Capodanno A TIMES SQUARE

12 gennaio 2012 ore 03:33 segnala
31 Dicembre, siamo pronti a festeggiare questa fine anno in maniera diversa dal solito.
Basta con le solite serate stiracchiate, ad attendere la mezzanotte davanti alla tv , con la fetta di panettone in mano ed i resti del cenone sulla tavola, basta con le insulse riunioni tra parenti , basta con i soliti tiramolla: Organizzi tu per capodanno? Beh, sai, veramente...Allora, se volete venire da me......magari ognuno porta qualcosa...ecc. Ecc.
Caspita, Quest'anno siamo a New York!
Ho passato più di due mesi ad organizzare questo viaggio, ho raccolto informazioni un po' su tutto ciò che c'è da fare e vedere nel periodo natalizio e non può certo mancare la sera di fine anno a Times square. Altro che vederla in tv, stavolta ci saremo anche noi! Anche noi ci tufferemo in mezzo alla folla oceanica, a vedere la palla luminosa che scende a segnare la mezzanotte.

Siamo a New York già da una settimana e questo è il nostro ultimo giorno qui; ci siamo inebriati dell'atmosfera natalizia che si respira ad ogni angolo__ non c'è un palazzo o portone che non abbia una ghirlanda col nastro rosso, grande o piccola che sia, non c'è una portineria che non abbia un gigantesco albero di Natale __ci siamo riempiti gli occhi dei colori e delle luci sfavillanti delle vetrine sontuosamente addobbate , dei grattacieli illuminati; ci sembra di stare in un gigantesco libro di favole, di cui stiamo sfogliando le pagine.
31 Dicembre. Alle sei del pomeriggio ci avviamo a piedi verso Times square, conosciamo ormai bene la strada, non è lontano dal nostro albergo; si respira aria di attesa tra la gente che cammina in fretta verso la piazza; le notizie raccolte attraverso i forum dicono di andare presto se si vuole sperare di accedere alle zone consentite, e già per noi sei ore prima sono un'enormità. Non siamo gente da partite di calcio o da concerti, non abbiamo la pazienza di aspettare, però stavolta ce la mettiamo tutta perchè New York è New York e chissà se e quando ci potremo ritornare.
La serata per fortuna è bella, non fa nemmeno tanto freddo, ma io non mollo il mio berrettone di lana che mi ha salvato dal vento gelido dei giorni precedenti, anzi mi porto pure un ombrellino perchè ...non si sa mai. Mi guardo intorno e mi sento un po' ridicola, le ragazze sono in giacchettina , molte sono scollate con minigonne e tacchi vertiginosi. Ma di che cosa sono fatti questi americani che non sentono mai freddo?
Siamo ormai molto vicini alla piazza e già cominciamo a vedere schiere di poliziotti che piazzano transenne, c'è ancora tanto spazio e non capiamo perchè comincino a chiudere le strade; alla gente che chiede dicono che non si può passare di lì, al massimo si può provare ad aggirare gli isolati, a destra o a sinistra. Scegliamo di andare a destra, per arrivare sulla 6 avenue e poi proseguire; io non mi oriento ancora bene, ma i miei due uomini sono due bussole ambulanti e li seguo speranzosa.
Cominciamo a vedere poliziotti dappertutto, hanno modi bruschi e sono irremovibili; arriviamo a Briant park, un parco delizioso, con una pista di pattinaggio sul ghiaccio, in mezzo ad una foresta di grattacieli luminosi; da lì non si vede la piazza né lo spettacolo, ma la sfera si vede bene e poi ci sono tavolini e sedie su cui riposarsi. Pian piano il parco si anima di gente che, bloccata dalla polizia, pensa di sistemarsi qui. Tutti sono euforici ma pazienti, nessuno schiamazzo se non qualche trombetta che da noi userebbero i bambini. Petardi? Neanche l'ombra,forse non sanno nemmeno cosa sono.
Sono appena le 19 e 45, il tempo non passa mai , ma in fondo nutriamo la speranza di riuscire in qualche modo ad avanzare e raggiungere una sistemazione migliore, dove almeno ci sia un grande schermo per seguire lo spettacolo a cui interverranno varie star e, in conclusione, Lady Gaga.
Sul più bello la voce severa e stentorea di un poliziotto comunica che alle otto il parco chiuderà.
