In treno

11 giugno 2022 ore 14:50 segnala

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Da quando era venuto a sapere che mia cugina mi aveva invitato a passare qualche giorno da lei a Firenze, lo Smilzo ha iniziato ha stressarmi, lui compra tutto online dalle mutande all'automobile, figuriamoci un biglietto del treno, mi fa tranquillo zio te lo stampo io il biglietto è un attimo entri nel sito di trenitalia prenoti due click e via ( Boh! Io l'ho sempre fatto in stazione, ma sono antico). Nonostante la mia ostilità nonché ignoranza verso il mondo computer et simili, alla fine era riuscito a convincermi che il biglietto per Firenze lo faceva lui online . Così alla fine per rassicurarmi mi ha stampato il biglietto una settimana prima ma per una sorta di mancanza di fiducia nel sistema tecnologico per non dire di quello ferroviario..." Già mi vedo lì seduto al mio posto col sudore freddo da controllore pronto a fare una bella figura dimmerda.E quando verrà a fare il controllo prenderà 'sto foglio A4, lo scannerizzerà e mi dirà che c’è una qualche irregolarità. Non risulta la prenotazione (eh?), questo è il numero CPC ci voleva il CPR, (ma io pensavo che bastasse quel numero lì…), la convalida dov’è? (ma c’era da convalidarlo?) questo è un interregionale veloce del weekend lei ha il biglietto per i regionali feriali (eh ma…), il sistema non mi dà il suo codice di prenotazione (ma come…), eh…non me lo dà non c’è, allargando le braccia sconsolato. Tutto il vagone ora guarda interessato me e il controllore, (ma è stato pagato online..), capisco, ma per viaggiare occorre che il sistema riconosca il suo numero di prenotazione (eh ma se il sistema non lo vede non è mica colpa mia), non so cosa dirle signore allo stato attuale è come se non avesse il biglietto (ma come…?), glielo faccio io qui adesso (ma io l’ho già!), non vale questo signore, non è corretto gliel’ho già detto (ma l’ha stampato dal vostro sito!! (), ripeto signore non so cosa dirle o facciamo il biglietto o la devo consegnare alla polizia ferroviaria alla prossima stazione. Il vagone guarda divertito lo spettacolo vedo le loro facce che cercano di guardare, di capire. Devo cedere. “C’è da pagare il biglietto più la sanzione prevista per non avere il biglietto che equivale al prezzo da capolinea a capolinea andata e ritorno, ovvero dal Brennero a Lecce a/r, moltiplicata per il coefficiente di pendolarità della linea che essendo mattutina e feriale rientra in detta fascia, la maggiorazione alta velocità perché pur essendo regionale sta temporaneamente viaggiando su una linea ad alta velocità, gli interessi di mora che decorrono dal momento in cui lei presumibilmente ha acquistato il biglietto online ad oggi, quindi sono esattamente 178 giorni ad un Tan e Taeg del 8,5%, la convalida che la facciamo direttamente qui al prezzo fisso di 9 euro e l’esazione per aver fatto il biglietto a bordo anziché nelle previste biglietterie. In totale sono 435, 57 euro, se ha i 57 centesimi mi fa un grossissimo favore altrimenti mi diventa complicato con la moneta, grazie”. Nel frattempo il controllore arriva davvero e io mi devo ancora riprendere dal mio trip d’ansia. E’ armato di cellulare, prende il mio biglietto, lo guarda e aggrotta la fronte.( Intanto penso che i biglietti una volta si bucavano!). Comunque il tipo digita qualcosa sul suo cellulare, guarda lo schermo e si gratta la testa facendo un espressione smarrita e di sorpresa. Ecco ci siamo, cazzo. Invece dopo qualche altro terribile secondo, il suo viso si rasserena e mi rende la mia prenotazione con un sorriso gentile e un grazie. Finalmente rilassato, posso guardarmi intorno. E’ pur sempre trenitalia quindi cosa vuol dire? Che c’è sempre qualcosa che non va. O è un vagone vecchio, coi sedili vecchi, e i finestrini incastrati. Oppure è nuovo ma l’aria condizionata o il riscaldamento vanno male o i cessi sono otturati, oppure c’è puzza. Oppure il vagone è nuovo ma in mezzo al corridoio c’è uno scalino che non serve a un cazzo ma l’ingegnere designer glielo ha messo lì per bellezza o per il gusto di viaggiare su un treno e veder la gente inciampare e cadere e poter ridere a crepapelle vantandosi con gli altri “Vede? L’ho disegnato io quello scalino!”