Il Gruppetto

21 settembre 2021 ore 20:16 segnala

Ore 7.42
Faccio il mio solito affannoso ingresso nello stabile dopo il consueto tour de force mattutino (di cui ho scritto nel post precedente); temperatura ok, modulo compilato, receptionist salutato, mi affretto verso gli ascensori.
Mentre salgo, spero di trovare in sala operativa almeno uno di quei pochi nuovi colleghi che hanno saputo dimostrarsi gentili e disponibili con me ed il gruppetto di persone (6), con cui ho fatto il corso che ci ha permesso di essere assunti.
I responsabili hanno già ampliamente dimostrato di essere delle gran carogne, addirittura con alcuni più che con altri quindi l'ultima spiaggia è un po' di solidarietà tra colleghi ma se è vero che all'interno del mio Gruppetto questa c'è e c'è sempre stata, è anche vero che con i colleghi anziani... Beh, è tutt'altra storia.
Lavoro per questa azienda da meno di una settimana e oggi mi hanno assegnato il primo turno, il che significa che alle 8.00 devo essere on line, il che significa che devo essere riuscita a collegarmi alle ben 9 diverse procedure entro quell'ora, il che significa che se solo sbaglio anche una misera virgola, si scatenerà l'inferno ma... sono fiduciosa.
L'unica cosa che è subito stata più che chiara a me ed al Gruppetto, è che per riuscire a collegarsi al programma centrale ed essere operativi entro l'orario assegnato, bisogna essere davanti al pc almeno una ventina di minuti prima poichè le procedure in questione si collegano "a catena", quindi se non si accede a una, non si può passare alla successiva che ovviamente ha utenze e password e tempi di connessione differenti, quindi tutti noi abbiamo pile di fogli con appunti che ci siamo passati, al fine di renderci la vita lì dentro un po' più facile.
I cellulari sono banditi, il pc può essere utilizzato solo per svolgere il proprio lavoro, non ci si può collegare alla propria mail tramite la rete, il che si traduce che non ho potuto trascrivere tutto su file, come ho sempre fatto, ed ho quindi sempre in borsa un quadernone ormai grosso quasi quanto me, che è diventato una sorta di Bibbia lavorativa e che custodisco gelosamente (quando prendo la metro, ho quasi più paura che mi scippino il quadernone che l'intera borsa).
Mentre mi perdo in questi pensieri, l'ascensore è arrivato al piano, esco e mi dirigo verso il corridoio: buio. Mi volto verso l'altro corridoio, quello che porta al call center di un'altra azienda: buio. Resto un attimo in ascolto: silenzio.
Mi guardo intorno ma non vedo interruttori con cui poter accendere la luce e non posso di certo rimanere lì in attesa che il sole faccia il suo dovere così mi dirigo verso la sala operativa e... luce!
Resto un attimo immobile poi faccio un altro paio di passi e... ancora luce! "FOTOCELLULE!", mi urla contento il mio neurone mentre io avanzando penso che sta cosa inaspettata è proprio una gran figata.
Raggiungo la mia postazione di lavoro sentendomi quasi al pari di Mosè quando ha diviso le acque poichè al mio passaggio ho gradualmente illuminato tutta la sala operativa che... è deserta!
Quasi mi si gela il sangue. "Ma dove sono tutti?!? Perchè sono da sola??". Faccio un rapido giro della sala con lo sguardo. Cavolo, non c'è proprio nessuno!
Guardo il tabellone che indica le telefonate in entrata, in attesa e vedo che si è già illuminato. Panico.
Mentre il pc si accende, dò sfogo a tutte le imprecazioni di cui sono a conoscenza e già che ci sono mi chiedo come si possa lasciare una persona assunta da meno di una settimana, sola ad inizio giornata e senza la benchè minima assistenza. Già il corso che ci avevano fatto seguire per un mese intero al fine di prepararci a quanto avremmo dovuto affrontare, si era rivelato al pari di un buco nell'acqua perchè non si può fare teoria, senza pratica per poi buttare allo sbaraglio gente che non ha mai svolto un lavoro simile e pretendere che sia subito autonoma e sul pezzo.
Mentre penso a tutto questo ed a molto altro, realizzo all'improvviso che alla fine un asso nella manica ce l'ho: il Gruppetto!
Ok, lì dentro non si possono usare i cellulari ma c'è forse qualcuno che può dirmi qualcosa? No.
"Vai con Whatsapp!", mi urla il mio neurone.
Mentre lancio le prime applicazioni e sto per arrivare a quello che per me è il punto più ostico, quello dove da 5 giorni (porca miseria!), puntualmente mi incaglio e ancora non riesco a capirne il motivo, spiego velocemente la situazione e chiedo aiuto.
Inutile dire che chi ha potuto si è subito reso disponibile e con il suggerimento di uno, le immagini degli appunti di un'altra, incoraggiamenti, battute e tanto altro... alle 8.12 e quindi oltre quello che avrebbe dovuto essere il mio orario di inizio (ma tanto non c'è nessuno... accidenti a loro!), sono regolarmente on line e posso iniziare a ricevere le prime telefonate.
Gruppetto 1 - Azienda 0

x:-)
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Ore 7.42 Faccio il mio solito affannoso ingresso nello stabile dopo il consueto tour de force mattutino (di cui ho scritto nel post precedente); temperatura ok, modulo compilato, receptionist salutato, mi affretto verso gli ascensori. Mentre salgo, spero di trovare in sala operativa almeno uno di...
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OLIMPIADI LAVORATIVE

