TRAMONTO

13 giugno 2011 ore 18:39 segnala


Guardo il tramonto e mi perdo nei suoi colori.
Un giorno che finisce in mille sfumature.
Non e un semplice tramonto.
E un ’altro giorno che se ne va.
Altre emozioni finite perse.
Un’altra pagina della nostra vita che va via.
A volte queste pagine sono piene di parole.
Di respiri.
A volte vuote e fredde senza battiti.
Il tramonto che precede la notte
in attesa di un nuovo giorno.
Un'altra pagina da riempire.

IL RISPETTO

13 giugno 2011 ore 18:16 segnala


Cosa strana il RISPETTO
tutti lo reclamano a gran voce
dimentichi che per ottenerlo
occore prima DARLO!

Pensare troppo fa male.

13 giugno 2011 ore 17:44 segnala


Pensare troppo fa male.
Pregiudica la sana ignoranza che ci permette di non capire.
Perchè capire, sforzandosi di penetrare attraverso gli sguardi,
anteponendo al bisogno primario di sopravvivere, quello di essere,
potrebbe nuocere alla superficialità di lasciarsi andare. E godere.
Pensare troppo potrebbe determinare lo stallo di qualsiasi azione
volta a soddisfare, prendere, assoggettare.
Nulla che la mente sarebbe in grado di fare, pensando, distogliendo
il corpo dall'agire, rendendo informe e incolore la materia che
l'immaterialità del pensiero non potrebbe contaminare.
Pensare troppo fa male, a chi pensa che il pensiero da solo
non sia in grado di soddisfare, raggiungere, sfiorare.
Come se fosse possibile persuadere un uomo che è vivo,
a smettere di respirare.
Potrebbe durare secondi, potrebbe resistere fino a morirne,
privandosi volontariamente di un'esigenza vitale.
Ma l'ultima cosa che farebbe sarebbe senzz'altro pensare.
Di aver commesso un errore.

Che bruttezza dover dire: chiuso per ferie

13 giugno 2011 ore 10:34 segnala


Lo sappiamo e certamente non ci metteremo a piangere se quest’anno la maggior parte degli italiani non potrà andare in ferie.
La vita concreta di tutti i giorni, ci ricorda che le nostre abitudini, quelle dell’italiano medio, vengono cambiate dalla crisi. Ci vuole molta immaginazione nel prendere atto che le cose vanno bene, ma viva Iddio la crisi non è per tutti Storia, i politici sia di centro destra che centro sinistra vanno tranquillamente in ferie, mentre l’italiano medio va a passare le ferie dalla nonna.
Se qualcuno si dovesse sentire offeso per via di queste righe, niente da fare, perché chi scrive è la voce della mia coscienza. Roba mia personale.

Sussurro

13 giugno 2011 ore 00:12 segnala


Nel silenzio della notte
cercare risposte al rumore dell’anima.
Già sapendo che la debole luce
è fatta solo della stessa gelida insicurezza
che alimenta da giorni,
con mormorio di presagio,
la tua antica stanchezza.

Una luce che mi venga incontro

12 giugno 2011 ore 22:54 segnala


Le mie parole come fiammiferi: illuminano la mia notte.
E nella mia notte ci sono stati angoli deserti:
ora sono nell'angolo aspettando che una luce mi venga incontro.
In questi angoli a volte ho incrociato alcune luci,
poche esploratrici dei propri deserti
che sanno quanto nel deserto è freddo,
e l'acqua non vede mai la terra.
Alcune m'hanno insegnato a ballare sul confine della notte,
altre a saper aspettare;
eppure solo con Lei sono sempre stato noto per attraversare le linee.
In quest'angolo ora penso che nessuno ha mai portato il mio carico,
e che, dopo tanti fiammiferi accesi e spenti,
mi immagino d'invecchiare.
Eppure sono ancora giovane per sentire questo vecchio.
Così, nell'attesa, sento quanto il patire sia solo mio
e quanto nessuno sa / Nessuno vede / Nessuno tranne me.

FRAGILITA'

12 giugno 2011 ore 22:46 segnala


fragilità
noi siamo fragili
molto fragili
crediamo di essere eterni
ma siamo più
fragili dei giorni
dei cristalli
basta un niente
un soffio un lampo e sparisci
basta poco per
mettere a nudo
la nostra fragilità
basta spostare un po' il tempo
o il vento e non c'è ritorno.

CREDERE

12 giugno 2011 ore 20:20 segnala


Credere è difficile,
quando crollano i cieli
e dell’antica fede
restano solo frammenti.
Credere è sofferenza,
quando ti trovi solo,
con un pugno di fantasmi
nell’anima.
Credere è sete di salvezza,
quando il veleno serpeggia
in ogni tuo pensiero.
E credere
e certezza d’approdo,
anche se la tempesta infuria.

LA SOLITUDINE...

12 giugno 2011 ore 19:55 segnala


Sprofondato nell'abisso del silenzio,
smarrito nel buio cieco della notte che ragge l'anima.
Mi soffermo ad ascoltare un cane che abbaia...
mi avvinghio nell'invidia,
nell'udire di lontano e verso l'infinito...
un altro che risponde al suo richiamo.