Addendum

04 febbraio 2021 ore 22:37 segnala
"Sei stato parecchio silenzioso in queste ultime settimane."

"Sai benissimo che non è così. Il tuo corpo, i tuoi sensi erano di nuovo con noi. Potevamo raggiungere di nuovo il tuo spirito attraverso mezzi fisici, benché un tablet non raggiunga i livelli di un abbraccio o di uno scambio di sguardi.
Volevo credere d'essere stato profetico, scrivendoti queste lettere. Lo desidero tutt'ora, voglio credere di poterti leggere tutto questo mentre siamo seduti insieme sul divano, o raccontartelo mentre estirpiamo erbacce dal giardino. Ma mi sento tradito."

"Da chi?"

"Dalla speranza, dal desiderare profondamente che il capo sia stato superato e che la rotta ci portasse in acque più quiete.
Eri persino uscito dal reparto covid. Poche ore prima mamma ti aveva visitato, avete parlato per ore. Era la prima visita dopo due mesi di discesa verso il nostro piccolo inferno, fatto di mutuo sostegno e troppe energie dedicate ad esorcizzare rabbia e tristezza. Siamo tutti stati traditi dalla speranza, tu che sei in prima linea sei stato ancora tradito dal tuo corpo. Ed adesso, adesso due mesi di lotta ed attesa sembrano essere stati futili. Dopo una settimana di letizia, dove cominciavamo ad assaporare il riaverci, almeno quanto tu riassaporavi il sapore del caffé appena fatto."

"Che buono. Mi potevate perfino portare piatti cucinati in casa, a patto che fossero frullati, avevo una fame..."

"Sei sempre stato tu, durante le ultime videochiamate. Tu, il lupo che non perde ne il pelo ne il vizio. Eravamo così felici di ritrovarti così come sei, siamo così felici di amarti nonostante gli spigoli caratteriali.
Siamo teste dure del sud, vogliamo ancora credere che tu sia il più duro di tutti, papà."

"Anche io spero che tu sia un profeta. Voglio prendere in braccio la mia nipotina con gli occhietti di luna. Voglio mangiare ancora la pasta con la 'nduja e guardare per l'ennesima volta gli stessi film con Clint Eastwood o Terence Hill, per dopo portare la cagna a correre lanciando il frisbee in giardino.
Mi tocca ingoiare, ancora una volta giunti al tubo dell'ossigeno, la sofferenza fisica, la disillusione, la speranza vanificata del rivedervi presto e respirare aria fresca, i ricordi della maschera di plastica prima del buio ed i vostri visi che non vedo da troppo tempo.

La solitudine.


"Voglio abbracciare il tuo corpo e la tua anima da dentro, vorrei dire al malanno che ti affligge di lasciarti stare per un po' di tempo, accettare l'idea di non rivederti più solo dopo esserci salutati di persona e col cuore nella mano. Non così, non così, sterilmente, nel non sapere come sarà domani e forzandomi di credere che ogni alba è una vittoria."

"Spero che mi leggerai e mi racconterai davvero tutte queste cose, appena ci rivedremo. Ti voglio bene."

"Ti voglio bene, papà. Tiendi duro ancora un po', ti prego."
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"Sei stato parecchio silenzioso in queste ultime settimane." "Sai benissimo che non è così. Il tuo corpo, i tuoi sensi erano di nuovo con noi. Potevamo raggiungere di nuovo il tuo spirito attraverso mezzi fisici, benché un tablet non raggiunga i livelli di un abbraccio o di uno scambio di...
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04/02/2021 22:37:41
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Commenti

  1. Jojo.990 04 febbraio 2021 ore 22:54
    Quando scrivi, trovo la lealtà dei sentimenti, riesci a farli affiorare come se traspirassero dal tuo più profondo sentire.
  2. ombra.dargento 05 febbraio 2021 ore 12:36
    ... :rosa
  3. Moscan.sx 07 febbraio 2021 ore 21:48
    Ci sono misteri dolorosi destinati ad essere svelati. Ci sono volontà che ce lo consentiranno,mille fulgidi raggi di luce per proteggere la verità. Ce la faremo,nonostante tutto,ce la farai,e lo sapremo. Forza amico! Forza :rosa :-)

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