e sulla quale…concepii il desiderio di procurarmi piacere. Volevo mettere in atto il mio desiderio, ma lei non voleva e mi riservò un tale trattamento con le sue unghie che desiderai di non aver mai incominciato. Ma, vedendo che reagiva in quel modo, presi una corda e la percossi per bene…Finalmente giungemmo ad un accordo.”

…sempre in merito alle donne Morrison ci racconta che…

“Mai più gli uomini mortali potranno riconquistare la meraviglia, lo stupore, la delizia di quei giorni d’ottobre 1492, quando il nuovo mondo cedette con incredibile grazia la propria verginità ai conquistatori castigliani”.

Secondo recenti stime in Messico, nel 1519, vi erano circa 25 milioni di indiani, mentre nel 1605 erano poco più di un milione. Sam Houston, primo governatore del Texas, affermò che…

“La razza anglosassone deve pervadere l’intera estremità meridionale di questo vasto continente. I messicani non sono certo meglio degli indiani, e io non vedo nessun motivo per cui non dovremmo prendere la loro terra.”

Ma allora perché di tutti questi aneddoti e racconti non vi è traccia sui libri di storia? Perché Colombo viene ricordato come l’eroe dei due mondi? Forse perché i libri vengono scritti dai vincitori e non dai vinti? O forse perché è un altro tentativo per nascondere i fatti per come sono realmente andati? Difficile dirlo, di certo l’intera vicenda di Colombo la si può racchiudere in un aneddoto che il professore Bill Bigelow di Portland Oregon, ci racconta. In un giorno di scuola come tanti, il professore iniziò a parlare di Colombo, e alla domanda di una sua alunna, che gli chiedeva del comportamento tenuto dall’esploratore, il professore rispose andandole incontro per prendere il portafoglio che giaceva sopra il banco. La ragazza esclamò…”Mi ha preso il portafoglio!”, e il professore sornione rispose…”No, l’ho scoperto”.

“…cinquecento anni di soprusi senza fine
cinquecento anni di massacri e di rapine
e adesso sono loro i padroni della terra
adesso sono loro i signori della guerra

che fine hanno fatto le nostre civiltà?
dove sono gli incas gli aztechi ed i maya?
dove sono ora i figli dei sioux
i figli degli apaches cheyennes e manitù?

figli diseredati dell’america imperiale
crocifissi mille volte dal nuovo ordine mondiale
primo secondo terzo e quarto mondo
è questa la conquista di Cristoforo Colombo.”

Cristoforo Colombo: leggiamo la storia… (diario in pdf nell'articolo)

