E DA OGGI...

21 giugno 2021 ore 16:12 segnala
...potete chiamarmi Eduarda, Teresa, Carmencita, Augusta, Consuelo, Morena Barrantes-Garcia-Gonzalez-Diaz-Sosa-Donacimiento-Alonso-Brambilla vien dal mar.
Un po' come la protagonista brutta di un'orrida telenovela sudamericana.
Già, perchè da oggi è così che mi sento e mi considererò. Almeno per un po' poi vediamo...
Tanto per cambiare, sono sempre alle prese con 'ste maledette agenzie interinali ma in oltre un anno di ricerca lavoro, un'agenzia come quella in cui sono incappata ora, francamente non pensavo di trovarla.
Come ho scritto in un altro post, ho trascorso le prime due settimane di giugno seguendo un corso incasinatissimo, tenuto da un'azienda che durante questo periodo, non ha fatto altro che dare versioni diverse delle stesse informazioni, supportata da tre diverse agenzie interinali che di certo non hanno concorso a chiarire la situazione.
In buona sostanza il clima, per due settimane, è stato questo: ben poca chiarezza su tutti i fronti e fino alla fine.
Arriviamo all'ultimo giorno e ci dicono che solo metà di noi verrà presa (e non tutti, come sostenuto all'inizio), e che non avremmo iniziato il giorno successivo (come sostenuto all'inizio), ma metà avrebbero iniziato lunedì e l'altra metà, il lunedì dopo.
Ci lasciamo così.
Ho vissuto quell'ultimo giorno di corso con un senso di liberazione enorme: avevo iniziato quell'avventura con l'entusiasmo a mille ma giorno dopo giorno, il tutto era miseramente scemato.
Lo consideravo un ennesimo capitolo chiuso quand'ecco che giovedì sera, ricevo una mail da parte dell'agenzia che mi dice che avrei iniziato a lavorare quel lunedì ed il giorno successivo avrei dovuto recarmi da loro per la firma del contratto.
Mi prende un colpo, primo perchè francamente non pensavo di poter essere scelta, secondo perchè per quel lunedì, avevo una visita programmata da mesi...
Anche se ormai è sera, rispondo spiegando il tutto e siccome si trattava di un lavoro su turni, pensavo potessero spostarmi al lunedì dopo senza particolari problemi invece... La mattina dopo mi arriva una mail dove, in tono perentorio, trovo scritto: Lei deve iniziare lunedì. Mi chiami.
Non sono permalosa ma il tono mi innervosisce un po' ma mi ripeto di stare calma così chiamo in agenzia dove un'allegra centralinista, urlando mi dice: NON C'E'! E' IN SMART WORKING, LE MANDI UNA MAIL.
"Aspetti... ho ricevuto una mail in cui La Tizia, mi ha scritto di chiamarla, me la può passare?
Centralinista: NON C'E'! E' IN FERIE!
(APRO UNA PARENTESI: lo so che leggendo quanto scrivo, a volte può sembrare che mi invento le cose di sana pianta ma GIURO che non è così. Io 'sta gente la incontro davvero e quanto scrivo, è perchè l'ho realmente vissuto! E spesso è avvilente, credetemi).
Tornando a noi... dopo quella risposta, ero ad un passo dall'esplodere ma pur sbraitando, riesco a mantenere un certo decoro grazie al quale chiedo alla centralinista, chi mi avesse mai scritto di chiamarla dato che la mail mi arrivava da La Tizia in persona.
Un attimo di silenzio e... una risata e poi: ASPETTI! NE ABBIAMO DUE CHE SI CHIAMANO NELLO STESSO MODO MAGARI MI SONO CONFUSA... EH SI', E' COSI'. LE DO' IL CELLULARE AZIENDALE COSì LA CHIAMA OK?
Finalmente parlo con la suddetta che in tono palesemente seccato mi ripete che io avrei iniziato a lavorare lunedì ed aggiunge che lo sapevo...
:sbong
Io: ...e come facevo a saperlo se solo l'altro ieri hanno detto che ne avrebbero presi solo metà, divisi in due gruppi e che avremmo dovuto attendere la chiamata di conferma dell'agenzia??
La Tizia: gliel'ho scritto ieri sera!
:nono1
Io: ma secondo lei ho preso quell'appuntamento stanotte, mi faccia capire... comunque visto che iniziamo su due giornate differenti, non sarebbe possibile scambiarmi con uno degli altri candidati?
L.T.: iniziate tutti lunedì.
Io: come tutti...
L.T.: eravate in 20, l'azienda vi ha presi tutti ed iniziate lunedì.
A quel punto, pazienza, buona educazione e non so cos'altro, mi abbandonano e dò sfogo a tutta una serie di cose dove faccio presente tra l'altro, che sin dall'inizio l'azienda aveva fatto opera di terrorismo sul fatto che NON avrebbero preso tutti e che ci aveva fornito tutta una serie di informazioni contrastanti, fino all'ultimo giorno e che anche le informazioni avute da lei, non collimavano con quanto appreso durante il corso e già che ci sono, chiedo dove le avesse reperite.
L.T.: è l'azienda che me le dà, MICA ME LE INVENTO IO!
Io: bene! Allora ammetterà anche lei che l'azienda non è un'azienda corretta e tanto meno seria e se già prima di partire le cose sono così evidenti, mi chiedo cosa potrei aspettarmi andando avanti. Comunque facciamo che non ci siamo mai sentite, la ringrazio e arrivederci (farsi il fegato grosso per un solo mese di lavoro part time, non credo valga la pena).
Furibonda ma pronta a riprendere le ricerche, mi calmo quand'ecco che a distanza di qualche ora... mi arriva una mail da La Tizia: "per quanto riguarda l'offerta di lavoro, l'azienda è disposta a venirle incontro, facendola iniziare lunedì alle 9.00 e non alle 8.00".
:sbong
No ma... siamo seri?? Ma questa crede che oltre al teletrasporto, io abbia una macchina del tempo??
Ma forse sono io che non mi so spiegare dato che già nella prima mail, avevo scritto che avrei avuto una visita in TARDA MATTINATA. Già... che scema sono. Avrei dovuto allegare un disegnino, collegato ad un diagramma a blocchi, magari qualche istogramma qui e là... Averci pensato prima.
Rispondo (garbatamente), no grazie e considero l'argomento chiuso ma... ho troppa fiducia nel genere umano ed infatti ecco che il giorno dopo mi arriva una seconda mail in cui mi ripete quanto sopra, cambiando solo il giorno da lunedì a mercoledì.
:pianto
MADRE DE DIOS... Tengo mal genio pero algunas personas pesan más que una vaca en brazos pero mañana es otro dia y con suerte bueno.
OLE'!


