Valeriana

24 settembre 2008 ore 01:06 segnala

E' tardissimo, mi sono collegato nella speranza che lo scrivere qualche riga mi faccia venire il sonno che da alcuni notti mi ha abbandonato. La valeriana è ormai fissa sul mio comodino ma non ha effetto. Perchè non prendo tutto e me ne fuggo da qualche parte dimenticando tutto ciò che mi toglie serenità? Domanda retorica... non posso e basta ! Sono troppo legato alla mia famiglia, non accetterei di non vedere i miei nipoti o i mie cari invecchiare. Credo che un valore fermo nella vita sia la famiglia, c'è sempre ed è un grande sostegno per andare avanti anche nei momenti nei quali preferiresti sparire.

Passo al lexotan!!!

Tori Amos

21 settembre 2008 ore 21:56 segnala

Quando una cover trasporta l'originale in un'altra dimensione.

Uno sbagliato di troppo

21 settembre 2008 ore 00:44 segnala
Ho bevuto troppo!Il mio cervello ha innescato elucubrazioni che preferirei evitare. Non si può lasciare una festa e sentirsi profondamente soli........vabbè mi fiondo a letto sperando che domani sia davvero un altro giorno!

Quell'ultimo passo di danza

18 settembre 2008 ore 23:58 segnala

Una vita passata alla sbarra alla ricerca della perfezione. La danza non concede pause. Passano gli anni e ti ritrovi solo davanti allo specchio alla ricerca di quel movimento che trascenda il corpo e vada dritto all’anima. La danza è comunicazione, una comunicazione fatta di gesti e pause. Un’altalena di emozioni che ti spinge ad affrontare il palcoscenico: il solo luogo dove non puoi fingere. Ad ogni rappresentaziuone togli la maschera e metti il tuo vissuto nella mani di spettatori sconosciuti. In quell’ultimo passo di danza, quando le luci si abbassano , scatta la magia...la magia dell’appaluso. In quel momento sai che tutti i sacrifici fatti sono nulla a confronto di quell’attimo. A volte sei stanco, i piedi sanguinanti, ogni parte del tuo corpo è dolorante, eppure appena entri in quella sala lei è lì che ti aspetta. Ti appoggi a lei e cominci: pliè, tendu, battement,ronds.... 

Rimpianti..calling you Giulia

13 settembre 2008 ore 23:29 segnala

Quando la vedevo i suoi occhi si illuminavano ma io ero troppo timido per confessarLe il mio amore. Poi un giorno si sposò ed io ero lì con Lei, suo migliore amico di sempre. Le stavo  accanto in silenzio, vivendo per quei sempre più fugaci attimi in cui eravamo soli. Ho gioito per la sua maternità, ho amato suo figlio come fosse il mio...  sempre in disparte. Un giorno mi invitò a bere un caffè in quel bar dove 18 anni prima ci eravamo conosciuti tramite amici comuni. E me lo disse:" la mia vita sta terminando". Non riuscivo a capacitarmi. Stava morendo ed io ero assolutamente impotente. Non potevo per la prima volta esserle d'aiuto. Avevo soffocato la mia vita nella sua ed ora era troppo tardi per raccontarle la verità. Mio Dio quanto l'amavo....Dopo qualche giorno me la ritrovai seduta davanti alla porta di casa.  Bella come sempre. " Fammi entrare ti prego" mi disse. Con gli occhi pieni di lacrime mi rivelò che ciò che le rimaneva da vivere non poteva essere nella menzogna. "Stefano Ti amo, sin dalla prima volta che ti ho visto in quel bar ti ho amato, ma so che per te non è così, so che mi consideri solo un'amica, ma io non posso andarmene senza confessarti ciò che provo per te". Facemmo l'amore. Non avevo mai amato con così tanta passione e ci addormentammo abbracciati.... Giulia è sempre con me e non mi abbandonerà mai.

Non è serata

13 settembre 2008 ore 21:50 segnala

Sono stanco morto. Anche oggi un'altra intera giornata al lavoro. Niente spazio per la mia vita privata anche questo sabato sera. A volte mi domando chi me lo fa fare..a volte mi domando se anche per gli altri è così..non mi sono dato mai una risposta.

