Capitolo 11 (Oh Pretty Woman By Van Halen)

04 novembre 2011 ore 15:55 segnala
Dopo alcuni esempi apprezzabili di video musicali che approcciano il linguaggio cinematografico e della fiction, proponiamo un’altra clip con lo stesso obbiettivo, ma con esiti artistici di tutt’altro spessore.
Siamo andati alla ricerca di un’opera spensierata, kitch e grossolana, buona per strappare un sorriso e qualche commento sarcastico. Una miniera in questo senso sono i Van Halen del periodo Lee Roth (forse il migliore nonostante tutto). La scelta è caduta sul video di Oh Pretty Woman, cover del celeberrimo brano di Roy Orbison.
Non è assolutamente uno dei pezzi più memorabili della band americana dal punto di vista musicale, ma senza dubbio indimenticabile per gli imbarazzanti quattro minuti e mezzo di pellicola che lo accompagnano.
Ispiratore della piega donnaiola, machista e softcore del gruppo è il frontman David Lee Roth che non riesce a non infarcire i testi di erotismo guascone e i video di donne seminude, giovanotti eccitati e flussi ormonali torrenziali (due esempi: Hot for teacher monumentale pezzo di bravura musicale dei fratelli di origine olandese – e California Girls, appartenente al repertorio da solista del cantante).
La clip di Pretty Woman si pone a metà strada tra un film porno di quart’ordine e una recita goliardica da villaggio vacanze, con tanto di finale strappa-applausi. A parte l’inconsistenza di una trama decisamente immotivata, meritano una menzione speciale i costumi e l’utilizzo dei nani infoiati.
Nota personale: il nostro personaggio preferito è il bassista/samurai Michael Anthony, lo stesso che suonava con uno strumento che riproduceva la bottiglia del Jack Daniels’. Questo sì che è spirito rock’n’roll!

Capitolo 10 (Storia Di Una Bufala?John Titor)

03 novembre 2011 ore 14:29 segnala
12 anni fa su Internet, e precisamente Il 2 novembre 2000, qualcuno, usando l’appellativo di “Timetravel_0” ed in seguito il nome di John Titor, inizia a scrivere messaggi in vari forum di Internet dedicati ai viaggi nel tempo e dichiara di essere un viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036. Egli dichiara di essere un soldato e di lavorare per un progetto governativo: pur essendoci ben altri sette viaggiatori temporali, per questa missione è stato scelto proprio lui, per il legame di parentela che lo lega al nonno, ingegnere dell'IBM: è stato infatti inviato nel 1975 per incontrare e recuperare dal nonno un computer trasportabile IBM 5100, che a suo dire contiene
importanti funzioni che gli permettono di svolgere un'operazione vitale per il mondo del 2036 e cioè di effettuare conversioni fra i vecchi sistemi IBM e UNIX e permettere così all'epoca di Titor (2036 circa) di sopravvivere al collasso dei sistemi UNIX previsto per l’anno 2038.
Le nascoste proprietà della macchina risiederebbero, per Titor, nella capacità di tradurre i linguaggi UNIX, APL e BASIC tra loro. Dopo aver recuperato il computer, Titor sta facendo sosta nell'anno 2000 (anno appunto in cui inizia a lasciare messaggi in internet) per far visita alla propria famiglia e a se stesso da bambino e per vedere di persona gli effetti del Millenium Bug.
Nei suoi molti messaggi, Titor dichiara di non voler convincere nessuno dell'autenticità della propria storia ma risponde in modo esauriente alle domande nei forum e fornisce dettagli tecnici e anche alcune immagini della sua "macchina del tempo": un modello C204, che verrà fabbricato nel 2034, pesante circa 250 chili. Le discussioni che sostenne, le risposte alle domande che gli furono poste, fecero cambiare idea a molti, i quali finirono per credere a quanto l’uomo affermava.
Il 24 marzo 2001, John Titor annuncia il proprio ritorno nel 2036 e da allora non si è più fatto sentire.
Ovviamente, tra le domande più ricorrenti formulate a Titor durante le sue conversazioni, ci sono quelle riguardanti fatti od avvenimenti recenti che, ovviamente, un uomo del futuro non può non conoscere: chi vincerà il campionato di calcio, quante sono state le vittime dell’incidente aereo di ieri, quale sarà l’andamento della borsa per i prossimi mesi, ecc. Titor, però, ha sempre evitato di rispondere a domande come queste, giustificandosi affermando di non ricordarsi con questa frase “nessuno di voi è in grado di ricordare che tempo abbia fatto il 26 aprile 1974, come nessuno di voi ricorderebbe quante persone precisamente siano morte, per esempio, nella tal strage, ecc.”. Al contrario, Titor rispose molto volentieri alle domande riguardanti il futuro del mondo. Ed il futuro che prospetta non è affatto dei più rosei, e si concluderà in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015.
In America, il presidente del 2005 (che Titor non indica nel nome), cercherà di essere il nuovo Lincoln, cercando di tenere uniti gli stati, ma le loro polizie negheranno alcuni punti della Carta dei Diritti. Nel 2009 si insedierà un nuovo presidente, che, però, non cercherà di fare nulla per rimediare alla situazione di crisi. Nel resto del mondo, andranno acutizzandosi i problemi in Medio Oriente, soprattutto a causa dell’instabilità occidentale: Israele sarà attaccato dai paesi islamici (il riferimento è da intendere nel senso di attacchi kamikaze); a sua volta, Israele, supportato militarmente dai paesi occidentali, risponderà all’offensiva. La guerra, dice Titor, sarà condotta utilizzando armi nucleari e di distruzione di massa. In Estremo Oriente, invece, la Cina, sfruttando l’instabilità politica mondiale, “annetterà forzatamente” Corea, Taiwan e Giappone. La situazione collasserà definitivamente nel 2015, quando la Russia, per “rimettere in ordine le cose”, bombarderà Europa (in risposta allo schierarsi di un massiccio esercito europeo in Germania), Australia, Cina e Stati Uniti: sarà questa la Terza Guerra Mondiale, che causerà 3 miliardi di morti. Titor non dice precisamente quando il bombardamento avrà inizio, tuttavia si lascia sfuggire la data del 12 marzo 2015, ore 3.45, ora di Washington.
Le radiazioni e alcuni effetti degli impulsi elettromagnetici generati dalle armi nucleari renderanno inutilizzabili taluni macchinari: per questo, nel 2036 ci sarà ancora chi userà macchine da scrivere, biciclette e vecchie stufe a legna. Il lavoro manuale sarà molto praticato, essendo venute meno le grandi distribuzioni e la possibilità di commerciare al di fuori della propria realtà territoriale. La maggior parte dei territori colpiti dalle bombe sarà radioattiva, per cui sarà necessario, per esempio, depurare l’acqua prima di berla. A tutti sarà richiesto un addestramento militare ed una buona conoscenza delle armi da fuoco: questo per l’autodifesa e la sopravvivenza.
Diverranno più rapidi i trasporti, soprattutto via binario, migliorerà la tecnologia applicata alla medicina, l’AIDS sarà sconfitta, gli studi sul cancro avanzeranno ma si diffonderà maggiormente la Sindrome della Mucca Pazza e la manipolazione genetica e riprenderanno i viaggi spaziali. Sarà permessa la manipolazione spermatica e delle cellule-uovo, poiché sarà molto difficile procreare.
La storia di John Titor, l’uomo del futuro, come spesso accade per argomenti come questi, affascina molto sia perché fa un certo effetto parlare con qualcuno proveniente dal futuro di cose ancora da venire, sia perché le implicazioni scientifiche hanno un sapore fantascientifico e fanno sognare. Comunque sia, che quest’uomo sia un folle od un reale viaggiatore temporale, i suoi interventi hanno spaccato in due gruppi tutti coloro che si sono imbattuti nei suoi scritti, “credenti” e “non credenti”: vediamo il perché.
- L'analisi dei messaggi di Titor produce risultati ambigui. Le immagini della sua "macchina del tempo" sono pessime e il "manuale" sembra veramente dilettantesco (specialmente se si considera che è stampato nel 2030 e passa), eppure Titor ha dimostrato una notevole padronanza della terminologia della fisica avanzata e dell'informatica.
- Titor ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal 2004 al 2015 e che l'edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004 (mentre le Olimpiadi Invernali del 2006 si sono tenute); ma si è coperto le spalle "spiegando" che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra.
Tuttavia, a favore di Titor giocano alcuni elementi assai rilevanti:
- Un aspetto interessante della sua storia però, è appunto la questione dell'IBM 5100: infatti le funzioni non documentate descritte da John Titor esistono realmente ed erano effettivamente segrete all'epoca della commercializzazione di questo modello di computer. IBM tenne segreta quest'emulazione perché temeva che la concorrenza ne approfittasse, dato che permetteva ai programmatori di accedere alle funzioni dei mastodontici computer IBM degli anni Sessanta.
- John Titor, abbiamo visto, ha descritto, in maniera piuttosto dettagliata, le scoperte che saranno compiute dal CERN e le applicazioni che da queste deriveranno. Alla fine del 2001, dunque a circa un anno di distanza dalle affermazioni di Titor, come lui stesso ha preannunciato il CERN ha confermato ufficialmente la possibilità di creare artificialmente mini buchi neri;
- tra le sue “profezie”, Titor ha parlato dell’Iraq, affermando come Saddam Hussein non possedesse alcuna arma di distruzione di massa e di come, nonostante questo, una guerra venisse scatenata con lo scopo ufficiale di rimuovere tali armi;
- Titor ha presentato una notevole conoscenza di alcuni importanti campi della fisica, esponendo con parecchia proprietà e sicurezza argomenti assai complessi: se quest’uomo fosse un impostore, gli andrebbero comunque fatti i complimenti per la sua preparazione.