...APPLAUSI.
...SIPARIO.
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...potete chiamarmi Eduarda, Teresa, Carmencita, Augusta, Consuelo, Morena Barrantes-Garcia-Gonzalez-Diaz-Sosa-Donacimiento-Alonso-Brambilla vien dal mar. Un po' come la protagonista brutta di un'orrida telenovela sudamericana. Già, perchè da oggi è così che mi sento e mi considererò. Almeno per un...
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CHIAREZZA INNANZITUTTO...

13 giugno 2021 ore 17:07 segnala
...ma forse anche no.
Forse alla fine, una lucina in fondo al tunnel sta per accendersi. Dico forse perchè in oltre un anno di ricerca, ho constatato ahimè, che con le agenzie del lavoro, c'è ben poco da stare allegri.
A metà maggio, ennesimo colloquio al termine del quale mi congedano con l'ormai consueta frase "le faremo sapere".
Tempo nemmeno un'ora ed ecco che squilla il cellulare ed una tizia dell'agenzia del lavoro "XYZ", mi dice che sono stata selezionata e che da fine maggio, avrei iniziato un corso della durata di due settimane, nel frattempo avrei dovuto inviare carta d'identità e codice fiscale, per iscrizione e assunzione.
Ero felice come una pasqua, non mi sembrava vero ma nella mia sconfinata ingenuità, ancora non sapevo che da lì mi sarei ritrovata catapultata in un universo fatto di pura disorganizzazione, ben poca chiarezza nonchè assoluta mancanza di considerazione.
"Ma quindi è già tutto confermato?".
"Sì, sì tutto confermato stia tranquilla".
"Ok (non mi sembrava vero!!), però... nell'annuncio di lavoro c'è scritto che le settimane di corso sarebbero state tre e più sotto, specificando le date di inizio e fine, queste risultano quattro, mentre lei mi dice due... quindi?"
Silenzio.
"Mi mandi i documenti, nel frattempo mi informo e la richiamo".
Invio tutto seduta stante, ricevo la conferma dell'avvenuta ricezione e aspetto.
Trascorrono alcuni giorni, la tizia finalmente richiama e mi dice che c'era stato un cambiamento nel programma relativo al corso e che le settimane sarebbero state effettivamente due, al termine di queste ci sarebbe stato un test dal quale sarebbe dipesa l'assunzione e, cortesemente, di inviarle i documenti.
"I documenti li ha già, mi ha anche risposto però nell'annuncio non si parlava di test di fine corso e lei mi aveva detto che era tutto confermato".
Ma che ingenua sono!!! Certo che era tutto confermato... la mia partecipazione al corso! E TUTTI i corsi prevedono un test finale dal quale dipende l'assunzione, funziona SEMPRE così... (mi dice).
Il mio neurone si agita perchè sa bene che non è vero che è SEMPRE così ma soprattutto sa che, nel caso, il tutto viene specificato all'interno dell'offerta di lavoro ma decido di soprassedere, il lavoro mi serve e non ho voglia di far polemica.
Ci salutiamo.
Trascorrono altri giorni ed arriviamo a quello prima del corso. Ero pronta a chiamare l'agenzia perchè non avevo ancora ricevuto alcuna mail contenente il link relativo al suddetto, quando ecco che la tizia mi chiama e... "mi manda i documenti altrimenti non posso iscriverla".
(DI NUOVO?!?? DAVVERO????).
Respiro e dosando per bene tono e parole, faccio presente che in 10 giorni, è la TERZA volta che me li chiede e per la TERZA volta le faccio presente di averglieli già inviati.
Silenzio.
"Aspetti che guardo mentre siamo al telefono... Ah sì, eccola. Allora la iscrivo ed in giornata riceverà la mail con il link".
Passano le ore. Arrivano le 17.30, della mail nessuna traccia.
Chiamo in agenzia ma mi dicono che la tizia non c'è e di richiamare lunedì.
A questo punto, il mio neurone si fa largo a gomitate esprimendo chiaramente tutto il disappunto accumulato dalla prima chiamata fino a quella. La collega della tizia non commenta e mi dice che avrebbe fatto del suo meglio per contattarla, ci salutiamo ed ecco che magicamente nel giro di qualche minuto ricevo la mail con il link ma... si tratta anche della mail che chi terrà il corso ha inviato alla tizia dell'agenzia con tutta una serie di informazioni e allegati che non riguardavano me ma lei.
"Se quando lavoravo avessi fatto una cosa del genere, mi avrebbero fatta saltare", però ho il link e questo è l'importante.
LA FACCIO BREVE.
Inizia il corso, siamo in 22 e per puro caso dalla docente apprendiamo che i posti disponibili non sono 20 come specificato nell'offerta di lavoro (e dove le mettiamo 20 persone qua dentro??), bensì 11, FORSE 12 ma di certo non di più.
Il corso durerà esattamente 11 giorni, 5 dei quali destinati ad immagazzinare una quantità assurda di informazioni e dati relative a polizze assicurative completamente sconosciuta ai più, tranne a due di noi che provengono da quest'ambito e quindi partono avvantaggiati.
A parte questi due quindi, scopro che proveniamo da banche, agenzie viaggi, call center Fastweb, Edison e UBI, urp ospedalieri e Ikea.
Ma il "bello" arriva quando due ragazze, dopo aver appreso dalla docente del test finale, riferiscono che le rispettive agenzie per il lavoro, avevano dato l'assunzione per certa, tant'è che si erano licenziate.
Silenzio generale.
In buona sostanza il test finale ci sarà ma da questo non dipenderà l'assunzione poichè servirà per valutare la docenza (potremo tranquillamente consultare appunti e slide :mmm ), però un po' sì ma forse anche no perchè verrà tenuta in considerazione anche la partecipazione al corso, le domande poste e tutta una serie di altre cose come probabilmente la congiunzione astrale tra Saturno e Plutone che potrebbe causare uno spostamento dell'asse terrestre con conseguente appiattimento del nostro bel pianeta in seguito al quale guidando lungo una qualsiasi strada, potremmo ritrovarci improvvisamente a cadere di sotto, perchè si sa che le piogge acide possono compromettere l'agricoltura e causare calvizie, lo diceva mio nonno in carriola e oh che bel castello marcondirondirondello...