Tutti ci guardiamo stupiti ed increduli: questo parco di solito sta aperto fino a notte inoltrata , perchè mai dovrebbe chiudere? Sono irremovibili e cominciano a portare transenne con cui iniziano a sbarrare le entrate del parco, ci cacciano letteralmente senza tanti complimenti e non ammettono domande. La gente sfolla mogia mogia e si sistema sul marciapiede di una strada larghissima e lunghissima, e noi con loro; nessuno protesta come faremmo noi italiani in una situazione simile. Impossibile anche attraversare la strada per spostarci in avanti, siamo tutti bloccati , anzi, ingabbiati in piccoli quadrati circondati da transenne, in pratica siamo imprigionati.
Non oso pensare a come andrebbe a finire se veramente succedesse un'emergenza. Non capiamo quale sia la logica che li guida, di sicuro pare che la polizia di NY non voglia che la gente possa in alcun modo non dico seguire lo spettacolo, ma neppure adocchiare da lontano la dannata palla luminosa.
Decidiamo di uscire in qualche modo da quella gabbia e svicoliamo all'indietro, facendoci largo a stento tra la folla, un giovane poliziotto ci fa capire che possiamo solo uscire, ma non più rientrare ed intanto altri suoi colleghi hanno ricevuto l'ordine di cacciare la gente che sta seduta sui muretti lungo la strada e piazzano ancora cavalletti e transenne.
Insomma non si può stare da nessuna parte, se non imbottigliati sul marciapiedi.
Dallo stupore iniziale siamo passati all'indignazione, possibile che non ci sia nemmeno un maxischermo o un altoparlante? Possibile che se ne freghino di centinaia e migliaia di turisti che sono venuti apposta? Ci sono cordoni di polizia che fanno pensare piuttosto a misure da antiterrorismo che ad una festa popolare.
Capiamo che non c'è niente da fare e ci allontaniamo tornando indietro. Gironzoliamo facendo percorsi alternativi per fare passare il tempo.
Per strada intanto la folla è diventata enorme, si sta avvicinando la mezzanotte e sono quasi sei ore che siamo in piedi. La stanchezza si fa sentire, ma non lo vogliamo ammettere. Ma l'avremmo mai fatto in altre circostanze? Sicuramente no.
Tutti stanno col naso per aria, ma per vedere cosa ? Gli basta immaginare e aspettano.
Alla fine ci intrufoliamo in una zona colma di gente che guarda fisso verso un punto in alto, capiamo che da lì c'è uno spiraglio di visuale sulla sfera di Times square, un triangolino tra i grattacieli da cui si possono vedere i colori rutilanti dei led che si alternano formando geometrie diverse. Ad un tratto ecco un fuoco d'artificio, ci siamo, la sfera comincia a scendere, ma noi non vediamo che qualche secondo di discesa, possiamo solo immaginare che sia scoccata la mezzanotte.
Ironia della sorte,siamo qui ed invece ci toccherà vederci lo spettacolo su you tube.
Il pubblico si scatena con baci e abbracci, risuonano le trombette, uno davanti a me brinda con una bottiglietta di aranciata, qui infatti è severissimamente proibito bere alcolici per strada.
Benvenuto 2012! La tua entrata non è stata certo trionfale, mi immaginavo giganteschi fuochi d'artificio, come fanno dalle mie parti, ma di questi, qui, nemmeno l'ombra.
Eppure siamo contenti, nonostante tutto, New York ci ha preso in giro, ma è sempre New York e questa è l'ultima notte, domani si parte.
Siamo affamati. E se festeggiassimo con un un'ultima fetta di cheese cake?
Proviamo a cercare un negozio, ma tutti stanno chiudendo, accidenti, NY è piena zeppa di posti in cui mangiare, ad ogni angolo, a tutte le ore, eppure stanotte non riusciamo a trovarne uno aperto.
Ci viene in mente il fornitissimo salad bar del cinese, proprio di fronte all'albergo, quello di solito sta aperto tutta la notte e vende di tutto.
La scritta OPEN rossa brilla intermittente, è fatta, il locale è pressochè deserto, ma c'è ancora ogni sorta di ben di dio ed in quanto a dolci c'è solo l'imbarazzo della scelta.
E' sicuramente un dolce industriale, ma a noi pare buonissimo e ce lo gustiamo avidamente, ci sembra che abbia tutto il sapore di questa città che ci ha travolto con la sua frenesia e con la sua bellezza e che ora stiamo per lasciare.
Tre fette di cheese cake non per un addio, ma per un arrivederci a New York.
.






