Gli Amori nascosti

27 agosto 2020 ore 17:22 segnala
Come vorrei camminare nel tuo giardino ,

sentire i tuoi odori, guardare i colori che vedi.

Ecco che compari all'improvviso per le strade

della mia città, è un attimo e non c'è il tempo

di fermare la tua immagine, sparisci nel traffico

che ti porta via . Ma eri lì, mi hai vista da

lontano , ho sentito i tuoi occhi accarezzarmi

il corpo, la tua mano giocare con i miei capelli,

il tuo sguardo con lo stesso desiderio di allora .

Mi guardi in un modo che ti sento sulla pelle.

La tua bocca si apre in un sorriso , un istante

e ho appena il tempo di ricambiare il sorriso ,

che ...sei già passato oltre,ma ci sei stato,ci sei .












Quanti Amori vicini o lontani ,

amori al limite della follia ,

amori di umori e note , pensieri

e parole scritti con l'inchiostro

del Cuore.

Amori clandestini , fuggenti ma

talmente belli ed intensi dove

ad ogni breve incontro è sempre

più difficile poi ... andare via .


Shela :cuore




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Come vorrei camminare nel tuo giardino , sentire i tuoi odori, guardare i colori che vedi. Ecco che compari all'improvviso per le strade della mia città, è un attimo e non c'è il tempo di fermare la tua immagine, sparisci nel traffico che ti porta via . Ma eri lì, mi hai vista da lontano...
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Acqua di mare

12 agosto 2020 ore 22:09 segnala
E parlo di un grande sentimento , nato e cresciuto

da un filo sottile che lentamente li ha legati

indissolubilmente , l'uno all'altra , senza che

nemmeno avessero il tempo per rendersi conto ,

quanto era già importante .

Ci sono storie che vivono in noi , come l'aria

che ogni giorno respiriamo , che senza non

potremo vivere , non potremo sentire il Cuore

che batte forte , non ci farebbero stare in attesa,

di qualcuno/a che sappiamo tornerà sempre ad

accarezzarci dolcemente i pensieri, in giornate

a volte difficili , vuote , ma il solo sapere della

sua esistenza ci fa tanto bene e ci rende migliori.

Una piccola luce che nasce da un pensiero e si

espande intorno , donandoci quel che ci basta ,

per una felicità che difficile spiegare a parole ,

ma loro la vivono come le onde del mare in un

silenzio che parla di spuma bianca e gabbiani .

Un mancarSi che sa di profumo che inebria al

sol pensarSi .

Con questi pensieri auguro a Tutti un sereno Ferragosto

e proseguo mese con la pace nel Cuore .


Shela :cuore















Diventano poesia
le parole che viaggiano
tra anima e cuore,
sono parole cariche di me
piene d'infinite gioie,
di mille folli speranze
e come densa onda
mi guidano a te
e ti accolgono
in un amabile abbraccio.

Ela Pol Lara





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E parlo di un grande sentimento , nato e cresciuto da un filo sottile che lentamente li ha legati indissolubilmente , l'uno all'altra , senza che nemmeno avessero il tempo per rendersi conto , quanto era già importante . Ci sono storie che vivono in noi , come l'aria che ogni giorno...
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Il regno dei Segni

22 luglio 2020 ore 11:06 segnala
Mi ricordo quando da piccola giocavo con gli altri bambini
all'alfabeto dei segni, detto anche alfabeto muto, chissà
quanti di voi hanno giocato , in questi giorni (forse per
effetto del caldo assurdo che opprime ogni mio pensiero)
mi è tornato alla mente e penso che vorrei poter parlare
ancora così… a volte, con alcune persone .
Anni fa incontrai per puro caso un'insegnante di segni
per sordomuti , ed ascoltandola imparai cose che mai più
avrei detto potessero divenire così importanti per me ,
infatti , grazie a lei ,andai ad iscrivermi ad un corso
per imparare l'alfabeto dei segni per sordomuti .
E ricordo una ragazza al corso che mi fece venire i
brividi leggendo quello che mi ha voluto comunicare con
i Segni . Vi posto un suo pensiero :

"Le parole non trovano la strada giusta per uscire, sono
soffocate da strane sensazioni, da strani rigurgiti di
memoria ,osservo le persone per la strada, in ufficio ,
le loro espressioni, il loro gesticolare e come vorrei
fermare tutto su un foglio bianco per renderlo colorato,
ma mani invisibili premono sulle mie labbra e sul mio
cuore e le parole non escono come vorrei ."












