Mio caro papà

19 marzo 2023 ore 16:31 segnala


Mio caro papà

non è stato facile per me capirti...
Che amore strano il nostro!
A volte dubitavo di piacerti,
forse non ti ho mai conquistato veramente.
Certo mi amavi tanto,
ma ero solo la tua figlia un po' bislacca.
Non è stata solo colpa nostra
caro papà.
Con occhi e cuore vicini e distanti
ti osservavo e ti amavo,
a volte non capivo...e soffrivo
Ma son certa che soffrivi anche tu
che con infinita e triste pazienza
comprendevi e speravi
nel mio perdono e nella mia complicità.
Quanti bei momenti mi hai regalato!
Una vita intera!
Perdonami tu papà, per non aver compreso...
Per non averti amato abbastanza,
Solo oggi so quanto mi manchi.
Mi era rimasto, forse, solo il tuo amore
ma non più la stima.
Il tuo cuore deluso
mi guarda ancora da lassù?
O hai voltato completamente il viso?
Se puoi, perdona la tua povera figlia
solo un po' smarrita
e parla ancora di lei con Gesù.
Ti amo tanto.
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« immagine » Mio caro papà non è stato facile per me capirti... Che amore strano il nostro! A volte dubitavo di piacerti, forse non ti ho mai conquistato veramente. Certo mi amavi tanto, ma ero solo la tua figlia un po' bislacca. Non è stata solo colpa nostra caro papà. Con occhi e cuore ...
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Buon capodanno a chi non c'è più...

31 dicembre 2021 ore 10:51 segnala


Mio tesoro,

per te che vivi in Cielo, dove la gioia è eternità, si è realizzato il sogno del Capodanno! Per noi, invece, quaggiù è solo un giorno durante l'anno. Nell'incertezza e nella speranza lo viviamo.
Ma so, che nel ricordo di questa Terra, con chi hai amato lo condividi e sorridi nell'attesa di viverlo per sempre con tutti loro...sperando che, anche per me, un posticino nel tuo cuore hai riservato.
Buon Capodanno, caro Angelo!
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« immagine » Mio tesoro, per te che vivi in Cielo, dove la gioia è eternità, si è realizzato il sogno del Capodanno! Per noi, invece, quaggiù è solo un giorno durante l'anno. Nell'incertezza e nella speranza lo viviamo. Ma so, che nel ricordo di questa Terra, con chi hai amato lo condividi e s...
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Cos'è il Natale?