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31 Dicembre, siamo pronti a festeggiare questa fine anno in maniera diversa dal solito. Basta con le solite serate stiracchiate, ad attendere la mezzanotte davanti alla tv , con la fetta di panettone in mano ed i resti del cenone sulla tavola, bast...
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CONTRO LA PENA DI MORTE

30 novembre 2011 ore 19:00 segnala


Oggi si celebra la giornata internazionale delle " Città per la vita, città contro la pena di morte".
"La Giornata, nata in ricordo dell’anniversario della prima abolizione della pena capitale, decretata nel Granducato di Toscana nel 1786, vuole promuovere questa battaglia di civiltà in tutto il mondo e rappresenta la più grande mobilitazione internazionale per fermare tutte le esecuzioni capitali."
Questa sera il Colosseo sarà illuminato per l'occasione e così pure, a Torino, la Mole Antonelliana.
Benchè negli ultimi anni parecchi stati l'abbiano abolita, la pena di morte persiste ancora in molte zone del mondo,ad esempio Giappone e Stati Uniti,unici grandi paesi industrializzati a prevedere la pena di morte nel loro ordinamento giudiziario.

La pena di morte rappresenta la maggiore negazione dei diritti umani, è un omicidio premeditato ed è inconcepibile che sia proprio lo Stato ad eseguirlo, qualunque sia il reato commesso. Uno Stato ha il dovere di punire, e già l'ergastolo, vale a dire la privazione per sempre della libertà, sarebbe sufficiente a fare giustizia, ma uno stato ha anche il dovere di rieducare e recuperare l'individuo, cosa impossibile se lo si uccide.
Senza contare la possibilità dell'errore giudiziario.
Negli Stati Uniti vengono condannati a morte in proporzione maggiore coloro che non si possono permettere i migliori avvocati, gli appartenenti a minoranze etniche o razziali ed anche malati di mente; per non parlare degli stati islamici in cui si può essere uccisi per comportamenti sessuali contrari alla legge coranica





Donna iraniana sul punto di essere lapidata




Certo ci sono dei reati particolarmente odiosi ed intollerabili come, ad esempio l'uccisione e la violenza sui bambini,e, d'istinto, vorremmo avere tra le mani quel mostro che li ha commessi, per farci giustizia da soli subito, senza aspettare i tempi lunghi di un processo, ma questo vorrebbe dire tornare alla legge della giungla, ci comporteremmo alla stessa stregua dei mafiosi che pretendono di farsi giustizia da sè, negheremmo centinaia d'anni di conquiste di civiltà e, poi nonostante tutto ciò, staremmo forse meglio?

La pena di morte è un sintomo di una cultura di violenza, non una soluzione ad essa. È un affronto alla dignità umana e deve essere abolita.

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Il 99%

24 novembre 2011 ore 18:57 segnala




Sabato scorso ho visto un bel dossier giornalistico, curato da Gerardo Greco, sul movimento di occupy wall street, a New York.
Ho sentito molto parlare di questo movimento da due mesi a questa parte, ma il lungo ed esauriente servizio di Greco, mi ci ha condotto dentro, mi ha fatto vedere i volti di molti di quei giovani , facendoli parlare e raccontare di sé, delle ragioni della loro protesta e della loro indignazione.
Non ho visto incappucciati tra loro, non lanciano estintori né mandano in frantumi le vetrate delle banche, marciano compostamente sbandierando i loro cartelli di protesta e si sono accampati in piccole tende da campeggio o in altri mezzi di fortuna, resistendo contro la pioggia e il freddo che ormai avanza nell'autunno newyorchese. Hanno resistito anche alla nevicata precoce di qualche settimana fa.
Zuccotti park, un piccolo parco del distretto finanziario di Wall street, è il cuore della protesta, là hanno piazzato la loro tendopoli, quasi di fronte al gigante “cattivo” :la borsa più importante del mondo.
Non appartengono solo alla sinistra, ma c'è un po' di tutto tra loro, alcuni sono liberali, alcuni anarchici, altri si dichiarano socialisti, ambientalisti, democratici, e ci sono persino ragazzi che si definiscono repubblicani. Troviamo ragazze e ragazzi atei e molti credenti. Ci sono musulmani, ebrei, indù, buddisti e cristiani. Molti ventenni, ma tanti manifestanti sono più maturi. Ci sono studenti e disoccupati ed anche molti che un lavoro ce l'hanno.
Non pochi si sono aggregati alla protesta spostandosi a Ny da altre città anche molto lontane, spinti dalla convinzione che sia ora di dire basta ad un mondo dominato solo dal dio denaro e dai giochi della speculazione finanziaria.
Anche loro, come milioni di altri giovani, cercano di trovare risposte plausibili a delle banali domande:
- perchè dopo tanti anni di studio poi non riesco a trovare un lavoro adeguato ? -Perchè, anche se sono capace e volenteroso e onesto non riesco a guadagnare di più e invece chi specula guadagna miliardi ?
- Riuscirò mai a poter mantenere una famiglia e dei figli?
-Perchè i finanzieri tengono in scacco intere nazioni e se sbagliano non pagano mai, anzi hanno liquidazioni miliardarie?