04 settembre 2021 ore 12:28 segnala

Ore 5.00: sveglia
Ore 5.30: in auto
Ore 5.50: stazione del treno
Ore 6.01: treno
Ore 6.50... il capolinea è ormai prossimo.
Le persone presenti sul treno iniziano a raccogliere le loro cose ed a posizionarsi in prossimità delle porte, io compresa.
Mentre il treno rallenta, mi complimento con me stessa per essere salita sul primo vagone: così facendo, ho risparmiato qualche preziosissimo secondo e bruciato sul tempo parecchie persone che, come me, dovranno raggiungere sgomitando la metro.
Il treno si ferma, la tensione inizia a salire; il ragazzo fermo davanti alle porte, allunga il braccio in attesa che il led diventi verde, permettendone così l'apertura attraverso l'apposito pulsante.
VERDE!
Senza guardarci in faccia, scendiamo in maniera più o meno ordinata ma decisamente frettolosa. C'è chi aumenta il passo, chi corre, chi sfreccia sul monopattino elettrico (te ne venisse...!).
E' agosto, i tornelli utilizzabili sono pochi pertanto si crea una coda che per quanto non sia paragonabile a quella presente durante l'anno, non è comunque poi così corta, soprattutto per chi ha i secondi contanti.
Supero il tornello, taglio la strada ad un ragazzo ed inizio a correre verso la scala che mi porterà alla metro; guardo l'ora, 7 e qualche minuto.
Il mio neurone mi urla "CORRI!!!", il pullman passerà esattamente 26 minuti dopo ma per poterlo prendere, devo assolutamente salire sulla metro praticamente all'istante.
Corro dribblando chiunque mi si pari davanti e scapicollandomi giù per le scale, pregando di non mancare nessun gradino non tanto per evitare un'emerita figuraccia di prima mattina, quanto per evitare ritardi sul lavoro.
Arrivo ai binari e il cartello indica che la metro sta per arrivare: due minuti dopo salgo, mi siedo e riprendo fiato ma sempre tenendo d'occhio l'ora.
Diverse fermate dopo, arriva il momento di scendere, quindi mi posiziono in pole position davanti ad una delle porte.
Ore 7.29, la metro rallenta; il pullman sarebbe passato alle 7.33. Mi guardo intorno guardinga giusto per vedere con chi avrei dovuto gareggiare al fine di arrivare prima ad uno dei tornelli disponibili.
Si aprono le porte e sentendomi al pari di un atleta sui blocchi di partenza... corro. Sto per salire sulla scala mobile ma già ci sono due signore attempate (ma da dove sono saltate fuori?!??), devio quindi verso la scala.
Salgo gli scalini a due alla volta notando a malapena i cartelli che indicano che da lì si dovrebbe solo scendere (vabbè dai, siamo ad agosto...).
7.31.
Mi fiondo verso i tornelli, tagliando la strada ad altre persone non meglio identificate. Alle mie spalle però, noto una signora sui 50. "Non deve passare!", mi dice il mio neurone. Allungo il passo. Inserisco il biglietto affinchè il tornello si apra, sento il fiato sul collo della signora ma tanto non può superarmi!
Riprendo il biglietto, con slancio spingo il tornello con le gambe al fine di farlo girare ma... quello non gira, io rischio il cappottamento e la signora, a sua volta già pronta ad avanzare, mi urta.
Ci guardiamo per un preziosissimo secondo. Nessuna dice niente. Quella fa un passo indietro ma il suo sguardo dice "dai però!".
Con la mano sblocco il tornello e riprendo la mia corsa su per l'ennesima scalinata.
Ore 7.32.
Risalgo in superficie, giusto in tempo per vedere il pullman chiudere le porte.
"NOOOOOOOOOOO...!", urla il mio neurone.
In preda alla quasi disperazione (e forse anche ad un attacco di cuore), inizio a sbracciarmi per farmi vedere dall'autista che, per mia fortuna, decide di riaprire le porte e farmi salire.
Mi accascio su uno dei sedili.
Quello è il momento in cui devo assolutamente riprendermi perchè la corsa non è ancora finita.
"Respira, respira, respira e vedi di non sbagliare la fermata come due giorni fa, ok??", mi ripete il mio neurone che ora immagino nei panni di uno di quegli assistenti che attendono i pugili a bordo ring, fornendo dritte, massaggi alle spalle e raccomandando la massima concentrazione.
"Ok, ok. Respiro concentrata", mi dico.
Dopo una ventina di minuti, ecco la mia fermata. E' quella giusta, ne sono certa quindi la prenoto, mi alzo e ben ancorata ai sostegni, mi posiziono davanti all'ennesima porta. Il pullman si ferma, tempo di scendere e guardarmi attorno prima di attraversare e... via che la corsa riprende.
Penso che mi mancano gli ultimi 800 metri, dopodiché potrò "riposarmi" per 6 ore in attesa di riprendere il giro inverso.
Varco il cancello, corro verso la reception dove mi provano la temperatura e incuranti del fatto che io vi sia arrivata quasi strisciando sui gomiti, le due centraliniste mi augurano buona giornata con un entusiasmo che vorrei tanto sapere dove vendono ed un sorrisone enorme.
Prendo l'ascensore, percorro il corridoio e finalmente mi siedo alla mia scrivania.
"Ok, anche oggi ce l'ho fatta. Ora pensiamo a come arrivare alla fine del turno in questa gabbia di matti e poi...".
"...poi ci iscriviamo alle prossime Olimpiadi? Scegli se salto agli ostacoli o velocità", conclude il mio neurone.
Sono le 8.35 e vorrei tanto tornare a dormire.
:bataboing