25 dicembre 2021 ore 09:44 segnala


Chissà se qualcuno se lo chiede ancora? C'è chi lavora da anni alla demolizione del suo vero significato. Un tentativo che ogni anno è sempre più evidente, più pressante... Una mal celata insofferenza...vero e proprio odio. Chiaro l'obiettivo di scristianizzarlo. Così il Natale è solo una festa commerciale per molti, oppure la festa della famiglia e dei bambini per altri...
Fra i demolitori ricordiamo coloro che puntualmente ci ricordano che il Natale ha origini pagane, poiché il 25 dicembre ricorreva la festività del sole invictus (sole invitto). Quanta ignoranza! Lo studio delle fonti, in realtà, ci dice esattamente il contrario, ci dice che la Tradizione aveva ragione. Il primo ad attestare la data del 25 dicembre al Natale fu Sant'Ippolito, il quale fu un grande erudito. La data attribuita alla nascita di Gesù era già presente nell'antica Roma già nei primi anni del terzo secolo. Ben settant'anni dopo venne sostituita dall'Imperatore Aureliano con la festa pagana del sole invitto. L'imperatore di ritorno a Roma dopo la vittoria contro la regina Zenobia del regno di Palmira, introdusse questa festività relativa ad una divinità sira, alla quale Aureliano attribuì il merito della vittoria. Tentò quindi di oscurare la festività cristiana con quella pagana. Il 25 dicembre il sole incomincia a risalire all'orizzonte (dal punto di vista della Terra), la Provvidenza divina ha voluto far coincidere tale evento astronomico con la nascita di nostro Signore, il vero sole del mondo. C'è un altro motivo che supporta la data del 25 dicembre. Nel 1945 nelle grotte di Qumran (sulle rive del Mar Morto) sono stati trovati dei rotoli dentro delle giare. I rotoli riportano il calendario dei turni sacerdotali del tempio di Gerusalemme. I sacerdoti erano divisi in 24 classi e officiavano una settimana ciascuno, per cui due volte l'anno. Da San Luca sappiamo che Zaccaria (padre di San Giovanni Battista) il quale era sacerdote del tempio, faceva parte della classe di Abia che officiava nella seconda metà di settembre, quando San Zaccaria ricevette l'annuncio dall'Arcangelo Gabriele della nascita di San Giovanni Battista e quindi collocata nove mesi più tardi: il 24 giugno. Dato che tra San Giovanni Battista e Gesù vi erano sei mesi di differenza, la nascita di Gesù viene a collocarsi nella seconda metà di dicembre. Ecco che la data del 25 dicembre viene avvalorata sia in senso letterario che archeologico. Dobbiamo riporre più fiducia nella Tradizione.
Ma oggi non sentiamo dire più neanche "Buon Natale" perché il politicamente corretto impone, in modo sempre più pervasivo, frasi come "buone feste" o "buone vacanze".
Quante volte abbiamo sentito la frase:"Anche questo Natale ce lo siamo tolto dalle scatole"? Frase dissacrante ma che nasconde una grande verità. Una volta perso il suo significato lo si vive spesso con fastidio, insofferenza e dolore...
Molti si sentono più soli o costretti in compagnia di parenti poco simpatici...
Smarrito il vero significato del Natale perdiamo il dono più grande che ci è stato fatto. Il Natale è la nascita di Nostro Signore, ovvero la nostra salvezza, il Paradiso perduto ritrovato che ci attende dopo questa vita. Il suo significato si contrappone al delirio di onnipotenza di questo mondo sempre più materialista, immanente e folle. Preghiamo affinchè Dio non ci abbandoni alla nostra follia.
Il vuoto, il dolore, il fastidio e il senso di smarrimento sono frutto della perdita di questo significato, la sensazione che Dio sia tanto lontano...non più presente. Mai, forse, ci è sembrato così assente. Ma ciò potrebbe essere una grazia per l'umanità smarrita. L'uomo non può vivere senza Dio, è solo un'illusione pensarlo. Dio, infatti, non si stanca mai di nascere in questo povero mondo. La luce del mondo che le tenebre cercano ad ogni modo di oscurare.
Vieni Signore Gesù, luce dona alle menti e pace infondi nei cuori
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Chissà se qualcuno se lo chiede ancora? C'è chi lavora da anni alla demolizione del suo vero significato. Un tentativo che ogni anno è sempre più evidente, più pressante... Una mal celata insofferenza...vero e proprio odio. Chiaro l'obiettivo di scristianizzarlo. Così il Natale è solo una festa...
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5 dicembre 2019

05 dicembre 2021 ore 15:10 segnala


Oggi sarebbero stati due anni...
...ricordi?
Conservo tutto nel mio stupido cuore:
la dolce amicizia,
che è solo il mio amore per te.
Chissà se avresti ricordato?
Forse, un giorno, te lo dirò...
Ma, forse, sai già cosa sto pensando...
Oppure non ricorderai...
Non importa...manderò il mio angelo
per festeggiare con te
questo mio povero cuore.
Ovunque tu sia...auguri mio tesoro!
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« immagine » Oggi sarebbero stati due anni... ...ricordi? Conservo tutto nel mio stupido cuore: la dolce amicizia, che è solo il mio amore per te. Chissà se avresti ricordato? Forse, un giorno, te lo dirò... Ma, forse, già sai cosa sto pensando... Oppure non ricorderai... Non importa...manderò i...
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Positivi....a tutti i costi!

