PASSAPAROLA

11 giugno 2011 ore 02:03 segnala




Ancora poche ore e sapremo se in Italia la gestione dell'acqua resterà pubblica, se il nucleare resterà fuori dalla porta e se la giustizia è uguale per tutti.
L'appuntamento di domenica e lunedì è l'occasione giusta per dare un segnale di svolta, dopo le elezioni amministrative di poche settimane fa, partendo non da posizioni ideologiche come esponenti del governo e della maggioranza vorrebbero farci credere, ma da interessi collettivi e dalla premura, condivisa da ciascuno di noi, nel voler tutelare beni comuni e nel voler difendere noi stessi e il nostro ambiente da un'energia pericolosa, soprattutto se lasciata nelle mani degli apprendisti stregoni che pretendono di governarci

Persino il Papa ha indicato la necessità di "una presa di coscienza che conduca gli Stati a riflettere insieme sull'avvenire a breve termine del pianeta, riguardo alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie".

Ma è fondamentale raggiungere il quorum, ed è utile perciò recarsi alle urne votando 4 SI per cancellare, sul serio, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”. Per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.

Direttamente da Fukushima arriva un appello accorato agli italiani alla vigilia della tornata referendaria: fate la scelta giusta, andate a votare il 12 e 13 giugno. L'appello arriva da Greenpeace international e Greenpeace Japan che attraverso un video caricato su youtube si rivolgono direttamente ai cittadini italiani per chiedere loro di fermare il ritorno al nucleare nel nostro Paese.

Il video è girato in un cantiere nelle vicinanze di Fukushima dove una volta sorgeva un asilo. Ora, per il troppo alto livello di radiazioni, un gruppo di operai sta rimuovendo uno strato di terreno per consentire ai bambini di poter tornare a frequentare l'area.
Anche il tè verde del Giappone, che viene esportato in tutto il mondo, è contaminato a causa del disastro nucleare, nonostante la grande distanza delle coltivazioni dal luogo dell'incidente, ben 370 chilometri a sud-ovest dalla centrale nucleare; sono state individuate, infatti, consistenti tracce di radioattività nella più estesa zona di piantagioni intensive di tè verde.
Spiega Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace international: "Tragedie come questa non dovrebbero mai accadere, non in Ucraina, non in Giappone e certamente non nella 'bella Italia'".









VOTA SI PER DIRE NO


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Blog in vacanza

27 maggio 2011 ore 23:07 segnala
.........................................




















LA DOLCE VITA
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......................................... « IMMAGINE: http://www.isoleeoliefreelance.com/eolie-faraglioni.jpg » « IMMAGINE: http://www.isoleeoliefreelance.com/lipari-portale-marino.jpg » « IMMAGINE:...
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Dimenticanza........

22 maggio 2011 ore 18:09 segnala





La vita talvolta ci gioca proprio degli scherzi
terribili, ci fa precipitare in un abisso di disperazione da un minuto all'altro e noi rimaniamo così, increduli e sbigottiti senza nemmeno renderci conto di come sia potuto accadere, perchè proprio a noi....
Forse sono queste le sensazioni che prova quel padre, il padre di Elena, la bimba di 22 mesi morta per......una dimenticanza.
Non una malattia inguaribile, non un incidente della strada, ma proprio una dimenticanza, quella del suo papà che l'ha scordata nell'auto per molte ore, sotto il sole di una giornata come le altre, cominciata come sempre e che si sarebbe dovuta concludere come sempre con una famiglia ch si ritrova a casa la sera, riunita intorno ad una tavola.
Non riesco a pensare a quel padre, alla sua disperazione, al suo rimorso; sì perchè lui sicuramente era un buon padre, affettuoso,dedito alla sua famiglia ed alla sua bambina eppure proprio lui si è trasformato....come dire?....nel suo assassino?, nel suo carnefice? Sembrano parole così pesanti, forse ingiuste, diciamo allora.... nella causa della sua morte.
Una dimenticanza......ma è possibile che un genitore si possa dimenticare la propria figlioletta nell'auto e, per così tante ore, non gli venga nemmeno più in mente?
E' possibile che la velocità e la frenesia con cui viviamo oggi le nostre esistenze possano cancellarci anche la nostra responsabilità di genitori? Viviamo o corriamo solamente, come degli automi, verso una meta che nemmeno sappiamo qual è?
La mamma di Elena, nonostante lo strazio, riesce ancora a difendere il suo uomo, testimonianza di un amore forte e di una fiducia incrollabile in lui; io, lo ammetto, non avrei saputo fare altrettanto,avrei urlato, lo avrei maledetto,perchè per me è impossibile che un padre possa dimenticarsi di avere la propria figlia con sè, di portarla al nido, di farla scendere da quell'auto, nonostante la fretta e gli impegni di lavoro. Impossibile, eppure è accaduto.
Elena è morta, non ce l'ha fatta, ma con i suoi organi ha dato la vita ad altri quattro bimbi, questo almeno è il giusto riscatto per quella tragica dimenticanza.