Messaggio del Presidente degli Stati Uniti d’America, Columbus Day, 8 ottobre 2007:
“Nel 1492, Cristoforo Colombo salpò per un viaggio che cambiò il corso della storia. Nel giorno del Columbus Day si festeggia questo viaggio della scoperta e si onora l’esploratore italiano che forgiò il destino del Nuovo Mondo. Il coraggioso viaggio di Cristofo Colombo attraverso l’Atlantico aprì nuove frontiere di esplorazione e dimostrò il potere della perseveranza. I suoi viaggi ispirarono altri intrepidi e sognatori a mettere alla prova i limiti della loro immaginazione e diede loro il coraggio per compiere imprese straordinarie, sia che fossero quelle di attraversare gli oceani o quelle di camminare sulla luna. Oggi, una nuova generazione di innovatori e pioneri continua a sostenere i migliori valori del nostro paese: disciplina, ingegnosità e unità nel perseguimento di grandi risultati….
…In ricordo del viaggio di Colombo, il Congresso, attraverso una risoluzione congiunta del 30 Aprile 1934, modificata nel 1968 (36 U.S.C. 107), così come emendata, richiese che il Presidente proclamasse il “Columbus Day” il secondo lunedi di ottobre di ogni anno.
OGGI, PERTANTO, IO, GEORGE W. BUSH, Presidente degli Stati Uniti d`America, con la presente, proclamo il Columbus Day per l’8 ottobre 2007. Chiedo al popolo degli Stati Uniti di celebrare questo giorno con cerimonie e attività appropriate. Ordino, inoltre, che la bandiera degli Stati Uniti sia mostrata su tutti gli edifici pubblici nel giorno stabilito in onore di Cristoforo Colombo.
IN FEDE DI CIO`, così dispongo il quattro ottobre dell’anno del Signore 2007, a 232 anni dalla proclamazione di indipendenza degli Stati Uniti”. GEORGE W. BUSH
(Traduzione informale, da non considerarsi come testo ufficiale).
Ma…
Quando Colombo e i suoi arrivarono ad Haiti, gli abitanti vennero ad accoglierli festosi. Alcuni Arawak nuotarono addirittura verso le imbarcazioni, altri offrirono loro acqua, cibo e altri doni. Colombo scrisse:
“Ci hanno portato pappagalli e balle di cotone e lance e molte altre cose. che abbia scambiato con perline e gusci di tartaruga. Hanno scambiato volentieri tutte le cose che possedevano… Avevano un bei fisico, con bei corpi e piacevoli lineamenti… Non portano armi e non le conoscono, tanto è vero che quando ho mostrato loro una spada, l’hanno afferrata dalla lama e si sono tagliati. Non conoscono il ferro. Le loro lance sono fatte di canna….Potrebbero diventare dei buoni servitori….Con soli cinquanta uomini potremmo soggiogarli e far fare loro quello che vogliamo”.
“Appena arrivai nelle Indie, sulla prima isola che scoprii, catturai con la forza alcuni indigeni per dare loro una lezione e obbligarli a fornirmi informazioni su tutto quello che c’è da queste parti”.
Le informazioni che Colombo desiderava riguardavano soprattutto la presenza di giacimenti d’oro. Non avendone trovato, se non in piccole quantità, fece un rapporto alla Corte di Madrid, che risultò in gran parte inventato. Prima di tutto Colombo si convinse di essere arrivato in Asia (invece era a Cuba) e in un’isola sulla costa della Cina (invece era Hispaniola, odierna Haiti). Descrisse quest’ultima isola in termini fantasiosi:
“Hispaniola è un miracolo. Montagne e colline, pianure e pascoli, sono fertili e belìi ….i porti naturali sono incredibilmente buoni e ci sono molti fiumi ampi, la maggioranza dei quali contiene oro… Ci sono molte spezie e molte miniere d’oro e di altri metalli….”
“Gli indiani sono tanto ingenui e tanto liberi nei confronti delle cose che possiedono, quanto nessuno potrebbe immaginare, a meno che non ne fosse stato testimone diretto. Quando gli si chiede qualcosa che possiedono, non dicono mai di no. Al contrario, si offrono di dividerla con chiunque…. “
Di conseguenza. Colombo sostenne che, con un pò di aiuto da parte di Sua Maestà, avrebbe riportato dal suo prossimo viaggio “tanto oro quanto il re desiderava… e tanti schiavi quanti ne richiedeva”. E concludeva: “Così l’etemo Iddio, nostro Signore, da la vittoria a coloro che seguono la Sua via al di sopra di ostacoli apparentemente insuperabili”.