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Ore 5.00: sveglia Ore 5.30: in auto Ore 5.50: stazione del treno Ore 6.01: treno Ore 6.50... il capolinea è ormai prossimo. Le persone presenti sul treno iniziano a raccogliere le loro cose ed a posizionarsi in prossimità delle porte, io compresa. Mentre il treno rallenta, mi complimento con me...
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IDOLI

27 agosto 2021 ore 20:22 segnala
Ormai da un mese mi sveglio all'alba e dividendomi tra auto, treno, metro, bus e "piedibus", nel giro di un paio d'ore, arrivo in ufficio e nel giro di un paio d'ore (spesso di più), ritorno.
In questo mese me ne sono capitate di OGNI con i mezzi pubblici, cose che giusto chi li utilizza d'abitudine può capire e immaginare.
Oggi ero contenta perché mi avevano assegnato un turno corto e quindi sarei riuscita a rincasare ad un orario decente ma ecco che ad una misera fermata di distanza dalla mia, ossia a qualche minuto di treno dal poter finalmente salire in auto e guidare verso casa, il treno si ferma, apre le porte, spegne il motore e... Cala il silenzio.
Io ed i pochi presenti ci guardiamo cercando risposte che nessuno ha, fino a quando una voce registrata comunica che a causa di un imprevisto, il treno non potrá ripartire e si scusa per il disagio.
Attendiamo qualche minuto ed ecco che il capotreno fa il suo ingresso trionfale, dicendoci che purtroppo il treno prima del nostro aveva avuto un incidente, che non sapeva quanto saremmo rimasti fermi e quindi consigliava a tutti di servirsi dei due pullman che da lí ci avrebbero portati al capolinea.
Ok ma io mi fermo prima... "chieda all'autista".
Aspetto qualche minuto e nel frattempo, in tanti scendono così decido di andare a dare un'occhiata.
Esco dalla stazione e mi trovo davanti un grande parcheggio ma di pensiline nemmeno l'ombra.
Attorno a me c'era chi chiamava casa per farsi venire a prendere, chi cercava soluzioni alternative, chi come me cercava la fermata del pullman.
Mi aggiro alla ricerca di qualcosa che ne indicasse la presenza: IL NULLA.
Nel frattempo dalla stazione ogni tot la voce registrata invita a servirsi dei pullman.
Finalmente ne intravedo uno all'altro capo della strada. Corro ma quello riparte. Tempo di tirare un paio di accidenti e... Anche il treno parte. E rimango lí a fissarlo come un'ebete mentre ripenso a come ci avessero spinti verso un pullman che non si trova.
Con il mio neurone in modalità "scaricatore di porto", noto che la fermata del pullman non fa nemmeno al caso mio; intorno solo il deserto, il treno successivo sarebbe passato dopo oltre un'ora così imposto il navigatore e dopo circa 4 km a piedi in mezzo al niente più assoluto, sudata, sfinita e forse prossima al collasso, finalmente intravedo la stazione del treno alla quale avrei dovuto scendere quasi un'ora prima, riprendo la macchina e... Finalmente a casa.
La mia stima a chi si serve per tutto l'anno dei mezzi di trasporto pubblici: siete ufficialmente i miei idoli.
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Ormai da un mese mi sveglio all'alba e dividendomi tra auto, treno, metro, bus e "piedibus", nel giro di un paio d'ore, arrivo in ufficio e nel giro di un paio d'ore (spesso di più), ritorno. In questo mese me ne sono capitate di OGNI con i mezzi pubblici, cose che giusto chi li utilizza...
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UN FUGGEVOLE PENSIERO...

29 luglio 2021 ore 17:18 segnala
Sì.
Nonostante io sia da sempre abituata a scantonare la stragrande maggioranza del genere umano e sia avvezza ad andare oltre alle altrui opinioni e consigli non richiesti al grido di "non ragioniam di lor ma guarda e passa", oggi mi sento in dovere di fermarmi un attimo e di rivolgere un fuggevole pensiero a quelle due persone che da quando ho perso il lavoro, hanno assistito alle mie continue ricerche, alle mie cadute, ai miei momenti no, al mio voler andare avanti nonostante tutto, alle mie sfuriate, alla mia ricerca (sporadica), di un sostegno morale, una parola amichevole...
Ecco, a voi due (che chiamerò Cip & Ciop), che in questi mesi vi siete prodigati nel ripetermi di lasciar perdere, che la ricerca di un lavoro è per persone ben più giovani, di farmene una ragione e gettare la spugna perchè ho una famiglia a cui pensare e due figlie da crescere (davvero?!??), di accettare di dover stare a casa tutto il giorno in attesa del rientro della famigliola felice, godendomi le camminate che adoro, la natura che mi circonda, gli uccellini che cinguettano, i fiori che sbocciano... e di accontentarmi di potermi dedicare h24 alla famiglia perchè in questo modo avrei potuto finalmente "fare la mamma" a tempo pieno che per una donna è la soddisfazione più grande (ndr. e detto un uomo...).
Ecco, a voi due oggi, dedico due minuti (uno a testa), del mio tempo prezioso per dirvi quanto segue:




