Il pokerista Renzi

17 gennaio 2021 ore 18:09 segnala



“… quando lessi la bozza del Recovery Plan, non ci pensai due volte a riaprire i giochi: il progetto che riguardava la spesa di una montagna di soldi che l’Italia non ha mai visto prima d’ora si riduceva a poco più di una manifestazione di buona volontà, e nessuno aveva aperto bocca. Era anche un’offesa al popolo italiano, oltre che all’intelligenza di chi ha responsabilità di governo, sicché ne ebbi pure indignazione. Fra l’altro erano anni che aspettavo un’occasione come quella per uscire dal cono d’ombra in cui mi ha collocato l’ingratitudine degli Italiani, e sarebbe stato imperdonabile non approfittarne. Chiesi subito udienza all’”Avvocato del popolo” (si fa per dire) – non potevo aspettare che si riunisse il consiglio dei ministri –, e quando lui, l’Usurpatore, tergiversò sulla data dell’incontro ignorando di fatto l’urgenza che meritava la discussione, passai ai fatti. Preparai la mia bozza e dichiarai pubblicamente che da quel momento in poi, Italia Viva avrebbe condizionato la propria permanenza nella maggioranza all’accettazione del suo contenuto. Per far capire che non si trattava di un bluff, annunciai, inoltre, che le nostre due ministre e il nostro sottosegretario agli esteri erano pronti a dimettersi.
Già sentivo di avere almeno un tris nelle mani nell’eterna partita che si gioca col destino, il quale crudelmente per umiliarmi, questa volta, mi ha messo contro un avvocato di provincia, invece di un politico con le palle come me, e quando mi arrivò uno spiffero sull’accettazione di gran parte delle mie modifiche, ivi compreso l’assenso dell’odontotecnico Zingaretti e di quel “segretario” di partito che risponde al nome di Speranza, mi resi conto pure che l’Azzeccagarbugli, pur continuando a comandare il gioco, non aveva nemmeno una coppia in mano.
“Il piatto è ricco e mi ci ficco” era stata la mia strategia iniziale, ma adesso mi accorgevo che era da stupidi accontentarsi di così poco e non mirare all’intera posta che andava al di là del piatto e che comprendeva soprattutto il ruzzolone del sedicente primo ministro: “È spaventoso non amare./Terribile non osare di più.” ha detto Majakovskij.
Io e gli altri componenti di Italia Viva contammo attentamente, non le nostre fiches con le quali giochiamo al Senato, ma quelle di chi al tavolo da gioco senatoriale vorrebbe sedersi al posto nostro. La conta era difficile – più che la calcolatrice ci sarebbe voluta la sfera di cristallo –, perciò decisi da solo: alle modifiche già approvate, aggiunsi l’accettazione del MES e la realizzazione del ponte sullo Stretto, due condizioni notoriamente inaccettabili per il Presidente del Consiglio dei miei stivali, le quali hanno avuto il merito di metterlo sull’orlo di un precipizio.
Domani sapremo se qualcuno gli verrà in aiuto con un paio d’ali, ma intanto io ho fatto anche il mio sacrosanto dovere di rottamatore.
Ma poi mi chiedo: cosa sarebbe l’Italia se non ci fosse Matteo Renzi? Più che una penisola, uno stagno, immagino; altro che Bel Paese! Non dimentichiamo, inoltre, che questo governo l’ho creato io. E se dovesse cadere non sarebbe un guaio – lasciate stare la pandemia e le conseguenze di un eventuale vuoto politico, perché un governo lo avremo in ogni caso e senza che ci sia bisogno di nuove elezioni. Ricordatevi, infine, che se nello stagno vedrete qualche bambino che fa navigare una barchetta di carta, anche quello spettacolo sarà merito mio. E se l’acqua dello stagno restasse ferma, grazie alla barchetta, potreste dire: “E pur si muove!”

(Dall’ennesima licenza della mia fantasia)
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17/01/2021 18:09:45
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Commenti

  1. EtruscanLady 19 gennaio 2021 ore 11:30
    Non mi piace parlare di politica non mi ritengo all'altezza anche se, scema non sono e rispetto le idee di tutti. Quello che hai scritto rispecchia tutto quello che sta succedendo in questo mal governo che ci ritroviamo. Non tifo per nessuno, soprattutto perchè so che in qualunque modo questa farsa finirà per me non cambierà nulla e forse non cambierà per nessuno. Non so giocare a poker e l'unica cosa che so è che parecchi di quelli abituati a farlo si sono rovinati, spesso chi vuole il piatto pieno si sono ritrovati a non avere più nulla di concreto in mano. Vedremo come andrà a finire, certo che la parola stagno fino ad oggi mi sembra azzeccata, acqua ferma e barchette che tali resteranno: Ferme, come sempre.
    Per fortuna o per sfortuna nostra c'è chi ha cercato di smuovere le acque. Vedremo se la tattica funzionerà a sveltire quello che dovrebbe essere stato già fatto ma soprattutto in modo equo. A seguito della pandemia ci sono stati alcuni ristori, forse ce ne saranno ancora e chi lo sa. Per quanto riguarda me e la mia attività, ne ho ricevuto uno di mille euro dall'agenzia delle entrate. Sappi che almeno di INPS devo pagare quasi 4000 euro l'anno ed io non ho più potuto lavorare dal dicembre del 2019, perchè nel mio campo anche se non lavori certe spese sono fisse. Non stanno a guardare se hai lavorato o meno se sei stata male o meno.
    Quindi, l'unica cosa sensata da fare........la so io. I politicanti sono abituati ognuno a tirare l'acqua al proprio mulino, io farò la stessa cosa. A questo punto ed a questa età credo di potermelo permettere.

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