Grazie a questa descrizione esagerata. Colombo ottenne per la sua seconda spedizione diciassette navi e più di milleduecento uomini. Lo scopo era chiaro: oro e schiavi….Successivamente, il 15 marzo 1493, giunse via mare a Palos, in Castiglia. Qui Colombo, che aveva portato con sé un po’ di oro, tabacco e alcuni pappagalli da offrire ai sovrani quali segni tangibili delle potenzialità delle “isole dell’India oltre il Gange”, condusse anche dieci indiani Taino che aveva rapito proprio fra quei suoi gentili ospiti che “professavano grande amore verso tutti”. Così l’ammiraglio annotava nella sua relazione, consegnata al tesoriere del Re il 30 aprile 1493:
“Porto meco uomini di quest’isola e delle altre da me visitate i quali faranno testimonianza di ciò che dissi. (…) Io prometto: che a’ nostri invittissimi Re, sol che m’accordino un po’ d’aiuto, io sarò per dare tant’oro quanto sarà lor necessario (…) e tanti servi idolatri, quanti ne vogliano le loro Maestà (…) esulti Cristo in terra come in cielo, perché volle che fossero salvate le anime di tanti popoli prima perdute. Uno dei nativi americani morì poco dopo l’arrivo, ma in tempo per essere battezzato cristianamente.
Colombo fu accolto come un eroe dai sovrani, che lo sollecitarono ad intraprendere un altro viaggio….
Da “Gens Italica Network“: E’ una celebrazione (Il Columbus Day) dedicata all’esaltazione di quello spirito Italiano ed europeo di rinascita, progresso e modernizzazione che ha spinto Cristoforo Colombo a sfidare l’Oceano Atlantico e a cambiare la geografia e la storia del mondo…
Da “Colombo nelle Americhe” di William Least Heat-Moon, Einaudi, Torino, 2003
…C’è un’annotazione di Colombo che suona davvero funesta per il destino della civiltà amerindia, almeno alla luce della carneficina di cui il Nuovo Mondo stava per diventare teatro; infatti Las Casas la cita testualmente:
Sono certo, Serenissimi Principi, che quando persone devote e religiose venissero e ne conoscessero la lingua, subito diventerebbero tutti cristiani, e cosí confido in Nostro Signore che faccia si che le Vostre Altezze si dedichino a ciò con grande diligenza, per riunire alla Chiesa si grandi popoli e che li convertano cosí come hanno sgominato coloro che non vollero riconoscere il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo; e, finiti i loro giorni, posto che tutti siamo mortali, lasceranno i loro regni in pace e scevri da eresia e malvagità, e saranno ben ricevuti al cospetto dell’Eterno Creatore.
Queste parole, se possono piacere a chi è animato da un fervido spirito messianico, fanno gelare il sangue a chiunque consideri un valore la diversità culturale e si preoccupi del diritto delle civiltà aborigene a conservare le loro tradizioni peculiari. Per quanto Colombo non sia mai riuscito a comprenderlo, la cultura taino era spiritualmente ricca, piena di usanze e credenze, nessuna delle quali induceva i nativi a imporre le proprie convinzioni agli altri né a ucciderli in nome di una divinità. Che i Taino imitassero meccanicamente il segno della croce non significava che fossero disposti a convertirsi, malgrado ciò che pensava Colombo, ma piu probabilmente che si divertivano a farlo, che amavano compiacere e mostrare rispetto verso gli stranieri, ignari del fatto che il capo dei forestieri e la sua regina morivano dalla voglia di impossessarsi delle loro anime cosí come del loro oro e delle loro spezie….
….. Ciò che era veramente accaduto al primo tentativo spagnolo di colonizzazione stabile nelle Americhe venne alla luce negli anni successivi man mano che gli invasori e gli aborigeni imparavano gli uni la lingua degli altri. E una storia che non dovrebbe sorprendere nessuno. Poco dopo la partenza della Niña nel gennaio del 1493, gli uomini di La Navidad cominciarono a litigare fra loro per questioni di oro e donne (e per che cos’altro sennò?). I cristiani rapinavano i Taino del primo e li derubavano delle seconde, finché ogni spagnolo arrivò a possedere quattro o cinque femmine. I marinai formarono delle bande rivali e presero a uccidersi a vicenda, continuando nel frattempo a razziare i villaggi per soddisfare la loro lussuria, finché non diedero fastidio a Caonabo, un capo con presunte origini caribe. I suoi guerrieri diedero la caccia alle bande e fecero fuori gli Spagnoli uno a uno, finché non ce ne furono piú abbastanza per difendere la fortezza. Cosí Caonabo poté conquistarla nottetempo ed eliminare gli Europei superstiti. Guacanagari, rimasto fedele a Colombo fino alla fine, presumibilmente provò davvero a difendere La Navidad, e la finta ferita era con ogni probabilità un tentativo maldestro di giustificarsi per il fallimento dell’impresa.
