Abitare al 3 piano e sentirsi migliore di chi abita al primo

24 agosto 2013 ore 12:30 segnala


Per come lo vedo io, il razzismo è connaturato in ognuno di noi. Basta avere in sé un qualche elemento che faccia sentire migliore dell’altro. Una cosa diversa, quindi, dal complesso di superiorità, dove non ci sono termini di paragone specifici e il senso di superiorità è verso tutti.
Il razzismo classico ha solo una motivazione più evidente, basato com’è anche sul colore della pelle, ma nella sostanza non è diverso da un senso di superiorità qualsiasi che trovi la sua spiegazione, sia pure inconfessata, nella presunta miniera di risorse fisiche, intellettuali o di altro genere che l'altro non ha. In questo caso la razza non c’entra ma la natura sì, il che più o meno è la stessa cosa.
L’uomo ricco che abbia ereditato la sua fortuna non ammetterà mai di essere migliore dell’uomo povero solo perché è stato fortunato, intimamente è portato a pensare che la ricchezza sua e della sua famiglia sia dipesa da abilità e attitudini congenite nella famiglia stessa, da qualità speciali che la stirpe del povero non ha mai avuto. Così è per tutti i campi dell’attività umana, ma anche per le semplici situazioni che creano una qualsiasi differenza tra gli individui.
In una palazzina, l’abitante del terzo piano guarderà sempre dall’alto in basso non solo il portinaio ma anche chi abita al primo, vuoi perché la civiltà ci ha fatto questi regali, vuoi perché la natura dell’uomo arriva a simili meschinità.
Niente però è paragonabile al razzismo che ha come causa scatenante la bellezza (o la bruttezza) fisica, sembra anzi che la natura si diverta a rimescolare le carte e a pareggiare i conti quando si accorge che su altri fronti il destino ha favorito l’uno e infierito sull’altro, tanto è vero che le Cenerentole ci commuovono sempre. Allo stesso modo di come ci consola sapere che il figlio di quel famoso personaggio è un'altrettanto famosa testa di cazzo.
Come si rimedia al razzismo? Con la cultura. Con la cultura e con l’autocompassione. Dobbiamo avere compassione di noi stessi, ma anche molta pazienza: alle tante domande che la realtà ci pone su una delle tante meschinità della natura umana, dobbiamo essere capaci di rispondere solo dopo aver contato fino a cento.
301bd7a7-f75c-4779-9f65-f65ffeb9b8d6
« immagine » Per come lo vedo io, il razzismo è connaturato in ognuno di noi. Basta avere in sé un qualche elemento che faccia sentire migliore dell’altro. Una cosa diversa, quindi, dal complesso di superiorità, dove non ci sono termini di paragone specifici e il senso di superiorità è verso tutt...
Post
24/08/2013 12:30:48
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4

Commenti

  1. santa.sono 24 agosto 2013 ore 13:01
    bellissimo questo post, che hai scritto, mi hai fatto riflettere davvero, e mi trovo daccordo, sono contenta di averti letta mi ci voleva .... grazie e complimenti
  2. c.ioccolatino111 28 agosto 2013 ore 18:30
    Io abitavo al quarto piano, ma ho sempre preferito il primo !!
    La Cultura assieme alla solidarietà, sono un ottimo connubio per spazzar via ogni tipo di razzismo esistente. La compassione, è insita nel solidale e nel generoso.
    :rosa
  3. mala.mela 23 settembre 2013 ore 09:48


    (pure con questo, direi).

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.