28 novembre 2021 ore 00:40 segnala


Nel 1939, in Gran Bretagna, venne realizzato un poster: "Keep calm and carry on" con l'intento di distribuirlo in caso di catastrofe, ma non fu mai pubblicato. Facebook lo utilizzò nella sua prima era. Poi nel 2000 un libraio inglese lo acquistò ad un'asta e cominciò a vendere moltissime riproduzioni, ebbe un grande successo.
Il New York Times e altre testate importanti si interrogarono sul perché questa opera fosse così popolare, collegando la sua fama soprattutto alla crisi economica del 2009.
Si può dire che “Keep calm and carry on” sia stato non solo uno dei primi meme di internet, ma abbia anche anticipato un fenomeno che ancora oggi è tra i più distintivi dei social network e del mondo soprattutto occidentale: l’ossessione per la positività.
Infatti, nonostante i social siano improntati all'hate speech, al capitalismo di sorveglianza... esiste ancora una fetta di internet che propone la propria visione del mondo dove tutto va per il meglio e i social sono solo un mero passatempo. Mi riferisco a quella sterminata galassia che va dal coaching di laureati alla Bocconi, ai travel blogger, dai fanatici del fitness, ai guru spirituali improvvisati, che non fanno altro che condividere post motivazionali e citazioni sul successo e sulla felicità. Secondo loro, non è vero che stai male: in realtà stai benissimo, sei solo troppo negativo. E il mondo non è un brutto posto, sei tu che lo vedi in quel modo.
Questo fenomeno è stato chiamato in diversi modi: “Toxic positivity”, “Oppressive positivity”, “Fake positivity”, tutti termini che si riferiscono sia alla cultura dell’ottimismo e sia alla fiorente industria che la sostiene: infatti, chi posta queste cose a quanto pare sta cercando di venderci qualcosa. E con altrettanta probabilità, questo qualcosa sarà legato al nostro benessere, con la promessa di cambiare le nostre vite in meglio: corsi di fitness, coaching, app per la meditazione, piani alimentari salutisti e quant’altro.
Ovviamente, non c’è niente di male nell’essere ottimisti e nel cercare di stare fisicamente e psicologicamente meglio e cambiare le proprie abitudini negative, ma si tratta di una visione martellante, continua verso un ottimismo a tutti i costi e ciò risulta spesso in contrasto con il sentire comune, uno scollegamento con la realtà.
Basta guardare i dati sullo stato di salute mentale globale per capire che c’è una contraddizione di fondo: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sempre più gente soffre di depressione, ansia, stress, sindrome di burnout.
È evidente che qualcuno ha pensato di speulare su tali disagi. La falsa positività ovviamente non ha interesse a risolvere il problema alla radice, altrimenti nessuno sarebbe più interessato a comprare un’app che ti sprona a pensare positivo quattro volte al giorno.
Il marketing ha sempre sfruttato la felicità per venderci di tutto, viene alimentata una falsa positività che induce a nascondere tutte le emozioni negative e riduce la complessità dei nostri sentimenti a un binarismo tra “buoni” e “cattivi” (chi è positivo è buono e chi è negativo cattivo) che a lungo andare si rivela nocivo. La repressione genera sempre frustrazione, e di conseguenza nuove emozioni negative: non basta fare pensieri felici per essere felici, ma anzi, questa convinzione può rivelarsi controproducente. Infatti, le persone che credono che le proprie emozioni possano essere cambiate con la forza di volontà e la positività sono più inclini a incolparsi per le proprie emozioni negative.
La cultura della positività imposta è opprimente sia per chi decide di abbracciarla (e che presto si accorgerà che non si può vivere la propria vita con un sorriso sempre stampato in faccia) sia per chi invece soffre di depressione o di altre malattie mentali, magari sottovalutate o non diagnosticate. L’idea che basti pensare positivo per far sì che le cose belle accadano, significa far ricadere la responsabilità delle esperienze e dei sentimenti negativi esclusivamente sulle scelte dell’individuo. Ma le persone non decidono di essere depresse, o anche semplicemente tristi: la falsa positività invalida emozioni che tutti proviamo.
“Essere positivi è diventata una nuova forma di correttezza morale”. Alle persone col cancro viene automaticamente detto che basta pensare positivo. Alle donne viene detto di non essere così arrabbiate. E la lista va avanti. È una tirannia. È la tirannia della positività, ed è crudele, ingiusta e inefficace. I social,i media in genere alimentano questo disagio, facendoci sentire in difetto in confronto a vite artificiosamente perfette o a standard estetici irraggiungibili.
Le emozioni negative sono normali ed inevitabili ma la cultura della positività cerca di cancellarle a tutti i costi. La società delle apparenze stimola la superficialità nell'animo umano, lo svilisce, lo impoverisce e lo sprona all'uso della consueta ed ennesima maschera. Il positivismo ad ogni costo è quello che gli psicologi e psichiatri chiamano: sindrome di Pollyanna. Un personaggio Disney iconico, che rappresenta un ottimismo cieco, privo di senso della realtà.
Vero è che l'ottimismo aiuta a vivere con più serenità fisica e mentale, ma quello ad ogni costo è degenerativo tanto quanto un pessimismo sfrenato. La falsa positività allontana la gente, disumanizza perché rende l'essere umano come "la bella bambolina" o "il bel bambolotto" e incita al disprezzo per chi vive tristi situazioni, certamente non stimola l'empatia. Inoltre non fa valutare i rischi, le complessità e gli aspetti negativi che non vanno sottovalutati. Per cui un cieco ottimismo non porta al successo, ma ad una sopravvalutazione delle proprie possibilità.
Dopotutto, anche quel “Keep calm and carry on” serviva a nascondere agli inglesi che sarebbe arrivata l’invasione nazista.
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Nel 1939, in Gran Bretagna, venne realizzato un poster: "Keep calm and carry on" con l'intento di distribuirlo in caso di catastrofe, ma non fu mai pubblicato. Facebook lo utilizzò nella sua prima era. Poi nel 2000 un libraio inglese lo acquistò ad un'asta e cominciò a vendere moltissime...
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Belle persone e persone solari

