Goccia d'amore

07 settembre 2020 ore 16:57 segnala



Il branco è lontano, tortuose radici m'avvolgono l'anima, i pensieri incontenibili come prepotenti rami.
Improvviso umido vento del mare, bagliori e brontolii tra scure nuvole, fitta pioggia che trapassa chiome secolari, scivola sui tronchi, incontra l'erba, disseta la terra. Come minute dita d'uccellini, le fresche gocce mi solleticano la pelle, assecondano lievi movimenti, superano dislivelli, riempiono piccole cavità. Stille d'acqua e magia rigano il mio corpo... catturano il rosso della coccinella, gli aculei del riccio, la seta della ragnatela, la corsa dell'operosa formica, l'evanescenza dell'orma, la fuga del cervo, lo sbadiglio del cucciolo sazio e lo sguardo amorevole della madre. Liquidi riflessi acquamarina svelano dettagli di squame, piume, manti, minuscoli piedi, delicate trasparenti ali... raccontano il bosco, le sue creature, gli immortali spiriti delle fiabe.
Una goccia di cielo culla un prezioso dono, mi rivela il segreto del temporale, battito d'azzurro cuore, pegno del suo amore. 
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« immagine » Il branco è lontano, tortuose radici m'avvolgono l'anima, i pensieri incontenibili come prepotenti rami. Improvviso umido vento del mare, bagliori e brontolii tra scure nuvole, fitta pioggia che trapassa chiome secolari, scivola sui tronchi, incontra l'erba, disseta la terra. Come m...
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07/09/2020 16:57:19
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Il nostro tempo

20 luglio 2020 ore 07:08 segnala



Rinnego i secoli dell'incubo, cade nell'oblio l'orrore degli sguardi imploranti, delle gole offerte, degli insanabili strappi delle carne ancora viva. Reinvento il presente, altre mortali sembianze, stessa coscienza.
Nuova stagione del sogno che attenua rimorsi, consola lacrime, tristi ballerine sulle guance, lega note e parole, il desiderio ad un nome, sempre il tuo.
Inaspettati giorni dell'amore, tra la tana e il nostro abbraccio, confondersi di pioggia, sudore e sospiri. L'arcobaleno che divide il cielo ci sorprende vulnerabili, spogli di tutto, le armi deposte. Fradicia erba ci accoglie, liquida lingua lecca via il sangue dalle ferite, dal morbido, profumato muschio. Madida, fertile terra scivola dai capelli alle labbra socchiuse, al cuore. L'indaco nell'aria sfuma i morsi sulla dissetata pelle, il rosso colora la fame di baci. Tra le fronde dolci d'acqua irrompono raggi di sole, prepotenti, caldi custodi del segreto del nostro tempo.
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« immagine » Rinnego i secoli dell'incubo, cade nell'oblio l'orrore degli sguardi imploranti, delle gole offerte, degli insanabili strappi delle carne ancora viva. Reinvento il presente, altre mortali sembianze, stessa coscienza. Nuova stagione del sogno che attenua rimorsi, consola lacrime, tri...
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Vi auguro

09 luglio 2020 ore 14:37 segnala
Vi auguro che il primo volo sia stato come lo sognavate, le emozioni tramandate dal tempo alla vostra anima comunque una sorpresa, la vittoria sulla paura del vuoto, la consapevolezza di saper volare, di essere stati accolti come figli dalla distesa blu oltre i tetti...
... uno stormo che sia calore, affiatamento, conoscenza, testimone della libertà delle vastità di cielo e mare...
... onde scure di pesce, liquide culle, maestosi giochi d'acqua, generose brezze, impietosa Bora, maestra d'acrobazie e coraggio, vele, nuvole e la Luna da inseguire...
... una vita difficile quanto basta per apprezzare i giorni sereni, la pesca abbondante... lunga e felice per condividere un amore fedele ed eterno... costruire i nidi, covare a turno, nutrire e prendersi cura dei pulcini, proteggendoli dai pericoli, dalla pioggia battente, spingendoli all'ombra nelle ore più calde... per affrontare insieme infiniti voli, fino all'ultimo istante, quando supererete l'orizzonte sfiorandovi ancora i becchi, intrecciando per sempre le candide ali.




