Centosette

29 dicembre 2020 ore 12:00 segnala
"Poco prima di Natale, ci dissero che avremmo potuto visitarti, in via eccezionale. Allora eri sveglio, stavate lavorando sul recupero della muscolatura respiratoria.
Tutti decidemmo che sarebbe venuta mamma a trovarti ed incoraggiarti, ed infonderti un po' di tranquillità."

"Se me lo avessero detto, probabilmente non lo avrei permesso. Con la scusa dell'orgoglio per non farmi vedere in quello stato, avrei tentato di tenervi lontano da quell'ambiente che mi ha portato a questo calvario."

"Lo so. Lo sappiamo tutti. Da quando sei entrato lì, tutti noi portiamo la stessa paura di chi passa da leggere impersonali numeri a far parte delle statistiche. Di fatto..."

"...non mi lasciarono scelta. Mi riaddormentarono poco dopo. Nel mio corpo, infuriava ancora la battaglia. Per voi dev'essere stato orribile, quel sorso di speranza annegato in una doccia di fredda realtà."

"Si, papà.
Mamma non se l'è più sentita di entrare, con il coraggio minato dal timore.
Molti sono inclini a dimenticare un effetto secondario di questa piaga: la solitudine. In quei giorni, per noi, si manifestò col dover scegliere chi sarebbe entrato, semmai avessimo desiderato ancora farlo. Un solo posto, una sola occasione, quando il nostro amore per te è sullo stesso piano, il mio, quello delle sorelline, quello di mamma, quello di tuo fratello, solo per citare chi ha un legame d'anima e sangue con te. Chi sarebbe entrato lo avrebbe fatto come ambasciatore di tutti."

"Sei entrato tu."

"Pur sapendo che dormivi profondamente.
È stato surreale sin dal momento in cui mi sono messo in strada. Non c'era nessuno, in giro, del tragitto ricordo solo questo. E dell'attesa in ospedale ricordo i cento passi, e l'opprimente retropensiero che ogni respiro che stessi facendo potesse contenere quel veleno. Ti ho visto passare, ti stavano accompagnando in radiologia. Il personale curante completamente bardato. Il carrellino con la bombola d'ossigeno che ti seguiva.

Non ho potuto fare a meno di sorridere, sotto la mascherina: eri davanti a me. Era passato un mese da quando eri salito su quell'ambulanza con le tue gambe.

Nel colloquio prima della visita, mentre ascoltavo la dottoressa, ho cercato nello stanzino lo schermo che indicava i tuoi valori vitali. Ero distratto da quello, ciò che mi veniva raccontato non era, in fondo, niente di nuovo.
La dottoressa si assentò per cercare chi mi avrebbe accompagnato in reparto. Ne approfittai per avvicinarmi al monitor. Il tuo cuore batteva, regolare.

Centosette battiti al minuto.

Arrivò il momento della vestizione. E mentre indossavo ogni genere di protezione fisica, mi vestii anche dentro: indossai i volti ed i sentimenti di tutti coloro che hanno conosciuto il tuo cuore generoso celato dietro alla durezza del tuo carattere.
Tutti coloro di cui ho potuto ricordarmi, ognuno era con me mentre passavo quella porta. Te li ho nominati tutti, sapendo che la mia voce sarebbe passata attraverso il velo del sonno. Il calore della tua fronte passava attraverso il lattice dei guanti. Il monitor vicino a te indicava sempre la stessa cosa.

Centosette battiti al minuto."

"Grazie per le foto vostre e della piccola Amélie."

"Ti ho chiesto, se te la sentivi di fare ancora qualcosa per noi, di rimanere tranquillo, di sorpassare la naturale agitazione che ti aveva preso nei giorni precedenti, quando eri sveglio.
Non ti eri arreso, fino ad allora.
E noi ti abbiamo aspettato, chiamando il tuo nome nei nostri pensieri, specialmente quando scende il buio e rimaniamo da soli con quella parte di noi, quella vera."

Ti vogliamo bene, papà.
Noi tutti aspettiamo te
insieme alla ripresa
della saga degli abbracci.
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"Poco prima di Natale, ci dissero che avremmo potuto visitarti, in via eccezionale. Allora eri sveglio, stavate lavorando sul recupero della muscolatura respiratoria. Tutti decidemmo che sarebbe venuta mamma a trovarti ed incoraggiarti, ed infonderti un po' di tranquillità." "Se me lo avessero...
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29/12/2020 12:00:42
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Commenti

  1. Lupa.Mare 29 dicembre 2020 ore 12:08
    ... :rosa
  2. dria 03 gennaio 2021 ore 03:27
    La mia parte vera, leggendoti, si è fatta piccolissima; fa il tifo per voi. :rosa

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