New York , mia seconda patria

12 settembre 2008 ore 00:31 segnala

New York, mia seconda patria. Ho avuto la fortuna di poter studiare a New York per un breve periodo della mia formazione. Sono partito da solo, non sapevo cosa mi sarebbe accaduto, incosciente com'ero e purtroppo come non sono più. Ho vissuto New York, l'ho morsa poco alla volta e l'ho potuta assaporare fino in fondo. Non c'era notte, non c'era giorno. Le mie giornate duravano 20 ore e non ero mai stanco. Chi l'ha vista mi può capire. La città non si ferma mai...e Tu con essa. Non sto a raccontare tutte le esperienze che ho vissuto, non mi interessa raccontarle stanotte. Il mio vuole essere un ricordo da lasciare in una commemorazione passata da poco. Sono tornato da New York con una consapevolezza che mi porto tuttora dentro. Ringrazio la città, le persone che ho conosciuto e chi là ho amato...

 

Ready for love...un uomo che fugge l'amore

09 settembre 2008 ore 22:59 segnala

I am ready for love
Why are you hiding from me
I'd quickly give my freedom
To be held in your captivity

I am ready for love
All of the joy and the pain
And all the time that it takes
Just to stay in your good grace
Lately I've been thinking
Maybe you're not ready for me
Maybe you think I need
to learn maturity
They say watch what you ask for
Cause you might receive
But if you ask me tomorrow
I'll say the same thing

I am ready for love
Would you please lend me your ear?
I promise I won't complain
I just need you to
acknowledge I am here

If you give me half a chance
I'll prove this to you
I will be patience, kind,
faithful and true
To a man who loves music
A man who loves art
Respect's the spirit world
And thinks with his heart

I am ready for love
If you'll take me in your hands
I will learn what you teach
And do the best that I can

I am ready for love
Here with a offering of
My voice
My Eyes
My soul
My mind

Tell me what is enough
To prove I am ready for love

I am ready

 

Se una donna mi parlasse in questo modo credo che cadrei ai suoi piedi. Sono romantico e sono felice d'esserlo. In questa canzone mi riconosco : io uomo che ama l'arte ( è anche il mio lavoro), la musica, rispetta lo spirito della terra e quando si toglie la corazza pensa col cuore . Io uomo che fugge l'amore.....

Un giorno perfetto

08 settembre 2008 ore 01:51 segnala

Mi chiedo cosa spinga un uomo a smettere d'essere uomo. Sono un uomo che si vergogna d'esserlo a volte. La violenza perpetrata alle donne non ha scuse o ragioni. Il film di Ozpetek non vuole darle, ci mostra dietro un apparente normalità l'inferno. In un flash back racconta la giornata di una famiglia. Una giornata perfetta. L'ultima.

Abbasso i finestrini e lascio che il vento fresco di inzio settembre mi avvolga. Musica chill out accompagna questo mio rientro a casa. Immagini del film si intersecano con visi a me ben noti. Sono sorpreso e felice di sapermi emozionare ancora. Il mio cuore non si è allora indurito come pensavo..... 

Vorrei imitare questo paese...

06 settembre 2008 ore 21:29 segnala

Vorrei imitare

questo paese

adagiato

nel suo camice

di neve 

(Dormire , Giuseppe Ungaretti)

Quando l'estate sta per finire sovente mi ritorna in mente questa poesia di Ungaretti. Trovo affascinante la neve e nelle serate in cui non vuole dar tregua,  quando il paese si svuota e i rumori cessano, inizia l'incanto.... la neve avvolge ogni cosa ridisegnando le forme. Contorni sempre più sfumati che rendono irriconoscibile ciò che ormai do per scontato. Perdersi in mezzo a tutto ciò è una delle cose più belle da farsi. Solo, cammino per strade deserte in un'atmosfera surreale. Io l'unico uomo sulla faccia della terra. L'inseparabile Ipod  con la colonna sonora della  mia vita e non dover per forza avere una meta da raggiungere. L'importante è camminare, lasciarsi pizzicare dagli ultimi fiocchi che cadono e sorridere......