:cuore Bon Vento Pulisini :cuore
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Vi auguro che il primo volo sia stato come lo sognavate, le emozioni tramandate dal tempo alla vostra anima comunque una sorpresa, la vittoria sulla paura del vuoto, la consapevolezza di saper volare, di essere stati accolti come figli dalla distesa blu oltre i tetti... ... uno stormo che sia...
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Nero

29 giugno 2020 ore 12:11 segnala



Tu non hai fatto finta di non vedermi, di non sentire i miei lamenti, mi hai raccolto e portato da chi mi avrebbe aiutato. Non mi hai lasciato un minuto, mi sei stata sempre accanto... quando le mie ferite infette venivano pulite, svuotate delle larve delle mosche che martoriavano le mie carni, delle zecche che rubavano il mio sangue... quando mi fasciavano le zampe piagate, i polpastrelli bruciati dall'asfalto rovente. Sei ancora vicina mentre nutrimento e cure gocciolano lentamente nella mia vena.
"Forza cucciolo, resisti"... e mi sfiori il muso, dolcemente. Io che cucciolo non lo sono più, ma che lo sono stato... tenero e commovente regalo di compleanno, compagno di giochi, confidente, fratello di chi mi chiamava Nero. Nero come il mio lucido manto... il cielo della prima notte a catena e il livido del primo calcio... il senso di colpa per essere cresciuto, il timore di deluderli, di sporcare, di abbaiare, di mangiare troppo.
Nero come ogni maledetto istante ad aspettare invano il loro ritorno. Giorni tutti uguali, di pioggia che marcisce le ossa o di sole che brucia la gola, di fame di sassi, di sete di fango, di dolore lancinante, di angoscia, di terrore senza fine... di patto tradito, di fedeltà ed amore incondizionati, di perdono... se solo fossero tornati a riprendermi.
"Cucciolo no, non lasciarmi sola". E' così triste la tua voce, amica mia, così vere le tue lacrime... rimarrai per sempre nella mia anima... non piangere, sii felice per me, la sofferenza e la paura sono volate via. Occhi scuri come i miei mi cercano, m'avvolge l'amorevole abbraccio della mia mamma, profuma di latte, eternità e pace, di sconfinati prati d'infinite margherite.
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« immagine » Tu non hai fatto finta di non vedermi, di non sentire i miei lamenti, mi hai raccolto e portato da chi mi avrebbe aiutato. Non mi hai lasciato un minuto, mi sei stata sempre accanto... quando le mie ferite infette venivano pulite, svuotate delle larve delle mosche che martoriavano l...
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Itaca

07 giugno 2020 ore 13:54 segnala



Sei grande scoglio, vegetazione rigogliosa sospesa tra miriadi di liquide sfumature cerulee, sabbia chiara e fine, candide casette affacciate sul mare, gatti addormentati, sazi di pesce, i volti dei vecchi tatuati dal sole e dal sale. L'amaranto e l'ambra d'incantati tramonti, limpide onde, vivace spuma, profumata voce di brezza benevola. Garriti di gabbiani sparsi in cielo, correnti che avvolgono le danze dei cavallucci innamorati, gli sguardi curiosi delle tartarughe, il mistero della melodia dei delfini. Barche, dimore senza età, luccicanti vele, canti e bestemmie tra prue e timoni.
Sei l'epica isola, l'ultimo scodinzolare di Argo, il Fato che ridisegna le rotte, l'infinito viaggio di un'ombra d'argento, alghe e vento.
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« immagine » Sei grande scoglio, vegetazione rigogliosa sospesa tra miriadi di liquide sfumature cerulee, sabbia chiara e fine, candide casette affacciate sul mare, gatti addormentati, sazi di pesce, i volti dei vecchi tatuati dal sole e dal sale. L'amaranto e l'ambra d'incantati tramonti, limpi...
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Sognando

