Resilienza

15 gennaio 2021 ore 23:33 segnala
Quando ho cominciato a scriverti queste lettere dal futuro, era l'orlo di un precipizio spaventoso, incerto come i tentoni di chi vaga sentendosi minacciato nella parte più intima di sé, come in quegli incubi dove la fuga non fa altro che affossarti nel marasma soffocante dal quale tenti di uscire.

È altrettanto vero che la paura è sempre stata accompagnata dalla speranza. Quale sia l'ombra dell'altra, è indeterminabile: come nei molteplici dualismi che ci accompagnano durante il vivere, sembra prendere il sopravvento ciò che noi stessi mettiamo in evidenza. E così, a volte, il marasma sparisce per dare spazio ad una boscosa collina declive dalla quale spiccare il volo con un leggero salto.

Hai cominciato ad apparirmi in sogno, dove ci scambiamo l'abbraccio che non ci siamo mai dati.

Ho cominciato a parlarti come ti ho parlato nelle lettere, nei brevissimi scambi che al momento ci possiamo permettere. Che poi, sono ancora a senso unico, al momento. Ma non fa nulla. Sappiamo che ci sei e che stai reagendo. Ciò che tanto è stato taciuto, o appena appena sussurrato nel concerto di voci interiori, trova una via.

Ti ammiro. Non solo per il tuo senso di sacrificio, per ciò che hai fatto per dare un senso al tuo vivere e per noi che condividiamo il tuo sangue.
Ammiro e mi commuove la tua forza vitale. Ti abbiamo sempre visto andare oltre, fino a danneggiare il tuo corpo, fino a crepare la tua anima, senza comprendere dove fosse la ragione per tanta noncuranza nei tuoi stessi confronti.
Dove io ho imparato a contemplare anche il sentimento di resa, tra tutti gli scenari considerabili, ti sei spinto avanti. Dove la mia empatia ed il vissuto mi suggeriscono la comprensione di tanta, tantissima stanchezza, abbastanza da non biasimare chi molla la presa, il tuo corpo ha valorizzato ogni oncia di ossigeno che ha potuto ricevere.
Ed è così che al giorno d'oggi riprendi tono. Passetto dopo passetto, vai oltre.

Spero di poter comprendere ed abbracciare ciò che alimenta la tua fiamma.
Spero di poterti vivere mentre prendi in braccio nipotine e nipotini.
Spero che ti godrai le caramelle a dovere, ora che è il momento di addolcire le asperità del vissuto.
Spero di essere meravigliato, sempre.

Ti voglio bene, papà.
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Quando ho cominciato a scriverti queste lettere dal futuro, era l'orlo di un precipizio spaventoso, incerto come i tentoni di chi vaga sentendosi minacciato nella parte più intima di sé, come in quegli incubi dove la fuga non fa altro che affossarti nel marasma soffocante dal quale tenti di...
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15/01/2021 23:33:26
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