:mitra
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...più o meno. Forse alla fine, una lucina in fondo al tunnel sta per accendersi. Dico forse perchè in oltre un anno di ricerca, ho constatato ahimè, che con le agenzie del lavoro, c'è ben poco da stare allegri. A metà maggio, ennesimo colloquio al termine del quale mi congedano con l'ormai...
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CORRIERI

11 maggio 2021 ore 16:15 segnala
Capita di ordinare on line e tra i vari corrieri che ogni tanto incontro, ce n'è uno che adoro.
E' un ometto minuto, sulla 50ina e forse anche più, un po' chiassoso, sempre caricato a molla ma quello che mi piace è che ha un atteggiamento allegro ma soprattutto sorride sempre, come se fosse davvero contento di incontrare il cliente di turno.
Di solito apro il cancelletto condominiale e ci troviamo a metà strada e di solito quando giro l'angolo e mi vede, si blocca, sorride vistosamente sotto la mascherina, mi punta l'indice contro ed urla: "E' LEI LA SIGNORA XYZ!".
Per tutta risposta, alzo una mano ed a mia volta urlo (poichè il tutto avviene a diversi metri di distanza), "CONFERMO!", lui si avvicina e con un "ecco qua", detto con tono più contenuto, mi passa il pacco e se ne va correndo.
Oggi, suona il citofono, rispondo ed uscendo di casa mi preparo ad una scena simile a quanto sopra ma... svolto l'angolo e non c'è nessuno.
Guardo al di là del cancello condominiale e vedo il furgone parcheggiato ma del corriere non c'è traccia.
Penso che magari sia alle prese con i pacchi da consegnare, sull'altro lato del furgone così apro il cancello convinta di fare il giro del mezzo ma ecco che dalla mia sinistra, totalmente al di fuori dalla mia visuale, arriva decisamente inaspettata, la solita frase urlata: "E' LEI LA SIGNORA XYZ!".
Non so come ho fatto a non gridare ma sono letteralmente saltata di lato, sentendomi per un attimo a metà strada tra un attacco di cuore ed un gatto attaccato alle tende e mentre lo guardavo con occhi sgranati, puntarmi contro il solito dito indice, noto che stavolta non sorride come sempre ma ride di gusto.
In risposta alzo una mano e ridacchiando rispondo: "Confermo! Ma se lo fa di nuovo, la prossima volta non so se le apro".
Mi passa il pacco continuando a ridere, mi saluta e se ne va.
Ripensando alla scena, mentre rientro, mi ritrovo a ridere tra me e me e... chissà se presso quell'azienda stanno cercando del personale, sai mai che trovo lavoro lì... :-)))
:-))) :-)))
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Capita di ordinare on line e tra i vari corrieri che ogni tanto incontro, ce n'è uno che adoro. E' un ometto minuto, sulla 50ina e forse anche più, un po' chiassoso, sempre caricato a molla ma quello che mi piace è che ha un atteggiamento allegro ma soprattutto sorride sempre, come se fosse davvero...
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CHE BRUTTA GENTE