29 maggio 2020 ore 11:28 segnala



Sogno canzoni che raccontano i draghi alati dal cuore di fuoco, in fuga dal cielo che tracima violenza. I guerrieri, carnefici e vittime del destino armato fino ai denti, il loro inferno, inesorabile maledizione... le dame e soffi d'amore che impunemente sopravvivono alla guerra. I poeti sacrificati ai re e agli dei, testimoni del passato che riscrissero storia e futuro... le fate e i maghi custodi d'immortale memoria, preghiere pagane e menzogne. I lupi, il mistero d'ombre d'argento nella notte, orme d'istinto, ferocia e onore, d'assoluta libertà... gli ululati alla Luna in cambio dei suoi raggi bramati come prede...  il gelido firmamento del Nord.
Sogno parole e note inseparabili, musiche leggendarie, un Bardo nella foresta... "e canta ancora la sola canzone nella sua testa."
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« immagine » Sogno canzoni che raccontano i draghi alati dal cuore di fuoco, in fuga dal cielo che tracima violenza. I guerrieri, carnefici e vittime del destino armato fino ai denti, il loro inferno, inesorabile maledizione... le dame e soffi d'amore che impunemente sopravvivono alla guerra. I ...
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Tramonto

23 maggio 2020 ore 05:57 segnala



Non ho lavato via il mare dai capelli, dalla pelle, sono parte di tutto questo sale, d'invisibili rotte di nuove stelle che per sempre brilleranno per chi poserà lo sguardo oltre l'orizzonte.
Tutto o quasi è dove dev'essere: le ali spiegate dei gabbiani adorne di pagliuzze d'oro e luce, i libri più cari ormai logori, le foto sbiadite d'immortali affetti, di barche alla deriva nel tempo.
Immobile nella bonaccia aspetto trenta nodi di vento per volare lontano da un'estate da dimenticare prima che s'affacci... cerco tra i ricordi l'antidoto alla tristezza dei giorni degli abbracci negati. M'accarezza una dolce malinconia, voglia d'erba fradicia, d'umida terra, riaffiora inaspettato il richiamo del bosco... suadente come il canto dell'oceano che intenerisce un sogno... tenace come una vela strappata che sfida ancora il destino... insostituibile come l'attimo che colma la distanza tra sole e mare con la meraviglia di un tramonto.
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« immagine » Non ho lavato via il mare dai capelli, dalla pelle, sono parte di tutto questo sale, d'invisibili rotte di nuove stelle che per sempre brilleranno per chi poserà lo sguardo oltre l'orizzonte. Tutto o quasi è dove dev'essere: le ali spiegate dei gabbiani adorne di pagliuzze d'oro e ...
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Fotografia

25 novembre 2018 ore 22:11 segnala
Il bagliore la spaventò, pochi veloci passi e scomparve, lontana dalla vista, distante dal sogno, inghiottita dalle ombre del tramonto. Mi inginocchiai, lasciai cadere la fotocamera tra fili d'erba e aghi di pino, sentii l'umidità penetrarmi le ossa, il gelo del cuore affievolirne i battiti, lacrime rigarmi il viso.
All'improvviso fruscio di foglie tra i cespugli, trattenni il fiato e ogni più piccolo movimento. Solo gli occhi velati di pianto, avidi della poca luce, cercarono e trovarono altri occhi, pupille, buie voragini, iridi ambra screziate di cenere come primule selvatiche sorprese dalla bruma. Qualche metro e ataviche paure mi separavano da quel manto trapunto d'argento. Sollevai di poco il braccio, la mano aperta... si avvicinò, protese il collo e annusò l'aria, le mie dita senza sfiorarle. Il suo sguardo mi rapì ancora l'anima, mi donò uno struggente saluto. Sparì tra gli alberi, mentre dalla foresta si levavano ululati, la voce del suo branco, la sua famiglia che attendeva il suo ritorno.
Mi alzai incredula, frastornata, appagata. Sarei potuta morire di felicità, ma di gioia si vive, me lo ripeto ancora oggi, a distanza di molti anni da quell'incontro, sorridendo a quell'unico ritratto della mia lupa. Lei che mia non è mai stata, stupenda creatura selvaggia messaggera di libertà, dell'invidiato, bramato privilegio che gli umani non comprenderanno mai.
So che l'incontrerò ancora, non in questa vita, dopo, oltre, quando attraverserò il confine, la linea tra questo mondo e l'altro, l'universo dove non esistono fucili e uomini e lupi sono fratelli. Quando ogni attimo impresso nella memoria profumerà di resina, di funghi, di petali, di ginepro, di fragoline... commuoverà come cuccioli sazi addormentati tra le mammelle... ristorerà come fredda acqua di torrente... incanterà come la picchiata del falco, la danza della farfalla, il ruglio dell'orso. Nell'istante in cui immortali emozioni complici del tempo intrecceranno l'urlo del vento al silenzio ed abbracceranno l'eternità.
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Il bagliore la spaventò, pochi veloci passi e scomparve, lontana dalla vista, distante dal sogno, inghiottita dalle ombre del tramonto. Mi inginocchiai, lasciai cadere la fotocamera tra fili d'erba e aghi di pino, sentii l'umidità penetrarmi le ossa, il gelo del cuore affievolirne i battiti,...
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Demone

