LA MANOVRA CORRETTIVA È LEGGE: NUOVI TAGLI E NUOVE TASSE

23 settembre 2011 ore 21:06 segnala
L’iter dell’ormai famosa Manovra finanziaria correttiva bis è giunto al termine, il 14 settembre scorso il decreto legge ha ricevuto l’approvazione definitiva della Camera ed è diventato legge. Ma come siamo arrivati a questo testo? Riprendiamo insieme gli ultimi passaggi per chi se li fosse persi.



Dopo l’approvazione, ancora nel mese di luglio, della “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, in data 13 agosto 2011 il governo ha presentato il decreto legge n. 138, “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo Sviluppo”. Il testo di quest’ultimo è stato poi riscritto 5 volte, fino ad arrivare alla versione definitiva votata con voto di fiducia prima al Senato il 7 settembre 2011 e successivamente alla Camera il 14 settembre 2011. Il risultato finale è la Legge n. 148 del 14 settembre 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 16 settembre 2011, con cui è stato convertito il decreto legge n. 138 con cui il governo ha varato la manovra bis della finanziaria 2011-201



Il testo definitivo della manovra contiene provvedimenti relativi al contrasto dell’evasione fiscale, alla tassazione IRPEF e IRES, alle pensioni, all’IVA, con un valore di circa 55 miliardi di euro.



I NUMERI - Nella sua formulazione definitiva la manovra finanziaria bis vale54,265 miliardi nel 2013 (dai 49,866 previsti dal testo del decreto del 13 agosto), e sale a 59,79 miliardi nel 2014. Il 2013 è l'anno in cui è fissato il pareggio di bilancio. In termini di impatto sul deficit, la manovra vale 4,342 miliardi nel 2012, 4,399 nel 2013 e 4,389 nel 2014. Per questo 2011 invece si "limita" a 700 milioni. Una buona parte del gettito arriverà dall'aumento dell'Iva al 21%.



IVA – A partire dal sabato 17 settembre l’Iva ordinaria è passa dal 20% al 21%, rimanendo invece inalterate quelle del 4% e del 10% relative ai beni di prima necessità (alimentari, prodotti editoriali, bar, ristoranti, alberghi e alcune operazioni di recupero edilizio). Dalla relazione tecnica al maxi-emendamento risultano stimate maggiori entrate per 4,2 miliardi di euro a partire dal 2012, anche se occorrerà tener conto delle ricadute sui consumi per effetto anche del possibile aumento dei prezzi. L'Iva italiana diventa così una delle più alte in Europa, dietro a Finlandia, 25%, Grecia e Portogallo, al 23% e al pari di Belgio e Irlanda. In termini di gettito, l'aumento dell'Iva vale intorno ai 4 miliardi ogni anno.



GLI AUSILI – Tutto ciò che è incluso nel Nomeclatore tariffario verrà accomunato ai beni di prima necessità conservando l'iva al 4% per cui non è interessato dalla manovra. Il problema nasce però per tutto ciò che non è riconducibile, cosa che, data la mancanza di aggiornamento del Nomenclatore capita per la maggior parte degli ausili. Questi prodotti sono stati fin qui soggetti ad iva al 20%, che quindi diventa 21%. Per cui pesa ancora di più sulle spalle dei disabili. Stesso principio di applica poi alle modifiche, sostituzioni o riparazioni delle quali le Asl non sono tenute a farsi carico e sulle quali ricade quindi la tassazione intera.

Da precisare, magra consolazione, che su tutti i prodotti rimane in ogni caso la detrazione IRPEF del 19%.



LA VOCE DELLE ASSOCIAZIONI – “Con la Manovra appena approvata, assieme a quella di luglio, le politiche sociali del nostro Paese subiscono una nuova possente spallata - non usa mezzi termini la FISH nel commentare i più recenti provvedimenti economici - Le misure contenute nelle due Manovre comportano una netta retrazione della spesa sociale. I tagli agli Enti Locali e quelli ai Ministeri saranno la causa, fra pochi mesi, della sospensione di molti servizi e prestazioni di competenza dei Comuni, che già prima delle Manovre erano in forte difficoltà: asili nido, assistenza domiciliare, supporti all'autonomia personale, assegni di cura sono destinati a diminuire drasticamente, colpendo bambini, anziani e disabili. In sostanza, ad essere investite da questa prima ondata saranno, con diversa intensità, almeno 10 milioni di famiglie italiane”.



Dura anche presa di posizione da parte del Direttivo Nazionale dell'Auser, la principale organizzazione italiana impegnata sul fronte della terza età. “Dopo tre anni di ritardo - è stato sottolineato - il Governo ha capito che la crisi c'è, che è forte e che non durerà poco. C'è bisogno di restituire fiducia e stabilità ai mercati e diequilibrare gli interventi in funzione di una crescita che dia lavoro e sviluppo in tutto il Paese e che non si accanisca sulle condizioni di vita dei Cittadini più deboli, quelli che hanno pagato e che continuano a pagare e che non si oscurino o cancellino i diritti fondamentali delle persone”.



FONTE DISABILI.COM

INSERITO DA CECERE ANGELA
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L’iter dell’ormai famosa Manovra finanziaria correttiva bis è giunto al termine, il 14 settembre scorso il decreto legge ha ricevuto l’approvazione definitiva della Camera ed è diventato legge. Ma...
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23/09/2011 21:06:53
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