26 aprile 2021 ore 16:34 segnala

La scuola di mia figlia maggiore procede a settimane alterne così, quando ci va, devo ricordarmi di andarla a prendere ( 0:-) ).
Purtroppo la scuola si trova in un punto, all'interno di un piccolo paese, dove non c'è parcheggio e la strada che la "circumnaviga" è a senso unico il che significa che vige la legge del chi primo arriva, meglio alloggia e se non trovi posto, l'unica alternativa è rifare enne volte il giro.
A peggiorare le cose, c'è anche un'enorme rotonda che, ahimè, è in prossimità di un passaggio a livello che proprio quando i ragazzi stanno per uscire, si abbassa, creando un caos infinito poichè (come se non bastasse), ci sono genitori parcheggiati letteralmente ovunque a lato di questa che finiscono per restringere il transito di chi alla scuola, non deve nemmeno passarci davanti.
Ho assistito alle scenate più assurde, tra genitori e autisti di camion/pullman, tra genitori e genitori, tra genitori e motociclisti... a volte anche al limite della rissa e mi sono sempre detta che piuttosto di ridurmi così, la pargola si sarebbe fatta una bella camminata fino a casa ma nel frattempo, ho sempre calcolato i secondi in maniera tale da arrivare nel momento in cui il passaggio a livello si alza e l'ingorgo piano piano svanisce ma...
Ecco che un bel giorno il treno è in ritardo, la rotonda è bloccata, i ragazzi stanno uscendo ma finchè il passaggio a livello è giù, nessuno può andarsene.
Ho davanti una Fiat 500 che si incanala tra le auto che devono andare verso la stazione e quelle parcheggiate in attesa di potersi muovere. La seguo e così fa quello sulla Mini dietro di me.
Peccato però che ad un certo punto, la macchina alla mia sinistra non sia perfettamente incolonnata e quella alla mia destra abbia il retro un po' in fuori. La mia auto è un po' più ingombrante rispetto alla 500 che passa a fatica.
I vari sensori iniziano a suonare a tutto andare ma piano piano avanzo finchè diventano rossi e lì, mi spiace, ma mi fermo.
Non l'avessi mai fatto... Il tizio sulla Mini alle mie spalle (sulla quarantina), si attacca al clacson, che ignoro.
Sbircio dallo specchietto e vedo che abbassa il finestrino ed inizia ad urlare, io alzo il volume della radio (KPOP A MANETTA!!).
Guardo l'orologio sperando che ste benedette sbarre si alzino in fretta quand'ecco il che il gentil signore di cui sopra, si materializza accanto al finestrino del passeggero.
Per qualche secondo lo guardo senza sentire quello che dice ma poi, raccolgo tutta la calma mistica di cui dispongo, abbasso il volume della radio ed abbasso il finestrino di pochi cm.
Il Tizio: MA PERCHE' NON VAI?!??
Io, con la faccia di tolla che di solito ho prima di esplodere: guardi, fossi a piedi sarei già andata ma non rigo l'auto perchè la gente parcheggia dove non si potrebbe, abbia pazienza che tra poco ce ne andiamo
Il Tizio, con estremo garbo: MA CA@@@O DICI?! VAI CHE CI PASSI (e giù una "bella" bestemmia)!!
Io, con calma serafica: signore stanno per alzare le sbarre, qualche minuto e ce ne andiamo tutti.
Il Tizio: MA PORCA P... SE NON SAI GUIDARE, TE NE STESSI A CASA!!
Io, con una calma celestiale derivante non so nemmeno io da cosa, lo guardo un attimo in silenzio e per quell'attimo ho la sensazione quasi tangibile che quello attenda la mia risposta per dare il peggio di sè ma... ecco che inaspettatamente il mio neurone parte per la tangente provocandomi un eccesso di risa al limite dell'isteria, nonostante il quale riesco a dire: "ha ragione lei! Non so guidareeeeeeeee!!!".
Cavolo, non so perchè, ma ridevo proprio di gusto e mentre alzavo il finestrino, ho visto l'espressione del tizio passare dal "minchia ti faccio saltare la macchina", a "ma questa è da rinchiudere subito", in un nano secondo e tornarsene poi di corsa alla sua Mini, dato che le auto si stavano muovendo e quello che impediva il passaggio, ora era lui.

Ma che brutta gente c'è in giro. :assy
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La scuola di mia figlia maggiore procede a settimane alterne così, quando ci va, devo ricordarmi di andarla a prendere ( 0:-) ). Purtroppo la scuola si trova in un punto, all'interno di un piccolo paese, dove non c'è parcheggio e la strada che la "circumnaviga" è a senso unico il che significa che...
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IN UNA BOTTE DI FERRO

10 aprile 2021 ore 16:39 segnala

Ormai ho scritto talmente tante volte qui dentro che sto cercando un lavoro, che manca solo che quando mi collego, il blog mi chieda: "trovato qualcosa?".
Da quasi due anni, ormai, invio cv quasi giornalmente; mi sono iscritta a non so più quante e quali agenzie per il lavoro, ogni giorno ricevo decine e decine di mail/alert ma a parte qualche colloquio, di cui alcuni al limite del fantozziano, per il momento non ho ottenuto nulla ma al grido di "insisti, resisti e conquista", io ed il mio indomito neurone, andiamo avanti con la ricerca.
Ieri, mi squilla il cellulare. Numero sconosciuto. Il mio neurone trasale dicendomi che forse è per un altro colloquio così, speranzosa, rispondo.
Una voce femminile, mi saluta chiamandomi per nome (se la telefonata è per fini professionali, detesto la confidenza poichè mi sembra fuori luogo...), e mi dice di essere dell'agenzia per il lavoro XYZ e che mi sta chiamando per aggiornare la mia posizione.
...rimango un attimo in silenzio perchè questa è la prima agenzia a cui mi sono iscritta ed in quasi due anni non ho mai visto nè sentito nessuno, mentre ora ricevo due telefonate in due settimane e per lo stesso motivo...
Lo faccio cortesemente notare e stavolta è la tizia a rimanere in silenzio, per poi rispondere con un palesemente impacciato: "...sì la mia collega l'ha già chiamata ma dobbiamo aggiornare la procedura che nel frattempo è cambiata...".
:mmm Mi sa tanto di scusa e raccontata pure male ma tant'è.
Inizia con le domande, chiedendomi da quando non lavoro, di cosa mi occupavo, che lavoro vorrei svolgere...
E qui il mio neurone inizia a polemizzare facendomi presente che sono TUTTE informazioni che ho regolarmente inserito ed aggiornato all'interno del loro sito, pertanto sarebbe stato sufficiente consultarle notando anche la data relativa all'ultimo aggiornamento che risale esattamente a 10 giorni fa.
Lo metto a tacere e proseguo rispondendo in modo cortese fino a quando la tizia mi pone due domande... LE DUE DOMANDE che come una mattonata, mi fanno capire che tramite sta gente non verrò mai a capo di niente:
1 - "sono quasi due anni che non lavora ma sta mandando via i cv?" (il tutto con un tono che se l'avessi avuta davanti avrei potuto prenderla a borsettate...)
Ed ecco che il mio neurone in preda alle convulsioni, mi suggerisce di risponderle: Noooooooo... ma davvero bisogna mandar via dei cv per trovare lavoro?? Non lo trovo con la raccolta punti del supermecato?? Ed il cv deve essere come quello che ho caricato nel vostro sito, magari??? Caspita, meno male che mi ha telefonato lei...
Ma mi limito ad un più civile: "certo, quasi ogni giorno".
2 - (la più bella): "...e come mai non l'assumono?"
... :sbong
Resto un attimo in silenzio.
Decido di prendermi qualche secondo per mettere insieme quelle briciole di educazione, pazienza, comprensione e rispetto che ancora ho da qualche parte, mentre sento il fumo uscirmi dalle orecchie, ringrazio per il fatto di non dover sostenere quella conversazione in presenza e sento il mio neurone che, ormai fuori controllo, sbraita al pari dell'intera curva Nord di San Siro durante un derby, dopo che l'arbitro ha preso una decisione quantomeno discutibile...
Respiro profondamente, mi schiarisco la voce, un altro bel respiro a pieni polmoni e... "A ME LO CHIEDE?!?? Dovrebbe domandarlo alle persone con cui ho parlato ed a quelle a cui ho inoltrato il cv ma non hanno mai risposto, non crede? Mi piacerebbe tanto sapere il motivo per il quale i colloqui non sono andati a buon fine ma come SICURAMENTE saprà meglio di me, quando rifiutano una candidatura, non forniscono una motivazione, e non lo fanno neanche quando la rifiutano senza fissare alcun colloquio...".
Come risposta dalla tizia ricevo un laconico: "capisco...".
MA SIAMO SICURI?!??? Urla il mio neurone che a fatica riesco a tenere a bada, al pari di chi si ritrova ad avere al guinzaglio un Rottweiler che vuole rincorrere uno scoiattolo.
La telefonata si conclude di lì a brevissimo con il classico nonchè tanto detestato "ci faremo sentire se avremo novità".