E a volte penso che i segni , anche tra noi , forse
aiuterebbero a comprendere ciò che il suono non sa più
dire e spesso non viene mai percepito nel modo giusto.
Questo luogo certo non è il luogo adatto per i segni,
vorrei guardarvi negli occhi e riconoscervi, vorrei
guardarvi mentre animatamente gesticolate e riconoscere
lo stile di ognuno di voi, vorrei farmi guardare negli
occhi e potervi ancora regalare un pezzo di Me ,ma
tutto ciò non è possibile…e ritorno nel mio regno dei
segni, molto più tangibile del regno dei Sogni… per
quelli ci sarà tempo… forse un giorno .


Shela :rosa










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Mi ricordo quando da piccola giocavo con gli altri bambini all'alfabeto dei segni, detto anche alfabeto muto, chissà quanti di voi hanno giocato , in questi giorni (forse per effetto del caldo assurdo che opprime ogni mio pensiero) mi è tornato alla mente e penso che vorrei poter parlare ancora...
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Una al giorno

14 luglio 2020 ore 13:42 segnala
Sembra che questa scia infinita di violenza sulle Donne

non finisca mai , e peggio una al giorno ne muore ,per

mano di chi le aveva giurato AMORE.

E poi mi rendo conto che sono una donna normale, ed

una Donna Fortunata!











Si leggete bene fortunata perchè nessun

uomo mi ha Mai violentata, picchiata ,

usata , aggredita , soggiogata .... e

penso che è questa che dovrebbe essere

la normalità , ed invece mi guardo intorno

e la normalità' sembra essere un'altra,

quella delle Donne prese a schiaffi ,a pugni,

bruciate dai propri mariti o conviventi ,

sfregiate con l'acido , denigrate ,

oltraggiate in ogni modo possibile.

Sapete ? Mi verrebbe voglia di ringraziare

gli uomini che ho incontrato nel mio

cammino compreso mio marito , perchè hanno

sempre avuto rispetto , ma è solo un

pensiero , mai lo farei , perchè non si deve

ringraziare chi ha semplicemente fatto ciò

che è normale , ossia portare SEMPRE rispetto

ad una Donna,ma anche a qualsiasi altra persona.

E con forza e fierezza ribadisco che

" sono una Donna Normale " perchè questa è

la normalità così come dovrebbe davvero

essere per TUTTE.

E con il cuore mi auguro che tante Donne ,

non subiscano più ma trovino la forza ed

il coraggio di denunciare sempre .


Shela :rosa





Questo è il LINK del libro se volete approfondire la storia vera .

https://www.addeditore.it/catalogo/io-sono-una-una/



















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Sembra che questa scia infinita di violenza sulle Donne non finisca mai , e peggio una al giorno ne muore ,per mano di chi le aveva giurato AMORE. E poi mi rendo conto che sono una donna normale, ed una Donna Fortunata! « immagine » Si leggete bene fortunata perchè nessun uomo mi...
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Distinguersi o Adattarsi?

13 giugno 2020 ore 15:55 segnala
Mi è capitato in questi mesi di riflettere

su vari argomenti , uno in particolare e

che mi sta molto a cuore ve lo scrivo:


Vuoi distinguerti o adattarti ?


Mi sono resa conto che sia distinguendomi

che adattandomi , in entrambi i casi ho

dovuto cercare di conviverci usandoli

entrambi , anche se il più delle volte

ha prevalso l'adattarmi per il

quieto vivere .

Però sono fiera di essere come sono ,

faccio il lavoro che voglio fare da

qualche anno a questa parte .

A volte mi sento brillante.

A volte mi sento buia e pensierosa.

A volte mi sento complessa.

A volte mi sento semplice.

A volte voglio usare le parole.

A volte non ho parole.

Amo creare e creo ciò che sento ...

qualunque cosa provo ...

ogni volta che lo sento.

Ecco perché sono quella che sono.

