Un minuto.

21 dicembre 2020 ore 22:46 segnala
"Vorrei schiudere la tua armatura ed abbracciare le tue sensazioni e sentimenti. Poter prendere un po' di te fra le braccia e portarti via angoscia e pensieri gravosi. Lenire la fatica del tuo corpo, nutrirlo con le stesse deliziose pietanze che hai sempre cucinato per noi. Il virus ha chiesto un tributo, ed il tuo fisico, già dolente per l'incuria ed il non riposo, ha ceduto moltissimo.

Nonostante questo, quando ti sei svegliato dopo più di una settimana, hai accettato che ti vedessimo per un brevissimo ma stupendo minuto, attraverso il tablet del reparto. Non potevi parlare per colpa della tracheotomia, anche se immagino che trovare parole sarebbe stato difficile. Ci guardavi, quasi incredulo, un po' sognante, l'aria provata. Avevi gli occhi aperti e rispondevi.

Per noi, è stato il miglior minuto che potessimo desiderare.

Ho cominciato ad andare in diversi posti e riprenderli, per mandare qualche video perché te li faccessero vedere. Per me era importante farti ascoltare piccole cose: il ruscello che alimenta il mulino di Seissogne, il silenzio ovattato della neve, qualche tordo che lo infrange, il vento che soffia lieve su quel piccolissmo altopiano.
Ti ho anche portato in quella piccola frazione che piace a me, fatta di una manciata di case abbandonate ed incastonata in un vallone ombreggiato. C'è un vecchio ponte che collega le due sponde del torrente Laures, e dopo una breve salita tra querce e rose canine, si può trovare una cappella anonima ed una bella vista sul centro valle.

Io ti ringrazio sempre, e mai abbastanza, per averci portati e cresciuti in un posto che ci ha sempre permesso di essere vicini alla natura.

Da tutto questo, avremo appreso un po' di più ad accettare ciò che ci riserva il giorno seguente, non con rassegnazione, bensì con gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto fino al momento presente, un po' più coscienti di poter attuare nel nostro raggio d'azione, che non è niente di più, niente di meno che il nostro cuore.

Immagino di raccontarti questo monologo a voce bassa, accarezzandoti il viso mentre riposi.

Sei fortissimo, papà. Torna a casa presto."
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"Vorrei schiudere la tua armatura ed abbracciare le tue sensazioni e sentimenti. Poter prendere un po' di te fra le braccia e portarti via angoscia e pensieri gravosi. Lenire la fatica del tuo corpo, nutrirlo con le stesse deliziose pietanze che hai sempre cucinato per noi. Il virus ha chiesto un...
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21/12/2020 22:46:28
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