Appoggio il cellulare sulla scrivania e lo osservo in silenzio per qualche secondo.
"Ma davvero ho sostenuto quella conversazione?".
"Sì", risponde il mio neurone.
"E sono in mano a persone simili per la ricerca di un lavoro..."
"A quanto pare".
"Sono in una botte di ferro, allora".
"Già... e chiodata all'interno".
:incazzato

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Ormai l'ho scritto talmente tante volte qui dentro, che sto cercando un lavoro che manca solo che quando mi collego, il blog mi chieda: "trovato qualcosa?". Da quasi due anni, ormai, invio cv quasi giornalmente; mi sono iscritta a non so più quante e quali agenzie per il lavoro, ogni giorno ricevo...
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AL PRIMO CHE MI DICE...

06 aprile 2021 ore 17:46 segnala
..."volere è potere" (o fesserie simili), rispondo: com'è che VOGLIO un lavoro, sto cercando la qualunque e sono ferma al palo da quasi due anni??
No spiegamelo tu, essere dalla saggezza sconfinata, perché credo sia evidente che mi manchi qualche passaggio. Sai com'è, magari quando hanno distribuito le istruzioni, stavo contando i tombini...

Dopodiché, una bella testata sul setto nasale e via, sotterrato in giardino a fertilizzare le piante; sí perché si dá il caso che mi piacerebbe tanto avere anche il pollice verde.

...oggi sono nervosa di brutto.
:mitra
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..."volere è potere", rispondo com'è che VOGLIO un lavoro, sto cercando la qualunque e sono ferma al palo da quasi due anni?? No spiegamelo tu, essere dalla saggezza sconfinata, perché credo sia evidente che mi manchi qualche passaggio. Sai com'è, magari quando hanno distribuito le istruzioni,...
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NON SO

14 marzo 2021 ore 18:36 segnala
Ormai è più di un anno che sono senza lavoro ma nonostante tutto i colleghi che continuano a farsi sentire ed a farmi sentire la loro vicinanza, non mancano; a questo punto, forse, più che colleghi dovrei definirli amici perchè in effetti di "colleghi" ne avevo parecchi ma quelli che continuano a palesarsi nonostante il trascorrere del tempo, sono solo alcuni...
L'altro giorno, durante la sua pausa pranzo, mi ha chiamata il mio "compagno di merende", persona con la quale ho trascorso i miei ultimi dieci anni lavorativi, stando gomito a gomito, sostenendoci nei momenti no (lavorativi e non solo), a volte sopportandoci ed a volte anche mandandoci a quel paese a vicenda ma sempre mantenendo la giusta dose di rispetto reciproco che ci permetteva di parlarci in maniera molto schietta ma sempre nella giusta misura.
Lui era quello: se vedi che un cliente ti sta per fare girare le palle, mandalo da me prima di mandarlo a quel paese...
Ed io ero quella: non farti mettere i piedi in testa, parla chiaramente e nel caso chiamami che dico anche la mia...
Siamo sempre stati un po' come "il giorno e la notte" e forse per questo, insieme, riuscivamo a trovare un certo equilibrio ed una certa sicurezza in quel gran caos che era diventato l'ambiente lavorativo.
Nonostante, soprattutto nell'ultimo periodo, riuscire a lavorare con una certa tranquillità fosse diventato davvero difficile, riuscivamo anche a farci delle gran risate (ma senza dare nell'occhio!), stemperando così l'aria pesante che si respirava quotidianamente.
Spesso, quando ci sentiamo, ripensiamo alle fesserie fatte e dette di straforo ed a quanto eravamo scemi e contenti di esserlo :-)
Quando l'altro giorno mi ha chiamata però, ero decisamente giù di morale e lui, che ha da sempre un'empatia davvero fuori dal comune, accorgendosene tra le varie cose mi ha detto: "...dai, non è da te! Tu sei sempre stata quella che i colpi non li schiva, li incassa, si alza e va avanti e sa anche trascinarsi dietro tutti. Ricordi quando in ufficio...".
Boh, non so perchè abbia questa idea perchè io non mi sento affatto così, anzi, a volte vorrei dire che più della classica "spalla", mi servirebbe una stampella grande quanto una quercia ma... è più facile dire "è vero non importa; ce la faccio anche da sola", piuttosto che perdersi in spiegazioni difficili da spiegare (gioco di parole voluto); ma sai che c'è?
Forse è anche vero che alla fine una ce la fa anche da sola perchè lo spirito di adattamento e di sopravvivenza spesso subentrano prendendo in mano le redini al posto nostro ma non è per nulla vero che non importa...

