Storia del Girasole

29 marzo 2012 ore 14:52 segnala
In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era n pi n meno una erbaccia e non le rivolgevano la parola. Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bont e di ideali.
Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre. La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri e linfa.
Tanto che, dopo un p, il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto pi di due metri. Le piante del giardino cominciarono a considerarlo, e anche con un p di invidia. "Quello spilungone un p matto", bisbigliavano dalie e margherite. La pianta senza nome non ci badava.
Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante. Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole. Cos non si sarebbero lasciati mai.
Le prime ad Accorgersene furono le margherite che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. "Si innamorato del sole", cominciarono a propagare ai quattro venti.
"Lo spilungone innamorato del sole", dicevano ridacchiando i tulipani.
"Ooooh, com' romantico!!", sussurravano pudicamente le viole mammole.
La meraviglia tocc il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocci un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo.
Cos i garofani gli misero nome "girasole". Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato. Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: "Mi chiamo girasole". Rose, ortensie e dalie non cessavano di bisbigliare su quella che, nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato.
Furono le bocche di leone, i fiori pi coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole. "Perch guardi sempre in aria? Perch non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante come te", gridarono le bocche di leone per farsi sentire. "Amici", rispose il girasole, "Sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento gi di assomigliargli un p. Che ci volete fare? Il sole la mia vita e io vivo per lui!!...". Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per "l'innamorato del sole".
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In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era n pi n meno una erbaccia e non le rivolgevano la parola. Ma la pianta senza nome aveva...
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29/03/2012 14:52:14
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Commenti

  1. muk85 29 marzo 2012 ore 15:03
    ma bellissima!...pu anche essere letta come metafora...ma gi bella cos.beh,per essere il tuo primo post,direi che hai iniziato benissimo ;-) :rosa
  2. PiccolaBibi96 30 marzo 2012 ore 00:55
    grazie del complimento e dell'incoraggiamento :D

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