Roma, Terapie di gruppo e tagli, così il Comune risparmia su

23 settembre 2011 ore 21:38 segnala
ROMA – Per adesso è solo una sperimentazione: avviata in quattro municipi, durerà sei mesi in tutto. Ma la proposta di riforma dell’assistenza domiciliare, approvata ieri in giunta, ha subito suscitato la protesta dell’opposizione e la discesa in piazza di alcune associazioni che si occupano di disabili e di anziani. E con 250 portatori di handicap hanno protestato ieri in Campidoglio, preoccupate che questa “rivoluzione” mascheri in realtà un drastico taglio al servizio: “La crisi non la paghiamo noi”.

Il vicesindaco-assessore Sveva Belviso è tuttavia decisa ad andare fino in fondo: “Grazie alla riforma, che sarà testata proprio per essere migliorata, forniremo assistenza a 2.200 persone in più, con un abbattimento delle liste d’attesa del 30%”, spiega. “Un risultato che otterremo a risorse invariate”. Ovvero 51 milioni, gli stessi stanziati l’anno scorso: 34 milioni per la cura dei disabili; 17 per gli anziani. Come per miracolo, però, ai 7.400 utenti attualmente serviti (ben 4.500 sono quelli che aspettano fiduciosi) si aggiungeranno mille disabili in più (diventeranno 4.600, +28%) e milleduecento anziani (da 3.800 a 5.000, +31,5%). “Finora”, osserva amara l’assessore, “bisognava aspettare che morisse qualcuno per entrare in assistenza. Abbiamo lavorato per otto mesi insieme ad associazioni, municipi e sindacati, per riorganizzare il servizio e abbattere gli sprechi”.Ma come è stato possibile moltiplicare gli utenti senza sborsare un euro in

più? “Fissando un costo standard per ogni pacchetto di servizi erogato”, prosegue la Belviso. “Un’innovazione necessaria dopo esserci accorti che, sulla stessa prestazione, c’era una forte sperequazione tra i municipi. Per esempio, l’assistenza ai disabili costa al Comune in media 9.500 euro a persona: nel I municipio si spendono 16mila euro, nel VI 6mila. Idem per l’assistenza agli anziani: il costo medio è di 4.500 euro, ma si va dai 9.500 del III municipio ai 2.800 del XII”. Non è l’unica novità. L’altra, che più preoccupa gli assistiti, sono i gruppi di lavoro. “Finora l’assistenza era sempre 1 a 1, un operatore per ciascun utente”, conclude l’assessore. “Con la riforma verranno introdotte le terapie di gruppo, ma solo sulla tipologia di disagio lieve: uno stesso operatore si occuperà di più persone. I tecnici sono convinti che in questo caso funziona meglio”.

Sulle barricate il Pd. “Nel tentativo di ridurre le liste di attesa la giunta Alemanno prova ad allargare la fascia di intervento ma lo fa con risorse invariate, provocando una sensibile contrazione delle ore di assistenza (-33%) a danno delle persone con gravi disabilità”, hanno contestato il consigliere capitolino Daniele Ozzimo e la responsabile Welfare dei democratici Emanuela Droghei. “In questo momento di crisi non si può pensare di fare riforme tagliando servizi, specie quelli sociali”, rincarano. “Se veramente Alemanno ha a cuore il futuro della città rinunci a 3 dei 15 milioni previsti nel 2011 per gli incarichi esterni e li reinvesta nell’assistenza domiciliare. Solo così si possono abbattere le liste d’attesa senza penalizzare i cittadini più fragili”.





FONTE DISABLOG.IT

INSERITO DA CECERE ANGELA
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ROMA – Per adesso è solo una sperimentazione: avviata in quattro municipi, durerà sei mesi in tutto. Ma la proposta di riforma dell’assistenza domiciliare, approvata ieri in giunta, ha subito...
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23/09/2011 21:38:07
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Commenti

  1. Klara53 23 settembre 2011 ore 22:02
    Stessi diagi a Milano, assurdo, bisogna assolutamente trovare alternative.
    NON si puniscono i fragili, per consentire assistenza medica guatuita, a nostre spese, ai politici

    AUGURONI

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