Capitolo 9 (La Guerra Del Tenente Hiroo Onoda)

01 novembre 2011 ore 10:37 segnala
Hiro Onoda aveva 20 anni quando, nel 1942, venne chiamato a servire la Patria. Al termine dell'addestramento ricevette il grado di Tenente ed entrò nella scuola del servizio segreto dell'esercito. Onoda ricevette anche l'addestramento per poter condurre operazioni di guerriglia.
Il 17 Decembre 1944 venne dislocato nell'isola di Lubang, nelle Filippine, con l'ordine di distruggere il porto e la pista di atterraggio prima dell'arrivo degli americani. Dal Maggiore Taniguchi e dal Maggiore Takahashi ricevette anche l'ordine di attendere sull'isola, una volta che fosse stata conquistata dagli americani, il ritorno dell'esercito imperiale che, anno meno o anno più, avrebbe riconquistato Lubang. Secondo gli ordini ricevuti Onoda non doveva assolutamente togliersi la vita, ma rimanere nascosto fino a che l'esercito non avrebbe avuto nuovamente bisogno dei suoi servizi.
Con l'isola ormai persa Onoda, con altri compagni, si rifugiò nella boscaglia da dove contava di condurre operazioni di guerriglia in attesa dell'inevitabile ritorno dell'esercito imperiale. La sua cellula era composta da lui e altri tre compagni: il Caporale Shimada e i soldati Kozuka e Akatsu. Tutti e quattro, con limitati viveri e munizioni, continuarono a vivere nella boscaglia cibandosi di noci di cocco, bacche e cibo che riuscivano, di volta in volta, a rubare agli isolani.
Nell'Ottobre del 1945, per la prima volta, lessero un avviso che avvertiva che la guerra era ormai finita, ma non si fidarono credendolo una mossa degli americani per farli uscire allo soperto e poi catturarli. Un altro messaggio arrivò dal cielo lanciato da un B-17, sul finire del '45, e il messaggio riportava un testo del Generale Yamashita che ordinava la resa. Ma neanche a questo messaggio Onoda e i suoi compagni credettero.
Ai messaggi si aggiunsero via via copie di giornali, foto e lettere di parenti, ma niente convinse i quattro soldati a venir meno agli ordini ricevuti.
Nel Settembre del 1949 uno dei quattro, Akatsu, lasciò di nascosto la compagnia e, dopo altri 6 mesi da solo nella boscaglia, decise di arrendersi. Fedele all'ordine ricevuto la cellula di Onoda continuò la guerriglia ingaggiando scontri a fuoco con gli abitanti dei villaggi limitrofi, con pattuglie dell'esercito filippino o con squadre che periodicamente venivano mandate per scovarli. Fu proprio a causa di questi scontri a fuoco che morirono gli altri due compagni di Onoda: Shimada morì nel 1954 e Kozuka nel 1972.
Nonostante Onoda fosse stato dichiarato ufficialmente morto nel 1959, c'era ancora chi credeva di poterlo trovare ed è proprio per questo motivo che arrivò a Lubang Norio Suzuki, uno studente.
Suzuki, dove molti avevano fallito, riuscì ad incontrare il Tenente Onoda, ma neanche questo riuscì a convincere il Tenente ad arrendersi e, anzi, Onoda si sarebbe arreso solo se il suo superiore glielo avesse ordinato di persona. Lo studente, con la foto di Onoda, tornò in Giappone, rintracciò l'ex Maggiore Taniguchi, che ne frattempo aveva aperto una libreria, e con lui tornò a Lubang. Qui, Taniguchi ordinò a Onoda di arrendersi e, finalmente, dopo 29 anni dalla fine della guerra Hiroo Onoda uscì dalla Jungla.
Nonostante Onoda, con i suoi compagni, avesse ucciso, in tutti quegli anni, 30 filippini, ottenne la grazia dal Presidente delle Filippine Ferdinando Marcos.
Tornato in Giappone, venne accolto come un eroe, come l'ultimo difensore dell'Impero del Sol Levante. C'era anche chi voleva che entrasse nella Dieta. Scrisse una autobiografia, ma poi, nel 1975, infastidito da tutte queste attenzioni, emigrò in Brasile dove si sposò e si occupò della comunità giapponese in Brasile. Tornato in Patria nel 1984, perchè colpito da un fatto di cronaca che vedeva coinvolto un minore, e aprì una serie di scuole educative per ragazzi. Nel 1996 tornò a Lubang dove donò 10.000 dollari alla locale scuola.
Tuttora spende la sua vita tra il Giappone e il Brasile.