Sono sempre stata me stessa , e

mi devo scusare per le volte che

non lo sono stata.



E voi come la pensate al riguardo?

Grazie a chi vorrà gentilmente dare

un contributo in pensieri .


Shela :rosa











Il volo ci ha regalato gli occhi degli uccelli,

un punto di vista prezioso per osservare

tanto mondo tutto insieme e lo scempio

che ne stiamo facendo .


(Charles -Edouard Jeanneret detto Le Corbusier)







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Mi è capitato in questi mesi di riflettere su vari argomenti , uno in particolare e che mi sta molto a cuore ve lo scrivo: Vuoi distinguerti o adattarti ? Mi sono resa conto che sia distinguendomi che adattandomi , in entrambi i casi ho dovuto cercare di conviverci usandoli entrambi...
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Non dimenticare che ...

13 aprile 2020 ore 10:59 segnala
Quando la curva del contagio scenderà e i
governi annunceranno che ce l'abbiamo fatta.
Per favore,
non tornate all'immortalità,
non indossate più l'abito da invincibili,
intransigenti,insopportabili,non dimenticate
quello che avete provato.
Per favore siate vulnerabili per sempre.
Continuate a cantare sui balconi.
Continuate ad applaudire alle donne
delle pulizie,alle cassiere,alle vostre madri.
Non dimenticate che siete solo umani,
che siete fragili che siete finiti
e prendetevi cura della vita del pianeta
e di tutti gli esseri del mondo
fino al giorno della morte come se aveste
imparato qualcosa.(J.HEME)









E dopo le splendide parole di Heme ,
le mie misere e semplici considerazioni
sono nulla , ma vorrei dal profondo
del Cuore che tutto quello che stiamo
vivendo in questi mesi non venga mai
dimenticato ,non solo da chi ha avuto
purtroppo vittime nelle loro famiglie,
ma da noi tutti e da tutto il Mondo .
Non dimentichiamoci di loro , dei medici,
degli infermieri, dei volontari della
croce rossa , degli addetti alle pulizie
dei reparti , delle OSS, ed ancora ,
quando andiamo nei supermercati , doniamo
un sorriso alle cassiere , a tutte le
persone che sono state impegnate in questa
grandissima emergenza , rischiando la
propria vita per fare in modo che non
ci manchi nulla quando andiamo a fare
la spesa. Ed alla protezione civile , ai
militari , alle forze dell'ordine tutte,
ed a tutti Noi che ci stiamo prendendo
cura della nostra Italia perchè un
giorno quando tutto sarà finito , ci
possiamo considerare fieri di essere
Italiani .

Giulia :cuore


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Quando la curva del contagio scenderà e i governi annunceranno che ce l'abbiamo fatta. Per favore, non tornate all'immortalità, non indossate più l'abito da invincibili, intransigenti,insopportabili,non dimenticate quello che avete provato. Per favore siate vulnerabili per sempre. Continuate a...
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Un viaggio nel presente ...

31 marzo 2020 ore 16:15 segnala
...Ed un sogno nel futuro prima e dopo il coronavirus.
Un'emozionante racconto , reperito dal web e scritto
da "latartarugavolante" che anche se l'ho copiato dal
suo sito , ho ritenuto doveroso metterlo a conoscenza
anche in questo contesto di blog, questa storia su
cui riflettere. Buona Lettura e grazie per aver la
pazienza di leggerlo fino in fondo !

Giulia :cuore









Mamma perché devo uscire a giocare? Non posso rimanere
in camera a giocare a Candy Crash?

Lisa, prima che tu nascessi è successa una cosa strana
nel mondo, un virus che in pochi mesi ha cambiato la
nostra vita. Persone infette, tanti morti, decine e
decine di persone ricoverate in ospedale e chi non
era ammalato, stava chiuso in casa.

Sembra impossibile da credere, ma abbiamo passato
mesi sempre a casa. Ci si muoveva solo per andare a
fare la spesa. E non solo noi in Australia, ma anche
dalla nonna in Italia, così come in tutto il mondo.
Gli aerei non volavano, le frontiere erano chiuse.
Ogni paese proteggeva il suo popolo. Era diventato
un mondo chiuso in se stesso.