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Ormai è più di un anno che sono senza lavoro ma nonostante tutto i colleghi che continuano a farsi sentire ed a farmi sentire la loro vicinanza, non mancano; a questo punto, forse, più che colleghi dovrei definirli amici perchè in effetti di "colleghi" ne avevo parecchi ma quelli che continuano a...
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COLLOQUI vs VIDEO INTERVISTE

06 marzo 2021 ore 15:39 segnala
In mezzo alle decine e decine di cv inviati, ogni tanto arriva anche la richiesta di un colloquio.
Stavolta però, mi arriva via mail e non tramite la consueta telefonata.
Con la poca chiarezza e serietà incontrate durante mesi di ricerca, devo ammettere che all'inizio il mio scetticismo si era fatto sentire ma poi mi sono informata ed ho scoperto che i colloqui possono essere fatti non solo in presenza oppure on line ma possono anche essere registrati.
Ok. La cosa, a dirla tutta, non mi entusiasma molto perchè se già non è facile sostenere un colloquio avendo davanti una o più persone che già sai essere lì per giudicarti, l'idea di parlare avendo davanti solo la mia faccia e non sapendo a chi andrà in mano la registrazione non risulta molto allettante ma... mi dò della troglodita, mi obbligo a mettermi al passo con i tempi e leggo la mail dove mi vengono impartite una serie di istruzioni.
Innanzitutto il tono della mail è estremamente amichevole, forse anche troppo ma proseguo e noto che non si parla di "colloquio" ma di "video intervista"; vada per la video intervista, allora.
Tra i vari suggerimenti che vengono dati, ci sono i seguenti: Webcam e microfono attivi prima di iniziare (credo che avrei potuto arrivarci anche da sola...), mantenere la calma (mai dire ad una persona agitata di mantenere la calma!!!), scegliere un ambiente adeguato, ben illuminato, silenzioso, privo di distrazioni, stare seduti composti, spalle dritte, non gesticolare, posizionarsi al centro della telecamera, prestare attenzione al tono della voce, all'espressione del volto, essere presentabili (non sono Miss Universo quindi spero basti sostituire la tuta con una maglietta nera, semplice, sobria... Alla fine il nero va sempre bene, no? Boh...), assicurarsi di non aver lasciato pentolini sul fuoco, di aver chiuso i rubinetti e che non ci sia nessun meteorite in arrivo.
...no, queste ultime no, però le ho pensate. :-p
Quanta roba! Faccio un rapido riepilogo e... ok. Ce la posso fare.
Purtroppo con questo ennesimo "quasi lock down", siamo tutti in casa, quindi scelgo come "ambiente adeguato", la cameretta di mia figlia maggiore che è la più distante dal territorio di guerra che è il soggiorno dove il resto della famigliola bivacca.
Il pc è sulla scrivania, alle mia spalle ho l'armadio: non sarà un ambiente professionale ma meglio del bagno o della cucina, no?
Apro il link presente nella mail, seguo le indicazioni ed ecco che il mio faccione appare sul video.
"Ussignur... sembro mia nonna!". Resto a fissarmi per qualche secondo poi mi dico che la materia prima è quella che è, inutile perderci troppo tempo però noto che la luce che entra dalla finestra alla mia sinistra, crea un riflesso su una delle lenti degli occhiali.
"Così non va", penso ed allora sposto il pc un po' sulla destra ma così facendo inquadro peluches e poster dei BTS...
Riporto il pc nella posizione originaria e provo a togliere gli occhiali ma... ecco che il mio neurone mi urla: "ma cavolo fai?!? Sei miope come fai a capire se l'inquadratura va bene, da lì??".
In effetti vedo solo dei colori alla rinfusa. Provo quindi ad avvicinarmi ma... sembro il Rag. Filini di Fantozzi quando doveva leggere senza occhiali.
Che brutta roba.
Rimetto gli occhiali: c'è il riflesso.
Giro il pc verso sinistra: entra troppa luce dalla finestra ed il viso è in ombra.
Giro il pc verso destra quel tanto che basta per non in inquadrare gli idoli canterini di mia figlia ma si crea un'ombreggiatura strana.
Rimetto il pc al centro della scrivania e alzo entrambe le tende: troppa luce.
Ne abbasso una, lascio su l'altra ed accendo la luce: no.
Spengo la luce ed accendo la lampada da scrivania: mmm...
Alzo entrambe le tende e lascio accesa la lampada da scrivania: no.
Abbasso le tende ed accendo la luce principale e la lampada da scrivania: no.
Sta cosa "dell'ambiente adatto", però, sta diventando un lavoro!
Ultima opzione: giù le tende e lampada da scrivania accesa; beh dai... può andare (anche perchè non saprei cos'altro inventarmi).
Bene: una volta creato l'ambiente adatto, la voce preregistrata mi dice di registrare un video di prova, giusto per prendere confidenza con la procedura. Dice anche che posso fare tutti i tentativi che voglio e di cliccare per passare alla videata successiva solo una volta che mi sento pronta; ok.
Francamente mi sento un po' un'ebete a parlare di me, con me e mi viene da ridere. Annulla e ripeti.
Ricomincio ma mi impappino in continuazione. Annulla e ripeti.
Mentre parlo ripenso all'elenco riportato nella mail, di cose da fare durante la video intervista: quindi mi fisso con espressione quasi stralunata, raddrizzo le spalle, mi sposto un po' con la sedia, mi impappino, perdo il filo del discorso, mi innervosisco e... "Basta! Passiamo alla video intervista e speriamo che le domande non siano troppo complicate".
Nella videata successiva, la solita voce mi spiega dove apparirà la domanda e che avrò circa un minuto per pensare alla risposta e ben 180 secondi per registrarla (e senza possibilità di poter ripetere! :amen).
Ok, sono pronta. Dò il via al tutto e la prima domanda che appare è: ci parli della sua esperienza lavorativa.
Beh dai, ce la posso fare, peccato che per una vita intera io abbia lavorato in un unico posto e che finisca per esaurire gli argomenti dopo ben... 40 secondi! E ne rimangono altri 140!
Panico! "Che faccio?! Cosa dico?! Che mi invento?!". E davanti a me ci sono sempre e solo io che mi fisso con agitazione crescente così decido di porre fine a quell'agonia cliccando su INVIA, sperando che le domande successive mi diano anche solo una misera possibilità di riscatto ma... Ecco che impietosa appare la scritta "Grazie per averci dedicato un po' del tuo tempo e per averci inviato i video...", quello che segue non lo ricordo perchè il mio neurone, dopo aver avuto un sussulto, ha iniziato ad urlare: "Come I VIDEO??? Vuol dire che hai inviato anche quella fetecchiata del video di prova dove mancava solo che ti mettessi a raccontare barzellette a caso?!?? E dove sono le altre domande??? Come può una video intervista, contenere UNA SOLA DOMANDA?!??".
Resto così --> :sbong per un po' poi, mentre spengo tutto, mi dico che non mi resta che sperare che la persona che vedrà quanto da me inviato, abbia visto di peggio.
"ma MOLTO di peggio", aggiunge il mio neurone.
:neteye :neteye
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In mezzo alle decine e decine di cv inviati, ogni tanto arriva anche la richiesta di un colloquio. Stavolta però, mi arriva via mail e non tramite la consueta telefonata. Con la poca chiarezza e serietà incontrate durante mesi di ricerca, devo ammettere che all'inizio il mio scetticismo si era...
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06/03/2021 15:39:06
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SFOGHI

