Controtendenza

11 febbraio 2021 ore 00:12 segnala

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Ogni epoca ha avuto la sua rivoluzione musicale, ha prodotto i suoi geni e non ha importanza che mi metta qui a elencare quali sono. Sto ardentemente cercando l'equivalente del giorno d'oggi, qualcosa che non sia espressione del sistema come per esempio la Trap - almeno nella sua declinazione italiana -, ma una controtendenza. Vero e' che tutto viene poi cooptato e manipolato per renderlo accettabile, ma qualcosa e' rimasto sempre, il seme di una pianta che dura a lungo. L'esempio principe di questo e' il punk. Mi sono concentrato sul punk, perche' e' l'ambiente in cui piu' che in ogni altro vigono forze resistenti e di aggregazione e da vecchio metallaro la cosa un po mi scazza anche se ci sono cresciuto dentro i loro centri. Infatti è qui che voglio arrivare,la rete dei centri sociali dimostra da decenni che sa farsi anche laboratorio e mantenere, nonostante le molte energie contrarie che li contrastano dall'esterno (e a volta anche dall'interno), autenticita'. Da anni assistiamo all'implosione di locali in cui si potesse godere di un'offerta che fosse anche un po' culturale; progressivamente si e' assistito alla loro sostituzione come centri aggreganti con bar e ristoranti et similia. Intanto i festival estivi diventano per tre giorni citta' stato, con le proprie regole e leggi, battono perfino moneta e hanno abolito la possibilita' per tutti di poter stare anche solo dieci secondi alle transenne prima che ti spazzi via il pogo, istituendo il pit, che e' una cazzo di forma di classismo. E' ovvio che l'humus adeguato al germogliare di una linea di pensiero che sarebbe potuta diventare concreta non c'era. Vediamo se adesso, dal momento che si e' pronti a scendere in piazza per il diritto a bere l'aperitivo, si riesce anche a diventare meno timidi relativamente a altri diritti. La riflessione pero' al momento si concentra sul come: non si vede all'orizzonte cielo sereno per i piccoli locali, dove lo stare accanto era parte principale dello spettacolo, dove si urlava in cinque al microfono del/della cantante della band, sputazzandoci a vicenda, dove facevi conoscenza fortuite e casuali, scambiavi idee parlandoti all'orecchio per sovrastare il rumore, eri parte di un flusso collettivo che contribuivi, anche involontariamente, a creare. E' probabile che ci troveremo a dover decidere se e come conservare queste esperienze e se saranno adeguate a far rinascere processi controculturali; o se si sara' costretti a dovercene liberare trovando altri metodi. Il grosso rischio e che questi "altri metodi" vengano gia' preparati ad hoc e quindi compromessi dalla nascita. Forse presto assisteremo alla nascita di Free Covid Club già me li vedo che permettono l'ingresso solo a chi e' dotato di specifica app che garantisce lo stato di salute come sano. All'interno, la stessa app provvede a inviare un segnale ottico e acustico tramite cellulare nel caso in cui ci si avvicini a un'altra persona a meno di un metro e ottanta di distanza. Davanti al bancone del bar si trova una barriera in plastica trasparente facilmente igienizzabile e utile ad assicurare la protezione dei bartenders.Una protezione simile ma integrale, alta fino al soffitto, si trova installata sul palco, racchiudendo chi si esibisce come in un acquario. Sul pavimento del palco alcuni adesivi segnalano le postazioni che devono essere tenute dai musicisti, che sono tenuti a non superarle per non invadere lo spazio dei colleghi. E' assolutamente vietato ogni genere di pogo e stage diving. A causa degli alti costi che i proprietari sono costretti a sostenere per garantire la sicurezza di tutti, il prezzo previsto per l'ingresso e' estremamente alto.(Ora che ci penso io non ho l'Iphone o Ipad o cellulare o come cazzo si chiama,che culo,mi devo trovare un alternativa)TROVATA: Ho letto tempo fa, di un servizio televisivo che mostrava come un gruppo di suore di una comunita' di Palermo sopperiva alla mancanza di funzioni religiose, per se' stesse e per i fedeli, riunendosi su una terrazza in cima al tetto, "con tre potenti altoparlanti" e in diretta social. Potremmo provare a fare lo stesso ogni Venerdi' sera, a rotazione, per sopperire alla eventuale, futura mancanza di locali. Chissa' se i vicini apprezzeranno tre potenti altoparlanti che sparano i Motörhead o i Sex Pistols o quello che piu' ci aggrada. Potrebbe essere rivoluzionario. O potrebbe servire affinche' qualcuno si renda conto che puo' essere fico suonare la chitarra davanti a qualcuno invece che davanti a una webcam. Allora potremmo tornare a riunirci, sempre che non ci si imbatta in qualcuno troppo zelante.

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11/02/2021 00:12:46
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Commenti

  1. ombra.dargento 11 febbraio 2021 ore 22:08
    sogni posticipati e vita sospesa (e i kalashnikov dei vicini puntati addosso)...
  2. Paolo.Indaro 12 febbraio 2021 ore 00:23
    @ombra.dargento

    Incubo recente (niente armi please) :bye
  3. ombra.dargento 12 febbraio 2021 ore 17:30
    della scorsa notte... cantanti che boccheggiavano negli acquari...

    (lo dirò ai vicini :gun 8-))
  4. Jojo.990 15 febbraio 2021 ore 20:03
    Rido, tu e le suore.

    Non ti immaginavo così perverso. Rido
  5. WallieBear 15 febbraio 2021 ore 23:19
    Oh zio in ogni caso io mi tengo il Venerdì libero

    https://youtu.be/UseXlO5pVAs

    ;-)

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