Fare la spesa ai tempi del Corona Virus

Per andare a fare la spesa si faceva a turno, così
da uscire il meno possibile.
Il giorno della spesa era un delirio:
cercavamo di fare una lista il più precisa
possibile, per rimanere al supermercato meno tempo.






Scendevamo in garage, muniti di Amuchina, guanti
usa e getta e mascherina. Ancora prima di arrivare
al supermercato si intravedeva la fila, gente
distante una dall’altra un metro e più, tutti
con mascherina e guanti. E non ci si parlava.
Ci si guardava e si faceva un mezzo sorriso,
sotto la maschera bianca, così poco convinto
che gli occhi rimanevano fermi. Poi arrivava
il tuo turno, prendevi il carrello, con la
bottiglietta d’alcol pulivi quanta più superficie
possibile, ed entravi nel supermercato.

Io ho sempre amato andare al supermercato,
perché pieno di colori, di gente indaffarata e
allegra, di vita raccolta in due scaffali.
Ma in quei momenti era una sofferenza.
Ognuno a distanza, mi fermavo davanti allo
scaffale della pasta, prendevo quella che mi
serviva e via, incurante della marca o del
prezzo. Prendevo quella che c’era, come se
fosse l’ultima pasta della vita.
E quando incrociavi qualcuno, il panico.
Oddio, mi devo spostare, ma non c’è abbastanza
posto. Allora prendevo un gran respiro e passavo
il più veloce possibile. O no, li c’erano i miei
biscotti preferiti. Ma che te ne frega, passi e
vai oltre. Dopo tre ore, finalmente rientravi a
casa, salva, il sana lo saprai solo dopo due
infinite settimane. Già, perché questo Corona Virus,
cara Lisa, non si manifestava subito, ma aveva
circa due settimane di incubazione. Avevamo appeso
al frigo un foglio bianco, con il nome mio e di
tuo papà e indicavamo l’ultima volta che eravamo
usciti, depennando mano a mano i giorni.







Le giornate a casa durante il CoronaVirus

“Ma cosa facevate tutto il giorno a casa? E la nonna?“.

A casa abbiamo iniziato ad organizzarci fin da subito, sai
come è fatto tuo papà. Mattino sveglia come al solito, poi
ognuno davanti al proprio computer andavamo avanti con i
nostri lavori. Avevamo deciso di indossare abiti da lavoro
anche se eravamo chiusi in casa, nonostante la tentazione
di stare tutto il giorno in pigiama era tanta.
A metà mattina facevamo pausa caffè, allora preparavo un
bel caffè, due biscotti e facevamo due passi in giardino.
Dopo pranzo, mezz’ora di libertà. Ci divertivamo a guardare
i messaggi su Whatsapp o su Instagram e Facebook dei
nostri amici o conoscenti.

In quei mesi abbiamo usato i “social” come non mai, tanto
che anche le linee telefoniche erano a pieno regime, ogni
tanto si bloccavano, erano superaffollate, super-usate,
erano ancora più stanche di noi. Io che non sopporto i
social, in quel periodo li ho rivalutati.


I social e il Corona Virus

Grazie a loro eravamo in contatto con tante persone,
sapevamo cosa succedeva in giro per il mondo, guardavamo
le conferenze stampe del Primo Ministro, avevamo
appuntamenti ginnici di ogni tipo e genere.
Mattino presto, mezz’ora di yoga. Poi un’ora di
ginnastica più impegnativa verso le cinque di sera.
E non parliamo dei corsi on line, mi ero iscritta a
corsi di inglese, di spagnolo, di analisi di bilancio,
di sartoria e disegno.

Le prime settimane eravamo tutti molto impegnati,
fra video conferenze di lavoro, video per aperitivi
virtuali, video fra amici e video con i nonni,
eravamo più impegnati di prima.

I social erano diventati la nostra quotidianità,
avevano sostituito le cene, le passeggiate, le
riunioni di lavoro e perfino le chiacchiere fra amiche.