. Di fronte, dall’altro lato del vagone c’è un senegalese. Sta parlando al telefono da quando son salito, parla urlando senza la minima privacy ma tanto, chi cazzo lo sa lo swaili? Lui urla e parla. In piedi nello spazio in fondo vicino alla porta c’è un tizio nervoso in piedi che si rigira una sigaretta spenta in mano. Sta aspettando la prossima fermata per scendere e come un drogato accendersi la sigaretta e fumarla male, quegli otto dieci tiri dati di fretta, con lo sguardo assassino verso quello stronzo di Ministro che ha firmato la legge sul divieto del fumo. Fumerà così male che tornerà sul vagone ancora più incazzato di prima. Nel frattempo il senegalese ha la parlantina che si scalda. Dopo ore di telefono all’orecchio le onde elettromagnetiche gli hanno reso il cervello atomico. Mentre arriviamo a Bologna e il nicoticomane balza sul marciapiede, l’africano col cervello atomico sta cambiando fisionomia il suo volto è sfigurato ha gli occhi iniettati di sangue. Mentre parla distrattamente mi guarda, e per un attimo penso che mi possa incenerire con una scarica di plutonio a distanza. A Bologna sale una coppia sessantenne, hanno dei trolley e continuano a litigare, uno dice di andare dalla parte opposta di dove afferma l’altro. Ti avevo detto che andavo di là perché sei venuto di qua, ma sei tu che vuoi sempre aver ragione e in mezzo alle beghe familiari il cervello nucleare del senegalese comanda un paio di tacche del volume verso l’alto e tutto diventa molto più rumoroso. Uno dei due coniugi a un certo punto inciampa sul gradino del designer del cazzo trenitalia e caracolla in mezzo ai sedili. C’è un attimo di imbarazzante silenzio che dura finché il coniuge si aggrappa a uno schienale e riesce a tenersi in piedi. Ora, dopo questa comune disavventura, i due coniugi sono alleati nel bestemmiare contro trenitalia, i designer, gli ingegneri, lo Stato e gli scalini messi a cazzo. Si girano verso di noi cercando consensi. Io abbasso lo sguardo continuo a leggere il mio libro. Il treno credo stia per ripartire, sale una tipa sulla cinquantina già sclerata di suo sembra molto trafelata e insicura,neanche fosse inseguita da qualcuno, chiede a tutti dove va il treno, come se le risposte ricevute non le avesse neanche sentite,lo chiede a tutti e alla fine arriva anche da me, spero che dopo tutte ste risposte uguali si sia convinta invece no. Lo domanda anche a me. Mi chiede se va a Firenze ma oramai a forza di chiedere il treno è ripartito. “Cosa chiedi a fare? Il treno oramai è partito, anche se fosse sbagliato oramai non ci puoi fare nulla." La tipa si siede nel posto davanti al mio sembra calma ora, ma dopo un paio secondi mi fa vai a Firenze anche tu?...NO A VERONA!!!


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« immagine » --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da quando era ven...
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11/06/2022 14:50:19
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Commenti

  1. XAgosto 11 giugno 2022 ore 14:59
    :hoho Meraviglioso il trip mentale iniziale
  2. Paolo.Indaro 11 giugno 2022 ore 15:06
    XAgosto:

    azzz l'hai già letto!
  3. XAgosto 11 giugno 2022 ore 15:45
    Eccerto ;)
  4. LupaAltomare 12 giugno 2022 ore 00:00
    occhio al formato! l'A4 non porta bene!

    (ellosò mi merito una scarica di sciolta! 0:-))
  5. XAgosto 12 giugno 2022 ore 02:22
    https://www.youtube.com/watch?v=8Yz9QYXc45w

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