Sogno e umiltà

12 aprile 2009 ore 16:07 segnala
Un abruzzese avanti negli anni, pur non toccato direttamente da questa immane tragedia avvenuta nell'imminenza delle Feste Pasquali, nel suo momento di raccoglimento, ha la fantasia di sognare, sogna editti mai pubblicati, anzi a dire il vero, pubblicati postumi. Nella sua brevissima permanenza, ha avvertito l'immane forza della natura, lo sgomento di persone care che in muto silenzio attendevano  di essere graziate da questa imprevedibile forza che a volte sa essere divinamente meravigliosa e a volte per misteri, a noi,  sconosciuti sa essere infinitivamente cattiva.
E' in silenzio, muto, sgomento. Quanti di noi, anziani, avrebbero scambiato la propria vita per una vita di un giovane che pieno di entusiasmo, di dedizione lottava con i suoi scritti, con i suoi  libri, Lui si poneva soltanto gli interrogativi di un esame  ostico,  dobbiamo a Lui, Studente,  gli onori  delle armi, mi correggo, dello studio,  perchè in questi giorni  aveva un solo obiettivo, portare avanti al meglio i suoi studi, i suoi esami.
Le crepe nei muri , i frequenti tumulti della terra, le "scosse", lo angosciavano, ma lui, giovane, nel pieno delle forze e delle sue facoltà,  No, non si lasciava condizionare, Tutta la sua energia, vitalità, forza , entusiasmo ed abnegazione erano indirizzati unicamente al suo obietttivo, lo studio, la meta dell'esame.
Tutto il resto era un problema secondario, il Suo era un atto di fede cieca  alla società, nei suoi diritti ed obblighi,  altri compiti non erano di sua competenza, non erano impegni suoi, lui faceva il suo dovere , quello di studiare, non si poneva il problema che altri nel passato, presente e futuro non hanno e non avrebbero svolto il loro dovere, assolto ai loro doverosi compiti ,ai doveri di cui erano delegati e pagati.
In queste giornate di liturgia cattolica, ho l'immagine , per me sentita , dell'umiltà, il fatto di lavare i piedi dell'altro  ci ricorda la grande ricchezza che ha l'essere umano di riscontrare l'umiltà, umiltà nell'ascoltare, umiltà nel rendersi partecipe del vivere altrui, l'umiltà di sentire tante idee, tanti pareri l'uno diverso dall'altro, l'umiltà di riscontrare in contraddittorio il minore dei mali. Umiltà di prendere decisioni con l'onestà del rigore, ma vivendo ed annullando il proprio Io. L'estrema sofferenza nell'intimo, del sentire di agire con umiltà avendo dato ascolto a tutti,  proprio  tutti.
Solo in questo caso la propria coscienza, forse, può essere  immune da rimorsi.
Sono fiducioso che nel futuro questa umiltà farà sempre più parte del bagaglio di ogni uomo e forse una piccola crepa nel muro, oggi portatrice di tanto dolore, potrà, in seguito, contribuire  affinchè l'uomo migliori, scoprendo sempre più l'umiltà, nell'esercizio in quello che io chiamo l'attività umana.
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Un abruzzese avanti negli anni, pur non toccato direttamente da questa immane tragedia avvenuta nell'imminenza delle Feste Pasquali, nel suo momento di raccoglimento, ha la fantasia di sognare, sogna editti mai pubblicati, anzi a dire il vero, pubblicati postumi. Nella sua brevissima permanenza, ha...
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12/04/2009 16:07:59
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Commenti

  1. Poesilandia 19 aprile 2009 ore 14:23
    Caro saggiosolitario, pensieri profondi ... "Sono fiducioso che nel futuro questa umiltà farà sempre più parte del bagaglio di ogni uomo ..." -SI dobbiamo avere fiducia e sperare per un mondo migliore, per i nostri figli, per noi.. con sincero stima, per tutto quello che scrivi. Buona vita con serenita ... -lisa-
  2. dolcegatta62 24 maggio 2009 ore 23:20

    sei veramente saggio...tornero' a leggere con calma i   tuoi bellissimi  scritti,   per ora dolce notte.:-)..

    Nicole.

    ps) grazie della tua visita e commento:-)

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