Eravamo positivi, eravamo ancora allegri nelle prime
settimane.
Anche la nonna, sola in casa, si era attrezzata.
Ginnastica, aggiornamenti in tempo reale e varie messe,
tutto rigorosamente alla televisione. Si era inoltre
dedicata a fare mascherine, anche se non le usava visto
che io e la zia le impedivamo di uscire.
La sentivo ogni giorno via Skype e mi preoccupavo per
lei, così ogni giorno cercavo di raccontarle qualcosa
di nuovo, ma lei aveva due fisse, cosa fa Conte, e cosa
non fa Di Maio. Credo avesse paura, non usciva nemmeno
in giardino, secondo lei il virus era anche nell’aria,
anche se ogni giorno apriva le finestre per cambiare
aria in casa. Mi faceva sorridere la sua incoerenza.
Sai com’è, falle cambiare idea se ci riesci!

Ma dopo un mese di quarantena, iniziavamo a sentire
i primi effetti.


Leggevamo e ascoltavamo teorie di ogni genere, chi
diceva che era una semplice influenza, chi invece
una peste. Chi ancora parlava di complotto contro
la Cina e l’Italia, chi di un Corona Virus nato da
una zuppa di pipistrello. Ma i contagiati aumentavano
sempre più, così come i morti.
E noi iniziavamo a perdere il nostro ottimismo.
I giorni iniziavano a farsi lunghi, mi ero stancata
delle lezioni di yoga, dei corsi di sartoria e di
cucinare dolci di ogni tipo. Stavamo diventando tristi.






Ed ecco arrivare la Primavera!

Poi un giorno abbiamo iniziato ad ascoltare. Abbiamo
chiuso i social, abbiamo chiuso la televisione e
abbiamo aperto le finestre. La primavera era lì,
fuori, e non era mai stata così bella. Il cielo era
azzurro, limpido, sereno, di un colore azzurro che
vedevamo solo nelle belle giornate in alta montagna.
E abbiamo iniziato a sentire il cinguettio degli
uccellini. Loro, quegli uccellini che erano sempre
stati lì, ma che non avevamo mai sentito.
Il rumore del traffico, dei condizionatori, delle
ruspe a lavoro, la nostra quotidianità li aveva
nascosti ed ora, la nostra nuova quotidianità li
aveva svelati.
In quei giorni di primavera, con le finestre aperte,
abbiamo riscoperto anche i nostri vicini di casa.
Quelli che fino a pochi mesi fa conoscevamo solo
dalla nuca, ora avevano un sorriso e una voce.
Ad un tratto ciò che mi sembrava essere una condanna
era diventato qualcosa di buono. Stavamo ritornando
a pensare. Finalmente ci eravamo fermati, stop.
Stavamo iniziando a capire. A capire cosa ci mancava di più.
Il valore della libertà

Avevamo riscoperto la libertà, avevamo dato un senso a
questa parola. La libertà di muoverci, di camminare,
di abbracciarci e di parlare. Quella libertà che
avevamo sempre avuto e dato per scontato, ora aveva
un valore.
In quei giorni uno dei più grandi sogni era uscire a
bere un caffè al bar, pensa. Noi che il caffè lo avevamo
sempre bevuto, senza pensarci, oggi era un sogno.
Camminare in piazza, ridendo e abbracciandoci, ora aveva
un valore. Poter andare al parco, giocare con la
sabbia e andare in altalena, era un sogno.
Tutto ciò che oggi tu puoi fare senza chiedere il
permesso, senza aver paura, in quei mesi non era
ammesso, ma c'era un motivo fondamentale ,dovevamo stare
in casa per il nostro BENE .
La libertà, un dono immenso che abbiamo, ma che non
tutti al mondo hanno, quella libertà che non abbiamo
mai apprezzato perché ce l’hanno donata senza spiegarci
da dove arrivasse, proprio quella libertà che, rimanendo
tutti a casa, rispettosi delle norme, oggi abbiamo di
nuovo, e oggi hai anche tu. Spero tu possa capirne il
significato senza dover attraversare la paura, perché
credimi Lisa, di paura ce n’era davvero tanta.




E poi un giorno, dopo mesi e mesi di isolamento,
è suonata una sirena.


In tutto il mondo si è sentita e nessuno sa da dove arrivasse.
Erano le tre di mattina da noi, le otto di sera in Italia e il
Mondo in quei due secondi si è fermato ed ha alzato la testa.
Dal sogno alla realtà

Driiiiin Driiiin …Sono le sei, dobbiamo vestirci e andare a
fare la spesa, chissà che arrivando così presto troviamo la
carta igienica. Carta igienica? Ma non è finito tutto?
Non è suonata una sirena, non abbiamo sconfitto il Coronavirus?
E Lisa chi è?