Proprio così, cari Cip & Ciop e sapete perchè mi prendo cotanto disturbo? Per due semplici motivi:
1 - il Medioevo è finito da un pezzo ma probabilmente non vi hanno informati.
2 - DA DOMANI INIZIO A LAVORARE!! :dito4
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Sì. Nonostante io sia da sempre abituata a scantonare la stragrande maggioranza del genere umano e sia avvezza ad andare oltre alle altrui opinioni e consigli non richiesti al grido di "non ragioniam di lor ma guarda e passa", oggi mi sento in dovere di fermarmi un attimo e di rivolgere un...
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E DA OGGI...

21 giugno 2021 ore 16:12 segnala
...potete chiamarmi Eduarda, Teresa, Carmencita, Augusta, Consuelo, Morena Barrantes-Garcia-Gonzalez-Diaz-Sosa-Donacimiento-Alonso-Brambilla vien dal mar.
Un po' come la protagonista brutta di un'orrida telenovela sudamericana.
Già, perchè da oggi è così che mi sento e mi considererò. Almeno per un po' poi vediamo...
Tanto per cambiare, sono sempre alle prese con 'ste maledette agenzie interinali ma in oltre un anno di ricerca lavoro, un'agenzia come quella in cui sono incappata ora, francamente non pensavo di trovarla.
Come ho scritto in un altro post, ho trascorso le prime due settimane di giugno seguendo un corso incasinatissimo, tenuto da un'azienda che durante questo periodo, non ha fatto altro che dare versioni diverse delle stesse informazioni, supportata da tre diverse agenzie interinali che di certo non hanno concorso a chiarire la situazione.
In buona sostanza il clima, per due settimane, è stato questo: ben poca chiarezza su tutti i fronti e fino alla fine.
Arriviamo all'ultimo giorno e ci dicono che solo metà di noi verrà presa (e non tutti, come sostenuto all'inizio), e che non avremmo iniziato il giorno successivo (come sostenuto all'inizio), ma metà avrebbero iniziato lunedì e l'altra metà, il lunedì dopo.
Ci lasciamo così.
Ho vissuto quell'ultimo giorno di corso con un senso di liberazione enorme: avevo iniziato quell'avventura con l'entusiasmo a mille ma giorno dopo giorno, il tutto era miseramente scemato.
Lo consideravo un ennesimo capitolo chiuso quand'ecco che giovedì sera, ricevo una mail da parte dell'agenzia che mi dice che avrei iniziato a lavorare quel lunedì ed il giorno successivo avrei dovuto recarmi da loro per la firma del contratto.
Mi prende un colpo, primo perchè francamente non pensavo di poter essere scelta, secondo perchè per quel lunedì, avevo una visita programmata da mesi...
Anche se ormai è sera, rispondo spiegando il tutto e siccome si trattava di un lavoro su turni, pensavo potessero spostarmi al lunedì dopo senza particolari problemi invece... La mattina dopo mi arriva una mail dove, in tono perentorio, trovo scritto: Lei deve iniziare lunedì. Mi chiami.
Non sono permalosa ma il tono mi innervosisce un po' ma mi ripeto di stare calma così chiamo in agenzia dove un'allegra centralinista, urlando mi dice: NON C'E'! E' IN SMART WORKING, LE MANDI UNA MAIL.
"Aspetti... ho ricevuto una mail in cui La Tizia, mi ha scritto di chiamarla, me la può passare?
Centralinista: NON C'E'! E' IN FERIE!
(APRO UNA PARENTESI: lo so che leggendo quanto scrivo, a volte può sembrare che mi invento le cose di sana pianta ma GIURO che non è così. Io 'sta gente la incontro davvero e quanto scrivo, è perchè l'ho realmente vissuto! E spesso è avvilente, credetemi).
Tornando a noi... dopo quella risposta, ero ad un passo dall'esplodere ma pur sbraitando, riesco a mantenere un certo decoro grazie al quale chiedo alla centralinista, chi mi avesse mai scritto di chiamarla dato che la mail mi arrivava da La Tizia in persona.
Un attimo di silenzio e... una risata e poi: ASPETTI! NE ABBIAMO DUE CHE SI CHIAMANO NELLO STESSO MODO MAGARI MI SONO CONFUSA... EH SI', E' COSI'. LE DO' IL CELLULARE AZIENDALE COSì LA CHIAMA OK?
Finalmente parlo con la suddetta che in tono palesemente seccato mi ripete che io avrei iniziato a lavorare lunedì ed aggiunge che lo sapevo...
:sbong
Io: ...e come facevo a saperlo se solo l'altro ieri hanno detto che ne avrebbero presi solo metà, divisi in due gruppi e che avremmo dovuto attendere la chiamata di conferma dell'agenzia??
La Tizia: gliel'ho scritto ieri sera!
:nono1
Io: ma secondo lei ho preso quell'appuntamento stanotte, mi faccia capire... comunque visto che iniziamo su due giornate differenti, non sarebbe possibile scambiarmi con uno degli altri candidati?
L.T.: iniziate tutti lunedì.
Io: come tutti...
L.T.: eravate in 20, l'azienda vi ha presi tutti ed iniziate lunedì.
A quel punto, pazienza, buona educazione e non so cos'altro, mi abbandonano e dò sfogo a tutta una serie di cose dove faccio presente tra l'altro, che sin dall'inizio l'azienda aveva fatto opera di terrorismo sul fatto che NON avrebbero preso tutti e che ci aveva fornito tutta una serie di informazioni contrastanti, fino all'ultimo giorno e che anche le informazioni avute da lei, non collimavano con quanto appreso durante il corso e già che ci sono, chiedo dove le avesse reperite.
L.T.: è l'azienda che me le dà, MICA ME LE INVENTO IO!
Io: bene! Allora ammetterà anche lei che l'azienda non è un'azienda corretta e tanto meno seria e se già prima di partire le cose sono così evidenti, mi chiedo cosa potrei aspettarmi andando avanti. Comunque facciamo che non ci siamo mai sentite, la ringrazio e arrivederci (farsi il fegato grosso per un solo mese di lavoro part time, non credo valga la pena).
Furibonda ma pronta a riprendere le ricerche, mi calmo quand'ecco che a distanza di qualche ora... mi arriva una mail da La Tizia: "per quanto riguarda l'offerta di lavoro, l'azienda è disposta a venirle incontro, facendola iniziare lunedì alle 9.00 e non alle 8.00".
:sbong
No ma... siamo seri?? Ma questa crede che oltre al teletrasporto, io abbia una macchina del tempo??
Ma forse sono io che non mi so spiegare dato che già nella prima mail, avevo scritto che avrei avuto una visita in TARDA MATTINATA. Già... che scema sono. Avrei dovuto allegare un disegnino, collegato ad un diagramma a blocchi, magari qualche istogramma qui e là... Averci pensato prima.
Rispondo (garbatamente), no grazie e considero l'argomento chiuso ma... ho troppa fiducia nel genere umano ed infatti ecco che il giorno dopo mi arriva una seconda mail in cui mi ripete quanto sopra, cambiando solo il giorno da lunedì a mercoledì.
:pianto
MADRE DE DIOS... Tengo mal genio pero algunas personas pesan más que una vaca en brazos pero mañana es otro dia y con suerte bueno.
OLE'!


