Capitolo 13 (Ofra Haza stella d'oro del medio oriente)

06 novembre 2011 ore 14:32 segnala

Nata nel quartiere di Hatikva, a Tel Aviv, Ofra Haza cresce insieme a nove tra fratelli e sorelle. La madre è una cantante di musica tradizionale dello Yemen e Ofra sentendola cantare scopre fin da piccola l’amore per la musica. Dai 12 anni in poi Ofra Haza è parte integrante del gruppo teatrale di Hatikva. Le trame degli spettacoli sono spesso di ispirazione politica, quindi i copioni vengono modificati in base alle decisioni prese dal governo in quel momento. Ofra affronta con coraggio due anni di servizio militare che in Israele è obbligatorio anche per le donne. Inizia ad esibirsi cantando in giro per il suo paese e pubblica per il solo mercato israeliano diversi album di genere pop tra cui il best seller “Shirey Moledet” .
Nel 1983 partecipa all’Eurofestival classificandosi al secondo posto con la canzone Hai. Nel 1985 , dopo un successo ben consolidato in patria , pubblica il suo primo disco sul mercato internazionale , Yemenite Songs un tributo alla musica dello Yemen che le fa conquistare una ristretta notorietà. Con l’aiuto di alcuni produttori americani nel 1988 incide Shaday. L’album Shaday caratterizzato da ritmi dance occidentali miscelate in modo divino con le sonorietà provenienti dal Medio Oriente, fa ottenere ad Ofra Haza un enorme successo prima in Israele, poi Inghilterra ed in Europa, facendo dell’ album il maggior successo di genere ethnopop in lingua non inglese . Da menzionare è Im Nin’ Alu che raggiunge il n.1 nella Eurochart grazie a vendite altissime soprautto in Germania e che fa vendere all’album milioni di copie.
Nel 1989 pubblica Desert Wind altro riuscitissimo prodotto intriso di sonorietà pop, dance e suoni provenienti dal deserto. Alcune canzoni di Desert Wind sono scelte come colonna sonora dal film Orchidea Selvaggia di Zalman King con Mickey Rourke e Carrè Otis. L’album ottiene grande successo in Medio Oriente, in Europa e fa conoscere Ofra Haza anche in Italia dove parteciperà al Festival di Sanremo 1991 con la versione in inglese della canzone di Raf Oggi un Dio non ho, Today I’ll Pray. Così Ofra Haza diventa un artista di tendenza capace con la sua musica di far da tramite tra mondo occidentale e mondo orientale.

Diventa prima “regina d’Israele” poi la “Madonna di Israele” incidendo una sua versione della canzone di Madonna Open Your Heart che la fa conoscere anche negli Stati Uniti. Nel 1992 Ofra Haza pubblica Kirya disco dove abbandona i ritmi techno per dedicarsi a brani cantati in ebraico e arabo, non prima di aver partecipato, in qualità di guest-star, alla nuova versione del più grande successo dei Sisters of Mercy Temple of love. Questo fa sì che ancora una volta lei sia portavoce del suo paese nel mondo.
Nel 1998, la sua notorietà mondiale viene confermata dall’invito a partecipare alla colonna sonora dal film d’animazione della Dreamworks pictures, Il Principe d’Egitto, accanto a star della musica come Whitney Houston e Mariah Carey.
Nonostante così tanto successo la fortuna sembra voltarle le spalle: nel 1987, sopravvive miracolosamente ad un’incidente aereo: il Cessna su cui viaggia precipita nel deserto al confine tra Israele e Giordania ed Ofra viene trovata della autorità solo dopo qualche giorno. Nel febbraio del 2000, cade in coma e muore mentre il mondo dello spettacolo e il mondo si disperano per l’accaduto. Causa della morte: AIDS. La malattia le è stata trasmessa a sua insaputa dal marito, Doron Ashkenasi, tossicodipendente. Mentre la famiglia di Ofra Haza accusa Ashkenasi della morte della cantante e di non aver mai detto a sua moglie di essere sieropositivo, lui muore nell’aprile del 2001 per overdose di cocaina. Al funerale della cantante israeliana sono presenti migliaia di ammiratori e personalità politiche come l’allora Primo Ministro Barak e lo statista Shimon Peres. Ofra Haza nella sua breve carriera ha portato la musica e la cultura israeliana in Occidente ed così diventa quasi un’eroina nazionale.
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