Riti & Legami

15 ottobre 2020 ore 21:36 segnala



"Non posso giocare con te“, disse la volpe, “non sono addomesticata”

“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?”

“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’…”

“Creare dei legami?”

“Certo“, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”

…”La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”


…”Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”

…”Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…Ci vogliono i riti. Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”



Antoine de Saint-Exupéry. Il Piccolo Principe. Bompiani Editore
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« immagine » lpe, “non sono addomesticata” “Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?” “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ‘creare dei legami’…” “Creare dei legami?” “Certo“, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno ...
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Effusione di un abbraccio

13 ottobre 2020 ore 17:14 segnala


Stringiti a me,
abbandonati a me,
sicura.
Io non ti mancherò
e tu non mi mancherai.

Troveremo,
troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore
potrà riposare per sempre,
immutabile.

Non ti chiudere a me,
non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!

Parlami,
quando il cuore
ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare
che io potrei consolarti.

Nulla sia taciuto fra noi
e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto
che tu medesima hai posto.

Parlami
e ti risponderò
sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti,
poiché da te
mi viene tanto bene!

Gabriele D’Annunzio



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« immagine » Stringiti a me, abbandonati a me, sicura. Io non ti mancherò e tu non mi mancherai. Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile. Non ti chiudere a me, non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento! Parlami, quando il cuo...
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Abbraccio

11 ottobre 2020 ore 18:28 segnala

Gustav Klimt, Busto di una coppia, 1908

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

Nazim Hikmet (Salonicco, 1902 – 1963), da Poesie d’amore, traduzione di J. Lussu
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« immagine » Gustav Klimt, Busto di una coppia, 1908 Anima mia chiudi gli occhi piano piano e come s’affonda nell’acqua immergiti nel sonno nuda e vestita di bianco il più bello dei sogni ti accoglierà anima mia chiudi gli occhi piano piano abbandonati come nell’arco delle mie bracc...
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Lacrime in Corazza

10 ottobre 2020 ore 22:22 segnala
La sua sofferenza aveva creato qualcosa che valeva


Hazel ( Nocciolo)

27 settembre 2020 ore 15:03 segnala



«Ragazzina, hai molti amici? Ho sempre pensato che la gente stupida dovesse almeno essere brava a fare amicizia. Un’attività che in qualche modo non è mai stata il mio forte».
A quel punto, Hazel aveva iniziato a piangere. Fare amicizia era probabilmente la cosa che le riusciva di meno al mondo. Fino a quel momento le sue amicizie ammontavano a zero.

Non è facile fare amicizia. Anche se coloro con cui cerchi di fare amicizia non sono struzzirana o gorillopardi o pitospini, o assassini o pazzi. La gente è complicata, sola, arrabbiata o ansiosa: è così e basta.
Ma devi provarci lo stesso. Per quanto la gente ti possa spaventare, devi decisamente cercare di conoscerla.
Perché i fifoni non piacciono a nessuno.
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« immagine » «Ragazzina, hai molti amici? Ho sempre pensato che la gente stupida dovesse almeno essere brava a fare amicizia. Un’attività che in qualche modo non è mai stata il mio forte». A quel punto, Hazel aveva iniziato a piangere. Fare amicizia era probabilmente la cosa che le riusciva di m...
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ComBaciami

23 settembre 2020 ore 17:00 segnala
No… nel caso di un amore romantico è l’anima che parla, è un discorso fra anima e anima, e tutto il resto è comportamento, anche il sesso. Sì, perché alla fine che cos’è il sesso? Se non un incastro, una fusione? E’ la realizzazione dei due nell’uno, il ritrovare un’unità perduta. Questo compresi quella notte, che lei e io eravamo – siamo – due parti di un tutto… io sono un frammento, un pezzo di qualcosa che si è rotto; sono incompleto, incompiuto… lei mi ha reso completo, ma io l’ho persa. E dopo aver conosciuto la fusione e l’interezza mi è diventato intollerabile vivere senza: avrei preferito non aver mai scoperto che tale condizione era possibile. E allora ho pensato: in cosa posso sperare adesso? La sola cosa che esiste è quell’uno, perché io non amo per bisogno, ma per la consapevolezza della profonda comunione spirituale che mi unisce a lei. E solo a lei…

 

•Patrick McGrath – Il morbo di Haggard

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No… nel caso di un amore romantico è l’anima che parla, è un discorso fra anima e anima, e tutto il resto è comportamento, anche il sesso. Sì, perché alla fine che cos’è il sesso? Se non un incastro, una fusione? E’ la realizzazione dei due nell’uno, il ritrovare un’unità perduta. Questo compresi...
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La chiave

20 settembre 2020 ore 10:31 segnala

La chiave – Wislawa Szymborska

La chiave c’era e non c’è più.
Come entreremo in casa?
Qualcuno la potrà trovare,
la guarderà – per farne cosa?
Camminando la rigira su e giù
come un ferro da buttare.
Ma se lo stesso accadesse
all’amore che io provo per te,
non solo a noi, al mondo intero
questo amore mancherebbe.
Sollevato nell’altrui mano
non aprirà nessuna casa
e sarà solo una forma
e che ruggine la roda.
Non da carte, astri o grido di pavone
è tratta questa predizione.

da Wislawa Szymborska. La gioia di scrivere, tutte le poesie (1945 – 2009)- Adelphi Editore




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La chiave – Wislawa Szymborska La chiave c’era e non c’è più. Come entreremo in casa? Qualcuno la potrà trovare, la guarderà – per farne cosa? Camminando la rigira su e giù come un ferro da buttare. Ma se lo stesso accadesse all’amore che io provo per te, non solo a noi, al mondo intero questo...
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Sogni Di Nuvola

29 agosto 2020 ore 21:32 segnala
Tu sei la nuvola della sera
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia,
l’abitatrice dei miei sogni infiniti!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la vampa del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei sogni solitari!
Ho oscurato i tuoi occhi
con l’ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo,
amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei sogni immortali!


Rabindranath Tagore



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Tu sei la nuvola della sera che vaga nel cielo dei miei sogni. Io ti dipingo e ti modello con i miei desideri d’amore. Tu sei mia, solo mia, l’abitatrice dei miei sogni infiniti! I tuoi piedi sono rosso-rosati per la vampa del mio desiderio, spigolatrice dei miei canti al tramonto! Le tue labbra...
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*A Te

27 agosto 2020 ore 16:16 segnala


A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada,
il nome con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato con te.
Lì mi hai portato tu.

Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine l'istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci oltre a te
offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio,
che assenza essere dove si è!
Aspetto, passano treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finchè tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perchè so che là dove sono stato
nè ali, nè ruote, nè vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perchè so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te



A te si giunge solo attraverso di te, di Pedro Salinas (Madrid, 27 novembre 1891 – Boston, 4 dicembre 1951)






Per raggiungerti basta seguire una cordata di stelle e vagare tra le nuvole
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A te si giunge solo attraverso di te. Ti aspetto. Io certo so dove sono, la mia città, la strada, il nome con cui tutti mi chiamano. Ma non so dove sono stato con te. Lì mi hai portato tu. Come potevo imparare il cammino se non guardavo altro che te, se il cammino erano i tuoi passi, e il suo...
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* to me the eyes

26 agosto 2020 ore 11:16 segnala

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pubblico. La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Essi sono più felici delle persone della prima categoria le quali, quando perdono il pubblico, hanno la sensazione che nella sala della loro vita si siano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti. Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono a procurarseli sempre. C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa quanto quella degli appartenenti alla prima categoria. Una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio. E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori…

Milan Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere





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« immagine » Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pub...
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26/08/2020 11:16:23
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