Streben

08 ottobre 2007 ore 15:18 segnala

...che per come lo intendo io e' l'aspirare, l'elevarsi, il tendere a. Sono ancora fresco di lettura del Faust, ho impiegato soltanto cinque anni per portarlo a termine, ma se si considera che il Goethe ne impiego' sessanta per portarne a termine la stesura direi che le proporzioni sono rispettate. Di solito parto con l'idea di scrivere qualcosa che possa avere un senso e poi mi perdo per strada... questa volta mi sforzero' di non farlo.

Si parlava di letteratura, e di classici. Recentemente ho sentito una notizia che mi ha molto inquietato, considerato che in questo mondo (ed in questo paese) ci vivo pure io: la maggior parte degli italiani nell'ultimo anno non ha letto neppure un libro. La maggior parte di questi non-lettori ha accampato come scusante la necessita' di doversi dedicare a cose piu' importanti. Inconcepibile. Inconcepibile che le esigenze quotidiane, il sopravvivere materiale, siano diventate l'unico senso di molte esistenze. Ma non eravamo anche mente e spirito, oltre che carne? Non e' saccenza la mia. Anche io ho mille vicissitudini quotidiane, un lavoro che mi succhia le migliori energie mentali, un'abitazione, seppur piccola, cui badare. Certo, non ho altre vite che dipendono da me, grazie al cielo. Ma ho sempre sentito l'esigenza, nonostante tutto, di tentare d'elevarmi. Il modo a me piu' congeniale e' quello della lettura, ma che sia lettura di altissima qualita'. Per intenderci: i best sellers che si trovano sugli scaffali delle librerie li reputo dei simpatici esercizi di arte scribacchina, ma certamente non li paragono alle opere d'arte. Puoi tranquillamente vivere senza aver letto Dan Brown, non lascera' mai il segno dentro di te, non ne ha la forza; ma prova a leggere Delitto e Castigo di Dostoevskij... ti si stampera' dentro, parola per parola. E non potrai sottrarti al sottile piacere di sentirti affine, seppur solo marginalmente, seppur solo per un momento, ad una mente sublime come quella del vecchio Fedor. Questo e', dal mio punto di vista, "tentare d'elevarsi".

 

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...che per come lo intendo io e' l'aspirare, l'elevarsi, il tendere a. Sono ancora fresco di lettura del Faust, ho impiegato soltanto cinque anni per portarlo a termine, ma se si considera che il Goethe ne impiego' sessanta per portarne a termine la stesura direi che le proporzioni sono rispettate....
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08/10/2007 15:18:59
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