A decretare la sorte degli stranieri furono la loro hybris, il loro disprezzo per il popolo che li ospitava, la barbarie sfrenata della loro lussuria. Per quanto ciò fosse evidente anche in base alla breve storia di La Navidad (evidenza che avrebbe trovato presto tante conferme), Colombo e gli altri Europei non impararono niente. Quello che sarebbe potuto essere l’inizio di un grandioso e pacifico scambio culturale si era trasformato nel primo capitolo della storia dell’infamia di Cristoforo Colombo….
Da “Colombo 1492, sito ufficiale“:
Cristoforo Colombo, il Genio del Mare che con la sua Grande Scoperta cambiò il corso della storia aprendo l’era moderna, è un simbolo di italianità ma anche di una umanità che sa sfidare l’ignoto e si spinge alla conquista di sempre nuovi orizzonti…”
Da “Colombo nelle Americhe” di William Least Heat-Moon, Einaudi, Torino, 2003
….La caparbietà di Colombo si rivelò dunque un pregio ma anche un difetto, poiché gli impedi di interpretare in maniera corretta tante informazioni raccolte durante i suoi viaggi, informazioni che avrebbero dovuto fargli capire dove fosse giunto realmente. L’ammiraglio era uno di quegli uomini che possono trarre soltanto le conclusioni che vogliono. Morí il 20 maggio 1506, nel suo cinquantacinquesimo anno di vita, circondato da amici e famigliari, e partí per quell’ultimo viaggio ancora pienamente convinto di essere arrivato dove in realtà non era arrivato e di avere fatto ciò che in realtà non aveva fatto….
Non era sbarcato nelle Indie Orientali, non aveva raggiunto né il Giappone né la Cina, non aveva trovato il mitico passaggio per l’Oceano Indiano. Le sue spedizioni non portarono alla conversione che di pochi «Indiani», almeno finché Colombo fu in vita, e le ricchezze che in seguito sarebbero affluite nelle casse spagnole grazie alle rotte aperte dai suoi viaggi non sarebbero servite alla riconquista cristiana di Gerusalemme. Cristoforo aveva mancato l’opportunità di essere il primo europeo a scoprire l’Oceano Pacifico e il primo europeo a mettere piede con certezza sulla parte continentale di quella che sarebbe diventata la nazione piu potente del mondo, né riconobbe l’importanza di tante merci, al di là dell’oro e dell’argento, che avrebbero arricchito l’Europa e le Americhe, facendo della sua Impresa una svolta davvero epocale. Questi fallimenti non bastano comunque a sminuire la sua figura. Ciò che getta un’ombra sinistra su Cristoforo Colombo è il fatto che l’Ammiraglio del Mare Oceano inaugurò o diede manforte a pratiche e attitudini che avrebbero condotto allo sterminio di interi popoli e culture, per un numero di vittime che alcuni stimano in quaranta milioni. Nel formulare un giudizio su Colombo non si può ignorare che le forze messe in moto da alcune sue iniziative nell’«altro mondo» avrebbero portato al piu grande genocidio della storia dell’umanità.
Cionondimeno, il navigatore genovese riuscí in ciò che nessuno aveva fatto prima di lui: tracciò una rotta che avrebbe messo definitivamente in contatto l’Ovest e l’Est e diede inizio al grande «scambio colombiano» che avrebbe rimescolato l’alimentazione, la tecnologia, l’arte e la mentalità del pianeta. Cosí facendo scolpí il proprio nome fra quello degli uomini piú celebri, anche se non sempre piu amati, della storia, e le sue gesta gli consentirono di morire relativamente ricco. La Terra non ha alcuna ragione di piangere per Cristoforo Colombo…(Leggi tutto) http://www.tecalibri.info/L/LEASTHM_colombo.htm
Ecco quindi due modi di vedere diversi di leggere la storia, quello propagandistico che vuole nella figura di Cristoforo Colombo celebrare coraggio, spirito di conoscenza e modernità (tacendo sulla vera storia) e quello reale che legge essa per quello che ci racconta oggettivamente e non per quello che si desidera, al fine del festeggiamento “dell’orgoglio italiano”. Cristoforo Colombo cercava oro, ricchezza e gloria. Tutto qui. Il Diario di Colombo (Pdf) http://www.nativiamericani.it/wp-content/uploads/2008/02/ita-diario-di-bordo-cristoforo-colombo-e-book.pdf