Che si sia giunti finalmente ad una svolta?
Forse è utopico pensarlo, eppure questo movimento da quando è iniziato, in Spagna, ha cominciato a diffondersi a macchia d'olio fino a raggiungere l'altro capo del mondo, il regno del denaro e del capitalismo, dove si decidono le sorti delle altre nazioni ed ha cominciato a raccogliere attorno a sé gente di tutte le età, solidali con quei giovani ed indignati come loro.
Cominciano a far paura, questi ragazzi, tanto che sono stati scacciati di forza, ma loro non mollano, la loro è una resistenza pacifica, si fanno trascinare via dai poliziotti, subiscono l'attacco degli spray urticanti, ma non mollano.
Vedere la loro costanza e la loro determinazione mi ha dato fiducia, mi ha fatto sperare in un mondo migliore, dove a prevalere non dovrebbe essere solo la forza del potere economico, ma l'interesse per i bisogni del cittadino e per la crescita sociale di tutta la nazione.

Forza ragazzi, la ragione è dalla vostra parte, voi siete il 99%





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Solo per ricordo

22 ottobre 2011 ore 00:09 segnala



Un sensazionale evento ieri all'ospedale Santo Spirito di Roma, uno dei più noti della capitale, proprio vicino al Vaticano.
L'importanza dell'avvenimento è stata sottolineata dal collegamento in diretta con Canale5 Mediaset
che, in esclusiva mondiale, ha trasmesso tutte le fasi del delicato intervento.
L'evento era nientepopodimeno che il parto, in diretta appunto, del figlio di Claudia Losito e Remo Nicolini.
Fin dal primo mattino le troupe Mediaset hanno cominciato a predisporre impianti e cavi per preparare la diretta con Pomeriggio5, in cui una commossa Barbara D'Urso ha presentato al mondo il neonato rampollo dei due festanti genitori.

Ma che, me stai a cojonà? -penserete voi-e chi so' sti due?

Forse in questi mesi di crisi martellante, di primavere arabe e guerre di liberazione, di indignati pronti ad esplodere in ogni angolo del mondo, di fatti più o meno sensazionali che hanno attirato la nostra attenzione, ci siamo persi sicuramente qualcosa, forse sono due importanti esponenti del mondo politico o culturale o artistico del nostro paese.
Ma, anche quando, che c'è di così sensazionale in un parto? Tutti i giorni centinaia di donne partoriscono e, al massimo, il neopapà tremante in sala parto gira un filmatino o scatta qualche foto da mostrare poi entusiasta aì parenti o agli amici.
Fattostà che l'importanza dei due personaggi è tale da consentire di mettere a soqquadro un intero reparto ospedaliero, le troupe in corsia hanno turbato la privacy delle altre gestanti o neomamme, agli altri ricoverati è stato impedito di circolare nei corridoi o nei viali della struttura, alle macchine ed ai motorini vietato parcheggiare all'esterno. Per non parlare poi del personale ospedaliero, intralciato nel suo delicato compito di assistenza ai degenti.
Nemmeno la premiere dame Carla Bruni Sarkosy ha provocato un tale cancan, ma che, vuoi mettere? Lei è solo la moglie del presidente francese.
Bazzecole al confronto di Claudia Losito e Remo Nicolini e Canale5 non poteva farsi scappare tanta succulenta notizia.
Insomma, non l'avete ancora indovinato chi sono? Ma come siete disinformati, lei è,

udite udite, una ex concorrente del Grande Fratello e lui è l'ex di Guendalina Tavassi, un'altra del GF.

Di fronte alle proteste del personale e dei sindacati, chissà perchè così scandalizzati dalla cosa, il primario del reparto si è giustificato dicendo “la donna mi aveva detto che voleva un ricordo di quel giorno”.

