La mia vita 1...

01 giugno 2009 ore 17:43 segnala
-“Dimmi quello che vorrei sentirmi dire ora” dice lei avvicinando le sue labbra pericolosamente alle mie. Sono confuso e ci penso un po’ su. ancora una volta soffocato dalle domande.

-“Ci vorrebbe una bella canzone per rendere questo momento magico. E comincio  canticchiare.. Ewa è vita, vita mia, Ewa balla sul fuoco…” so che è quella giusta e so che questo aprirà il suo cuore. Il suo sguardo da fiume tranquillo di montagna si fa ruscello e poi torrente di primavera e sento le sue labbra calde avvolgere le mie e la sua pelle fremere. Fuori la primavera è ormai lontana e divampa in ogni mia singola cellula il caldo torrido d’Africa nera fino a che la mia stessa pelle sembra starmi troppo stretta. Vorrei urlare, vorrei spegnere tutti quei fuochi attorno a me ma la mia mente prigioniera di se stessa vaga per lunghi cunicoli incandescenti scottandosi e urlando parole insensate contro il cielo. La stringo ed il mio corpo nel godere di tanta bellezza quasi precipita in un abisso senza ritorno, nei miei istinti irrazionali e pieni di poesia. Sento di dover fare qualcosa per liberami se no finirò per soccombere. La scosto guardando i suoi occhi dischiudersi. Non sono bello, lo so. Sento di dover lasciare andare la parte di me che urla dal baratro della mia bassezza liberandomi ancora una volta dal gelo della fredda razionalità. Comincio allora a correre alla disperata seguendo il ruscello nella notte, su e giù finche non sento il cuore scoppiare e torno da lei che mi guarda esterrefatta se pur senza dire una parola.

-“Hai mai vissuto veramente?” le chiedo. Lei non capisce la domanda ma non posso ripeterla. Non c’è più molto tempo. Mi chino verso le sue gambe e lei mi lascia fare. Le tolgo prima una scarpa poi l’altra. Poi le tolgo e calze e butto tutto in un angolo dove ammucchio anche le mie. Lei non dice nulla. Storce il naso perché per terra è freddo, molto freddo.

-“Se vuoi vivere veramente questa notte, godiamoci la terra. La nostra terra.”

-“Tu sei pazzo.” Sussurra ridendo. Io non rispondo.

A piedi nudi sull’erba umida passeggiamo senza meta nel buio della notte. Mano nella mano. Pestiamo sassi, vermi, affondiamo nel fango fino alle caviglie ma quella sensazione mi richiama ad un passato che sembra ormai lontano. Affondo nella terra da cui provengo e a cui un giorno tornerò e sento la vita pulsare sulla mia pelle. Ora so che sono vivo. Arrivati sotto un albero lei mi bacia e mi scaraventa per terra. Ci stringiamo forte. In un attimo stiamo facendo l’amore nel nulla ed il freddo è una lama tagliente che punge violentemente la pelle nuda. Non ha importanza. Nulla ha importanza perché siamo vivi. L’uomo del mattino è talmente lontano da me che non sembra neppure un mio parente. Perso nell’abbraccio estremo del sesso la mia mente si offusca e la gloria, la vita ed il successo sono scoppiati come fuochi d’artificio nell’aria. Ora sono me stesso. Ci sarà tempo per tornare a ragionare, ora mi godo il mio cuore. Fino in fondo. Il suo profumo mi conduce presto su un soffice tappeto di nuvole scure e lontane che addensandosi scatenano l’uragano ondeggiando nel nulla infinito. Sono felice e non c’è nulla di più meraviglioso.

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-“Dimmi quello che vorrei sentirmi dire ora” dice lei avvicinando le sue labbra pericolosamente alle mie. Sono confuso e ci penso un po’ su. ancora una volta soffocato dalle domande. -“Ci vorrebbe una bella canzone per rendere questo momento magico. E comincio  canticchiare.. Ewa è vita, vita...
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