...APPLAUSI.
...SIPARIO.
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...potete chiamarmi Eduarda, Teresa, Carmencita, Augusta, Consuelo, Morena Barrantes-Garcia-Gonzalez-Diaz-Sosa-Donacimiento-Alonso-Brambilla vien dal mar. Un po' come la protagonista brutta di un'orrida telenovela sudamericana. Già, perchè da oggi è così che mi sento e mi considererò. Almeno per un...
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CHIAREZZA INNANZITUTTO...

13 giugno 2021 ore 17:07 segnala
...ma forse anche no.
Forse alla fine, una lucina in fondo al tunnel sta per accendersi. Dico forse perchè in oltre un anno di ricerca, ho constatato ahimè, che con le agenzie del lavoro, c'è ben poco da stare allegri.
A metà maggio, ennesimo colloquio al termine del quale mi congedano con l'ormai consueta frase "le faremo sapere".
Tempo nemmeno un'ora ed ecco che squilla il cellulare ed una tizia dell'agenzia del lavoro "XYZ", mi dice che sono stata selezionata e che da fine maggio, avrei iniziato un corso della durata di due settimane, nel frattempo avrei dovuto inviare carta d'identità e codice fiscale, per iscrizione e assunzione.
Ero felice come una pasqua, non mi sembrava vero ma nella mia sconfinata ingenuità, ancora non sapevo che da lì mi sarei ritrovata catapultata in un universo fatto di pura disorganizzazione, ben poca chiarezza nonchè assoluta mancanza di considerazione.
"Ma quindi è già tutto confermato?".
"Sì, sì tutto confermato stia tranquilla".
"Ok (non mi sembrava vero!!), però... nell'annuncio di lavoro c'è scritto che le settimane di corso sarebbero state tre e più sotto, specificando le date di inizio e fine, queste risultano quattro, mentre lei mi dice due... quindi?"
Silenzio.
"Mi mandi i documenti, nel frattempo mi informo e la richiamo".
Invio tutto seduta stante, ricevo la conferma dell'avvenuta ricezione e aspetto.
Trascorrono alcuni giorni, la tizia finalmente richiama e mi dice che c'era stato un cambiamento nel programma relativo al corso e che le settimane sarebbero state effettivamente due, al termine di queste ci sarebbe stato un test dal quale sarebbe dipesa l'assunzione e, cortesemente, di inviarle i documenti.
"I documenti li ha già, mi ha anche risposto però nell'annuncio non si parlava di test di fine corso e lei mi aveva detto che era tutto confermato".
Ma che ingenua sono!!! Certo che era tutto confermato... la mia partecipazione al corso! E TUTTI i corsi prevedono un test finale dal quale dipende l'assunzione, funziona SEMPRE così... (mi dice).
Il mio neurone si agita perchè sa bene che non è vero che è SEMPRE così ma soprattutto sa che, nel caso, il tutto viene specificato all'interno dell'offerta di lavoro ma decido di soprassedere, il lavoro mi serve e non ho voglia di far polemica.
Ci salutiamo.
Trascorrono altri giorni ed arriviamo a quello prima del corso. Ero pronta a chiamare l'agenzia perchè non avevo ancora ricevuto alcuna mail contenente il link relativo al suddetto, quando ecco che la tizia mi chiama e... "mi manda i documenti altrimenti non posso iscriverla".
(DI NUOVO?!?? DAVVERO????).
Respiro e dosando per bene tono e parole, faccio presente che in 10 giorni, è la TERZA volta che me li chiede e per la TERZA volta le faccio presente di averglieli già inviati.
Silenzio.
"Aspetti che guardo mentre siamo al telefono... Ah sì, eccola. Allora la iscrivo ed in giornata riceverà la mail con il link".
Passano le ore. Arrivano le 17.30, della mail nessuna traccia.
Chiamo in agenzia ma mi dicono che la tizia non c'è e di richiamare lunedì.
A questo punto, il mio neurone si fa largo a gomitate esprimendo chiaramente tutto il disappunto accumulato dalla prima chiamata fino a quella. La collega della tizia non commenta e mi dice che avrebbe fatto del suo meglio per contattarla, ci salutiamo ed ecco che magicamente nel giro di qualche minuto ricevo la mail con il link ma... si tratta anche della mail che chi terrà il corso ha inviato alla tizia dell'agenzia con tutta una serie di informazioni e allegati che non riguardavano me ma lei.
"Se quando lavoravo avessi fatto una cosa del genere, mi avrebbero fatta saltare", però ho il link e questo è l'importante.
LA FACCIO BREVE.
Inizia il corso, siamo in 22 e per puro caso dalla docente apprendiamo che i posti disponibili non sono 20 come specificato nell'offerta di lavoro (e dove le mettiamo 20 persone qua dentro??), bensì 11, FORSE 12 ma di certo non di più.