No comment

Non perdetevi altri pomeriggi o domeniche su canale5, sennò rischiate di perdervi le poppate, i pannolini, la culletta , lo svezzamento e altre amenità di tanto rampollo.

The Truman Show docet

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Dietro la violenza il nulla

21 ottobre 2011 ore 18:36 segnala




La settimana che si sta concludendo è stata dominata dall'indignazione suscitata dai fatti del 15 ottobre a Roma.
Forse, per ritrovare un termine di paragone, bisogna riandare con la memoria a quanto accadde a Genova dieci anni fa. Gli stessi incappucciati, le stesse felpe nere,i volti ben nascosti sotto caschi o fazzoletti, la stessa violenza devastatrice, stavolta addirittura contro simboli religiosi e auto di ignari cittadini.
Per questa marmaglia di delinquenti quando si tratta di spaccare, bruciare o lanciare bombe, tutto è alla stessa stregua, non fanno differenza tra un banca un negozio o addirittura una casa, abitata da qualche famiglia , magari con i loro stessi problemi.

Nel passato abbiamo già vissuto la violenza di piazza, manifestazioni in cui gruppi di diversa appartenza politica si scontravano tra loro ferocemente, in cui non pochi rimasero uccisi, anche tra i poliziotti, ma lì c'erano delle ideologie forti, dei progetti politici, giusti o sbagliati che fossero.

Questi, invece,sono contro tutto e tutti,un'esplosione di violenza pura, segno di un malessere dilagante e della progressiva perdita di valori, anche politici, delle nuove generazioni.
Si dice siano gruppi anarcoidi, ma poi arrestano ragazzi tipo quella macchietta di Er Pelliccia, che, francamente, fa più pena che paura, suscita le risate e le battute con le sue balbettanti scuse senza senso,e sembra più un ragazzino che gioca alla guerra piuttosto che un anarchico convinto.
Ci vuole il gruppo perchè questi individui si sentano forti ed imbattibili, la maschera per dargli il coraggio di agire, spogliati di queste difese diventano piagnucolosi e vigliacchi.
Penso che parecchi di questi nuovi vandali delinquenti siano magari figli di papà, studenti a tempo perso o "fancazzisti " che si fingono impegnati, e danno sfogo al loro vuoto spaccando tutto e magari poi mettendo su youtube i filmati delle loro deliranti imprese. Già, perchè saranno pure contro i simboli della finanza e del capitalismo moderno, ma scommetto che hanno in tasca l'iPhone o il Blackberry.
Gli altri, i veri precari,i giovani che vogliono seriamente costruirsi un futuro possibile, negatogli da governi che hanno portato avanti solo gli interessi delle banche e della finanza, cercano di organizzarsi e di fare sentire la loro voce attraverso manifestazioni pacifiche, occupano piazze o resistono alla forza pubblica, ma mettendoci la faccia.

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Stefano Lavori, una vicenda all'italiana

12 ottobre 2011 ore 20:26 segnala



In questi giorni spopola sul web un post sul blog del giornalista "precario della comunicazione" come lui si definisce, Antonio Menna, intitolato "Se Steve fosse nato in provincia di Napoli", nel quale si ipotizza la storia di Stefano Lavori, alias Steve Job,un ragazzo smanettone che, armato di pari ingegno e spirito di iniziativa,insieme ad un amico tenta di costruire e vendere computer nel suo territorio.I due utilizzano un garage dei genitori per assemblare i pc , si vendono il motorino per raggranellare i primi soldi, bussano alle banche per ottenere finanziamenti, danno fondo a tutte le loro risorse e le sperimentano proprio tutte per raggiungere il loro obiettivo.
Ma......
“Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”.
Il locale non è a norma per esercitare un'attività commerciale;" ma quale attività, noi stiamo solo sperimentando"
E poi arriva la Finanza e così i due devono assoggettarsi alla mazzetta per potere continuare, e poi e poi tra un ostacolo burocratico e l'altro alla fine arriva la camorra e, se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage.

Indovinate come va a finire ?

Stefano Lavori ed il suo amico alla fine rinunciano, abbandonano il garage e.....vanno a fare i garagisti.

Steve Jobs in quattro anni quotò la Apple in Borsa.