Mio marito mi guarda preoccupato, “tutto bene?”,
hai sognato qualcosa di strano stanotte mi sa.
Eh già, era tutto un sogno.


Sono confusa, ma era un sogno il virus che aveva bloccato
il mondo? O era un sogno che fosse suonata la sirena e
tutto fosse finito?
Non so quale sia la verità sul CoronaVirus, su tutto ciò
che sta accadendo e non so quando finirà, ma ho capito una cosa.
Ho capito che nel Mondo non siamo tutti uguali, che una parte
di mondo, virus o no, non ha le stesse libertà che abbiamo
noi, ma non so nemmeno se le desiderano. Ho visto popoli in
Africa molto più felici di noi, anche senza il caffè con la
brioches o i fuoristrada iper-accessoriati. Non è detto che
il nostro modo di vita sia il migliore, credo solo che sia
giusta la libertà di vivere come si vuole, senza imposizioni,
senza obblighi, se non il rispetto altrui e della natura
attorno a noi.
Ho visto gente morire per malattie da noi sconfitte da anni,
e poi vedo noi occidentali morire perché vogliamo avere le
“cosce senza ciccia” o sconfiggere le rughe.
Tutti alla fine vogliamo vivere liberi, vogliamo la felicità,
sta solo a noi capire dove si trova. Perchè c’è, nascosta da
finti desideri, soffocata dall’invidia o dall’egoismo, ma
lei c’è.





Credo che in questo momento di isolamento, ognuno di noi
ha il tempo di riflettere.
Quante cose ci mancano e quante le abbiamo date per scontate.
Cose, oggetti, alla fine ci stiamo accorgendo che di cose ne
abbiamo troppe, non riusciamo nemmeno a utilizzarle tutte.
Ma loro, le persone, ci mancano, ci manca abbracciarli, ci
manca ridere con loro e ci manca anche litigare con loro.

Cosa farei appena suona la sirena? Prenderei un volo per
l’Italia, per abbracciare mia mamma, mia sorella, le mie
nipoti e tutti gli amici e le persone care che ho lì.
Perché oggi che sono in Australia, pur sentendoli,
leggendoli, vedendoli, mi mancano da morire. Oggi ancora
di più. Vorrei avere il tempo per coccolarli, per
raccontare la mia vita, per ascoltare la loro di vita.
Quel tempo che abbiamo avuto in eccesso a casa, ma
che “da solo” non serviva a nulla.

Forse in questi giorni stiamo capendo che è la libertà
di sceglierci il tempo, che ci manca di più. Scegliere
se stare stare da soli o in compagnia, scegliere con
chi stare. Se uscire a camminare o rimanere a casa a
leggere un libro.
Scegliere, la libertà di scegliere come vivere,
scegliere come essere felici…questo ci sta insegnando
questo periodo.

Abbiamo televisioni 55 pollici, divani che si trasformano
come Robokop, attrezzi da cucina che decidono cosa
preparare per cena, frigoriferi che ci rammentano che
siamo rimasti senza uova, eppure non ci bastano.
Ci annoiamo comunque, siamo infelici comunque.

Non esistono aggeggi che possano darci la libertà, se
non la nostra mente, libera, intelligente, quella che
non chiede oggetti, ma richiede istruzione, informazione,
la mente che trasforma una piccola scatola di cartone in
un automobile e ci fa divertire. La nostra mente che ha
bisogno della natura per sentirsi viva. La libertà di
scegliere, se essere felici o continuare a lamentarci
per ogni cosa che non abbiamo, invece di gioire per ciò
che abbiamo, fosse anche una patata e un fagiolo.


CoronaVirus, aspettando il suono della Sirena

E di nuovo suona la sirena.


In questo momento la voglia di uscire, saltare, ridere,
scherzare non hanno limiti. Ci sentiamo come
quell’elefante chiuso in gabbia a cui qualcuno ha
regalato la libertà.Una gioia senza paragoni.