Capitolo 8 (La Terza Onda)

31 ottobre 2011 ore 22:58 segnala
È la primavera del 1967 a Palo Alto, in California quando Ron Jones, professore di Storia in un liceo tiene alla sua classe una lezione sul nazionalsocialismo. Ma davanti alle domande dei suoi alunni il professore non sa che risposta fornire. «Come hanno potuto, i tedeschi, sostenere di essere stati all’oscuro del massacro degli ebrei? Come hanno potuto, cittadini, ferrovieri, insegnanti, medici sostenere di non avere saputo dei campi di concentramento e dei forni crematori? Come hanno potuto, i vicini di casa e forse anche gli amici dei cittadini ebrei, sostenere di non essere stati lì, mentre tutto questo accadeva?».
È per questo che decide di iniziare un esperimento per dimostrare agli studenti che le masse sono facilmente manipolabili e che quindi sarebbe ancora possibile una dittatura.
Jones diede così vita ad un movimento chiamato “The Third Wave” (“La terza onda”) e convinse i suoi studenti che era necessaria l’eliminazione della democrazia con il motto “Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l’unione, forza attraverso l’azione, forza attraverso l’orgoglio”.
L’andamento dell’esperimento è stato documentato direttamente dallo stesso professor Jones.
Egli scrive che iniziò il primo giorno dell’esperimento con cose semplici come il corretto modo di sedersi, addestrando gli studenti finché questi erano in grado di arrivare dall’esterno della classe fino alle proprie sedie e prendere posizione nel modo corretto in meno di 30 secondi senza fare alcun rumore. Procedette quindi con una ferrea disciplina in classe emergendo come una figura autoritaria. Viene inserito anche un rigido regolamento disciplinare, imponendo ai ragazzi di alzarsi prima di parlare, di rispondere in modo coinciso alle domande e di chiamarlo “Signor Jones”.
Nel secondo giorno organizzò le cose in modo da mescolare la sua classe di storia in un gruppo con un supremo senso della disciplina e della comunità. Creò un saluto simile a quello del regime nazista e ordinò ai membri della classe di salutarsi vicendevolmente in quel modo anche al di fuori della classe. Ognuno di loro si attenne a questo comando.
A questo punto l’esperimento prese vita per conto suo, con studenti che da un po’ tutta la scuola vi si univano: il terzo giorno la classe si allargò dagli iniziali 30 studenti a 43 partecipanti. Tutti gli studenti mostrarono un drastico miglioramento nelle loro abilità accademiche e una motivazione straordinaria. Jones istruì gli studenti su come fare un’iniziazione ai nuovi membri, e per la fine del giorno il movimento aveva già oltre 200 partecipanti. E nasce una vera e propria dittatura: i dissidenti vengono ostracizzati, i membri del movimento cominciano a spiarsi a vicenda, e gli studenti che si rifiutano di aderire vengono accusati.
È al quarto giorno di esperimento che Jones decide di porre fine al movimento perché ne sta perdendo il controllo. Annunciò così ai partecipanti che il movimento era solo una parte di un movimento a livello nazionale e che nel giorno seguente un candidato presidenziale del movimento ne avrebbe annunciato pubblicamente l’esistenza. Jones ordinò agli studenti di partecipare ad una manifestazione a mezzogiorno del giorno dopo per testimoniare all’annuncio.
Invece di un discorso televisivo del loro leader, agli studenti venne però presentato un canale vuoto. Dopo alcuni minuti di attesa, Jones annunciò che tutti loro avevano preso parte ad un esperimento sul fascismo e che tutti quanti avevano volontariamente creato un senso di superiorità che i cittadini tedeschi avevano nel periodo della Germania nazista. E così l’esperimento finì
In meno di una settimana Jones era riuscito a manipolare una massa di giovani, portandoli a obbedire ciecamente ai suoi ordini.
Lo stesso Jones dirà “Un’esperienza che non rifarei mai. Mi sono imbattuto in un lato primordiale della psiche umana che potrebbe essere utile conoscere”.
Nonostante l’interessante tema sia per la psicologia sia, in generale, per lo studio del comportamento umano l’esperimento (a causa anche dei limittai dati a disposizione) non ha trovato grande seguito.
Su questo evento è stato solo scritto un libro nel 1988 da cui poi è stato tratto un film, “L’onda”, uscito nel 2008. Nel 2010, inoltre, lo stesso Jones ha messo in piedi uno spettacolo teatrale musicale.
Le riflessioni che nascono sono forse ovvie, ma anche piuttosto spaventose. Prendere consapevolezza di come sia possibile manipolare le persone e come le menti umane siano così “deboli” di fronte all’idea di potere ci porta a pensare veramente a come siamo fragili. E se la natura umana chi ci garantirà che un nuovo nazismo non ci potrà essere in futuro?
Forse questi esperimenti dovrebbero essere divulgati…perchè prendere consapevolezza e entrare a contatto con un’esperienza vera è il primo passo per poter riflettere e capire.
Se siete interessati e avete voglia di approfondire il tema ecco un documento scritto dallo stesso Jones