Faith Hope Love

02 ottobre 2015 ore 21:37 segnala
in questo periodo, siamo cresciuti e maturati insieme, fra sogni, sorrisi, e a volte lacrime.
Abbiamo lottato, amato, perdonato, e comunque voluto bene a tutti, anche a chi ci faceva soffrire.
No... io e le persone che su internet o nel mondo non virtuale condividono i miei-nostri-vostri valori di non violenza, non siamo ingenui, deboli o stupidi: è solo che l'esperienza e la Vita, ci hanno insegnato che l'unica Via per migliorare concretamente le cose per Tutti, è la Pace.

Certo, talvolta occorre anche essere severi, ma solo per far capire, a coloro che si approfittano della nostra pazienza e apertura a un dialogo, che "essere buoni non significa essere deboli": siamo educati, rispettiamo e comprendiamo le posizioni altrui, ma è anche giusto che certi signori, si rivolgano a noi con educazione, rispetto e comprensione, perché il lavorare in una certa direzione, oltretutto gratuitamente, ci richiede molti sacrifici, e alcuni anche dolorosissimi, costando a volte gli affetti personali e la vita di relazione, compresi i sogni che ci volevano donare.

Severità... Ma giusto nella misura necessaria a far comprendere a chi ci ha feriti o ci ferisce, che per noi è importante il rispetto: dopo di che, si concede serenamente il Perdono.
Solo gli stolti infatti, potendo decidere, scelgono il restare in lite e in tensione.

Le persone sagge preferiscono riabbracciarsi, volersi bene e andare d'accordo ancora più di prima.

Per me e per chi, fra Voi in questi anni, mi ha realmente compreso, il Perdonare, è alla base del miglioramento della qualità della Vita di Tutti.

Gli stessi ideali di "libertà" o di "giustizia" infatti, se venissero conseguiti o conservati attraverso l'odio, la mancanza di perdono o la violenza, non sarebbero altro che "armi".

E le armi, come sapete, si adottano in guerra, che sia visibile o meno.

Non a caso, proprio questo tipo di "armi" vengono usate da quelle fazioni che conseguono i loro obiettivi primari (tutt'altro che democratici), alimentando odio nelle masse tramite propagande calunniose o comunque maldicenza, per poi scatenarle contro coloro che ritengono avversari.

Le "rivoluzioni per la Libertà" quando basate sulla violenza, sullo scontro, sull'umiliazione del prossimo o dello sconfitto, sulla mancanza di perdono anche una volta ottenuta la vittoria, non migliorano e non hanno mai migliorato realmente le cose.

Che se ne rendano conto o meno, coloro che spronano all'odio e alla violenza, dicendo di farlo per "amore" della democrazia o di una "divinità" o altro, in realtà fanno gli interessi proprio di quei "poteri" che dicono di voler "combattere".

Con la violenza, si potranno anche far cadere alcuni padroni, certo...

Ma quei padroni verranno subito dopo rimpiazzati da nuovi padroni, anche peggiori dei precedenti.
Usando la violenza non migliora nulla:
gli eroi muoiono, gli schiavi restano e il Sistema continua a dominare indisturbato.
Per Migliorare e Migliorarsi, invece, occorre davvero tanta Pazienza, Comprensione e Amore, a partire dalle piccole cose, ad esempio imparando a risolvere le questioni più private e individuali:
questo perché in verità è molto difficile svegliare le Coscienze, soprattutto la propria, almeno finché ci faremo condizionare, come lo si è, o lo si è stati, da questo maledetto egoismo di soddisfare le nostre esigenze prima di quelle altrui.

Quando la Coscienza si sveglia davvero, lo si percepisce chiaramente.

Infatti ci si inizia a sentire pieni di energia, desiderosi di migliorare le cose, non più solo per se stessi, ma per tutti.

E' la nascita della Motivazione.

La Motivazione è come l'Amore.
E' qualcosa di Potente.

Quando proviamo Amore Vero, niente di ciò che facciamo ci costa fatica.
Fare sacrifici per ciò che realmente amiamo, per ciò in cui crediamo, non solo ci rende sereni, ma diventa gioia, consentendoci di fare cose che senza quell'energia positiva nella mente e nel Cuore, non ci saremmo mai neppure sognati di voler o poter fare.