Certo dire che in Italia un giovane dotato di ingegno e iniziativa non possa mai raggiungere il successo è davvero eccessivo, ma che qui da noi, soprattutto in questo ultimo decennio, il talento abbia un'enorme difficoltà a farsi apprezzare, è altrettanto vero.
Troppe pastoie burocratiche, troppa corruzione negli uffici preposti, per non parlare del familismo , altra piaga nell'università,nei concorsi, nei posti di prestigio, e poi la delinquenza organizzata, mafia e camorra che colpiscono ancora pesantemente al sud, ma non solo.

E la rabbia degli studenti indignati questo vuole dire: dateci il futuro . Adesso non ce l’abbiamo,adesso non riusciamo a vederlo.
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« IMMAGINE: http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSwMwDPv1rN9xhek1q1q3Yecj1w06q_IiuwPykVljrqScn_1E2i » In questi giorni spopola sul web un post sul blog del giornalista "precario della comunica...
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E SE LA CRISI............

27 settembre 2011 ore 01:00 segnala
A destra e a sinistra non si sente altro che parlare di crisi, accendo la tv e sono sommersa dai dati delle borse, - 3%, una tragedia, già siamo al fallimento, o meglio al default, il giorno dopo magari una leggera risalita allo 0,50 %, deboli segnali di ripresa, ma che farà la Grecia e che dirà la Germania? A quanto pare siamo nella morsa e l'euro? a quanto sta sul dollaro? E poi e poi.....operai in cassa integrazione, benzina che rincara senza sosta, tagli di qua e di là, pensioni in pericolo......e in tutto questo cancan ognuno propone la sua ricetta per la sopravvivenza.
Io non ho ormai grandi aspettative, è dalla mia adolescenza che vedo avvicendarsi periodi di crisi, praticamente una dopo l'altra dagli inizi degli anni 70 in poi ( per intendersi dalla crisi petrolifera quando le domeniche cominciammo ad andare a piedi), ma, forse per consolarmi, mi domando se ormai non abbiamo toccato il fondo e se, da qui in poi, non si possa che risalire.
Forse la crisi ha in sè qualcosa di positivo, costringe a trovare soluzioni per uscire dal tunnel, mette in moto una catena di energie, prima latenti, costringe al dialogo ed al confronto, stimola la creatività e la voglia di reagire di un popolo, solitamente passivo ed appiattito nell' abitudine di avere il necessario ed anche, spesso, il superfluo.
Di questo parere era nientepopodimeno che Albert Einstein che così diceva:


"Non pretendiamo che le cose cambino, se facciamo sempre le stesse cose. La crisi è la migliore benedizione che può capitare alle persone ed alle nazioni, perché la crisi porta progresso.

La creatività nasce dalla difficoltà, come il giorno nasce dalla notte scura.
E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi, supera se stesso senza rimanere “sorpassato”. Chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti e le proprie manchevolezze, violenta il proprio talento e rispetta di più i problemi che le soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare vie di uscita e soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti.

E’ nei momenti di crisi che emerge il meglio di ognuno, poiché senza crisi tutto il vento è carezza. Parlare di crisi è promuoverla mentre tacere nella crisi equivale ad esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoreremo duramente. Concludiamo infine con l’unica crisi minacciosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla. "

E se lo diceva lui, possiamo crederci; L'importante è avere dentro di sè una luce, una speranza ed allora andiamo avanti con tenacia, cercando di tirare fuori tutto il meglio da noi stessi e dal nostro Paese.










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A destra e a sinistra non si sente altro che parlare di crisi, accendo la tv e sono sommersa dai dati delle borse, - 3%, una tragedia, già siamo al fallimento, o meglio al default, il giorno dopo...
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LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA

20 settembre 2011 ore 01:42 segnala
Stupidità. stupidità, stupidità:mi sento sommersa dalla stupidità, quella di una società e di un paese che sembra aver imboccato la strada della furberia e della volgarità, innalzandola al ruolo di "savoir vivre", per barcamenarsi in questo mare di imprenditori corrotti e corruttori, di politici truffaldini che a tutto pensano fuorchè all'interesse pubblico,dove non sembra più avere un qualche valore la capacità o il merito, per non parlare dell'onestà, dove ci si vende per un posto di lavoro o peggio per una comparsata in tv, dove la cultura è rappresentata dalle fiction su qualche santo o dai telefilm americani, sorvolando sulla miriade di giochini che ci rimbambiscono a tutte l'ore.

Mi ci sono proprio ritrovata quando ho letto quanto ha teorizzato un prof. emerito dell'università di Berkeley, l'italiano carlo M. Cipolla che ha formulato le leggi della stupidità.