Capitolo 7 (La Strana Storia di Frank Lucas)

29 ottobre 2011 ore 12:45 segnala
Frank Lucas, noto signore della droga statunitense, la cui storia è narrata anche nel film "American gangster", nasce negli anni 30 in North Carolina. A sedici anni si trasferisce ad Harlem ed entra nel giro della malavita organizzata divenendo il personale autista nonché guardia del corpo di Ellsworth Johnson, detto "Bumpy", uno dei gangster della zona.
Bumpy Johnson, che controlla da anni lo spaccio di eroina dei quartieri limitrofi, muore nel 1968; è Frank Lucas che raccoglie l'eredità del suo maestro, prendendo in mano il suo giro ed espandendolo fino a farlo diventare un vero impero. E' da considerare inoltre che questo periodo che va dalla fine degli anni '60 agli inizi degli anni '70 - e che coincide con la fine della guerra del Vietnam - è un periodo di grande espansione per i traffici di droga americani.
Frank Lucas adotta un sistema del tutto inusuale per gli schemi del tempo, che vedono una lunga catena di intermediari nel giro della droga. L'idea di Lucas è quella di saltare tutti i passaggi intermedi e acquistare l'eroina direttamente dal produttore, che in questo caso si trova nella profonda giungla vietnamita. In questo modo riesce a vendere un prodotto molto migliore di quello dei suoi concorrenti e a un prezzo molto più basso. La formula della "Blue Magic" - questo il nome che dà alla sua eroina - gli permette di incassare fino a un milione di dollari al giorno.
Come appreso dalle esperienze newyorchesi della malavita di origine italiana, Lucas costruisce attorno a sé una rete di stretti collaboratori che fanno parte della sua numerosa famiglia (fratelli e cugini) del North Carolina, gruppo che verrà poi chiamato "The Country Boys".
"Cadaver Connection" è il termine con cui, una volta smantellata la sua rete, vengono indicati i fatti relativi alla sua vicenda: Lucas infatti riusciva, con l'aiuto di numerosi militari corrotti, a importare enormi quantitativi di eroina purissima dalla Thailandia, utilizzando come contenitori le bare dei soldati americani caduti in guerra che tornavano in patria.
Grazie al paziente lavoro dell'ispettore capo Richard "Richie" Roberts, Frank Lucas viene finalmente arrestato nel 1975 e viene condannato a scontare una pena di 70 anni di detenzione. Subito acconsente alla proposta di aiutare le autorità per smascherare i loschi giri che vedono coinvolti numerosi poliziotti corrotti, che lo stesso Lucas ben conosce. In particolar modo esisteva un'unità speciale chiamata SIU (Special Investigations Unit of New York Police Department), dei cui 70 membri, 52 sarebbero stati indagati o arrestati.
Grazie all'aiuto fornito, la pena detentiva di Lucas viene ridotta a cinque anni. Dopo poco tempo viene nuovamente arrestato per spaccio di droga (in un giro d'affari considerevolmente più piccolo rispetto alla passata esperienza). Passa altri sette anni dietro le sbarre; quando esce di prigione nel 1991 sarà Richard Roberts - divenuto nel frattempo avvocato - ad aiutarlo. Roberts sarà suo difensore, amico nonché padrino del figlio (che aiuterà anche economicamente, finanziando la sua istruzione scolastica).
Oggi Lucas, pentito per le vicende del suo passato, vive a Newark (New Jersey) su una sedia a rotelle con la moglie e il figlio. Lavora aiutando l'organizzazione "Yellow Brick Roads", fondata dalla figlia, per raccogliere fondi destinati ai figli di genitori finiti in carcere.
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Frank Lucas, noto signore della droga statunitense, la cui storia è narrata anche nel film "American gangster", nasce negli anni 30 in North Carolina. A sedici anni si trasferisce ad Harlem ed entra...
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29/10/2011 12:45:46
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Capitolo 6 (La Guerra Dell'hip hop)

28 ottobre 2011 ore 00:43 segnala
La faida rap più famosa da quando questo genere si è fatto conoscere anche al di fuori dei confini statunitensi: nella prima metà degli anni 1990 la rivalità tra la Bad Boy Records, casa di registrazione della East Coast, e la Death Row Records, una casa discografica della costa ovest. Malgrado la rivalità consistesse fondamentalmente di "shots" della Death Row verso diversi avvenimenti, e più specificamente verso la Bad Boy, i media marchiarono questa rivalità come la "guerra rap" tra le due coste. I fans di entrambe le scene si schierarono contro gli avversari, con un impatto enorme sulla cultura hip hop.
L'hip hop era nato nelle strade di New York, città che rimase la capitale indiscussa dell'hip hop fino ai tardi anni 80, quando NWA e altri misero in mostra la costa West. The Chronic di Dr. Dre diventò uno degli album hip hop più venduti della storia, seguito poco dopo (nel 1993) da Doggystyle, l'album di debutto di Snoop Doggy Dogg. Dre era alla Death Row Records, guidata da Suge Knight, e rapidamente creò uno staff di stelle tra cui 2Pac, Tha Dogg Pound e Snoop Doggy Dogg che dominò le classifiche: Los Angeles iniziò a rivaleggiare con New York per il posto di dominio per l'hip hop delle major. Inevitabilmente s'era creata una tensione tra questi pesi massimi dell'industria, ciascuno dei quali era desideroso di mettere le mani su un mercato sempre più lucrativo. Le più grandi stelle della East Coast in quel periodo erano quelle della "crew" di Puff Daddy, fondata nel 1993, tra cui Craig Mack e Notorious B.I.G..

