Da qualche parte, nel futuro [im]prevedibile.

07 dicembre 2020 ore 22:15 segnala
"Ti ricordi come ce la siamo vista brutta a dicembre?"

"Già."

"È stato un momento molto intenso. Avevi già abbastanza problemi di salute per conto tuo, e quando ci hanno detto che avevi preso il virus in ospedale, abbiamo tutti sentito il precipizio avvicinarsi. Covid 4, poi covid 1, poi l'ossigeno ed il reparto rianimazione. Ero arrabbiato ed indignato, istintivamente. Volvevo che qualcuno pagasse. Era senza tenere in conto che probabilmente i medici farebbero a meno di venire a lavoro positivi se fossero stati sostituibili, che le infermiere devono fare da supporto psicologico a decine di persone rimaste improvvisamente sole ed isolate.
Non hai bisogno di rivivere questi momenti, ma sei nella mia testa, e bisogna rompere il quarto muro. Ti ricordi cosa ti ho detto prima che ti lasciassero la maschera ad ossigeno permanente?"

"Mi hai chiesto di ascoltare e basta. E mi hai detto che siete orgogliosi di me, di quello che ho fatto per la famiglia, nonostante tutte le difficoltà e gli scazzi. Che la fuori mi aspettava la piccola Amélie, la mia prima nipote, nata da appena un giorno. Che dovevo fare il culo al virus. Che ho sempre provveduto per tutti voi. Che siete uniti. Che mi vuoi bene."

"Giusto. Lo pensavo da molto tempo, ma sai, siamo sempre stati molto pudici riguardo ai sentimenti. Abbiamo comunque capito dove sono sempre stati i tuoi atti d'amore e di cura nei nostri confronti. Non ci è mai mancato nulla, nonostante questa sterilità emotiva.
Ti sei rifiutato di vederci per videochiamata. Non volevi neanche vedere la figlia di tua figlia."

"Tu non eri lì, non sai esattamente quello che mi passava per la testa. Però credi di poterlo indovinare, e probabilmente ti avvicini abbastanza alla realtà. Il mondo si è fatto sempre più difficile. Quelli come me sono spaventati o restii al cambio. Con il tempo, si è installato in me un sentimento costante di inadeguatezza. Ho sempre messo la maschera per non far preoccupare le persone intorno a me. Ho avuto molti rimorsi, con il timore di non essere stato abbastanza. Ho desiderato ed invidiato un po' troppo il benestare materiale altrui. Ero intrappolato nel sentimento di ingiustizia e fatalismo. Più provavo a fare le cose a modo mio, più mi si ritorcevano contro. Non ho mai preteso quello che era giustamente mio, lasciando correre situazioni fin troppe volte.
Sono abituato ad affrontare le cose da solo. Spero possiate perdonare quei lunghi silenzi."


"Ho detto alle mie sorelline quello che penso, che capisco il tuo rinchiuderti, che spero possano stemperare l'eventuale risentimento per questa cosa. So che non saranno mai dure nei tuoi confronti, che non ti chiederemo di essere diverso da chi sei.
Forse il nostro approccio con te non è stato nemmeno dei migliori. Hai finito per sentirti inferiore a mamma, quando noi vi abbiamo sempre messo sullo stesso piano.
Papà, non ti biasimo di nulla. Tutte le situazioni difficili che ci hanno portato vicini alla rottura, sono arrivate lasciando la loro scia, ma ci siamo sempre rivisti, puntualmente, a casa. Uniti, tutti e cinque, poi sei, poi sette, con la piccola Amélie, siamo ad otto. Non esiste il giorno in cui quello che tu e mamma avete creato si possa rompere. Siamo le persone migliori che possiamo essere, e tu sei stato il migliore che potessi essere."

"Forse è ora che tu smetta di scrivere, per il momento. Sei in quell'angolo, dove la speranza viene oppressa costantemente dai tuoi stessi attacchi. Va a piangere, ti farà bene. Sono giorni che trattieni le lacrime. So che vuoi mostrarti solido per la famiglia, è quello che farei anche io, ma in definitiva, abbiamo tutti diritto alla debolezza, in un momento dato."

Ti voglio bene, papà. Forza, animo e coraggio.
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"Ti ricordi come ce la siamo vista brutta a dicembre?" "Già." "È stato un momento molto intenso. Avevi già abbastanza problemi di salute per conto tuo, e quando ci hanno detto che avevi preso il virus in ospedale, abbiamo tutti sentito il precipizio avvicinarsi. Covid 4, poi covid 1, poi...
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07/12/2020 22:15:18
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Commenti

  1. Jojo.990 09 dicembre 2020 ore 14:48
    E' la prima volta da quando frequento questo sito che la lettura mi fa lacrimare.

    Grazie davvero di aver condiviso anche con me questa lettera.

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