04 novembre 2018 ore 20:42 segnala
Soffochi la mia voce, inutilmente, mi cacci, mi allontano di poco, mi accuccio ai piedi di un pino. Non mi vedi, non mi hai mai vista, cieca simbiosi, sentore di pericolo, di salvezza, della fine.
I tuoi lunghi capelli intrecciati di vento e sabbia mi rapiscono almeno quanto i pensieri. Non li controllo, non li confondo, liberi sospiri di cuore e d'onda.
Il tuo corpo ad un istante dal nostro baratro, la memoria arresa, torturata da insanabili ferite... miasmi d'agonia e terrore della carne in vendita, fetore della feccia che gode dell'innocente sangue di cerbiatti... nausea d'alcol, diazepam, compromessi, menzogne, processi sommari... sputi di rabbia, solitudine, vergogna... rivoli di tristezza persi tra le anse di labbra che ripudiano il Sole.
L'abisso freme, puttana d'ingannevole luce, illude, brama le sue vittime. Invano.
Indietreggi, volgi lo sguardo al bosco, a me, invisibile ombra d'argento. Ti lasci alle spalle la sconfitta, sussurri il nostro nome, una volta ancora m'aggomitolo all'anima. Fieri, liquidi cristalli di sale lambiscono le tue ciglia, illuminano il mio canto alla Luna.
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Soffochi la mia voce, inutilmente, mi cacci, mi allontano di poco, mi accuccio ai piedi di un pino. Non mi vedi, non mi hai mai vista, cieca simbiosi, sentore di pericolo, di salvezza, della fine. I tuoi lunghi capelli intrecciati di vento e sabbia mi rapiscono almeno quanto i pensieri. Non li...
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Rondine

16 aprile 2018 ore 22:15 segnala
L'attesa è dolce profumo di petali, tepore del timido Sole, smeraldina prepotenza di giovani foglie, lucentezza di felini manti, ogni fremito, ogni respiro di Madre Terra.
Ti penso viaggiatrice temeraria, immagino il tuo migrare d'istinto, di sopravvivenza, di fatica, di gioia, di pace. Intreccio di passione, sofferenza e forza, stupore ed armonia come l'infinito volo di chiunque ti cerchi dove il tramonto scivola nella fantasia. Come le lacrime che, quando partisti, velarono occhi di pece e nera pelle di bimbo, fratello della tenera gazzella, suddito del re leone. Come ogni spontaneo sorriso ebbro di bellezza, allegria, consapevolezza, affetto... e ogni inguaribile ferita figlia della crudeltà, dell'intolleranza, della solitudine, ali sanguinanti di chi non può volare. Come l'orrore della guerra nell'innocente sguardo dell'infanzia dilaniata... del sacrificio delle donne ostaggi di vesti cucite col filo della sopraffazione... dei silenzi, delle urla, delle suppliche di ogni vita prigioniera, umiliata, torturata, uccisa dall'indifferenza... del tormento di gambe, mani e coscienze legate, mai rassegnate alla malattia.
Improvvisi garriti scuotono la primavera che una volta ancora vedrà piccoli becchi spalancati sfamati d'amore. Canti e danzi sopra i miei pensieri, sfiori nuvole, stille di pioggia e veli di salsedine, particelle di desiderio e paura. Mi doni una piuma, nel pugno custodisco soffice leggero zaffiro, nel tuo petto, rapidi battiti di un nobile immenso cuore scandiscono preziosi attimi di una nuova stagione.
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L'attesa è dolce profumo di petali, tepore del timido Sole, smeraldina prepotenza di giovani foglie, lucentezza di felini manti, ogni fremito, ogni respiro di Madre Terra. Ti penso viaggiatrice temeraria, immagino il tuo migrare d'istinto, di sopravvivenza, di fatica, di gioia, di pace. Intreccio...
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16/04/2018 22:15:30
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