La poesia del lunedì, "La sincerità ne li comizzi",

16 maggio 2011 ore 13:11 segnala






LA SINCERITA' NE LI COMIZZI

Er deputato, a dilla fra de noi,
ar comizzio ciagnede contro voja,
tanto ch'a me me disse: -- Oh Dio che noja!--,
Me lo disse: è verissimo, ma poi

sai come principiò? Dice: -- È con gioja
che vengo, o cittadini in mezzo a voi,
per onorà li martiri e l'eroi,
vittime der pontefice e der boja!--

E, lì, rimise fòra l'ideali,
li schiavi, li tiranni, le catene,
li re, li preti, l'anticlericali...

Eppoi parlò de li principî sui:
e allora pianse: pianse così bene
che quasi ce rideva puro lui!



Trilussa
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« IMMAGINE: http://4.bp.blogspot.com/-laMijgf2Pxc/Tb07NUaNfII/AAAAAAAAAIo/SYObFbc80ww/s1600/comizio-2.jpg » LA SINCERITA' NE LI COMIZZI Er deputato, a dilla fra de noi, ar comizzio ciagnede contro vo...
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Ricordo di mia madre

08 maggio 2011 ore 18:56 segnala
La parola più bella sulle labbra del genere umano è Madre
e la più bella invocazione è Madre Mia!
E’ la fonte dell’amore, della misericordia,
della comprensione,del perdono.
Ogni cosa in natura parla della Madre

(Kahlil Gibran)




Mamma, che parola semplice e magica, piena di significati profondi, ricca di un mondo di sentimenti e di parole inespresse che tutti ci portiamo dentro.
Passano gli anni, diventiamo a nostra volta genitori eppure in certi momenti la prima parola che ci viene alla mente è proprio questa: MAMMA.E' a lei che ci rivolgiamo nel bisogno, nel dolore imploriamo il suo aiuto e vorremmo sentire su di noi il tocco della sua mano, capace di tranquillizzarci.
Oggi, giorno della festa della mamma, rimpiango di non avere più la mia a cui fare gli auguri dandole un bacio, a cui portare un mazzo di fiori e vedere i suoi occhi velarsi di commozione, come capita alle persone anziane che ormai non si vergognano più delle emozioni e vi si lasciano andare.
Sono anch'io mamma, ma tante volte vorrei sentirmi ancora figlia, sollevata dalle responsabilità, aiutata con lo slancio e la dedizione come solo una mamma sa fare; mi piacerebbe anche solo poterla andare a trovare e raccontarle la mia giornata, spettegolare di questo e di quello o telefonarle per un nonnulla come fanno le figlie con le madri.

E dire che quando ero ragazza …....beh, era tutto diverso, ci litigavo spesso, ma si sa, da giovani si è ribelli per forza, per partito preso e poi quelli erano gli anni della contestazione e con chi prendersela per primi se non con i genitori?

Ma mia madre la voglio ricordare oggi così come la rivedo nelle vecchie fotografie, quelle in bianco e nero da giovanissima, esile con i lunghissimi capelli bruni che le scendono sulle spalle, quelle in cui mi tiene in braccio neonata con il vestitino inamidato ed il cappellino bianco, quelle color seppia, negli anni sessanta, in cui sorride serena durante una vacanza al mare o felice con la sua prima nipotina, l'unica, ahimè, che abbia conosciuta prima che la malattia ce la portasse via per sempre.
Ciao mamma, sei sempre con me e voglio ricordarti così, nei tuoi momenti di felicità e col sorriso sulle labbra.