Il corso durerà esattamente 11 giorni, 5 dei quali destinati ad immagazzinare una quantità assurda di informazioni e dati relative a polizze assicurative completamente sconosciuta ai più, tranne a due di noi che provengono da quest'ambito e quindi partono avvantaggiati.
A parte questi due quindi, scopro che proveniamo da banche, agenzie viaggi, call center Fastweb, Edison e UBI, urp ospedalieri e Ikea.
Ma il "bello" arriva quando due ragazze, dopo aver appreso dalla docente del test finale, riferiscono che le rispettive agenzie per il lavoro, avevano dato l'assunzione per certa, tant'è che si erano licenziate.
Silenzio generale.
In buona sostanza il test finale ci sarà ma da questo non dipenderà l'assunzione poichè servirà per valutare la docenza (potremo tranquillamente consultare appunti e slide :mmm ), però un po' sì ma forse anche no perchè verrà tenuta in considerazione anche la partecipazione al corso, le domande poste e tutta una serie di altre cose come probabilmente la congiunzione astrale tra Saturno e Plutone che potrebbe causare uno spostamento dell'asse terrestre con conseguente appiattimento del nostro bel pianeta in seguito al quale guidando lungo una qualsiasi strada, potremmo ritrovarci improvvisamente a cadere di sotto, perchè si sa che le piogge acide possono compromettere l'agricoltura e causare calvizie, lo diceva mio nonno in carriola e oh che bel castello marcondirondirondello...

:mitra
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...più o meno. Forse alla fine, una lucina in fondo al tunnel sta per accendersi. Dico forse perchè in oltre un anno di ricerca, ho constatato ahimè, che con le agenzie del lavoro, c'è ben poco da stare allegri. A metà maggio, ennesimo colloquio al termine del quale mi congedano con l'ormai...
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CORRIERI

11 maggio 2021 ore 16:15 segnala
Capita di ordinare on line e tra i vari corrieri che ogni tanto incontro, ce n'è uno che adoro.
E' un ometto minuto, sulla 50ina e forse anche più, un po' chiassoso, sempre caricato a molla ma quello che mi piace è che ha un atteggiamento allegro ma soprattutto sorride sempre, come se fosse davvero contento di incontrare il cliente di turno.
Di solito apro il cancelletto condominiale e ci troviamo a metà strada e di solito quando giro l'angolo e mi vede, si blocca, sorride vistosamente sotto la mascherina, mi punta l'indice contro ed urla: "E' LEI LA SIGNORA XYZ!".
Per tutta risposta, alzo una mano ed a mia volta urlo (poichè il tutto avviene a diversi metri di distanza), "CONFERMO!", lui si avvicina e con un "ecco qua", detto con tono più contenuto, mi passa il pacco e se ne va correndo.
Oggi, suona il citofono, rispondo ed uscendo di casa mi preparo ad una scena simile a quanto sopra ma... svolto l'angolo e non c'è nessuno.
Guardo al di là del cancello condominiale e vedo il furgone parcheggiato ma del corriere non c'è traccia.
Penso che magari sia alle prese con i pacchi da consegnare, sull'altro lato del furgone così apro il cancello convinta di fare il giro del mezzo ma ecco che dalla mia sinistra, totalmente al di fuori dalla mia visuale, arriva decisamente inaspettata, la solita frase urlata: "E' LEI LA SIGNORA XYZ!".
Non so come ho fatto a non gridare ma sono letteralmente saltata di lato, sentendomi per un attimo a metà strada tra un attacco di cuore ed un gatto attaccato alle tende e mentre lo guardavo con occhi sgranati, puntarmi contro il solito dito indice, noto che stavolta non sorride come sempre ma ride di gusto.
In risposta alzo una mano e ridacchiando rispondo: "Confermo! Ma se lo fa di nuovo, la prossima volta non so se le apro".
Mi passa il pacco continuando a ridere, mi saluta e se ne va.
Ripensando alla scena, mentre rientro, mi ritrovo a ridere tra me e me e... chissà se presso quell'azienda stanno cercando del personale, sai mai che trovo lavoro lì... :-)))
:-))) :-)))
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Capita di ordinare on line e tra i vari corrieri che ogni tanto incontro, ce n'è uno che adoro. E' un ometto minuto, sulla 50ina e forse anche più, un po' chiassoso, sempre caricato a molla ma quello che mi piace è che ha un atteggiamento allegro ma soprattutto sorride sempre, come se fosse davvero...
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11/05/2021 16:15:15
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CHE BRUTTA GENTE