Ci si scopre capaci di "volare", e tutto ciò che c'è di bello in noi allo stato potenziale, emerge in tutto il suo vero Splendore.

Quando si agisce per Motivazione, analogamente a quando si agisce per Amore, si superano le divisioni, si superano le crisi, si superano le incomprensioni, si superano i propri limiti, il proprio orgoglio, e le proprie paure: si supera TUTTO.

Magari a volte, non ci si rende subito conto di essere "motivati", come del resto non ci si rende subito conto di essere realmente innamorati: occorre affrontare difficoltà, prove, dispiaceri che ci fanno riflettere, temprare l'animo, maturare i sentimenti, ma quando infine si diviene realmente consapevoli di ciò che si desidera, e di ciò che si sogna, viene a cadere anche l'ultima perplessità, l'ultima remora.

E si può arrivare ad essere talmente "motivati" e "innamorati" di un ideale o di qualcuno, da decidere, all'improvviso, di aprire addirittura le braccia al nostro stesso carnefice, anche quando siamo chiaramente più forti di lui, permettendogli di sferrarci tutte le pugnalate che desidera dritte nel nostro petto.

Ma dalle ferite del nostro Cuore sconquassato, non sgorgherà più rutilante odio... No.

Fiorirà Amore: ormai sempre e comunque solo Amore.

Amore per tutto ciò che ci circonda, per chi non ci ha capito, per chi ci ha odiato, per chi abbiamo amato, per chi abbiamo perduto, per tutto ciò di cui aspetteremo il ritorno: un Amore realmente incondizionato, come solo può provare chi, non avendo ormai più niente da perdere a parte la sua vita, anziché arrendersi, dedica quella che gli resta, esclusivamente a nutrire la Speranza e la Certezza di un domani migliore per Tutti.

In molti pensano che un uomo da solo, rispondendo con Amore al Male, sacrifichi soltanto se stesso, e non può cambiare la storia.
Pensano che un uomo da solo, per quanto bene intenzionato, muoia e basta.
E al massimo, sul suo pensiero, ci costruiranno un impero.

Del resto lo insegnerebbe la storia stessa...

Ok.

Forse un uomo, da solo, non potrà.
Forse farà la differenza, ma alla fine le cose potrebbero restare immutate.

Ma tanti uomini, tutti insieme, che nonostante gli ordini ricevuti di schiavizzare in nome di quell'interesse o di quel potere, depongano invece le armi aprendo le loro braccia alla comprensione del loro nemico, presunto o reale che sia: loro si che possono cambiare la storia, creando un mondo dove non si è più schiavi di nessuno.

E sul loro pensiero collettivo, poiché fondato sulla concreta motivazione di migliorare la qualità della vita di Tutti, sulla consapevolezza di quanto sia importante realizzare tale obiettivo, nessun Potere, occulto o palese che sia, potrà mai più costruirvi un impero.

Potrà e dovrà invece nascere una vera DEMOCRAZIA fatta di persone dotate di Buon Senso e di Buona Volontà.

Tanti Uomini e Donne, insieme, diventano altrettanti esempi di Amore incondizionato, e il loro carnefice, un giorno, finalmente arresterà il suo colpo mortale quel famoso "attimo prima"...

E tanti altri carnefici, seguiranno il suo esempio.

Ripeto: un uomo o una donna, da soli, forse non ce la faranno.
Ma tanti Uomini e Donne, insieme e uniti, si.

E il Sistema si converte.
Non importa quanto potente o intoccabile sia.
Come vi ripeto da anni, il Sistema è fatto di persone.
Se le persone migliorano, migliora il Sistema.

Migliorare significa anche comprendere che il famoso "porgi l'altra guancia" va applicato con Buon Senso.

Ci sono infatti dei "signori" che da secoli approfittano di questo "insegnamento" per colpevolizzare le vittime di oppressioni che reagiscono dinanzi agli abusi del potere .

Invece questo concetto, deve essere applicato da TUTTI, anche da coloro che detengono forme di Potere sul prossimo, e non parlo solo di un potere politico.