Capitolo 5 (Le Radio Libere In Italia nei '70)

27 ottobre 2011 ore 04:16 segnala
Dalla metà degli anni '60 stava montando nei giovani in tutta Europa una voglia di radio, intesa come sorgente di intrattenimento, musica e anche informazione non controllata dai vari governi. Nel paese europeo leader allora nella libertà e nel progresso dei costumi, la Gran Bretagna, questa voglia era stata soddisfatta dalle cosiddette radio pirata (Radio Caroline, Radio Veronica, ne ho parlato ieri) e la stessa cosa avveniva in altri paesi del Nord Europa.
La Rai, in Italia rispose a questa esigenza lanciando nel proprio palinsesto programmi decisamente di “rottura” alla tradizionale programmazione ingessata: trasmissioni come Bandiera Gialla, Per voi giovani, Alto gradimento, Hit-Parade, Supersonic, sono ancora vive nei ricordi degli odierni 50enni. Come peraltro fece la BBC con le storiche trasmissioni musicali Ready Steady Go!, Saturday Club o Top Of The Pops.
Una seconda opportunità per i ragazzi italiani era rappresentata da due radio straniere che trasmettevano in lingua italiana, e che avevano iniziato una programmazione orientata ai giovani e alla musica, con un linguaggio dinamico e del tutto nuovo, era Radio Montecarlo (che trasmette dal marzo del 1966 dal principato di Monaco, diretta da Noel Coutisson con ai microfoni deejay che sarebbero stati imitati per i 30anni successivi, come il grande Herbert Pagani, Robertino, Federico L'Olandese Volante, Awanagana, Luisella Berrino). Unica grande limitazione di Radio Montecarlo, la trasmissione in onde medie, con un trasmettitore potentissimo, si, ma ricevibile solo sulla costa tirrenica del nostro paese. Insieme a Radio Capodistria (sul versante istrano), era una radio che proponeva un nuovo stile di conduzione, vivace, spezzato nel ritmo, che sarebbe stato poi assorbito dalla RAI con il celebre programma Supersonic
A parte queste due realtà “anomale” , c'era anche qualcosa che la radio ufficiale non poteva permettersi o permettersi solo in parte, la comunicazione bidirezionale attraverso la sinergia con il telefono: Salvo forse un unico caso: "Chiamate Roma 3131", dove però cose tipo “dedico questo disco a Maria con amore, o a Nonna Pina perché guarisca in fretta” non erano certo consentite.
All’inizio degli anni '70 si crearono le condizioni per la radiofonia privata nei principali paesi europei, con l'Italia in prima fila per numero di emittenti e numero di ascoltatori . Questo faceva seguito alle dure contestazioni del 68’ e successivamente del 72, anni in cui la voce operaia e giovanile fecere tremare e cadere numerosi governi. Nelle rivendicazioni di quegli anni c’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale, ed oggi possiamo dirlo, anche il desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione.
Già dal 1974 l'attacco al monopolio in Italia era nell'aria e numerosi operatori si stavano preparando a sfidare la legge e incunearsi nelle sua contraddizioni. La prima in assoluto ad iniziare le trasmissioni è stata Radio Parma, il 1 gennaio del 1975. Protagonisti della storica iniziativa sono stati Virgilio Menozzi, l'imprenditore che finanziò l'avventura (poi protagonista anche della nascita di Radio Roma), il giornalista Carlo Drapkind che ne era il direttore responsabile e l'esperto radioamatore di Parma Marco Toni che curò e realizzò la parte tecnica, mettendo in funzione un trasmettitore di potenza relativamente limitata (22W) ma sufficiente per coprire la maggior parte della città emiliana. Il palinsesto, come per tutte le radio dei primi tempi, era assai completo e debitore del modello RAI, con programmi di informazione, approfondimenti e cronache locali. Dai microfoni di Radio Parma sono usciti alcuni operatori che hanno poi fatto carriera in altre radio o altri settori, come Gabriele Majo o Mauro Coruzzi, diventato poi celebre, non solo nel mondo della radio, con lo pseudonimo e il travestimento di Platinette. Trent'anni dopo Radio Parma trasmette ancora, anche se con proprietà, sede e palinsesto completamente diversi dalle origini.
Segui Radio Milano International (marzo 1975) e Radio Roma (16 giugno 1975). Tre radio che continuano a trasmettere ancora oggi, con nome diverso (Radio Milano International è ora Radio 101 One O One) e qualche problema per Radio Roma. Da citare anche, tra i pionieri, Radio Bologna e, in ambito televisivo, Tele Biella, che effettuarono entrambe tentativi nel corso del 1974).
In pochi anni, o forse pochi mesi, tutte le frequenze disponibili, almeno nelle grandi città, vennero occupate da decine di radio libere, anzi non era frequente il caso di frequenze occupate da due radio, di radio che trasmettevano volutamente fuori dalle regole, in sovramodulazione, per sopravanzare le altre radio vicine e che, anche in un'area contigua, trasmettevano sulla stessa frequenza.
Per coprire le ventiquattrore naturalmente la musica era fondamentale. Sarebbe stato difficile riempire il palinsesto soltanto con trasmissioni autoprodotte, con inchieste giornalistiche o con tutte le altre tipologie di trasmissioni che faceva tipicamente la radio di Stato, quindi il palinsesto della radio libere era essenzialmente costituito da musica di vari generi e stili, strutturata per rubriche (la rubrica di musica classica e di jazz, l'immancabile rubrica di musica lirica, e così via), naturalmente tanto rock, tanti cantautori, e la musica del momento.
Fino alla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale (28 luglio 1976) le radio trasmettevano utilizzando una interpretazione estensiva della legge allora vigente (la 103/1975) e quindi erano esposte a denunce e sequestri. Nonostante ciò molte radio trasmettevano con regolarità, e a Roma a fine 1975 erano già presenti almeno 11 radio.
Il costo di un impianto di trasmissione a norma e di qualità (trasmettitore entro gli standard, potenza adeguata, emissione stereo) poteva arrivare intorno ai 50 milioni di lire di allora, ma utilizzando elettroniche usate (a volte di provenienza militare) o riadattate o limitando la potenza si poteva partire anche con 5 milioni. L'esercizio poteva costare intorno ai 5-10 milioni al mese, nel caso delle rare radio che retribuivano i collaboratori. Per radio con impianti più economici, ospitati in sedi varie (per esempio parrocchie o sezioni di partito) e ricorso al volontariato si poteva scendere di molto nei costi iniziali e ricorrenti.
Quella stagione venne celebrata dalla canzone di Eugenio Finardi "La radio", che enfatizzava la radio come strumento di informazione libera e "non invasiva", ed esprimeva l'entusiasmo per un nuovo strumento di comunicazione. La stessa stagione celebrata dal film di Luciano Ligabue "Radio Freccia".
La selezione tra le radio però non è stata tale da liberare le frequenze, e l'affollamento radiofonico degli inizi è rimasto poi cristallizzato per sempre, insieme alla confusione e alla sovrapposizione di frequenze, regolamentate dalla legge Mammì degli anni '80, ma tutt'ora in attesa di applicazione.
Nel 1976 aprire una radio in Italia era una operazione al limite della legalità, anche se, come si vede nel seguito, assai frequente e destinata ad espandersi ulteriormente. Infatti l'anno prima una legge dello Stato, la n. 103 del 14/4/1975 (i curiosi possono trovare il testo integrale via Google su vari siti digitando "legge 103/1975" ) aveva ribadito il regime di monopolio statale per le trasmissioni radiotelevisive, in concessione alla RAI, riconfermando e aggiornando quindi la precedente normativa risalente al 21/2/1938 (Legge 24/1938). La novità è che erano ora regolamentate le trasmissioni da televisioni di nazioni estere e che era liberalizzata la trasmissione via cavo a carattere locale (che allora si stava affacciando in USA e nel Nord Europa, dove si sarebbe poi affermata, mentre in Italia sarebbe rimasta un fenomeno marginale. Ma per le radio private la novità legislativa interessante era legata alla parola magica "circolarità" riportata nell'art.1, primo comma, della legge, un servizio pertanto riservato allo Stato. "Diffusione circolare" poteva significare letteralmente una copertura a 360°, oppure una diffusione di tipo nazionale, a copertura totale. Appellandosi a questa interpretazione le radio libere, che ovviamente non potevano, neanche volendo, diffondere su questa scala, si opponevano in sede legale alle frequenti operazioni di sequestro delle attrezzature, su denuncia della RAI o della Polizia Postale, uscendone regolarmente vincitrici.
Da notare che potevano appellarsi anche alla presunta incostituzionalità della legge 103, che era in contrasto con la legge 848 del 4 agosto 1955 (Ratifica ed esecuzione della salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), quella che recepiva i trattati internazionali (tra cui schiavitù, diritto d'asilo, ecc.) e li includeva come parte integrante nella costituzione italiana. Tra questi c'era il divieto del regime di monopolio in materia di radio e televisione. Essendo un trattato internazionale era stilata nella lingua diplomatica, il francese, l'articolo 10, che interessa alla libertà di radiotrasmissione è però facilmente comprensibile. Il risultato era che le radio proliferavano, la RAI si arrendeva progressivamente, e la Polizia Postale si limitava a reprimere quelle che interferivano con le trasmissioni della forza pubblica o con le torri di controllo degli aeroporti, e tutti erano in attesa di una nuova legge.
Dove prima trasmettevano tre radio, più Radio Vaticana e Radio Montecarlo, Radio San Marino e Radio Capodistria, ora trasmettevano più di 100 radio, e mentre le trasmissioni musicali sulle radio di stato arrivavano a due tre ore al giorno, le radio libere coprivano con la musica (trasmissioni o nastri pre-registrati) anche l'ottanta per cento della programmazione. Insomma una moltiplicazione delle trasmissioni di musica, una moltiplicazione dei generi di musica trasmessi, una moltiplicazione dei musicisti che trovavano uno sbocco su una qualche radio, e quindi un aumento della vendita di dischi, della copia di dischi, allora su cassetta, insomma la stessa situazione di ora, con le radio al posto di Napster o Winmx, le cassette al posto dei CD-ROM e dei masterizzatori.
L'unica differenza è che ora le vendite di dischi diminuiscono del 10% all'anno mentre allora aumentavano in percentuale anche maggiore, Teoricamente la musica da trasmettere doveva essere comunicata alla società autori ed editori, a cui doveva essere spedita la scaletta di ogni giorno di trasmissione, e alla quale dovevano essere versati i diritti per le trasmissioni.
Naturalmente nessuna radio libera si sognava di versare diritti, anche perché in generale erano autofinanziate e chi vi lavorava, non solo lavorava gratuitamente, ma contribuiva anche ai costi fissi della radio, che erano poi soltanto attrezzature (antenna e altro) e costo dei locali, se non si era ospitati da qualche organizzazione.
Nel 1976 la Corte Costituzionale tornò sull'argomento per rispondere a numerose eccezioni di incostituzionalità o richieste di parere di pretori di tutta Italia e dichiarò inammissibili, con la storica sentenza 202/1976 del 28 luglio 1976, le parti delle leggi in vigore che vietavano le trasmissioni in ambito locale, confermando la interpretazione estensiva della legge 103/1975 e dando il via definitivo alla radiofonia privata in Italia.
Era questo il cosiddetto "Far-West dell'etere", tollerato dai governi degli anni '80, con vantaggio finale di un solo gruppo industriale privato, che è emerso come vincitore unico da 14 anni di regolamentazione carente, e con il successivo consolidamento della situazione oligopolistica di fatto (esattamente quella che si proponeva di evitare la legge 103) con la legge 223 del 6 agosto 1990, la famosissima legge Mammì. Peraltro anch'essa inapplicata a tutt'oggi per la parte che riguarda la radio, a conferma del ruolo marginale che politica e industria attribuiscono a questo mezzo di informazione e intrattenimento (ma anche il piano frequenze analogico generale è rimasto sostanzialmente fermo).
Nella radiofonia privata degli anni 70 il problema era invece rappresentato dall'eccessivo affollamento nelle grandi città e dalla parallela assenza totale di un piano delle frequenze, essendo il quadro legislativo ancora quello dei tempi del monopolio.
A 30 anni di distanza, nessuno pensa più alle radio come radio libere, ma solo come radio commerciali. E purtroppo proprio le esigenze commerciali hanno livellato lo standard verso i gusti musicali più comuni, e hanno allontanato ogni velleità di sperimentazione.
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Dalla metà degli anni '60 stava montando nei giovani in tutta Europa una voglia di radio, intesa come sorgente di intrattenimento, musica e anche informazione non controllata dai vari governi. Nel...
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27/10/2011 04:16:12
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Capitolo 4 (Radio Caroline)

