Da Mattarella a Mattarella

27 gennaio 2022 ore 22:43 segnala


Repetita juvant, diceva la mia professoressa di latino per ricordarci fino allo sfinimento che all’interno di un periodo o una frase prima viene l’analisi grammaticale e poi quella logica. Ma pare che la raccomandazione sia l’effetto dell’uso secolare che si è fatto di una massima latina, la quale veniva pronunciata allorquando si verificava qualcosa di piacevole già sperimentato prima. Non sono sicuro che tale significato lo mantenga pure adesso, ma è un fatto che essa mi sia venuta in mente in occasione di questa elezione presidenziale, la quale, a mio giudizio, vede come favorito e quindi nuovo presidente della Repubblica il vecchio, cioè Mattarella, che è piaciuto agli italiani e che detiene ancora la carica fino al 3 febbraio prossimo. Del resto sono convinto che l’analisi logica, se fatta bene, non sbaglia mai.
Sia pure per sommi capi, facciamola dunque un’analisi.
L’elezione si svolge in circostanze particolari e assolutamente inedite, una delle quali – la riduzione dei parlamentari per la prossima legislatura – rende ingovernabile la gran parte di essi, molti dei quali non saranno più rieletti e vedono come una salvezza il vitalizio che maturerà alla fine di questa legislatura. Si tratta di poveracci da 15000 euro al mese che non ci stanno a fare da capri espiatori. Coloro dai quali dipendono - i segretari dei partiti - non sono in grado di imporre loro la propria volontà. Paradossalmente, quindi, l’elezione si svolge nella più assoluta anarchia, perché è in mano a gruppi di deputati e senatori privi di un comando e di una guida, che decidono da soli sulla base di esclusivi interessi personali. L’altra anomalia è rappresentata da un presidente nel consiglio (Draghi) che è stato chiamato da fuori e che non solo non li conosce e non si è preso la briga di conoscerli, ma si è pure messo in testa di lasciare il posto che gli hanno affidato per averne uno più duraturo e meno rognoso, determinando la fine anticipata della legislatura e contestualmente anche quella del vitalizio (si fa per dire: per rimediare all’anno di carriera mancate, gli onorevoli poveracci hanno a disposizione, con regole più vantaggiose, lo stesso rimedio a cui ricorrono i poveracci comuni, vale a dire il riscatto contributivo). In una Babele come questa, cosa volete che facciano questi cani sciolti? Voteranno per l’unica persona che gli può garantire un fine carriera senza intoppi. Mattarella, insomma, garantisce lo statu quo, che in un contesto deficitario di iniziative e di fantasia, unito a una conflittualità permanente, costituisce l’unica soluzione e quindi la salvezza per tutti. E’ la salvezza anche per Draghi, il quale non vede l’ora di riprendersi dall’incredibile caduta di stile (eufemismo) che prima d’oggi l’aveva nascosto ai creduloni che gli avevano eretto una statua. Non solo: siccome Mattarella farà il presidente a tempo ( anche se ufficialmente la sua elezione non avrà una scadenza), gli scalderà la poltrona per la rielezione che si avrà alla fine di questa legislatura, e cioè fra un anno. Contenta la “Lupa romana”, saranno contenti anche i lupacchiotti che l’hanno sostenuto fino adesso e lo sosterranno per altri 8 anni ( 7 + 1), e pazienza se i cosiddetti giornaloni saranno sempre più illeggibili, perché alla loro eventuale scomparsa sopravviveremo egregiamente, come abbiamo già fatto ignorandoli.

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27/01/2022 22:43:54
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Commenti

  1. EtruscanLady 01 febbraio 2022 ore 18:17
    Sei peggio delle Sibille tu ...
  2. s.hakespeare 02 febbraio 2022 ore 23:46
    É stato facile indovinare. Più difficile era un anno fa, quando tutti si concentravano su Draghi premier, mentre a me è venuto da pensare il motivo per cui aveva accettato di farlo, intravedevo già che alla base doveva esserci l’ambizione di un ruolo meno precario della presidenza del consiglio dei ministri, sicché ho intitolato il post “Da Mattarella a Draghi” Ho indovinato in pieno, ma anche lì è stata una semplice questione di analisi logica.
  3. s.hakespeare 03 febbraio 2022 ore 00:00
    Ho indovinato in pieno quali erano le sue ambizioni, voglio dire

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