Loro per primi, devono "porgere l'altra guancia" dinanzi alle provocazioni di coloro che a volte, stanno talmente male da "non sapere quello che fanno".

La sofferenza fine a se stessa, il patirla come infliggerla, NON è un valore ed è controproducente ai fini di una redenzione o di una crescita interiore.

Ciò che va considerato un VERO VALORE, invece, è l'IMPARARE dalla Sofferenza che si patisce, sia la nostra che quella altrui: IMPARARE quanto sia importante favorire e salvaguardare condizioni di serenità in noi stessi e per gli altri, IMPARARE a sanare e sanarsi le ferite che per quanto si possa aver agito in buonafede, inevitabilmente ci si è inflitti o ci si infligge l'un l'altro, condividendo quel meraviglioso Viaggio chiamato Vita.

Il Sistema siamo noi stessi, nel bene e nel male, ad ogni livello delle nostre esistenza, dalle cose più semplici a quelle più complesse, dall'atto di amare una persona, a quello di conquistare una nazione.

L'Amore è l'unica arma contro cui il Sistema non ha difese perché è organizzato e strutturato in modo tale da alimentarsi esclusivamente di odio e incomprensioni, di bassi istinti.

Il corretto sentiero dunque, per NON diventare noi stessi "armi" del Sistema stesso, è una rivoluzione PACIFICA, in nome non dell'individuo o di una fazione, ma del benessere collettivo.

Ed è per questo che non mi stancherò mai di dire "Grazie" a tutti coloro che mi hanno aiutato a tracciare il percorso correttamente, a coloro che mi danno quotidianamente Affetto e Sostegno qui sul Blog e su Facebook (anche la vecchia pagina che purtroppo ci hanno cancellato ed era piena di ricordi insieme).

"Grazie" a coloro che hanno anche realizzato negli anni, di loro iniziativa, disinteressatamente, alcune pagine dedicate ai miei-nostri valori, senza mai spacciarsi per me, senza travisarli, e senza mai sfruttare la mia popolarità per trarne vantaggio personale.

"Grazie" per aver invitato e invitare i vostri amici e i vostri lettori, a non essere violenti, a perdonare sempre ma con Buon Senso, ad avere Fiducia nel Futuro: ci sono persone che se non si sono suicidate, e ora sono felici, lo devono a Voi, alle vostre pagine personali e quelle su Facebook, voi che avete continuato ad alimentare speranza anche laddove sembrava tutto ormai perduto: sempre grazie a voi, alcune persone hanno trovato il coraggio di riabbracciare la loro famiglia, altre che sono tornate insieme a chi amavano, e altre che pur non essendo state così fortunate, vanno comunque avanti, e un giorno, quando meno se lo aspettano, la Vita finalmente le premierà.

Voi, restando positivi, qualsiasi cosa accada, perdonando, incoraggiando, donate Speranza a tante persone, anche quelle che mai immaginereste.

La SPERANZA NON deve e NON dovrà MAI morire, neanche se morissero loro malgrado le persone che la rappresentano.

Diventate Voi quel Simbolo, siate voi l'Onda di quel cambiamento che è nell'aria, alla faccia di certi poteri disonesti e i loro servi, che per dominare, vi vogliono egoisti, folli, e depressi.

Qualsiasi cosa accada, andate avanti, e se scivolate, rialzatevi, anche per chi non ce la fa più; ma ricordate: agite sempre e comunque per Amore, anche nel dolore, nella sconfitta, anche nella perdita di ciò a cui tenevate o di chi amavate più della vostra vita, perché è solo grazie a Voi che il mondo alla fine migliorerà per tutti: per voi stessi, i vostri figli, per chi amate o per chi avreste voluto amare
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in questo periodo, siamo cresciuti e maturati insieme, fra sogni, sorrisi, e a volte lacrime. Abbiamo lottato, amato, perdonato, e comunque voluto bene a tutti, anche a chi ci faceva soffrire. No... io e le persone che su internet o nel mondo non virtuale condividono i miei-nostri-vostri valori di...
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02/10/2015 21:37:35
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La verità sul TITANIC

