Volare .............

18 gennaio 2017 ore 18:59 segnala


La stanza è piena della sua mancanza. Se n’è andata, ma non so se biasimarla. In fondo ci trascinavamo lungo questa vita come estranei. Me ne rendo conto ma non sospettavo quel rancore.
Se guardo la porta di questo insulso monolocale, riesco a vederla uscire. La immagino fuori dalla porta con un sorriso di soddisfazione a fior di labbra e nello stomaco la sensazione di una nuova libertà.
A me non ha lasciato niente, se non il profumo delle cose che ha toccato. Perché lei era così. Tutte loro sono così. Profumano.
Anche quando fece a pezzi i fogli dele mie poesie per lei. Anche quando rise delle mie lettere piene d’amore. Anche quando prese a calci il mio cuore, che come un cane si era avvicinato a leccarle i piedi. Lei profumava.
Ora sono qui solo con la mia sigaretta. L’odore del tabacco vuole cancellare il suo.
Ma non ci riuscirà.
Domani dovrò tornare al lavoro ed affrontare quella massa di coglioni che mi berciano a fianco, parlando di calcio e di figa, ignari del dolore che avrò dentro, quel dolore che lei mi ha lasciato e che credo mai se ne andrà.
Così mi avvicino alla finestra spalancata sul tramonto. Quel sole che sta annegando dietro ai tetti delle case sembra inviarmi il suo ultimo saluto. Sembra che mi abbia visto dentro, perché poi secondo gli antichi il sole tutto vede. O quasi.
Così getto la sigaretta al di là fuori e mi arrampico sul cornicione. Sotto in molti corrono di qua e di là. Non sanno nulla. Non gli interessa.
Penso ancora a lei. Un passo.
L’aria che mi frusta il viso è calda. I pomeriggi invitanti della nuova primavera. Chiudo gli occhi perché in fondo tutto questo mi spaventa.
Quando sono ormai pronto all’impatto, ecco una forza inattesa che interviene sostenendomi. La direzione del vento cambia. Il mio corpo non pesa più. D’istinto allargo le braccia e quando apro gli occhi mi rendo conto di volare. Come in un sogno. Triste Peter Pan adulto.
Sto volando! Un qualche dio benevolo a forse rivolto i suoi occhi distratti quaggiù e ha voluto premiarmi per la mia disperazione. Ho ricevuto un inaspettato dono!
La prima cosa che faccio è salire. Sempre più in altro, dove le nuvole sembravano annerire. Ma più salgo e più mi trovo illuminato da quel sole fuggevole, che tenta invano di scappare. Continuo a vederne i raggi dorati.
Quando guardo in basso vedo le case e i palazzi. Le strade sono già illuminate da lampioni e fanali. Scendo in lenta spirale, accorgendomi di quanto in fondo sia inutile tutto l’affannarsi. Tutto il correre. Tutto il soffrire.
Riesco a vedere casa mia da qui! Chissà in quanti film ho sentito questa frase. Mi avvicino librandomi lentamente. Mi muovo a zig-zag come quegli insetti che sembrano incapaci di volare in linea retta. Con la prospettiva cambiata noto particolari assurdi, che mai mi avevano interessato prima come i cornicioni delle finestre tutti sporchi di nero fumo e cagate di piccione. I nidi nascosti e ancora deserti delle rondini. Vedo attraverso le finestre la gente che litiga e s’abbraccia senza senso.
Non penso a lei. Volare me la fa dimenticare. Non è vero, perché se ne ho appena parlato, significa che un po’ ancora ci penso. Però il dolore è lenito dalla gioia del vento sulla faccia. E lenire il dolore è già tanto per me adesso.
Da fuori la mia finestra è uguale a milioni di altre. Anonima. Un buco con dentro una vita.
D’improvviso avverto sotto di me un susseguirsi di rumori concitati.
Una piccola folla si è radunata. Voci, urla.
Mi avvicino fluttuando a mezz’aria, incurante delle possibili reazioni della gente, ma hanno tutti lo sguardo rivolto all’ingiù.
Quando uno spiraglio si apre tra la calca vedo un corpo a terra. Le membra piegate in angoli innaturali. Il sangue sull’asfalto.
Il viso atteggiato in una smorfia di dolore ha le labbra piegate in un sorriso appena accennato che fa intuire come in fondo ora lui stia meglio.
Come in fondo ora io stia meglio.
E mi libro di nuovo verso l’alto, come un vecchio gabbiano asceso ad un livello superiore di coscienza. Verso l’ignoto nero della notte. Senza più pesi.
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18/01/2017 18:59:04
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