14 febbraio 2021 ore 19:13 segnala

Ormai da un anno, sono alla ricerca di un lavoro; di curriculum ne ho inviati a centinaia, di colloqui ne ho sostenuti a decine e di risultati ne ho portati a casa... zero.
Forte del fatto che "tutto serve e tutto fa esperienza", continuo imperterrita nella mia ricerca, tentando ogni volta di mettere da parte qualche dettaglio che possa permettermi di raddrizzare il tiro durante il colloquio successivo ma soprattutto, che mi permetta di scremare le offerte serie da quelle... decisamente meno serie.
Così facendo, ho imparato a chiedere espressamente di essere informata anche nel caso la mia domanda non venisse accolta, di evitare di propormi il classico "porta a porta", di non sottopormi corsi a pagamento, di lasciarmi un recapito nel caso in cui mi si debba inviare della documentazione via mail (chissà perchè ogni tanto le mail si perdono...).
Banalità? Forse... ma correttezza e rispetto in chi offre lavoro, non sono sempre caratteristiche scontate e questo l'ho constatato sulla mia pelle quindi...
Nonostante tutto questo, gli intoppi non mancano, tipo quello di una settimana fa.
Vengo contattata telefonicamente da una ragazza che mi apostrofa subito dandomi del tu (ci conosciamo???), mi chiede se fossi sempre alla ricerca di un lavoro e se fossi disponibile per un colloquio.
Ovvio!
La Tizia: ti invio una mail con ora, giorno ed indirizzo per il colloquio
Io: colloquio in presenza, quindi??
LT: sì, sì il titolare preferisce così
Io: ok...