02 ottobre 2015 ore 21:32 segnala
Il 14 Aprile 1912 il Titanic colpì un iceberg, e nel dicembre del 1913, il Sistema della Federal Reserve venne istituito dal governo degli Stati Uniti come sistema monetario ufficiale.Nella storia che vi abbiamo descritto potrete leggere ciò che è il nostro presente, perché l’11 Settembre è il nostro Titanic, è il nostro evento traumatico che porterà a cambiare sistema economico. La verità è stata tuttavia occultata e poi romanzata in un delirio di amore e di scenografia, per impedire che venisse sdoganata, che venisse rimessa in discussione dinanzi all’opinione pubblica. Noi ricorderemo per sempre un film, un libro e degli attori, non arrivando più a leggere il mistero delle guerre e il segreto della scienza del sistema, del nostro concetto di vita.

Nel 1912 affondò il Titanic, di cui non esiste neanche una lista completa delle vittime. Nel 1913 di fu la privatizzazione della Federal Reserve. I principali oppositori alla Federal Reserve scomparvero in una volta sola. Non so a voi, ma a me ricorda la caduta dell’aereo del governo polacco…. che si opponeva all’euro…. e ai vaccini…Scorrendo la lista dei passeggeri, si scoprono cose molto interessanti, ad esempio che Sir William Pirrie, primo Visconte Pirrie, presidente di Harland and Wolff cancellò il viaggio all’ultimo minuto, e Milton S. Hershey, fondatore della Hershey Company, Henry Clay Frick, Theodore Dreiser, Guglielmo Marconi, Edgar Selwyn, e Alfred Gwynne Vanderbilt avevano previsto di viaggiare sul Titanic, avevano comprato il biglietto – che costava tra i 4’000 e i 10’000 euro attuali, ma cancellarono il viaggio all’ultimo minuto.

Il finanziere gesuita J. P. Morgan costruì il TITANIC, spinto dagli stessi gesuiti, e fu usato come esca per far imbarcare i ricchi americani contrari alla FED. Ma all’ultimo anche lui non si presentò al viaggio inaugurale, perché sapeva, come previsto già dalla costruzione, che sarebbe stato un viaggio di sola andata.

Sempre tra i passeggeri di prima classe, dove si salvarono prima le donne e i bambini, la percentuale di uomini di affari e notabili salvati è assai elevata, 57 uomini salvi su 118 vittime, per cui si capisce che è bizzarro che Astor, il passeggero più abbiente del Titanic, fu lasciato a bordo per dare la precedenza a donne e a bambini mentre altri notabili uomini meno importanti furono fatti salire sulle scialuppe di salvataggio.Ci hanno raccontato che fu un iceberg ad affondare il Titanic, ma le prove dove sono?
Basta un’iceberg con una linea di vernice rossa (peraltro non combaciante) come prova?
Inoltre col Titanic tramontò l’era del carbone (UK) a favore di quella del petrolio (USA).

Come il 6 maggio 1937 la ”tragedia” Hindeburg fece tramontare l’era del dirigibile e sterminò parte del ceto industriale del terzo reich favorendo i futuri ”buoni liberatori” caso strano…
E’ plausibile anche la storia dei magnati oppositori che morirono sul Titanic perchè si erano messi contro i cattivi cugini al servizio dei Rothschild negli USA.

I banchieri (gesuiti) misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano Edward John Smith (gesuita) a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte (o un piroscafo, come riportato nella testimonianza di Raimondo Vitillo), colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale.

Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell’ora e in quel punto preciso dell’oceano – in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto. Dopodiché i banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati.Quando pensiamo ai grandi misteri, alle controversie, alle cospirazioni o alle questioni storiche...vengono alla mente molte cose
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Il 14 Aprile 1912 il Titanic colpì un iceberg, e nel dicembre del 1913, il Sistema della Federal Reserve venne istituito dal governo degli Stati Uniti come sistema monetario ufficiale.Nella storia che vi abbiamo descritto potrete leggere ciò che è il nostro presente, perché l’11 Settembre è il...
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02/10/2015 21:32:35
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