27 novembre 2021 ore 21:51 segnala


Una volta, con molto più pudore, ci si limitava a dire: persona allegra, gioviale, vivace, spiritosa....Ora è di moda "solare", parola sfruttata come poche, soprattutto da quando la gente, con l'avvento e la capillarizzazione di internet (blog, social, forum), condivide i propri pensieri e suole proporsi a presentare un'immagine "positiva" di sé.
Chi si definisce "solare" o guarda troppa TV, ma di quella sbagliata, perché tutti gli ospiti, opinionisti analfabeti degli ultimi 20 o più anni usavano il termine "solare" dopo che qualche minchione al "Grande fratello" ha dato il là. Oppure, perché "solare" è associato al talento, al successo, al brillare. Difatti è un termine alla moda. Nel dizionario della lingua italiana ha ancora un significato letterale: luce solare, vento solare. Significato poet.: festoso, luminoso.
Oggi tutti sono solari, belli e speciali, per cui se si vuole elevare qualcuno dalla massa bisognerà usare nuovi termini, come: "supersolare". Cosi', spesso, "solare" è un depresso cronico, affannato ed estenuato a recitare una patetica pantomima di ciò che egli/ella crede di essere la vera allegria, il cui fine è l'accettazione in ambienti sociali frequentati da cretini della stessa statura, con dotazione di perenne sorriso da ebete, insomma quella drammatica creatura di cui Cioran temeva l'incontro come la peste. Ultimamente va anche di moda "bella persona" che, insieme a solare, sono espressioni alquanto generiche ed astratte. Se con tali espressioni si intende dare un giudizio, io non mi sento all'altezza di farlo, avendo errato più volte nel definire una persona se è solo la considerazione di un attimo, che dura un batter di ciglia, non mi interessa. Sono contraria alle classificazioni "belle persone", ma anche "brutte persone" e "persone solari", poiche' in mezzo ci sta la maggioranza che non viene valutata e giudicata, ecco io inserisco tutti lì. Le impressioni le lascio agli altri per incompetenza in materia.
Per ridimere la questione e cercare di capirci qualcosa in più potremmo forse provare a rivolgerci ai poeti e agli scrittori del passato. Chi ha trattato tutta la gamma e le sfumature dei sentimenti umani meglio di loro? Chi ha fatto ricorso a tutte le metafore e le più belle analogie possibili? Probabilmente nessuno.
Sarebbe interessante cercare tra le loro opere per vedere se qualcuno di loro ha usato "bella persona" o "persona solare" per decantare, descrivere o mostrare le doti umane di un'amante, di un amico, di una persona influente, di una persona cara. A me, così a memoria, mi pare nessuno. Potrei sbagliarmi, in tal caso sarebbe interessante vedere in quali ambiti e circostanze i poeti abbiano ritenuto di usare tale espressione, così da aiutarci a definirne meglio senso e significato.
Letteralmente una bella persona è una persona bella esteticamente.
Quest'uso metaforico di "bella persona" e "persona solare" non significano niente perchè non hanno alcun senso e ciascuno ci mette dentro, come in una macedonia, tutto quello che gli piace. Le metafore sono belle, ma lasciamole ai poeti.
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« immagine » Una volta, con molto piu' pudore, ci si limitava a dire: persona allegra, gioviale, vivace, spiritosa....Ora e' di moda "solare", parola sfruttata come poche, soprattutto da quando la gente, con l'avvento e la capillarizzazione di internet (blog, social, forum), condivide i propri pe...
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Regalo di Natale...