Ma prima di tutto ciò, fermiamoci un attimo, prendiamoci
il tempo per capire cosa abbiamo imparato in questi mesi.
La natura attorno a noi si è rinvigorita, nonostante il
male che le abbiamo fatto, continua ad amarci. La natura
assieme a noi, solo così possiamo pensare ad un futuro di
libertà. E non è la natura dei prodotti biologici, il
business degli eco-prodotti, della “moda ecologica”, ma
la semplice natura che vive attorno a noi, quella che ci
chiede solo di rispettarla. Non inquinando, non usando
più di ciò che ci serve, mettendo la natura prima dei soldi.

Davvero, accontentiamoci di ciò che abbiamo, godiamoci
ogni minuscolo centimetro di pelle di chi amiamo.
Perchè alla fine questo periodo ci avrà insegnato che
sono le persone, le esperienze, la natura che incontriamo
nella nostra vita a renderci ciò che siamo. Sono loro a
farci sorridere, non il nuovo modello di i-phone.

Saremo disposti a cambiare la nostra vita dopo tutto questo?
Spero tanto che la risposta sia “si”, altrimenti non avremmo
capito nulla, altrimenti non sarà servito a nulla.
Una valigia leggera e un cuore grande, il mondo e lì che
ci aspetta, prendiamo la felicità e portiamola con noi.
Tutto il resto ce lo regala la natura.

E quando sarà ora Lisa, corri, va fuori,
respira l’aria, fatti scaldare dal sole, abbraccia
gli alberi e sorridi!


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...Ed un sogno nel futuro prima e dopo il coronavirus. Un'emozionante racconto , reperito dal web e scritto da "latartarugavolante" che anche se l'ho copiato dal suo sito , ho ritenuto doveroso metterlo a conoscenza anche in questo contesto di blog, questa storia su cui riflettere. Buona Lettura e...
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L'attesa

04 gennaio 2020 ore 11:11 segnala
Ed in questo nuovo Anno
non mancano le Attese,
quelle che ci fanno
palpitare il Cuore per
un'Emozione senza fine.
















Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle.
Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra.
La strada arriva a un bivio.
Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada.
Prendi quella e nessun’altra.
Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre.
C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi.
E’ quella appresso, subito dopo
una salita.
La casa dove gli alberi sono carichi di frutta.
Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose.
E’ quella la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna con il sole nei capelli.
Quella che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

Raymond Carver
















E ti aspetterò come il cielo
si incontra con l'orizzonte,
dove il brillio della luna
ci illuminerà ancora l'anima,
dove il lento ma ritmato
movimento delle onde saprà
ancora cullarci di passione
infinita .


Shela :cuore
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Ed in questo nuovo Anno non mancano le Attese, quelle che ci fanno palpitare il Cuore per un'Emozione senza fine. « immagine » Esci dalla statale a sinistra e scendi giù dal colle. Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra. Continua sempre a sinistra. La strada arriva a un...
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C'erano la rana e lo scorpione

03 giugno 2019 ore 09:24 segnala
Prendendo spunto da
questa canzone ,
che per caso ascoltai :
la rana e lo Scorpione.












Ne ho fatto un piccolo racconto personale
usando molta fantasia , e rileggendomi ho
notato che ha una morale sempre attuale .

La rana e lo scorpione, dal mio punto di vista
e con la mia fantasia , semplicemente perchè
penso che a volte il percorso che fa parte della
natura potrebbe essere modificato , nonostante
sembri difficile da attuare , ma ci si può provare.

