Un Libro Che Fa Pensare

01 marzo 2010 ore 18:32 segnala

Per molte persone i libri sono solo una perdita di tempo o comunque una cosa 'pallosa' da fare! Da non grande lettrice gli do ragione... Eppure ci sono diversi libri che fanno pensare e che ti prendono talmtente tanto che vorresti leggerli più e più volte! C'è un libro dove la fantasia non serve perchè parla di cose che tutti noi sappiamo... Questo è un libro degli anni '80 ma che tantissimene conoscono! I fatti raccontati sono reali e purtroppo ci sono ancora nella nostra società. Questo libro s'intitola "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" di Cristiane F.

Dato che sicuramente vi starò stancando e non ci sono più parole per descriverlo vi cito alcune delle frasi migliori del suddetto libro.

Questa era la differenza tra gli sballati e gli etilici. La maggior parte degli sballati avevano una percezione molto fine di quello che succedeva agli altri

Siamo completamente soli in questa valle della follia.

Vorrei potergli dare un più della mia forza per aiutarlo, ma sono io la prima ad avere bisogno di forza..

Adesso mia madre mi controllava ogni sera le braccia per vedere se c'erano segni di punture fresche. Mi bucavo quindi nella mano, sempre nel medesimo punto. Mi era venuta una macchia scura di crosta. A mia madre raccontai che era una ferita che si rimarginava con difficoltà. Ma a un certo punto mia madre capì che era una puntura fresca. Dissi: "si, chiaro, oggi l'ho fatto una volta. Lo faccio solo raramente. Non fa per niente male." Mia madre mi picchiò di santa ragione. Non mi difesi. Non mi faceva più nessun effetto. Lei comunque mi trattava come l'ultimo pezzo di merda e ad ogni occasione mi mandava in paranoia. Istintivamente faceva una cosa giusta. Perchè un bucomane, prima di essere veramente disposto a cambiare qualcosa, deve non volerne sapere assolutamente più niente della merda e della porcheria. Allora si uccide, oppure utilizza l'ultimo filo di possibilità per venire fuori dall'ero. Ma allora idee di questo tipo non ce le avevo per niente.

Dopo che lei andò al lavoro mi guardai allo specchio. Per la prima volta vidi i miei occhi mentre stavo a rota. C'erano solo le pupille. Completamente nere e ottuse. Veramente completamente inespressivi.

Ci versai sopra troppo aceto. Adesso mi dovevo cacciare nella vena questa soluzione acetosa perchè altrimenti avredi dovuto buttar via anche l'ero.
Neanche mi sparai dentro la roba che partii. Mi risvegliai solo dopo un'ora buona. La siringa era ancora infilata nel braccio. Avevo dolori alla testa bestiali. Sulle prime non riuscivo ad alzarmi. Pensavo che ero arrivata, che sarei morta. Giacevo sul pavimento e piangevo. Avevo paura. Non volevo morire così sola. Strisciando letteralmente carponi andai al telefono. Ci misi certamente dieci minuti prima di farcela a fare il numero dell'ufficio di mia madre. Ripetei soltanto un paio di volte: "Ti prego, Ti prego mamma, vieni, muoio".
Quando mia madre arrivò potevo stare in piedi. Feci uno sforzo anche se mi sembrava ancora che la testa mi scoppiasse. Dissi: "Si è trattato di nuovo di un dannato attacco circolatorio"
Mia madre capì benissimo che avevo bucato. Aveva una faccia molto disperata. Mi guardava soltanto con occhi tristi, disperati. Non potevo sopportare questo sguardo. Mi penetrava nella testa che pareva mi scoppiasse.

Ghetto della droga e, per vivere di droga, il ghetto del rubare, del prostituirsi, dello spaccio. Una via verso la galera e poi, molto presto, verso la morte, quando ancora non sai cosa sia la vita.

 

Ahah, annoiati??? No dai... Ma se è così e ancora non ve ne siete andati allora vi faccio vedere pure delle immagini del film (perchè hanno fatto pure quello, anche se non rende molto l'idea).

Bè, buona visione.

 

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Per molte persone i libri sono solo una perdita di tempo o comunque una cosa 'pallosa' da fare! Da non grande lettrice gli do ragione... Eppure ci sono diversi libri che fanno pensare e che ti prendono talmtente tanto che vorresti leggerli più e più volte! C'è un libro dove la fantasia non serve...
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01/03/2010 18:32:59
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