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La parola più bella sulle labbra del genere umano è Madre e la più bella invocazione è Madre Mia! E’ la fonte dell’amore, della misericordia, della comprensione,del perdono. Ogni cosa in natura parla...
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Il silenzio avvelena l'anima

03 maggio 2011 ore 20:01 segnala





Sfogliando l'Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master, mi sono imbattuta in Dorcas Gustine, un personaggio così diverso dai soliti stereotipi, uno che non aveva peli sulla lingua e per questo non era simpatico ai suoi compaesani.
Ascoltatelo, che ne pensate ? A me ha fatto un'immediata simpatia



DORCAS GUSTINE


Non ero amato da quelli del villaggio,
ma tutto perche’ non avevo peli sulla lingua,
e affrontavo chi m’insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
E’ molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lascio’ divorare, senza un lamento.
E’ piu’ coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sara’ forse un organo ribelle -
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole - io sono contento.




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« IMMAGINE: http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-58uLPKblMLu6fSdFeGCxyveUs0kq-kODPkbq_7CkQK2OF9J9aw » Sfogliando l'Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master, mi sono imbattuta in Dorcas Gus...
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LA FESTA DEI LAVORATORI

02 maggio 2011 ore 00:56 segnala




La festa del 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese:
"Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".
Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue.

La ricorrenza ha subito nel corso del secolo XX varie vicende, compresa la sppressione voluta dal fascismo, che sostituì la festa con la celebrazione del natale di Roma, per ritornare nel dopoguerra quando, nel 1945, all'indomani della Liberazione, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo.

Appena due anni dopo il 1 maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, un paese della provincia di Palermo, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio, provocando molti morti e feriti

Bisognerà attendere gli anni 70 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa.

(Informazioni ricavate dal web)

La festa del 1 maggio deve farci riflettere e meditare sul lavoro come diritto e non come sfruttamento, farci ricordare che il lavoro è stato conquistato, combattuto e vissuto. Quanta strada, quante lotte e sofferenze per raggiungere quelle conquiste che hanno dato dignità al lavoratore.
Dobbiamo proprio a quella classe operaia, fiera e combattiva di un tempo, se il lavoro ha perso i connotati dello sfruttamento e del ricatto, eppure,in un paese come l’Italia dove il lavoro manca, la disoccupazione giovanile aumenta, e nel caso ci sia,per i giovani, il lavoro è malpagato o è senza sicurezza o magari è un lavoro in nero, discriminante e senza prospettive, mi domando se non siamo di fronte a tentativi di cancellare quei valori che sembravano ormai entrati definitivamente nel nostro dna.






PASQUA NELL'ARTE

23 aprile 2011 ore 23:49 segnala
Domani è Pasqua, per il mondo cattolico la festa più significativa perchè rinnova il mistero della Resurrezione del Cristo, uno dei principi fondanti della religione cattolica.
Il passaggio dalla morte alla vita, tra l'altro metafora spirituale del passaggio dalla morte del peccato alla vita della redenzione in Cristo, nel regno dei cieli.
Questo per i credenti, ovviamente.
Per chi non è religioso domani sarà comunque un giorno di festa, una festa della primavera che ormai è esplosa dovunque con i suoi colori e profumi, con il suo tepore che ci riscalda, con i suoi fiori variopinti.

Il tema della Pasqua è stato però sempre al centro dell'opera di grandi della pittura, vediamone alcuni esempi





CARAVAGGIO, IL BACIO DI GIUDA






ANDREA MANTEGNA, CROCIFISSIONE
museo del Louvre






EDUARD MUNCH, GOLGOTA








ANDREA MANTEGNA,CRISTO MORTO








PIERO DELLA FRANCESCA,LA RESURREZIONE DI CRISTO

SANSEPOLCRO, Pinacoteca comunale



PETER PAUL RUBENS,RESURREZIONE DI CRISTO




BUONA PASQUA





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Domani è Pasqua, per il mondo cattolico la festa più significativa perchè rinnova il mistero della Resurrezione del Cristo, uno dei principi fondanti della religione cattolica. Il passaggio dalla...
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La poesia del lunedì, "Istanti" di L. Borges

