Un angolo di felicità

28 novembre 2008 ore 00:12 segnala

I due amanti si incontrarono consci del fatto che sarebbe stata l'ultima volta. La camera di quello squallido hotel ormai rappresentava un angolo di felcità, una parentesi ad una vita che non meritava d'essere vissuta. Sapevano già da tempo che prima o poi avrebbero dovuto mettere un punto a tutto ciò. Erano passati due anni dal loro primo incontro e da allora si amavano con la stessa passione di due adolescenti alle prese con le prime esperienze amorose. L'aria del mattino preannunciava neve. L'ultima neve che avrebbero visto . Seduti sul letto si guardarono, non ci furono parole. Si amarono. Le gocce di sudore scorrrevano sui loro corpi arsi di passione, la bocca dell'uno cercava quella dell'altra e da essa traeva nuova linfa, un nuovo desiderio che si placò solo al culmine del piacere... I loro corpi vennero trovati giorni dopo, abbracciati teneramente.

L'idiota che ha paura d'amare

27 novembre 2008 ore 00:26 segnala

L'ho guardata negli occhi ed ho letto qualcosa di diverso dall'amicizia....segnali chiari, inequivocabili mi stavano giungendo da tempo, ma forse ho sempre preferito ignorarli. Ora non posso far finta di nulla, tra di noi cresce il disagio di ciò che non riusciamo a dirci. La vita mi ha portato in un angolo dal quale a fatica sono riuscito ad uscirne e adesso che ho trovato un equilibrio più o meno stabile non sono più disposto a ritornarci. Voglio vivere forti emozioni ma non sono più disposto a rischiare. Quanto sono idiota!Il passato mi sta condizionando e di questo non ne sono fiero. Se potessi sbatterei questa mia testa dura al muro e mi obbligherei a lasciarmi andare senza più freni. In un bellissimo post di Diamante ho scritto che la passione per una donna mi porta al desiderio di divorarla e di diventare un tuttuno con lei. Così è sempre stato in passato con le mie storie importanti e mi piacerebbe fosse così anche ora ma non credo di esserne ancora capace. Il perchè stia scrivendo questo post non mi è ben chiaro e non so esattamente dove mi stia portando, so solo che se l'avessi ora qui con me probabilmente l'amerei senza pensare al domani. Ma è proprio il domani che temo. Domani sarò razionale, domani sarò l'uomo che non accetta più sconfitte in amore. Domani ritornerò ad essere l'idiota che ha paura d'amare.  

Bloccato a letto

25 novembre 2008 ore 21:14 segnala

Da oggi la mia schiena è ufficialmente andata in sciopero costringendomi ad un riposo forzato. Ho trascurato il mio corpo ultimamente lavorando anche quando mi dava dei segnali ben chiari che forse avrei dovuto prendermi un po' di vacanza. Un riposo forzato che a parte il dolore che non auguro a nessuno( o forse si) mi dà modo di leggere, cosa che adoro fare, e di pensare....negli spazi tra un sms e l'altro, tra una telefonata di lavoro ( ovvio che non mi lascino in pace) e l'altra e tra qualche messaggio arrivato al mio account di facebook. Ebbene si sono anch'io tra quelli che non ha resistito ad iscriversi a facebook: un po' per moda, un po' perchè richiestomi, un po' perchè amo esplorare nuovi modi di comunicazione. Ho persino trovato un ex compagno di liceo che ormai non vedevo da 20 anni...incredibile. Facebook mi permette di comunicare velocemente con persone a me già ben note, chatta mi permette di scrivere di me stesso e di lasciare in questo mondo virtuale parole, pensieri in libertà che non so esattamente chi finirà per leggerle. Questo è ciò che mi affascina di questo blog.  

Io in terza persona

18 novembre 2008 ore 01:26 segnala

Trovo sempre persone che mi ringraziano per l'energia che riesco a creare e che infondo attorno a me. Sono felice di tutto questo anche se alla fine mi ritrovo svuotato e avrei bisogno di qualcuno che mi ricaricasse. Amo dare agli altri tutto ciò che posso, un sorriso come prima cosa. A volte ho degli spazi di assenza che gli altri possono leggere, ma a questo non c'è rimedio. Sono umano e alcune debolezze affiorano senza volerlo. Non sopporto le persone che si piangono addosso e non lo accetto soprattutto da me. Tutti i mie problemi li ho sempre metabolizzati da solo, non ho paura ad affrontare uno specchio e di vedere rifessa una figura che a stento riconosco. Lo so è doloroso ma non so che farci. Lo scrivere è terapeutico, lascio su un foglio di carta ciò che mi fa star male e ne prendo le distanze. Io in terza persona.... Anche in questo momento sto scrivendo per poter ricaricare quelle batterie che oggi hanno lavorato troppo . Un disperato sms che mi chiedeva aiuto non ha avuto risposta stasera. Stasera proprio non ce l'avrei fatta ad ascoltare. Non mi fa star bene questo mio comportamento, una mail è già partita demandando a domani ciò che stasera, vigliaccamente, non riuscivo ad affrontare. Spero che la tisana che sto sorseggiando abbia effetto al più presto....

