Un nuovo post?

15 ottobre 2007 ore 08:53 segnala

My god... torno a scrivere su questo neonato gia' moribondo blog. Mi piace prolungarne l'agonia, di solito faccio cosi' anche con tutto il resto :-p volevo postare qualcosa di forte, qualcosa che scuotesse le coscienze, un pugno nello stomaco, uno schiaffo all'imperante futilita' da cui mi sento circondato... ma non e' periodo! purtroppo, e dico purtroppo, mi sento (quasi..) felice. Condivido con voi, miei fedeli e tristi lettori, questa parentesi (assolutamente transitoria) non malinconica.

boh...

09 ottobre 2007 ore 11:34 segnala
...dubito d'aver capito come funziona 'sto blog... non vedo chi mi visita! ... forse..(orrendo sospetto)... non mi visita nessuno! grande... di solito ci mettevo qualche mese per far morire i blog, qui mi son bastati pochi giorni!

Streben

08 ottobre 2007 ore 15:18 segnala

...che per come lo intendo io e' l'aspirare, l'elevarsi, il tendere a. Sono ancora fresco di lettura del Faust, ho impiegato soltanto cinque anni per portarlo a termine, ma se si considera che il Goethe ne impiego' sessanta per portarne a termine la stesura direi che le proporzioni sono rispettate. Di solito parto con l'idea di scrivere qualcosa che possa avere un senso e poi mi perdo per strada... questa volta mi sforzero' di non farlo.

Si parlava di letteratura, e di classici. Recentemente ho sentito una notizia che mi ha molto inquietato, considerato che in questo mondo (ed in questo paese) ci vivo pure io: la maggior parte degli italiani nell'ultimo anno non ha letto neppure un libro. La maggior parte di questi non-lettori ha accampato come scusante la necessita' di doversi dedicare a cose piu' importanti. Inconcepibile. Inconcepibile che le esigenze quotidiane, il sopravvivere materiale, siano diventate l'unico senso di molte esistenze. Ma non eravamo anche mente e spirito, oltre che carne? Non e' saccenza la mia. Anche io ho mille vicissitudini quotidiane, un lavoro che mi succhia le migliori energie mentali, un'abitazione, seppur piccola, cui badare. Certo, non ho altre vite che dipendono da me, grazie al cielo. Ma ho sempre sentito l'esigenza, nonostante tutto, di tentare d'elevarmi. Il modo a me piu' congeniale e' quello della lettura, ma che sia lettura di altissima qualita'. Per intenderci: i best sellers che si trovano sugli scaffali delle librerie li reputo dei simpatici esercizi di arte scribacchina, ma certamente non li paragono alle opere d'arte. Puoi tranquillamente vivere senza aver letto Dan Brown, non lascera' mai il segno dentro di te, non ne ha la forza; ma prova a leggere Delitto e Castigo di Dostoevskij... ti si stampera' dentro, parola per parola. E non potrai sottrarti al sottile piacere di sentirti affine, seppur solo marginalmente, seppur solo per un momento, ad una mente sublime come quella del vecchio Fedor. Questo e', dal mio punto di vista, "tentare d'elevarsi".

 

Il senso del mio stare qui

08 ottobre 2007 ore 15:07 segnala

Questo non e' un blog, di conseguenza quello che state leggendo non e' un post. E' solo che mi mancava uno spazio in cui scrivere. Dubito fortemente che questo sito, seppur simpatico, sia adatto a raccogliere riflessioni che vadano al di la' del comune sentire. Ma mi viene concesso uno spazio, e mi dispiacerebbe non tentare di riempirlo. Da oggi mi sforzero' di postare. Gli ultimi due tentativi di portare avanti un blog sono miseramente falliti, non ho motivo di pensare che questa volta andra' meglio. E' che... una foto ed una breve descrizione, e tutti quei dettagli sul proprio aspetto e sui cassetti zeppi di sogni.. non credo possano rendere l'idea di chi e' l'essere umano che si nasconde dietro al nickname. Un blog, invece, puo' farlo. Dimmi come scrivi, e ti diro' se mi piaci.