Premessa

1)I grandi personaggi carismatici/demagoghi

moltiplicano/attirano gli stupidi trasformandoli

da cittadini pacifici in masse assatanate


2)Quando la maggior parte di una società

è stupida allora la prevalenza del cretino

diventa dominante ed inguaribile







Prima Legge

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:

a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;

b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.

E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.


Seconda Legge

La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l'aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.

Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.
Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano).
Non si può trovare nessuna differenza del fattore Y nelle razze, condizioni etniche, educazione, eccetera.

Terza Legge

Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

Quarta legge


Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

Quinta Legge

La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.

Questa è probabilmente la più comprensibile delle leggi per la conoscenza comune che la gente intelligente, per quanto possa essere ostile, è prevedibile mentre gli stupidi non lo sono.


Corollario di base:

"Una persona stupida è più pericolosa di un bandito"




[



Segue
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Stupidità. stupidità, stupidità:mi sento sommersa dalla stupidità, quella di una società e di un paese che sembra aver imboccato la strada della furberia e della volgarità, innalzandola al ruolo di "savoir vivre", per barcamenarsi in questo mare di imprenditori corrotti e corruttori, di politici...
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20/09/2011 01:42:37
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RITORNO

16 agosto 2011 ore 19:43 segnala
Uno due tre......via, riparto. Eh, sì, sono due mesi che non scrivo nulla sul blog,due mesi che lo ignoro e più di una volta ho pensato di chiudere, di mettere fine a questa esperienza, intrapresa per caso. Stop, finito!
Sarà che in questo periodo ho fatto abbastanza vita di spiaggia, ho interrotto la mia routine quotidiana dei mesi precedenti ed ho svogliatamente aperto il pc, giusto per la posta e poco altro; sarà che ho pensato che la vena si fosse esaurita rendendomi disinteressata alla scrittura ed alla comunicazione. Sarà un po' di tutto messo assieme, fattostà che ho abbandonato il blog, dandogli di tanto in tanto solo qualche occhiata.
A proposito, ho scoperto che ho superato le 2200 visite, persone che ringrazio per aver visitato la mia pagina, tutte non loggate, almeno così sembra, ma i loggati dove stanno?
In questo periodo, comunque ,non faccio che sentire e leggere di gente che sta tornando dalle ferie o sta andandoci, io invece sono rimasta qui, in città, per tutta l'estate: mattina al mare facendo passare il tempo tra libri e parole crociate, pomeriggi a casa dove, tra l'altro, oltre al tentativo di realizzarmi una gonna cercando di decifrare un cartamodello( impresa titanica per chi come me non ne capisce quasi nulla di cucito) ho fatto un mucchio di progetti per organizzare una vacanza che sembrava possibile e che invece temo proprio non si realizzi. Ho spaziato con la fantasia dalla crociera nei fiordi norvegesi fino a lle bianche spiagge di Zanzibar, e non solo con la fantasia: nossignori sono anche andata in agenzia viaggi ed ho preso le mie brave informazioni e naturalmente vari cataloghi, di quelli che ti fanno venire l'acquolina agli occhi. Il mio tradizionale viaggio agostano, però, sembra proprio sfumato dato che quest'anno troppe cose si sono messe di traverso, rendendoci finora impossibile la decisione.
Come al solito, dunque, le decisioni sulle vacanze a casa mia si prendono all'ultimo giorno, niente di programmato, maaaaiiii e io, che sono un'ansiosa pignola e perfezionista, mastico amaro .
“Nella buona e nella cattiva sorte” recitava la famosa formula, ed in questi momenti cerco di ricordarmela, perchè, se dipendesse da me soltanto......beh tutto sarebbe più semplice, a marzo già sceglierei la meta ed a luglio la mia valigetta sarebbe bella che pronta.
Ma tant'è, per fortuna qui di mare e spiaggia ce n'è tanto e bellissimo e questo mi rende meno dura la permanenza forzata a casa e poi è ritornato finalmente al nido il mio ragazzo( mio figlio, che avete capito?) e per una decina di giorni me lo potrò godere, dividendolo com'è ovvio con lo stuolo dei suoi amici, con le esigenze della ragazza, con le cene fuori casa all'ultimo minuto , prima che riparta per altri lunghi mesi di assenza.
Comunque no, non ci ho rinunciato, se non sarà agosto, magari sarà settembre oppure ottobre, ma il mio viaggio verso una nuova meta ci sarà anche quest'anno.
st'anno.


