ma che fa la gente?

26 settembre 2009 ore 14:30 segnala
ciao a tutti.... ogni tanto ci si rivede.non so se sia giusto dire che sono arrabbiato, forse la fase dell'incazzatura è sublimata in una rabbiosa rassegnazione e indignazione.
Tutti i giorni radio tv e giornali martellano sulla crisi, sulla difficoltà delle famiglie di sbarcare il lunario, ma tutti, puntualmente, dimenticano di sottolineare un aspetto della cosa per me ormai fondamentale: in questi anni di campagne politiche continue, prima durante e dopo il periodo elettorale, dopo aver voluto il bipolarismo, dopo aver demonizzato una destra e umiliato e demolito una sinistra, dopo aver distrutto tutti gli equilibri di uno stato, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio di dire che anche se non lo sa la gente del nostro paese ha più cose in comune oggi di quante ne avesse fino a due anni fa.... siamo stati cresciuti nella ideologia di divisione tra destra e sinistra, tra operaio e datore di lavoro, oggi entrambi hanno gli stesso problema: sopravvivere. Allora come rare volte si è visto, le due categorie si avvicinano litigano si aiutano nel caos del momento o della situazione particolare, ma interagiscono senza creare più disagi del necessario o più problemi di quanti già ce ne siano. E non mi riferisco a ciò che si vede in televisione dove magari lo schieramento che la controlla spinge per pubblicare servizi a lui utili, ma mi riferisco alla vita reale alla micoeconomia del territorio, alle piccole e piccolissime aziende che costituiscono la spina dorsale dell'Italia, quelle in cui alla sera dopo il lavoro datore di lavoro e collaboratore andavano a cena assieme, quante ce ne sono?
Queste sono le aziende che per mantenere il loro status si indebitano, si prodigano per mantenere il rispetto dell'uomo che con loro e per loro lotta. E questo è un diritto che nessuno può loro alienare.... tantomeno altri cittadini loro pari. 
In un momento già duro di mercato sia interno che internazionale, ci sono delle piccole attività che avrebbero la possibilità di fiorire o di radicarsi ora per fiorire al termine della crisi, ma si scontrano non tanto con la burocrazia, che invero ultimamente è migliorata, ma con chi la gestisce. Gente che nella protezione del loro posto di lavoro, dopo anni di abitudine al far il necessario se non il minimo, non ha ancora compre so che soprattutto ora deve attivarsi, deve sacrificarsi come tutti... deve lavorare senza parsimonia di fatiche... come tutti... perchè sono gli unici che ancora non hanno capito che se non mettono le centinaia di migliaia di piccole aziende in condizioni di poter espletare quel poco di lavoro che c'è, per poter poi pagare anche le tasse, beh cari burocrati lo stipendio chi ve lo paga?..... pensateci. 
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ciao a tutti.... ogni tanto ci si rivede.non so se sia giusto dire che sono arrabbiato, forse la fase dell'incazzatura è sublimata in una rabbiosa rassegnazione e indignazione.Tutti i giorni radio tv e giornali martellano sulla crisi, sulla difficoltà delle famiglie di sbarcare il lunario, ma...
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26/09/2009 14:30:59
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