26 aprile 2021 ore 16:34 segnala

La scuola di mia figlia maggiore procede a settimane alterne così, quando ci va, devo ricordarmi di andarla a prendere ( 0:-) ).
Purtroppo la scuola si trova in un punto, all'interno di un piccolo paese, dove non c'è parcheggio e la strada che la "circumnaviga" è a senso unico il che significa che vige la legge del chi primo arriva, meglio alloggia e se non trovi posto, l'unica alternativa è rifare enne volte il giro.
A peggiorare le cose, c'è anche un'enorme rotonda che, ahimè, è in prossimità di un passaggio a livello che proprio quando i ragazzi stanno per uscire, si abbassa, creando un caos infinito poichè (come se non bastasse), ci sono genitori parcheggiati letteralmente ovunque a lato di questa che finiscono per restringere il transito di chi alla scuola, non deve nemmeno passarci davanti.
Ho assistito alle scenate più assurde, tra genitori e autisti di camion/pullman, tra genitori e genitori, tra genitori e motociclisti... a volte anche al limite della rissa e mi sono sempre detta che piuttosto di ridurmi così, la pargola si sarebbe fatta una bella camminata fino a casa ma nel frattempo, ho sempre calcolato i secondi in maniera tale da arrivare nel momento in cui il passaggio a livello si alza e l'ingorgo piano piano svanisce ma...
Ecco che un bel giorno il treno è in ritardo, la rotonda è bloccata, i ragazzi stanno uscendo ma finchè il passaggio a livello è giù, nessuno può andarsene.
Ho davanti una Fiat 500 che si incanala tra le auto che devono andare verso la stazione e quelle parcheggiate in attesa di potersi muovere. La seguo e così fa quello sulla Mini dietro di me.
Peccato però che ad un certo punto, la macchina alla mia sinistra non sia perfettamente incolonnata e quella alla mia destra abbia il retro un po' in fuori. La mia auto è un po' più ingombrante rispetto alla 500 che passa a fatica.
I vari sensori iniziano a suonare a tutto andare ma piano piano avanzo finchè diventano rossi e lì, mi spiace, ma mi fermo.
Non l'avessi mai fatto... Il tizio sulla Mini alle mie spalle (sulla quarantina), si attacca al clacson, che ignoro.
Sbircio dallo specchietto e vedo che abbassa il finestrino ed inizia ad urlare, io alzo il volume della radio (KPOP A MANETTA!!).
Guardo l'orologio sperando che ste benedette sbarre si alzino in fretta quand'ecco il che il gentil signore di cui sopra, si materializza accanto al finestrino del passeggero.
Per qualche secondo lo guardo senza sentire quello che dice ma poi, raccolgo tutta la calma mistica di cui dispongo, abbasso il volume della radio ed abbasso il finestrino di pochi cm.
Il Tizio: MA PERCHE' NON VAI?!??
Io, con la faccia di tolla che di solito ho prima di esplodere: guardi, fossi a piedi sarei già andata ma non rigo l'auto perchè la gente parcheggia dove non si potrebbe, abbia pazienza che tra poco ce ne andiamo
Il Tizio, con estremo garbo: MA CA@@@O DICI?! VAI CHE CI PASSI (e giù una "bella" bestemmia)!!
Io, con calma serafica: signore stanno per alzare le sbarre, qualche minuto e ce ne andiamo tutti.
Il Tizio: MA PORCA P... SE NON SAI GUIDARE, TE NE STESSI A CASA!!
Io, con una calma celestiale derivante non so nemmeno io da cosa, lo guardo un attimo in silenzio e per quell'attimo ho la sensazione quasi tangibile che quello attenda la mia risposta per dare il peggio di sè ma... ecco che inaspettatamente il mio neurone parte per la tangente provocandomi un eccesso di risa al limite dell'isteria, nonostante il quale riesco a dire: "ha ragione lei! Non so guidareeeeeeeee!!!".
Cavolo, non so perchè, ma ridevo proprio di gusto e mentre alzavo il finestrino, ho visto l'espressione del tizio passare dal "minchia ti faccio saltare la macchina", a "ma questa è da rinchiudere subito", in un nano secondo e tornarsene poi di corsa alla sua Mini, dato che le auto si stavano muovendo e quello che impediva il passaggio, ora era lui.