No words

13 novembre 2008 ore 00:37 segnala

Sometimes happen. No words on my mounth, no though to explain. Look into my eyes and try to understand who I am . I don' t want to be understood tonight.  I don't care! Is it so difficult to find anyone on your same wavelength?

Ho sempre amato le giornate di pioggia

05 novembre 2008 ore 01:20 segnala

Ho sempre amato le giornate di pioggia, soprattutto quelle giornate dove puoi permetterti di stare a casa con una tazza di earl grey fumante.  A volte prendo un libro, a volte non faccio nulla e mi lascio cullare dalla colonna sonora che le gocce d'acqua riescono a creare. Una musica che non ha partitura scritta ma nasce dal caso. Da bambino amavo stare seduto davanti alla finestra a fissare il paesaggio innanzi. Ai tempi abitavo nei pressi di un lungo viale alberato ed era meraviglioso vedere le fronde degli alberi scosse dalla pioggia. Ogni tanto scorgevo passanti che colti di sorpresa affrettavano il passo sperando di raggiungere casa quanto prima. Io mi sentivo fortunato, ero in casa al caldo e mia madre vegliava su di me attenta alle mie più piccole esigenze. Da ragazzo la pioggia rappresentava una sfida: mi piaceva correre e l'appuntamento coi miei 10 Km non poteva mancare in nessun caso. Imbacuccato come pochi iniziavo prima con passo lento, poi più veloce. Niente si poteva frapporre tra me e il cronometro. Il kee-way dopo poco non riusciva del tutto nella sua funzione da impermeabile,  i vestiti si inzuppavano e diventavano sempre più pesanti: mi piaceva quella sensazione. I ricordi mi portano ad una vacanza in toscana: un acquazzone mi sorprese in una boscaglia, io e la mia compagna senza troppa fretta ci dirigemmo verso la casa delle fate ( così si chiamava la casetta che avevamo affittato in un agriturismo), i vestiti bagnati in un angolo, noi nudi sotto le coperte ...e la pioggia a farci compagnia oltre la finestra.   

Stefano ha chiuso un portone..

29 ottobre 2008 ore 00:00 segnala

Stefano ha chiuso un portone oggi, ha avuto il coraggio di non illudere chi non merita di esserlo. Non è pronto ad affontare altre storie, è già troppo piena la sua vita così che sarebbe impossibile far un po' di spazio in essa. Stefano fugge dal dolore.......questa è la verità!

Il mio essere crepuscolare

23 ottobre 2008 ore 01:54 segnala

Il mio essere crepuscolare mi fa a volte sembrare triste. Ma io non sono così. Amo la vita e sorrido alla vita anche nei momenti no. Le mie riflessioni in questo blog scaturiscono da un mio bisogno di analizzare me stesso (in primo luogo) e ciò che mi circonda. Chiuso questo blog sono una persona assolutamente serena che non affonda nei problemi e tantomeno si fa soffocare da essi. Regalo energia e ricevo energia dalle centinaia di persone che ogni giorno ho modo di incontrare. Le mie scelte musicali, le mie scelte letterarie sono frutto dell'amore della conoscenza e dal fatto che l'arte, che io amo in particolare, nasce principalmente da uno stato di sofferenza. Nazim Hikmet: poeta turco condannato a 28 anni di carcere per incitamento alla ribellione, dopo numerose vicissitudini morirà da esule a Mosca. Eva Cassidy: morta di cancro dopo anni di sofferenza. Ora chiudo questo post e me ne vado a letto felice che domani inizi un altro giorno. Un altro giorno speciale!

Nazim Hikmet - Eva Cassidy

22 ottobre 2008 ore 00:48 segnala

Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali d'ippocastani.
   

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Leggere Leggere questi versi apre ferite ormai cicatrizzate, ascoltare questa canzone mi fa pensare ad una sera dove avrei dovuto dirti di no, so che avrei fatto meglio a tenere ciò che io amo gelosamente e a non condividere le mie passioni con chi forse non le ha mai capite.  

Respirami

19 ottobre 2008 ore 00:42 segnala

Respira gli istanti della vita

i colori che i tuoi occhi riescono a scorgere

le note che puoi sentire

i volti che incontri

i sorrisi che ti accolgono

perchè nella vita io sono

respirami