15 novembre 2021 ore 17:25 segnala


In una sera di dicembre
fosti il mio primo, vero regalo di Natale...
Come piccola luce nel buio
sentii la tua voce...
Può il cuore battere più forte,
in modo inaspettato
per chi vive così lontano?
Il calore che mi donasti
risuona nostalgico
nel mio cuore.
Nella mia piccola, fredda stanza
si dilui' un po' della mia solitudine...
Per te, forse, solo una breve illusione...
Per me il mio amore.
Poi di nuovo gennaio sembrò
portar la tua freddezza
a farmi sanguinare il cuore.
E poi, la rabbia e lo smarrimento...
per un regalo svanito troppo presto
tra le mie tremanti mani...
Ma mai il mio amore è venuto meno.
Per te, forse, un gioco stanco...
...e poi via...
Qualcuno aveva già chiuso il conto...
Così le mie mani
non stringeranno mai le tue.
I miei occhi non s'incanteranno nei tuoi,
non percepiro' il profumo della tua pelle...
Non potrò chiederti della tua infanzia,
di quando bimbo correvi
gioioso per i prati.
Quando ti sbucciasti per la prima volta
un ginocchio...
E quando fanciullo
già ti preparavi all'amore...
Io non ero lì a sorridere e piangere con te.
Chissà se Dio me lo concederà...
Allora,senza paura,ti prenderò la mano
e ti seguirò
nuotando nel tuo mare...
tra cavallucci marini
e veloci delfini,
ho tanto da imparare
Così torneremo bambini
e giocheremo insieme,
illudendomi che mi reclamerai
come in un sogno che ho sempre avuto.
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« immagine » In una sera di dicembre fosti il mio primo, vero regalo di Natale... Come piccola luce nel buio sentii la tua voce... Può il cuore battere più forte, in modo inaspettato per chi vive così lontano? Il calore che mi donasti risuona nostalgico nel mio cuore. Nella mia piccola, fredda st...
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Il palazzo di cristallo

11 novembre 2021 ore 16:40 segnala


Quando busserai al palazzo di cristallo,
fa attenzione!
Che la tua mano sia lieve!
Più delicato sarà il tuo pugno,
più facilmente si aprirà
il suo grande e fragile portone...
Più forte busserai
e ne vedrai solo le crepe...
Quando entrerai
ricorda di camminare
in punta di piedi...
Poiché ogni cosa,
anche il più piccolo ninnolo,
è di cristallo.
Cammina come se non dovessi
lasciare tracce sulla neve.
Muoviti come leggera foglia danzante.
A quel punto, ogni cosa
prenderà a brillare per te...
...e mille colori dell'arcobaleno
si rifletteranno attraverso
un meraviglioso caleidoscopio,
inondando di luce
ogni più remoto anfratto...
Dello stesso bagliore
brillerai...se tutto ciò ricorderai.
Poiché anche tu, come ogni altro,
sei un palazzo...di cristallo!
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« immagine » Quando busserai al palazzo di cristallo, fa attenzione! Che la tua mano sia lieve! Più delicato sarà il tuo pugno, più facilmente si aprirà il suo grande e fragile portone... Più forte busserai e ne vedrai solo le crepe... Quando entrerà ricordati di camminare in punta di piedi... Po...
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Una catena...

07 novembre 2021 ore 16:49 segnala


Nessuno di noi è una vita a sè stante, un essere indipendente...
Siamo tutti anelli della stessa lunghissima catena.
Nessuno può decidere da sé...nessuno può distruggere il suo anello...o quello degli altri.
Spezza quell'anello e si spezzerà l'intera catena...
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« immagine » Nessuno di noi è una vita a sè stante, un essere indipendente... Siamo tutti anelli della stessa lunghissima catena. Nessuno può decidere da sé...nessuno può distruggere il suo anello... Spezza quell'anello e si spezzerà l'intera catena...
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Adesso c'è il silenzio...

02 novembre 2021 ore 16:32 segnala


Adesso c'è il silenzio...
di cose non taciute
ma di sentimenti sfiniti, lacerati...
Perché qualcuno ha portato via
la mia essenza...
Perché ho dato tutto ciò che potevo...
Le sofferenze taciute.
le parole mai dette...
Tutto ancor più da soffocare.
E non è rimasto nulla,
neanche le lacrime versate
o quel dolore cosciente
di stare in silenzio a guardare...
...non chiedere ma solo dare.
Adesso c'è il silenzio
di chi si lascia derubare
per bisogno d'amore.
Qualcuno che mi porta via
anima e poesia.
E ogni mia paura
rimane nel silenzio.
Silenzio di cose non taciute
ma d'anime svuotate.
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Adesso c'è il silenzio... di cose non taciute ma di sentimenti sfiniti, lacerati... Adesso c'è il silenzio perché qualcuno ha portato via la mia essenza... Perché ho dato tutto ciò che potevo... Le sofferenze taciute. le parole mai dette... Tutto ancor più da soffocare. E non è rimasto...
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02/11/2021 16:32:15
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