LA SCELTA

31 maggio 2012 ore 02:43 segnala
LA SCELTA






Questa è una storia triste, come tutte le storie che riguardano bambini che soffrono, bambini a cui è negata la gioia di vivere una vita serena, fatta di giochi, di amici, di corse in bicicletta , di calci ad un pallone, insomma una vita normale., ma è anche la storia di una scelta che ci fa riflettere sul significato che ognuno di noi dà alla vita.

Mentre lo scorso 12 maggio tutto il mondo festeggiava la festa della Mamma, la CNN mandava in onda un'intervista con Kimberly, la mamma di Ryan Kennedy, un bimbo di nove anni,che vive nel Michigan, la cui tragica vicenda ha immediatamente commosso gli Stati Uniti che, via Twitter e facebook si sono mobilitati inviando migliaia di messaggi al piccolo Ryan.
Ryan ha solo 9 anni , ma da cinque combatte contro l'ependimoma, una rara forma di tumore al cervello: nella sua breve vita ha già subito sette operazioni, due cicli di radioterapia e quattro di chemio. Nonostante tutto ciò, a febbraio una tac ha rivelato che il tumore ha raddoppiato le sue dimensioni da novembre. A questo punto, Ryan ha detto basta: ha chiesto alla madre di smetterla con i trattamenti, di lasciarlo morire. È il suo ultimo desiderio.
"Ha deciso che non vuole più prendere medicine, che non vuole più essere operato perché fa male. Vuole solo vivere la sua vita, nuotare, fare le cose che fa ogni altro bambino", ha raccontato Kimberly alla Cnn. "Quando gli ho detto che il tumore era cresciuto, si è messo a urlare, e a piangere, ripetendo - Te l'ho detto, mamma, non voglio più fare niente. Ho finito, ho finito con queste cose".
"Ryan sta abbastanza bene in questo momento. Si fa forza, dorme per la maggior parte del tempo ma ha dei momenti in cui è lucido, e ci parla. Persevera".
I genitori non si sono opposti alla sua decisione di dire basta a cure dolorosissime, terapie troppo invasive e continue operazioni chirurgiche, ma hanno voluto rispettare la scelta estrema del loro bambino.
“Lo aiuterò in qualsiasi cosa lui voglia. Ho intenzione di essere lì per lui e amarlo in questo modo“, queste le parole di Kimberly, sua madre.

E’ un diritto scegliere di morire? Se si, è un diritto che può essere dato in mano ad un bambino di 9 anni ?
Questo è un interrogativo che molti si porranno leggendo questa storia;
hanno agito correttamente i genitori rifiutando altre possibilità di cura o piuttosto avrebbero dovuto insistere, magari credere al miracolo, opporsi alla volontà del loro bimbo, considerandolo troppo piccolo per decidere se vivere o morire?
So da persone che hanno visto spegnersi i propri cari tra lunghe sofferenze che, dentro di sé, quasi si auguravano che la morte giungesse presto, figuriamoci che tortura avere sotto i propri occhi ogni giorno il calvario di un figlio, un calvario senza speranza.
Perchè dunque acuire la sua sofferenza con altre dolorose cure, troppo dure da sopportare per un bambino di appena nove anni, probabilmente inutili, un vero e proprio accanimento terapeutico?
Per me questa è una mamma straordinaria, il suo Ryan non è solo un bambino, è prima di tutto una persona e, come tale, lei lo ha trattato rispettandone la volontà fino alla scelta estrema.
Dopo tanto tempo trascorso in ospedale Ryan è tornato a casa, felice di ricevere tanti messaggi da ogni parte dell'America e del mondo, in attesa del suo compleanno che forse, a detta dei medici, non riuscirà a festeggiare.
Anche lui, così come tantissimi altri bambini, avrebbe desiderato qualcosa di diverso per sè, ma così non è stato e insieme con la sua mamma, tra non poche difficoltà e molta sofferenza ha abbracciato il suo crudele destino.
Ho voluto parlarvi di Ryan  perché troppo spesso noi ci lamentiamo per molto meno mentre c'è chi davvero lotta quotidianamente per vivere anche solo un giorno in più, ma, soprattutto, perchè Ryan ci sta insegnando una grande lezione: cosa significa vivere! Che non combacia con l'accanimento terapeutico e le cure fino a morte-vegetativa-dichiarata .




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31/05/2012 02:43:12
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Commenti

  1. Lucrezya57 31 maggio 2012 ore 16:00
    La vita è un dono prezioso ed è giusto onorarla nel migliore dei modi." E' proprio quello che ha scelto di fare Ryan! Non Sta scegliendo di morire, come intitolano tutti gli articoli, sta scegliendo di VIVERE A COSTO DI MORIRE per questo! Il che E' RADICALMENTE DIVERSO! "Vuole solo vivere la sua vita, nuotare, fare le cose che fa ogni altro bambino» riporta sua madre, che ha capito il vero significato delle sue parole. Ryan ha scelto di trascorrere il poco tempo che gli rimane con la sua famiglia, facendo le cose che ama fare. Come un bambino normale. A casa sua, circondato dall’affetto dei suoi cari. " Ryan ci sta insegnando una grande lezione: cosa significa vivere! Che non combacia con l'accanimento terapeutico e le cure fino a morte-vegetativa-dichiarata come ci vogliono far credere!!!
  2. Lucrezya57 13 giugno 2012 ore 18:22
    Sei già sparita vabbuò ti lascio un salutino velocino kissssssssssssssssssssssss

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