Fiaba metropolitana: GLI OCCHIALI MAGICI.

10 ottobre 2021 ore 13:00 segnala


Dopo i quarant'anni, prima o poi, arriva per tutti il momento in cui ci si accorge di non avere le braccia abbastanza lunghe per continuare a leggere.
A me capitò una sera quando, archiviata la pratica sesso con mia moglie, per la quale non aveva mai dimostrato entusiasmo, presi il romanzo dal comodino e provai a leggerlo.
Dovetti rinunciare e mi ripromisi di andare dall'ottico il giorno successivo. All'uscita dall'ufficio, mentre ero in coda con l'auto, me ne ricordai.
Appena vidi l'insegna del negozio che mi interessava, lasciai la macchina in seconda fila ed entrai.
Rimasi sorpreso dall'arredo, antico, polveroso, più adatto a un antiquario che a un ottico, ma la splendida e professionale commessa che mi venne incontro dissipò le mie perplessità.
Dopo una visita e la noiosa scelta della montatura, inforcai gli occhiali e, per pura cortesia verso la commessa che me lo chiedeva, guardai la mia immagine nello specchio.
"Le stanno benissimo", disse sorridendo. "Tanto staresti male anche se scegliessi quelli da 500 euro".
Mi girai di scatto verso la ragazza, che mi sorrideva ancora indifferente. Ero certo che fosse stata la sua voce a pronunciare quelle parole.
"E adesso che guardi, stronzo?" Era ancora la sua voce, ma non aveva mosso le labbra. Lasciai i soldi sul banco, farfugliai un saluto e uscii nel traffico.
Era giovedì, il giorno in cui vedevo Maria.
Telefonai a mia moglie, e con la solita scusa di un lavoro fuori sede, mi liberai il pomeriggio.
Mentre salivo le scale dell'appartamento di cui pagavo l'affitto, mi ricordai degli occhiali.
Li avevo ancora in mano mentre bussavo.
"Ciao tesoro!". Mi saltò al collo baciandomi. Mangiammo un paio di pizze che avevo ordinato dalla macchina e, dopo il caffè, ci avviammo verso la camera da letto, e ci spogliammo.
Mi si mise sopra e, mentre si impalava sul mio sesso, mi disse: "Vedo che siamo in forma, voglio saziarmi di te oggi..."
E le sue mani mi inchiodarono le spalle al letto. Per puro divertimento, inforcai gli occhiali, facendo smorfie infantili e, imitando un ridicolo professore, le dissi: "Vediamo se la studentessa Maria si è preparata..."
Mentre sussultava su di me, le sentii dire, come se fosse ventriloqua: "Alle 16,00 devo portare Martina in piscina, se non mi sbrigo non riesco neanche a fare la spesa per stasera.
Devo passare dal salumiere; dal meccanico per far vedere cos'è quel rumore che fa la Clio, e va a finire che anche stasera si cena con la pizza. Non bastasse quella che ha portato questo..."
Mi strappai via gli occhiali dal naso, e mi concentrai su quello che stavo facendo, nel tentativo di godere prima possibile.
Non vedevo l'ora di rimanere da solo per fare il punto della situazione.
Era ormai evidente che indossando quegli occhiali sentissi i pensieri della persone che avevo vicino.
E, finora, la cosa era risultata tutt'altro che gradevole. Maria andava su e giù sul mio sesso sempre più veloce.
Forse la mia era suggestione, ma ora la vedevo come se si stesse sbrigando e, in un paio di occasioni, mi sembrò che volgesse la testa in direzione dell'orologio. L'orgasmo arrivò, liberatorio. Anche il suo. Forse.
Niente mi sembrava più come era stato fino al giorno precedente. Inventai un appuntamento di cui mi ero dimenticato e scappai via, codardo.
Il giorno successivo, il traffico era più rado.
Quando passai davanti al negozio dove avevo comprato gli occhiali non rallentai, ma potrei giurare di aver visto che la saracinesca fosse abbassata e che l'idea fosse di abbandono.
Mi ripromisi di passare a verificare.
Ormai questa storia stava incominciando a prendere troppe delle mie energie, e non riuscivo neppure a lavorare.
La giornata fu piena di imprevisti, e rincasai tardissimo.
Trovai mia moglie già a letto. Le baciai una spalla, infilai una mano nel pigiama verso il suo seno ma, come intimamente speravo, mi disse: "Tesoro, scusami: è stata una giornataccia."
Le sorrisi, la baciai sulla fronte: "Non fa niente, dormi, tesoro." Presi il libro, e inforcai gli occhiali, giusto in tempo per sentire: "Dopo che il giardiniere mi ha riempito tutti i buchi col suo attrezzo enorme, dopo che mi brucia la gnocca e il didietro, ci manca solo lui..."

http://www.otticavista2000.it/
d33ef7b0-2c04-4f47-92b0-133b99fae2c0
« immagine » Dopo i quarant'anni, prima o poi, arriva per tutti il momento in cui ci si accorge di non avere le braccia abbastanza lunghe per continuare a leggere. A me capitò una sera quando, archiviata la pratica sesso con mia moglie, per la quale non aveva mai dimostrato entusiasmo, presi il ro...
Post
10/10/2021 13:00:31
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. RoxyAlica 10 ottobre 2021 ore 17:08
    e stica... eheh altro che fiaba.. :hehe mi aspettavo il risveglio da un terribile incubo, come finale... 'nvece..

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.