OLIMPIADI LAVORATIVE

04 settembre 2021 ore 12:28 segnala

Ore 5.00: sveglia
Ore 5.30: in auto
Ore 5.50: stazione del treno
Ore 6.01: treno
Ore 6.50... il capolinea è ormai prossimo.
Le persone presenti sul treno iniziano a raccogliere le loro cose ed a posizionarsi in prossimità delle porte, io compresa.
Mentre il treno rallenta, mi complimento con me stessa per essere salita sul primo vagone: così facendo, ho risparmiato qualche preziosissimo secondo e bruciato sul tempo parecchie persone che, come me, dovranno raggiungere sgomitando la metro.
Il treno si ferma, la tensione inizia a salire; il ragazzo fermo davanti alle porte, allunga il braccio in attesa che il led diventi verde, permettendone così l'apertura attraverso l'apposito pulsante.
VERDE!
Senza guardarci in faccia, scendiamo in maniera più o meno ordinata ma decisamente frettolosa. C'è chi aumenta il passo, chi corre, chi sfreccia sul monopattino elettrico (te ne venisse...!).
E' agosto, i tornelli utilizzabili sono pochi pertanto si crea una coda che per quanto non sia paragonabile a quella presente durante l'anno, non è comunque poi così corta, soprattutto per chi ha i secondi contanti.
Supero il tornello, taglio la strada ad un ragazzo ed inizio a correre verso la scala che mi porterà alla metro; guardo l'ora, 7 e qualche minuto.
Il mio neurone mi urla "CORRI!!!", il pullman passerà esattamente 26 minuti dopo ma per poterlo prendere, devo assolutamente salire sulla metro praticamente all'istante.
Corro dribblando chiunque mi si pari davanti e scapicollandomi giù per le scale, pregando di non mancare nessun gradino non tanto per evitare un'emerita figuraccia di prima mattina, quanto per evitare ritardi sul lavoro.
Arrivo ai binari e il cartello indica che la metro sta per arrivare: due minuti dopo salgo, mi siedo e riprendo fiato ma sempre tenendo d'occhio l'ora.
Diverse fermate dopo, arriva il momento di scendere, quindi mi posiziono in pole position davanti ad una delle porte.
Ore 7.29, la metro rallenta; il pullman sarebbe passato alle 7.33. Mi guardo intorno guardinga giusto per vedere con chi avrei dovuto gareggiare al fine di arrivare prima ad uno dei tornelli disponibili.
Si aprono le porte e sentendomi al pari di un atleta sui blocchi di partenza... corro. Sto per salire sulla scala mobile ma già ci sono due signore attempate (ma da dove sono saltate fuori?!??), devio quindi verso la scala.
Salgo gli scalini a due alla volta notando a malapena i cartelli che indicano che da lì si dovrebbe solo scendere (vabbè dai, siamo ad agosto...).
7.31.
Mi fiondo verso i tornelli, tagliando la strada ad altre persone non meglio identificate. Alle mie spalle però, noto una signora sui 50. "Non deve passare!", mi dice il mio neurone. Allungo il passo. Inserisco il biglietto affinchè il tornello si apra, sento il fiato sul collo della signora ma tanto non può superarmi!
Riprendo il biglietto, con slancio spingo il tornello con le gambe al fine di farlo girare ma... quello non gira, io rischio il cappottamento e la signora, a sua volta già pronta ad avanzare, mi urta.
Ci guardiamo per un preziosissimo secondo. Nessuna dice niente. Quella fa un passo indietro ma il suo sguardo dice "dai però!".
Con la mano sblocco il tornello e riprendo la mia corsa su per l'ennesima scalinata.
Ore 7.32.
Risalgo in superficie, giusto in tempo per vedere il pullman chiudere le porte.
"NOOOOOOOOOOO...!", urla il mio neurone.
In preda alla quasi disperazione (e forse anche ad un attacco di cuore), inizio a sbracciarmi per farmi vedere dall'autista che, per mia fortuna, decide di riaprire le porte e farmi salire.
Mi accascio su uno dei sedili.
Quello è il momento in cui devo assolutamente riprendermi perchè la corsa non è ancora finita.
"Respira, respira, respira e vedi di non sbagliare la fermata come due giorni fa, ok??", mi ripete il mio neurone che ora immagino nei panni di uno di quegli assistenti che attendono i pugili a bordo ring, fornendo dritte, massaggi alle spalle e raccomandando la massima concentrazione.
"Ok, ok. Respiro concentrata", mi dico.
Dopo una ventina di minuti, ecco la mia fermata. E' quella giusta, ne sono certa quindi la prenoto, mi alzo e ben ancorata ai sostegni, mi posiziono davanti all'ennesima porta. Il pullman si ferma, tempo di scendere e guardarmi attorno prima di attraversare e... via che la corsa riprende.
Penso che mi mancano gli ultimi 800 metri, dopodiché potrò "riposarmi" per 6 ore in attesa di riprendere il giro inverso.
Varco il cancello, corro verso la reception dove mi provano la temperatura e incuranti del fatto che io vi sia arrivata quasi strisciando sui gomiti, le due centraliniste mi augurano buona giornata con un entusiasmo che vorrei tanto sapere dove vendono ed un sorrisone enorme.
Prendo l'ascensore, percorro il corridoio e finalmente mi siedo alla mia scrivania.
"Ok, anche oggi ce l'ho fatta. Ora pensiamo a come arrivare alla fine del turno in questa gabbia di matti e poi...".
"...poi ci iscriviamo alle prossime Olimpiadi? Scegli se salto agli ostacoli o velocità", conclude il mio neurone.
Sono le 8.35 e vorrei tanto tornare a dormire.
:bataboing

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Ore 5.00: sveglia Ore 5.30: in auto Ore 5.50: stazione del treno Ore 6.01: treno Ore 6.50... il capolinea è ormai prossimo. Le persone presenti sul treno iniziano a raccogliere le loro cose ed a posizionarsi in prossimità delle porte, io compresa. Mentre il treno rallenta, mi complimento con me...
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04/09/2021 12:28:21
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Commenti

  1. freepause 05 settembre 2021 ore 07:33
    Ti capisco l'ho fatto per anni .. è un tunnel ..
    in cui si spera di veder presto la luce ..
    e se al rientro hai anche casa e figli a cui badare
    Beh! Hai tutta la mia comprensione!
  2. OrmeNelCielo 05 settembre 2021 ore 16:57
    @freepause : eh sí, a casa ho anche due figlie che a causa di questo lavoro e dei conseguenti orari ad agosto ho visto proprio poco. Per fortuna però, a breve inizierò un nuovo lavoro molto più vicino e con orari decenti. Speriamo bene :-)
    Grazie per il commento. :-) :bye
  3. MidnightGambler 16 settembre 2021 ore 17:25
    Non uso i mezzi pubblici (devo dire per fortuna, perché li odio) per motivi logistici legati al lavorare a turni quindi non posso dire nulla sulla tua esperienza, se non esprimere una vaga solidarietà :-)) in compenso potrei scrivere un trattato sulle dinamiche automobilistiche degli orari di punta ...
  4. OrmeNelCielo 18 settembre 2021 ore 17:42
    @MidnightGambler : non sai quanto io detesti utilizzare i mezzi pubblici! È un odio viscerale che mi trascino da sempre quindi credimi, trovare qualcosa su cui ironizzare non mi è stato per nulla facile. :-)
    Per il tuo trattato... Se mai decidessi di scriverlo, avvisami che non voglio perdermelo! E magari inserisci qualche considerazione delle tue, sull'attraversamento delle strisce pedonali. :-)))

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