26 ottobre 2011 ore 14:41 segnala
Radio Caroline iniziò a trasmettere da una nave battente panamense ancorata al largo giovane irlandese Roman O’ Rahilly. Appassionato di rythm and blues, O’ Rahilly fu anche il manager dei Rolling Stones e del noto bluesman Alexis Corner.
Il nome dell’emittente è un omaggio alla figlia del Presidente degli Usa John F.Kennedy, assassinato l’anno prima a Dallas. Le trasmissioni di Radio Caroline vengono irradiate dalla nave che è in pieno mare fuori dal confine inglese, per aggirare l’ostacolo del monopolio vigente, il primo brano mandato in onda fu SATISFACTION dei Rolling Stones. Con Radio Caroline nacque il sogno di infrangere il sistema mediatico, e il mito della radio pirata. Il mare divenne la terra di nessuno, lo spazio di libertà assoluta attraverso cui aggirare, ingegnosamente, leggi e divieti.
Nata nella swinging’ London, nel paese in quegli anni più all’avanguardia (basti pensare ai Beatles, ai Rolling Stones e agli altri cantanti e gruppi) i un’atmosfera incandescente, ricca di fermenti e di voglia si sperimentare. Nel dar vita a Radio Caroline Roman O’ Rahilly si era ispirato all’esperienza di una stazione americana, Voice of America, e a quella di altre piccole radio del Nord Europa che trasmettevano ancorate dai mari del Nord, come Radio Veronica e Radio Nord.
Radio Caroline inondò di musica l’Inghilterra, il suo stile era all’americana con molta musica, jingle e voci coinvolgenti, dopo tre settimane gli ascoltatori dell’emittente erano già 7 milioni, nel giro di un anno diventarono più di dieci milioni. Radio Caroline aveva superato negli ascolti l’emittente di Stato, la Bbc, che non rimase a guardare e cercò di adattarsi al gusto e ai bisogni delle nuove generazioni: nacquero in quel periodo trasmissioni come SATURADY CLUB e READY STEADY GO, dai microfoni di Radio Caroline la voce dello speaker annunciava: “This is Radio Caroline 199, your all day music station”.
Nell’estate del 1967 il governo inglese varò una legge repressiva durissima, Radio Caroline, entrata nel mito, sopravvivere comunque a diversi naufragi e ai vari rigori imposti dalla legge, chiuderà nel 1990, dopo avere festeggiato il venticinquesimo compleanno, sconfitta dalla concorrenza delle radio private, ora libere di trasmettere.Nel 2009 uscì un film che racconta questa storia I LOVE RADIO ROCK Ho messo il trailer quaggiù,vi consiglio di vederelo...