Non ho mai sostenuto un colloquio in presenza dato che per motivi piuttosto ovvi, ormai si tende a farli on line (oltretutto vuoi mettere la comodità??), così nella mia testa si fa largo la convinzione che il titolare in questione sia un attempato 70enne poco avvezzo alla tecnologia.
Ricevo la mail con i dettagli del colloquio ed alla fine c'è evidenziata la frase "si prega di rispettare l'orario dell'appuntamento onde evitare assembramenti".
Mi pare giusto.
Il giorno successivo mi metto in macchina.
Colloquio previsto per le 16.00, alle 15.45 parcheggio e cerco il civico che... corrisponde ad una bella palazzina su cui svettano balconi pieni di stendi panni, giocattoli per bambini, sedie a dondolo e quant'altro.
L'idea di essere stata presa per i fondelli, inizia a farsi strada nel mio neurone sospettoso. Cerco sul citofono il nome della ditta e... non c'è.
Impugno il cellulare decisa a chiamare la Tizia per dare sfogo alla mia ira funesta quando trovo un messaggio della suddetta in Whatsapp che si scusa per avermi indicato il civico sbagliato... :firulì
Mi calmo, mi dirigo verso l'indirizzo corretto che corrisponde stavolta ad un enorme piazzale con all'interno un vecchio capannone ed un altrettanto vecchio piccolo edificio. Il cancello è chiuso ed un gruppetto di 6 persone, mi guarda arrivare. Rapido scambio di occhiate, nessuno dice niente, mi avvicino al citofono e premo il tasto.
Mi risponde la Tizia, mi presento, mi chiede se avessi appuntamento alle 16.00, confermo, risposta: non posso farla entrare per evitare assembramenti, deve attendere l'orario che le è stato indicato.
E riattacca.
Guardo l'orologio: ore 15.57
Il ragazzo vicino a me scoppia a ridere e mi dice che è stato detto lo stesso a tutti loro ed aggiunge che evidentemente sono persone precise.
Rispondo che non vedo niente di preciso nel richiedere di rispettare un orario per evitare assembramenti per poi lasciare aspettare ben 7 persone sotto la pioggia, in un punto in cui nemmeno ci si può tenere a debita distanza...
Mi danno ragione.
Il mio neurone torna ad agitarsi ed a farmi arrivare segnali poco confortanti. Cerco di calmarmi ma francamente il nervosismo è lì accanto a me che mi tiene a braccetto.
Alle 16.00 citofono di nuovo e la Tizia risponde chiedendo chi è...
Il mio neurone vorrebbe urlarle: ma come, ti ho citofonato meno di 3 minuti fa ed è un videocitofono, non vedi che è Babbo Natale??
Ma mi esce un più civile ed un po' ironico: siamo sempre quelli delle 16.00...
Il cancelletto viene aperto e mentre mi immagino nei panni di Massimo Decimo Meridio, mentre lo spalanco al grido di "al mio segnale scatenate l'inferno!", fomentando i miei compagni di colloquio a dirigersi correndo verso l'ufficio della Tizia... ringrazio il ragazzo che poco prima aveva riso, per avermelo tenuto aperto e mi dirigo verso il vecchio edificio.
Qui ci ritroviamo in una stanzetta gelida, lercia con nulla che potesse ricordare un comune ufficio.
La Tizia ci dice di accomodarci sulle sedie messe tatticamente lungo il perimetro della stanzetta in attesa che il titolare ci convochi.
Da lì a pochi minuti inizia l'appello ed i miei compagni di merende, uno alla volta, vengono chiamati per poi riapparire ed andarsene dopo pochi minuti.
Sento in sottofondo il mio neurone brontolare cose irripetibili e francamente inizio a dargli ragione ma ecco che arriva il mio turno.
Mi aspettavo un titolare attempato, invece è un ragazzotto sui 40 (e forse neanche), tatuato, palestrato e poco più basso di me che mi guarda con fare quasi interrogativo per poi dirmi di seguirlo nel suo ufficio.
Praticamente un loculo e se possibile ancora più gelido dell'altra stanza.
Tempo di appoggiare la mia borsa su una delle due sedie che il Titolare con tono un po' untuoso mi dice: "...uuuuhh aspetti che le allontano un po' la sedia dalla scrivania così sta più comoda".
Lo guardo così :sbong ma ringrazio.
Una volta seduta, ecco che parte a raffica con tutta una serie di informazioni di cui francamente non so cosa farmene ma era palese che si trattasse di un copione ripetuto "enne" volte; pareva una macchinetta e non c'era verso di introdursi nel discorso.
Ad un certo punto si blocca. Mi guarda e... "ma io la conosco! Sì, sì l'ho già vista!"
Io: :sbong
T: anni fa lavoravo per un'impresa edile che aveva il c/c presso la banca dove lavorava. Mi ricordo di averla vista!
Io: :sbong
T: l'impresa si chiamava XYZ, ora il titolare è morto ma mi ricordo molto bene di lei
Io: :sbong
Volevo dirgli che si confondeva che i clienti me li ricordo bene e quel nome mi era del tutto sconosciuto e che nel periodo da lui indicato, non ero nemmeno in carico alla filiale a cui si riferiva ma... eccolo che riparte con l'elenco delle mansioni per le quali stava ricercando del personale.
Finalmente mi chiede se fossi interessata e si zittisce.
Rispondo di sì, che ricerco un lavoro d'ufficio tipo quello da lui descritto chiedo conferma che non si tratti di un "porta a porta" e lui con fare parecchio infastidito neanche avesse davanti una bambina ebete, mi ripete quello che stanno cercando.
Ok. Allora se si tratta di un lavoro d'ufficio mi sta bene.
Mi dà appuntamento per il giorno successivo, in maniera tale che il socio potesse illustrarmi in maniera dettagliata il tipo di lavoro così che al termine della giornata, entrambi avremmo tirato le nostre conclusioni.
Saluto e faccio per alzarmi ma quello, velocissimo, mi precede strisciando contro il muro (l'ufficio era davvero piccolo!), e si piazza dietro alla mia sedia, scostandola per farmi alzare.
Io: :sbong
T: aspetti, aspetti che le apro la porta...
Io: :sbong
T: aspetti, aspetti c'è un'altra porta gliela apro...
Io: :sbong
Il mio neurone mi fa notare che le persone entrate prima di me, erano uscite in totale autonomia e che il Titolare, ogni volta, si era materializzato solo qualche minuto dopo... Boh. Tutta quella gentilezza esagerata mi spiazza e non mi convince ma tant'è... Ringrazio e me ne vado.

La faccio breve.
Il giorno dopo ore 6.00, sveglia.
Ore 6.30, in auto.
Ore 7.30, presente sul posto.
Ore 8.00, citofono.
Entro e... conto esattamente 23 persone in attesa di non si sa bene chi/cosa.
Veniamo alla fine suddivisi in gruppetti di 2/3 persone e accompagnati verso non so quale meta (a piedi). Durante il percorso il tizio che ci è stato assegnato, inizia ad illustrarci quello che avremmo fatto e... ecco che il mio neurone inizia a farsi sentire di nuovo ma lo metto a tacere seccata.
Dopo svariati minuti a piedi, ascoltando cose a volte incomprensibili, chiedo: ma è un "porta a porta"?
Il Tizio mi guarda quasi sbalordito e dice di sì...
Mi blocco. Lo guardo al limite del furibondo ma cerco di mantenere calma e soprattutto contegno, dicendomi che lui non c'entra.
Chiedo (con il fumo che inizia ad uscirmi dalle orecchie): il Titolare oggi c'é? E' possibile parlargli??
Quello mi dice di no... ed ecco che l'ira funesta del mio neurone ha la meglio.
Faccio presente che il Titolare aveva escluso il porta a porta, che mi aveva parlato di un lavoro d'ufficio ma quello mi risponde che per ora non avevano bisogno di segretarie (ma chi ha parlato di SEGRETARIE?!?? Sorvolo), ed aggiunge che per il porta a porta bisogna essere umili...
Lo interrompo dicendo che anche ammesso che si debba essere umili (come ti permetti di insinuare che io non lo sia che nemmeno sapevi che ero al mondo fino a 10 minuti fa?!????), è anche vero che durante i colloqui bisognerebbe essere CORRETTI e chiedo di far presente al Titolare tutto il mio disappunto e di chiamarmi pure, nel caso qualcosa non gli fosse chiaro...
Quello si scusa, mi dà ragione e mi saluta.

E con la consueta calma, gentilezza, educazione e femminilità che ultimamente mi accompagnano... ti auguro strade in discesa e tombini aperti (sottotitolato: MA VAFFANCULO VA!) :inkazz
:inkazz :inkazz :inkazz :inkazz :inkazz :inkazz
b03c3781-6b62-4174-8195-f34f51a4ec4d
Ormai da un anno, sono alla ricerca di un lavoro; di curriculum ne ho inviati a centinaia, di colloqui ne ho sostenuti a decine e di risultati ne ho portati a casa... zero. Forte del fatto che "tutto serve e tutto fa esperienza", continuo imperterrita nella mia ricerca, tentando ogni volta di...
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14/02/2021 19:13:06
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