A MIO PADRE

05 febbraio 2012 ore 23:09 segnala




A mio padre


Ero troppo piccola allora, quando ci lasciasti, in quel freddo 5 febbraio di tanti e tanti anni fa. Troppo piccola per capire la differenza tra la vita e la morte, troppo piccola per provare il dolore struggente di una perpetua assenza e per piangere le lacrime della disperazione.
Non c'eri più, ecco, semplicemente questo!
Non più le tue braccia tese verso di me in quel festoso abbraccio, quando rientravi a casa; non più le tue ginocchia su cui salivo orgogliosamente, convinta di essere la tua preferita, la tua Ninin, come mi chiamavi; non più la tua calda ascella in cui mi annidavo, quando la sera, a letto, mi raccontavi le tue storie o mi leggevi “Il Corrierino dei piccoli”.
Ben presto compresi che non saresti mai più stato accanto a me, mai avrei potuto mostrarti i miei primi quaderni di scuola, come invece facevano tutte le altre, mai nemmeno i tuoi rimproveri o le tue lodi.
Questo fu il mio lutto di bimba, che forse non ho mai elaborato del tutto, questo il mio vuoto che mi sono portata dietro per tutta la vita.
Nelle tappe più importanti della mia vita tu non c'eri mai, crescevo senza poter chiedere i tuoi consigli e neppure contestarli. Avremmo discusso molto noi due, polemici entrambi ed entrambi amanti della conversazione. Ricordo che, anche da piccolina, ti ascoltavo affascinata, come chi ti era a fianco, orgogliosa che Tu fossi il mio papà. Meraviglioso affabulatore, incantavi con le tue storie in cui realtà, invenzione ed umorismo si intrecciavano.
Ne è passato di tempo, ma ancora i tratti del tuo volto e del tuo corpo vigoroso mi sono presenti nella memoria, non sei mai diventato vecchio, la vita non te l'ha concesso. Mi piace immaginarti come ti rivedo in alcune vecchie foto in bianco e nero, vestito da montagna per le lunghe passeggiate che ci facevi fare, lì sulle Dolomiti, quelle montagne che tanto ti erano state care, oppure col tuo bocchino d'avorio tra le dita ingiallite dal fumo.
Di te mi restano solo pochi oggetti, quel bocchino, la tua stilografica Parker, una vecchia cartella di cuoio, portadocumenti, che mi ha accompagnato dalle medie fino alle superiori ed un album di pelle verde con le foto tue e di famiglia, che ti eri impegnato a riordinare senza mai riuscire a completare.
Non faccio dir messe in tua memoria, sai che non credo in queste cose, non fiori sulla tua lapide, da cui molti chilometri mi separano, ahimè, ma ho tante domande su come sarebbe stata la mia vita, la nostra vita, con te accanto; ho cercato risposte ai miei perchè, e sono stati molti nel corso di tutta la mia vita, ma non ho trovato risposte consolatorie.
Ci ritroveremo un giorno? Chissà, e forse allora cammineremo mano nella mano ed io potrò, finalmente, posare la mia testa sulla tua spalla, come avrei sempre voluto fare e dirti “Ti voglio bene, papà”.



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05/02/2012 23:09:20
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Commenti

  1. Lucrezya57 05 febbraio 2012 ore 23:21
    Non c è dolore più grande, la perdita di un padre il faro nella notte la mano amica che ti appoggia in tutto quello che fai, ma lui è sempre accanto a te è silenzioso e sa come ti muovi....non ti ha mai lasciata e mai lo farà....ti sono vicina Lucrezya :rosa
  2. scoutover 05 febbraio 2012 ore 23:30
    Grazie delle tue care e belle parole, Lucrezya, sapessi quante volte si cerca quella mano amica e mai nessuna è come quella dei genitori.
    Grazie per aver inserito il mio blog tra i tuoi preferiti.
    Buona notte :rosa
  3. pravdavitezi 05 febbraio 2012 ore 23:31
    Il tuo ricordo mi ha commosso! In qualche modo , mi sento coinvolto , perchè , forse , io sono già morto per i miei figli...e quella bruciante mancanza , penso che i miei figli l'abbiano vissuta con un padre ancora vivo...un padre escluso da un divorzio litigioso , cui è stata preclusa la possibilità di crescere insieme con i propri figli...grazie per le tue parole! Buona notte
  4. dolcecarrie 05 febbraio 2012 ore 23:44
    Un ricordo dopo tanti anni così vivo,
    un bel sentimento
    un legame che dura
    per sempre... :bye :fiore
  5. scoutover 05 febbraio 2012 ore 23:45
    pravdavitezi
    Caro amico credo che solo alla morte, quella vera, non ci sia rimedio.Cerca in tutti i modi di recuperare, piano piano, il rapporto coi tuoi figli, fagli capire che tu ci sarai sempre per loro, insisti e non darti per vinto.
    Buona notte :rosa
  6. Rugiadablu55 05 febbraio 2012 ore 23:46
    :bacio

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