Capitolo 3 (Storia di David Frost)

25 ottobre 2011 ore 12:12 segnala
Ieri sera su radio Dee Jay stavo ascoltando uno dei, miei programmi preferiti ovvero Dee Giallo, con lo Scrittore Lucarelli, è parlava dell'assurda storia del programma giornalistico a oggi più visto nella storia degli Stati Uniti, Ovvero "Frost Nixon Il Duello".
Siamo Negli Anni 70 Il Presidente in Carica è il Repubblicano Richard Nixon,nel 1972 Gli Stati Uniti vengono investiti da uno scandalo politico senza precedenti,Negli Uffici di Watergate quartier Generale del Parito Democratico, vengono trovate dalla sicurezza del palazzo alcune persone a montare delle cimici, lo shock maggiore non è il montare delle cimici in ambienti dove vi sono dei pregiudicati ecc. ma l'ambiente in questione è l'ufficio del candidato alla Casa Bianca Per il Partito Democratico Bob Kennedy, fratello del compianto JFK, è chi le stava mettendo quelle cimici? indovinate un pò?2 uomini vicino all'attuale presidente Richard Nixon, chè inizialmente nega ogni responsabilità dichiarandosi ignaro del fatto, ma poi escono alcune intercettazioni, nel quale Nixon sapeva è come, era al centro di un complotto per sabotare i suoi avverssari che erano in vantaggio nei suoi confronti,inizià col corrompere personaggi vicino ai Kennedy con mazzette, utilizzando i servizi segreti (La Cia ma anche L'Fbi) per i suoi interessi personali nelle intercettazioni si dichiara un Razzista,amante delle dittature, con queste intercettazione il Consiglio dei Senatori a Washington avviò una procedura per IMPCMENT (Ovverò l'autorizzazione a processare il Presidente)è così facendo,per la prima volta nella storia degli Stati Uniti Un Presidente Degli Stati Uniti fù Costretto a Dimettersi, ora il popolo Americano aspettava solamente l'inizio del processo a carico Di Richard Nixon, ma non fù così, il successore di Nixon, Gerarld Ford gli concesse il Perdono Presidenziale, rendendolo con Grande Disprezzo dell'Opinione Pubblica Immune Da Ogni Procedimento penale.
In Quel Periodo In Australia Un Presentatore Inglese di Talk Show (Una Sorta di Luciano Rispoli ma più giovane di 30 anni)che si chiama David Frost è che presentava un talk show non eccezionale ebbe l'idea convincendo con mille difficoltà il suo manager di intervistare Richard Nixon dopo la sua caduta, Frost Voleva con quella intervista dare a Nixon il Processo che non ha mai avuto, facendone così un programma tra i più visti. Così Fecero un offerta per un intervista di 650 mila dollari(che oggi è una bella cifra ma a metà degli anni 70 valeva il triplo)convinti che i network che avrebbero mandato in onda l'intervista avrebbero coperto tra pubblicità l'intera cifra del progetto, Nixon accettò perchè reputava Frost un Deficente del Jet Set Australiano che non sarebbe stato in grado di metterlo in difficoltà, anzi con quell'esclusiva, penssava Nixon avrebbe fatto domande cretine, che gli avrebbero potuto dare una nuova immagine creandogli una possibilità di rientrare in pista nella vita politica tutto questo per quella cifra pazzesca.
David Frost, non era un giornalista,non era un attento opinionista della politica, i suoi talk show parlavano di altro, è lui in vita sua di politica non si era mai occupato, amava la vita mondana, tant'è che per farsi aiutare Frost si fece affiancare da 2 biografi non autorizzati da Nixon.
Il Problema è che Si deve inizare a registrare è che i Network stanchi di parlare di Watergate non vogliono minimamente finanziare un progetto simile,è sopratutto un inglese che si occupa delle cose americane? strano, così Frost si trova Con Le Pezze Al Culo è per iniziare le regitrazioni Vende tutto quello che ha per anticipare una prima parte del compenso, con la speranza che al termine delle registrazioni i Network si ricredano è finanziando la restante somma.
Si Inizia Ma Frost non c'è La fà proprio, ogni Domanda ambigua è malizionsa viene rispedita al Mittente da parte di Nixon che più si và avanti con l'intervista più riesce a migliorare la sua immagine,l'obbiettivo di rendere quell'intervista il processo mediatico che non ha mai avuto Nixon è quasi definitivamente compromesso, è i guai sopratutto sul piano economico per David stanno per iniziare, anche su argomenti scomodi come il Vietnam Nixon ne è uscito alla grande, rimane un solo argomento, l'unico in grado di cambiare le cose, IL WATERGATE, Frost ormai all'astrico iniza ad ascoltare i nastri delle intercettazioni pe 3 giorni di fila, prepara l'ultima parte dell'intervista con ogni dovizia di particolare.
Così l'ultimo giorni dell'intervista diventa un ring dialettico vero è proprio, Frost non Incassa come nelle precedenti registrazioni, ma bensì controbatte su ogni affermazione, Nixon visibilmente in difficoltà inizia a sudare, ad alzare tono, a quasi irridere il suo avversario,mà fà un errore che gli costerà la fine della sua vita politica afferma " Quando è il presidente a fare delle cose illegali, vuo dire che non è illegale" questo significa ,mettersi al di sopra della legge, al di sopra del popolo chè lo ha eletto, capisce chè è finita,Frost capisce i aver inferto il colpo finale è in 20 minuti aver ribaltato la situazione. Nixon Chiede di fare una pausa,pensa chè non ha più scampo è che non si può più andare avanti negando l'evidenza,è che questo scheletro nell'armadio và tolto è dare al popolo americano quello di cui loro hanno bisogno sentirsi dire da lui, ovvero la sua ammissione di colpa.
Finisce proprio così, con un Nixon che ammette le proprie responsabilità,che ammette di aver tradito Se stesso per l'avidita che il potere procura,di aver tradito il Popolo Americano, di aver tradito la sua famiglia,così esce di scena dalla vita pubblica.
In Quanto a Frost Le Interviste Rifiutate inizialmente dai Network furono comprate a peso d'oro, David Frost divenne Un Mito Una Leggenda Una delle persone ancora oggi Mediaticamente Importanti, alla Cnn Come alla Fox Nessun Telegiornale che parla della vita politica và in onda senza una sua opinione,finisce sulla Copertina di Time, è nel 2009 il Regista Ron Howard (Ricky Kunnigham di Happy Days, non chè regista del Codice da Vinci) ne fa un film che vi consiglio di vedere è del quale quà sotto ne pubblico il video del trailer.
Quello che questa storia mi ha insegnato, è che non bisogna mollare mai, anche quando le condizioni per andare avanti sono avverse, mi auguro che in futuro ci sia qualche giornalista italiano sia in grado di fare quello che ha fatto Frost, Chissà con un presidente del consiglio...... (Massimo.......) bè un buon proseguimento di giornata a tutti