E così un bel giorno uno scorpione doveva
attraversare un fiume, ahimè non sapeva
nuotare, vide una rana che se ne stava nel
suo stagno e lo guardava senza proferire
parola....
Le disse lo scorpione : per favore fammi
salire sulla tua schiena e portami sull'altra
sponda, te ne sarò eternamente grato .
Ma la rana d'istinto ebbe timore di essere
punta e di morire, non immaginando che
anche lo scorpione avrebbe fatto la sua
stessa fine. Ma volle "fidarsi" e lo caricò
sul dorso ed insieme entrarono in acqua .
A metà tragitto lo scorpione che per sua
natura si difende pungendo, capì d'istinto
che la rana non era disposta a Fidarsi
completamente, e che forse avrebbe agito
in maniera scorretta, quindi decise di
pungerla pur sapendo che sarebbero forse
morti entrambi. Ma non avrebbe mai
permesso a chi le ha salvato la vita di
morire e sicuramente lo scorpione si
sarebbe sacrificato per la rana .
Bene , ho raccontato un pò in modo
spartano questo racconto che ha una
morale splendida :
La natura di ognuno nulla e nessuno
la potrà mai cambiare , però ci si
potrebbe venire incontro gli uni con
gli altri senza bisogno di "pungere"
nessuno, credo che ci sia sempre un
modo per cambiare e migliorarsi.
Come lo scorpione , anch'io ho punto
alcune volte in vita mia , ma ho sempre
riconosciuto i miei errori ed ho in
qualche modo cercato di far
comprendere il perchè del mio
comportamento di quel momento.
Anche se la nostra natura ci porta
a fare scelte coraggiose , o a
commettere errori magari per
tirarci fuori dai guai .

Penso inoltre che ci sia una follia
che risiede nella natura umana , ed è
l'agire per fare del male a se stessi
e ad altri senza un comprensibile
motivo , che purtroppo risiede nella
"natura" in fondo lo Scorpione lo fa
per difendersi o per cibarsi , ma uno
scorpione Umanizzato non lo farebbe
mai , anche se (purtroppo) può
comportarsi peggio di una belva
(pensando a quanto di brutto sta
succedendo in questo nostro Mondo)
ed andare oltre al proprio istinto
animale .

L'ho trovata una bellissima storia ,
che fa riflettere , buona lettura!



Shela













" Io mi riparo nel riflesso di
un'impressione . Fiducia ed
Ossessione : la rana e lo
scorpione".

Dal testo
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Prendendo spunto da questa canzone , che per caso ascoltai : la rana e lo Scorpione. « video » Ne ho fatto un piccolo racconto personale usando molta fantasia , e rileggendomi ho notato che ha una morale sempre attuale . La rana e lo scorpione, dal mio punto di vista e con la mia...
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03/06/2019 09:24:44
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Sorella

09 maggio 2019 ore 18:03 segnala










Stamane dopo la nostra bella chiacchierata che da

tanto tempo non facevamo cara sorella , mi sono

resa conto di quanto sei diversa da me , in tutto e

per tutto . Sei la casinara , quella che molla tutto

senza tanto pensarci e va via , lontano dagli affetti ,

dagli amici , segui il tuo istinto e spero con tutto

il Cuore che ogni scelta ti sia sempre benevola ,

e non ti tradisca mai . Da qualche anno ti sei

trasferita in Olanda , tra mulini a vento e bellissimi

paesaggi , tanta natura , tu ci sguazzi li' , ed anche

se non hai un lavoro fisso , ti butti a capofitto in

ogni cosa , senza paura mai , di non farcela , ma

con uno spirito incredibilmente coinvolgente .

Ho sempre ammirato questo tuo carattere , questa

tua testardaggine di fare sempre e soltanto quello

che ti mettevi in testa . Brava , sii sempre coerente

con il tuo vivere, con il tuo Cuore,e ricorda sempre

che tua sorella c'e' , qualora avessi bisogno te l'ho

detto a voce ma te lo scrivo (perche' so che mi

leggerai) così resta inciso come un tatuaggio .

Per qualsiasi cosa , sorelle come quando eravamo

piccole e poi adolescenti , che litigavamo sempre ,

ma si cercavano nei momenti peggiori che abbiamo

passato , sicure di tenerCi sempre per " mano ".

Questo post vuole essere un piccolo omaggio alla

mia sorella che mi manca tantissimo , ma lei deve

fare la sua strada è giusto così.


Vola splendida farfalla,
apri le tue ali e colora
ogni luogo ove con la
tua dolcezza arriverai.


Buona Fortuna streghetta!!!!!



Con Amore cara sorella di Cuore :cuore


Giulia






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« immagine » Stamane dopo la nostra bella chiacchierata che da tanto tempo non facevamo cara sorella , mi sono resa conto di quanto sei diversa da me , in tutto e per tutto . Sei la casinara , quella che molla tutto senza tanto pensarci e va via , lontano dagli affetti , dagli a...
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09/05/2019 18:03:39
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