Ma che brutta gente c'è in giro. :assy
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La scuola di mia figlia maggiore procede a settimane alterne così, quando ci va, devo ricordarmi di andarla a prendere ( 0:-) ). Purtroppo la scuola si trova in un punto, all'interno di un piccolo paese, dove non c'è parcheggio e la strada che la "circumnaviga" è a senso unico il che significa che...
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IN UNA BOTTE DI FERRO

10 aprile 2021 ore 16:39 segnala

Ormai ho scritto talmente tante volte qui dentro che sto cercando un lavoro, che manca solo che quando mi collego, il blog mi chieda: "trovato qualcosa?".
Da quasi due anni, ormai, invio cv quasi giornalmente; mi sono iscritta a non so più quante e quali agenzie per il lavoro, ogni giorno ricevo decine e decine di mail/alert ma a parte qualche colloquio, di cui alcuni al limite del fantozziano, per il momento non ho ottenuto nulla ma al grido di "insisti, resisti e conquista", io ed il mio indomito neurone, andiamo avanti con la ricerca.
Ieri, mi squilla il cellulare. Numero sconosciuto. Il mio neurone trasale dicendomi che forse è per un altro colloquio così, speranzosa, rispondo.
Una voce femminile, mi saluta chiamandomi per nome (se la telefonata è per fini professionali, detesto la confidenza poichè mi sembra fuori luogo...), e mi dice di essere dell'agenzia per il lavoro XYZ e che mi sta chiamando per aggiornare la mia posizione.
...rimango un attimo in silenzio perchè questa è la prima agenzia a cui mi sono iscritta ed in quasi due anni non ho mai visto nè sentito nessuno, mentre ora ricevo due telefonate in due settimane e per lo stesso motivo...
Lo faccio cortesemente notare e stavolta è la tizia a rimanere in silenzio, per poi rispondere con un palesemente impacciato: "...sì la mia collega l'ha già chiamata ma dobbiamo aggiornare la procedura che nel frattempo è cambiata...".
:mmm Mi sa tanto di scusa e raccontata pure male ma tant'è.
Inizia con le domande, chiedendomi da quando non lavoro, di cosa mi occupavo, che lavoro vorrei svolgere...
E qui il mio neurone inizia a polemizzare facendomi presente che sono TUTTE informazioni che ho regolarmente inserito ed aggiornato all'interno del loro sito, pertanto sarebbe stato sufficiente consultarle notando anche la data relativa all'ultimo aggiornamento che risale esattamente a 10 giorni fa.
Lo metto a tacere e proseguo rispondendo in modo cortese fino a quando la tizia mi pone due domande... LE DUE DOMANDE che come una mattonata, mi fanno capire che tramite sta gente non verrò mai a capo di niente:
1 - "sono quasi due anni che non lavora ma sta mandando via i cv?" (il tutto con un tono che se l'avessi avuta davanti avrei potuto prenderla a borsettate...)
Ed ecco che il mio neurone in preda alle convulsioni, mi suggerisce di risponderle: Noooooooo... ma davvero bisogna mandar via dei cv per trovare lavoro?? Non lo trovo con la raccolta punti del supermecato?? Ed il cv deve essere come quello che ho caricato nel vostro sito, magari??? Caspita, meno male che mi ha telefonato lei...
Ma mi limito ad un più civile: "certo, quasi ogni giorno".
2 - (la più bella): "...e come mai non l'assumono?"
... :sbong
Resto un attimo in silenzio.
Decido di prendermi qualche secondo per mettere insieme quelle briciole di educazione, pazienza, comprensione e rispetto che ancora ho da qualche parte, mentre sento il fumo uscirmi dalle orecchie, ringrazio per il fatto di non dover sostenere quella conversazione in presenza e sento il mio neurone che, ormai fuori controllo, sbraita al pari dell'intera curva Nord di San Siro durante un derby, dopo che l'arbitro ha preso una decisione quantomeno discutibile...
Respiro profondamente, mi schiarisco la voce, un altro bel respiro a pieni polmoni e... "A ME LO CHIEDE?!?? Dovrebbe domandarlo alle persone con cui ho parlato ed a quelle a cui ho inoltrato il cv ma non hanno mai risposto, non crede? Mi piacerebbe tanto sapere il motivo per il quale i colloqui non sono andati a buon fine ma come SICURAMENTE saprà meglio di me, quando rifiutano una candidatura, non forniscono una motivazione, e non lo fanno neanche quando la rifiutano senza fissare alcun colloquio...".
Come risposta dalla tizia ricevo un laconico: "capisco...".
MA SIAMO SICURI?!??? Urla il mio neurone che a fatica riesco a tenere a bada, al pari di chi si ritrova ad avere al guinzaglio un Rottweiler che vuole rincorrere uno scoiattolo.
La telefonata si conclude di lì a brevissimo con il classico nonchè tanto detestato "ci faremo sentire se avremo novità".

Appoggio il cellulare sulla scrivania e lo osservo in silenzio per qualche secondo.
"Ma davvero ho sostenuto quella conversazione?".
"Sì", risponde il mio neurone.
"E sono in mano a persone simili per la ricerca di un lavoro..."
"A quanto pare".
"Sono in una botte di ferro, allora".
"Già... e chiodata all'interno".
:incazzato

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Ormai l'ho scritto talmente tante volte qui dentro, che sto cercando un lavoro che manca solo che quando mi collego, il blog mi chieda: "trovato qualcosa?". Da quasi due anni, ormai, invio cv quasi giornalmente; mi sono iscritta a non so più quante e quali agenzie per il lavoro, ogni giorno ricevo...
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10/04/2021 16:39:43
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