Capitolo 2 (Censura )

24 ottobre 2011 ore 11:29 segnala
Là Censura è una delle Imposizioni che sinceramente non sopporto è la censura,la paura che esprimere un giudizio di dissenso possa poi essere un danno collaterale nei confronti di chi critica,io sinceramente non la penso così, siamo in ITALIA? a quando pare c'è una costituzione chè dice chè ci è cosentito di esprimere come DIRITTO chè ci spetta di avere delle opinioni è di esprimerle in totale Libertà, giusto?Si Lo Sò cosa state pensando,Pensate che sia un cretino?lo sò ti stò vedendo mentre dici "SECONDO A TIA E CUSSI' FACILEOI COO'!!!!"lo sò quì al sud non è facile non lo è mai stato è forse non lo sarà mai,per i troppi interessi,perchè quaggiù è attaccato a qualcuno che devi appoggiare in tutto è per tutto nonostante sia la persona meno indicata dal quale può dipendere il nostro posto di lavoro ecc.,io questo lo sò,Vivo in Calabria Non In Lombardia è una realtà nauseante,ma alla fine di tutta questa storia bassare la testa per sopravvivere ne vale veramente la pena?Una delle cose di questa Web Radio è Chè non dipendiamo da nessuno,Noi non dobbiamo dipendere da nessuno ma da noi stessi,anche se l'INDIFFERENZA Regna Sovrana a Luzzi Nei Nostri Confronti è forse lo sarà per sempre,anche se abbiamo rinunciato a essere un emittente web radiofonica di comune come ci hanno proposto,bè credo che la libertà di pensiero,di espressione di parola in una realtà sgangherata come la nostra non ha prezzo.....perchè un VAFFANCULO qunno c'è vò c'è vò..... ;) Buona giornata a tutti.
P.S. Sè eventualmente può interessarvi ascoltarci,oggi ritorniamo on line dalle 14.00 su www.webradioluzzi.jimdo.com ecco i programmi di oggi:
Buongiorno A Tutti Ragazzi,ecco i programmi di oggi sù www.webradioluzzi.jimdo.com ON LINE dalle 14.00
14.00 ROUND MUSIC
16.00 RADIO TALK
(Programma Con Massimo Maneggio Alessia Pisilli & Ospiti per parlare commentare la settimana televisiva & Non Solo…)
17.30 NON APRITE QUELLA PERSIANA 1.3
(L’ultima Puntata dello Show che và in autostrada contromano con L’aura,Endrio,Carlo,Francesco,Emilio & La Partecipazione di Mitch di Bagnini)
18.30 RADIO WEB PUNTATA 18
(L’ultima puntata andata in Onda del Programma con le notizie più sceme da Web)
20.30 RADIO WEB PUNTATA 19
(Nuovissima puntata, Con News Sceme, è tante cazzate varie…)
21.30 NON APRITE QUELLA PERSIANA 1.4
(Nuova Puntata Dello Show ALLERGICO ALLA CENSURA, Scoop,Scandali,Risse Prese X Il Culo all’ordine del Giorno, Un Manipolo di Uomini&donne che và in autostrada contromano…. Con L’aura,Endrio,Carlo,Francesco,Emilio & La Partecipazione di Mitch di Bagnini)
23.00 LIFE IS LIVE 09/10 Miguel Bosè
(Il Meglio Dal Vivo Del Cantante Italo/Spagnolo…)
24.00 FINE DELLE TRASMISSIONI