Tra Tempo e Ricordi. Metafore celesti e colorate.

27 dicembre 2010 ore 01:20 segnala

 

Più che coraggio, ci vuole la certezza di volerla, una cosa.

 

E' sempre una storia di anime, in effetti. Di esistenze in tensione per sfiorarsi, di mondi diversi che si incontrano e che si scontrano, di egoismi in lotta. E' anche una questione di sopravvivenza.

C'è sempre qualcuno che cade e qualcuno che resta in piedi; nonostante quell'equilibrio che si è creato sembri così dannatamente perfetto, uno dei due cade.

Come una meteora, perciò, uno dei due s'infiamma una volta entrato nell'atmosfera terrestre; durante la sua caduta incandescente verso il basso perde progressivamente massa fino a dissolversi del tutto, non senza rilasciare dietro di sè frammenti di polvere che galleggeranno nell'aria ancora per qualche mese dopo l'impatto e che il tempo polverizzerà. Se invece il meteoroide non arriva a disperdere completamente la sua massa prima dell'impatto, quello che resta è l'ammaccatura al suolo; anche in questo caso il tempo la cancellerà, sedimento dopo sedimento.

O, ancora, come i coriandoli: volteggiano leggeri nell'aria per qualche secondo aspettando che la gravità li trascini giù. Pezzetti di carta colorata che hanno strappato qualche sorriso, mentre rimanevano impigliati tra i capelli, e che a tratti hanno infastidito con il loro modo di invadere i nostri spazi, la nostra testa e il nostro corpo senza che noi lo avessimo chiesto. Finito il carnevale forse ne avremo nostalgia e penseremo a loro, ma fortunatamente i ricordi fanno parte di un meccanismo troppo imperfetto per durare davvero a lungo: così dimenticheremo quei ritagli dai colori vivaci, e se anche ci ritorneranno in mente accadrà di tanto in tanto e secondo logiche ormai asettiche.

Oppure è semplicemente la vita: decolli e atterraggi e schianti,  voli presi e aerei mancati che fanno di noi quello che siamo e che chiudono tutto il resto nella scatola delle cose che avrebbero potuto essere. Con gli anni ho imparato a metterci dentro cose sempre più ingombranti, in quella scatola, a volte con serenità e leggerezza e altre con indecisione o paura; mentre la riempivo, però, mi prendevo anche il tempo per il mio dolore: l'ho fiutato, masticato e sempre digerito. Digerito.

E' per questo che oggi va bene così.

Davvero mi va bene così.

 

Perchè in fondo più che coraggio, ci vuole la certezza di volerla, quella cosa.

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  Più che coraggio, ci vuole la certezza di volerla, una cosa.   E' sempre una storia di anime, in effetti. Di esistenze in tensione per sfiorarsi, di mondi diversi che si incontrano e che si scontrano, di egoismi in lotta. E' anche una questione di sopravvivenza. C'è sempre qualcuno che...
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27/12/2010 01:20:59
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Commenti

  1. riuma74 05 gennaio 2011 ore 18:46
    "Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: <<Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui tutto bene.>> Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio" (Hubert) - da La Haine. A questo mi ha fatto pensare il tuo post. A quando sogni di cadere nel vuoto, e con il cuore in gola, l'unica cosa che vuoi è atterrare morbidamente. Non mi è mai successo in un sogno di schiantarmi, ma mi sono sempre chiesto come potrebbe essere ...

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