11 aprile 2011 ore 16:10 segnala




Istanti


Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
nella prossima
cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei
pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,
correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più
tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi,
andrei in più posti dove mai sono andato, mangerei più
gelati e meno fave, avrei più problemi reali e
meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e
precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto
momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto buoni momenti. Nel caso non lo sappiate,
di quello è fatta la vita, solo di momenti;
non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che mai
andava in nessun posto senza
un termometro,
una borsa d'acqua calda, un ombrello
e un paracadute; se potessi vivere di nuovo
comincerei
ad andare scalzo all'inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe
e giocherei di più con i bambini,
se avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges
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« IMMAGINE: http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQEmuMdRoDnc-gmlOy7nIYCO5gTJaVJvwCV85QSsEvrbgPF1mmcUA » Istanti Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare pi...
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FUTURO CERCASI

10 aprile 2011 ore 20:56 segnala





FUTURO CERCASI

Andiamo a leggere la definizione che dà  il dizionario della parola “precario”: instabile, insicuro, malsicuro, incerto, vacillante, traballante, malfermo; provvisorio, temporaneo, transitorio, passeggero, effimero; cagionevole, revocabile… Insomma è un termine negativo! Proviamo ad usarlo in altri settori dell’esistenza che non siano il lavoro… che ne so… l’amore… Se dici alla fidanzata “il nostro amore è precario” quella ti dà un cazzotto in faccia! Se chiedi al tuo medico:” dottore, com’è il mio stato di salute?” e lui risponde “precario”, tu ti fai ricoverare  e fai anche gli scongiuri… Se vai dal carrozziere e lui ti dice “le condizioni della sua auto sono precarie” cominci a darti da fare per comperarne un'altra  E’ normale…
Precario è un termine negativo e adesso viene abbinato a una delle cose più importanti della vita: il lavoro.
Non è che la Costituzione della Repubblica dica: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro precario”…Eh! No, sul lavoro!! Va beh che ormai anche la Costituzione è precaria…
In Italia attualmente esistono due tipi di lavoro: i lavoratori “tipici” che sono quelli del presepe… caldarrostai, lavandaie, pastori, falegnami, idraulici… magari polacchi…  e i lavoratori “atipici” che siete voi. Anche “atipico” non è un bel termine… . Precario, atipico, interinale, parasubordinato, a contratto, a tempo determinato, a progetto che è l’ex-co.co.co.  Non sanno come definirlo. Basterebbe dire “fregatura”, cioè svalutati, sottopagati, sfruttati.
Il requisito essenziale per questo tipo di lavoro è la flessibilità, ci dicono, ma la flessibilità in questo Paese è un rischio, perchè come ti pieghi un attimo...
Un modo particolarmente subdolo di definire il lavoro precario  è “lavoro a progetto”… solo che il progetto non è il vostro, è quello dell'azienda, dello studio,del datore di lavoro che , in questo modo, risparmia sui contributi e praticamente non ha nessun obbligo nei vostri riguardi, insomma ci risparmia su un bel po' e voi gli dovete essere anche grati perchè vi fa lavorare, a tempo determinato naturalmente. Il lavoratore precario non ha diritto a malattia, maternità, contributi previdenziali e, per farla breve, sicurezza.
Famiglia....e come si fa a farsela? Casa......e chi la paga? Pensione......che cos'è?

Ieri, 9 aprile, c'è stata la prima manifestazione nazionale dei precari.
Finalmente si sono svegliati, ho pensato, finalmente sta saltando il tappo di questa pentola in ebollizione, di cui nessuno dei nostri governanti è sembrato curarsi più di tanto, impegnati come sono in questioni di lana caprina sul processo breve, sul legittimo impedimento, sul lodo tal dei tali, mentre la nostra gioventù invecchia senza la speranza di un futuro.
“Vacci, vacci anche tu a manifestare”ho gridato per telefono a mio figlio, che è entrato anche lui nel tunnel di questi lavori così fantasiosi, nonostante una laurea magistrale (!!) brillantemente conseguita.
Dall'altra parte della cornetta nessun entusiasmo! Poi una laconica risposta
“Già, e poi che cambia?”