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Uno due tre......via, riparto. Eh, sì, sono due mesi che non scrivo nulla sul blog,due mesi che lo ignoro e più di una volta ho pensato di chiudere, di mettere fine a questa esperienza, intrapresa pe...
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16/08/2011 19:43:44
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BENVENUTA ESTATE

21 giugno 2011 ore 20:29 segnala




21 giugno, l'estate è ufficialmente entrata ed oggi è, per l'appunto, il solstizio.
Qualora non ci aveste fatto caso basta accendere il pc e l'impareggiabile Google ve lo ricorda con un doodle delizioso di Takashi Murakami, pittore giapponese, come si può leggere nella spiegazione.
Siamo pronti all'arrivo della nuova stagione? Quanto l'abbiamo attesa, quante volte durante gli scorsi mesi abbiamo detto "Quando verrà l'estate andrò...., farò....mi concederò questo o quello, progetti per le vacanze ecc..",chi più ne ha più ne metta.
Ancora, come quando eravamo ragazzini, l'estate suscita in noi euforia, entusiasmo, voglia di divertirsi, aspettative di evasione, voglia di libertà.
Penso agli anni della gioventù quando, in vacanza, si intrecciavano amicizie ma soprattutto flirt, che duravano giusto lo spazio di una vacanza, spensierate simpatie o folli amori che rendevano indimenticabile ogni estate e che si perpetuavano giusto solo con qualche cartolina i primi tempi per poi finire nel nulla.
Cos'è che ci rende così diversi, così disponibili a comunicare ed anche ad amare in questa stagione? Forse la luce così intensa e prolungata, forse il calore dei raggi del sole, forse l'esposizione dei nostri corpi, certo è che i nostri ormoni d'estate sono a mille ed il mare, soprattutto, è il luogo galeotto per gli amori e per....i tradimenti.Spiaggia, discoteche, evasione dalle mura domestiche, fattostà che in questa stagione pare siano più facili i tradimenti.Agosto, moglie mia non ti conosco, recita il vecchio proverbio popolare e decine sono le canzoni ed i film che narrano di amori e tradimenti sotto il solleone.
Vi ricordate il delizioso film di Billy Wilder "Quando la moglie è in vacanza", quello con la scena famosissima dell'abito bianco di Merilyn che svolazza? Beh, anche lì in una torrida new York estiva, un marito temporaneamente solo fantastica di tradire la moglie con la bionda e sexi vicina di casa. Questo per citare solo una delle più famose ed eleganti commedie americane, ma l'elenco sarebbe lungo .

Estate, da ragazzini, era la libertà di poter giocare fino a tarda sera nei giardini a cercare lucciole, o bighellonare in bici, era il gelataio che passava col suo carretto bianco a forma di gondola e gridava "gelatiiii", proprio come nella canzone di Battisti, era stare seduti al balcone con i grandi dopo cena, a chiacchierare al fresco, con lo zampirone acceso accanto, per difendersi dalle zanzare.
Era l'attesa del mese di luglio, quando il giorno 1 si partiva per le vacanze,in treno. Allora la vacanza durava per lo più un mese intero, casa in affitto nelle nostre spiagge familiari della riviera adriatica o romagnola, mica come ora quel mordi e fuggi di una settimana, salatissima per altro, ad agosto alle Maldive o sulla nave da crociera con tanto di palestra e percorso da golf.
Era stare a contatto con la natura in giornate dai tempi dilatati, lente ed un pò pigre.
21 giugno:solstizio, il sole tocca il suo punto più alto sull'orizzonte.Nel passato, per i nostri lontani antenati, questo era un giorno dal significato quasi magico, in onore del quale celebravano feste e costruivano templi o monumenti, ma oggi che cosa rappresenta per noi? Un giorno come un altro, in cui abbiamo fatto la solita fila al supermercato o nel traffico o alla posta, imprecando per pagare qualche bolletta, travolti nella routine quotidiana, ma in cui non avremo trovato nemmeno un attimo per alzare lo sguardo al cielo ad osservare la luce.





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« IMMAGINE: http://3.bp.blogspot.com/_TvyQqgpWAzw/TB5dhLlGzzI/AAAAAAAAF0I/IyckizKGr1A/s1600/Stonehenge.jpg » 21 giugno, l'estate è ufficialmente entrata ed oggi è, per l'appunto, il solstizio. Nel ca...
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21/06/2011 20:29:23
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