Non sono antitaliano

03 giugno 2009 ore 00:50 segnala
A chi mi accusa di non amare l'Italia dico che quelle poche righe le ho scritte con il cuore dedicandole al Brasile ma in realtà andrebbero dedicate al popolo Brasiliano. Sono stati loro che con la loro semplicità, la loro bellezza d'animo, la loro generosità, mi hanno permesso di capire quanto stupidi siamo noi occidentali. Ci stiamo facendo travolgere da questa globalizzazione consumistica che depreda il pianeta delle sue risorse naturali e costringe i popoli indifesi a fuggire dalla miseria, dalle malattie e dalle guerre. Questo modo di vivere c'impoverisce nell'anima. Non siamo nemmeno più capaci di accogliere quelle persone che fuggono dai loro paesi devastati dalle carestie provocate dall'insensato sfruttamento agricolo dovuto al nostro stile di vita che li costringe a coltivare nonocolture. Ci stiamo perfino dimenticando che fino a 20 anni fa anche noi Italiani ce ne andavamo dall'Italia in cerca di lavoro. 
Forse le mie parole si prestano ad essere fraintese ma io sono fiero e contento di essere un Italiano, solamente non mi riconosco più in questa Italia. 

Tutti noi nasciamo in un determinato luogo per caso.... Non per diritto divino!

Bisogna amare l'intera umanità non solo il nostro vicino di casa... (e spesso non riusciamo ad amare nemmeno quello). 



Caro Brasile

13 aprile 2009 ore 01:51 segnala
Caro Brasile
In questa notte insonne e ricca di pensieri che si affollano nella mia mente, non so a chi scrivere.
Ho pensato di scriverli a te come se scrivessi ad un amico e non ad una semplice, anche se immensa, porzione geografica del nostro pianeta.
Caro Brasile, da quando sono ripartito non ho mai smesso di pensare che un giorno sarei ritornato. 
Sai, mi succede una cosa strana: non mi sento più un italiano che viene in vacanza da te, mi sento un brasiliano che va a lavorare in Italia.
Caro Brasile, se penso che potrei vivere il resto della mia vita con te e soprattutto senza lavorare, mi sento bene.
Caro Brasile, il pensiero di morire fra le tue braccia mi rende libero, è come se la mia morte servisse a qualcosa, come se anche la morte diventasse vita. Questo pensiero mi piace!