LE COSE PARLANO DI NOI

17 giugno 2012 ore 22:13 segnala
Le cose parlano di noi

Oggi, leggendo la presentazione di un libro, ho avuto modo di riflettere su quanto gli oggetti che usiamo, gli ambienti che abitiamo, tutto ciò di cui ci circondiamo, in realtà parlino di noi molto più di mille parole. Usano codici diversi, che, ad un'attenta osservazione ,rivelano molti aspetti del nostro carattere e perfino della nostra psiche, senza che noi nemmeno ce ne rendiamo conto. Forse è perciò che ci sentiamo a nostro agio in una stanza piuttosto che in un'altra, o addirittura in un particolare angolo della nostra casa, perchè lì, in ordine o in disordine,c'è qualcosa legato ad un ricordo, ad un'abitudine, ad un nostro modo di essere, basta uno sguardo che ci rimanda ad una sensazione, ad un odore impercettibile che la nostra memoria ha catturato magari in un viaggio o durante la nostra infanzia; un colore che ha il potere di renderci inconsciamente sereni o, al contrario, che ci disturba perchè stona col resto che lo circonda.
. Succede persino con la cosa più anonima, quella di cui abbiamo dimenticato provenienza e funzione, perché così intrecciata al tessuto del nostro quotidiano da aver finito per sparirci dentro. Un mestolo, una spazzola, un lenzuolo, o una tazza da tè:tutto fa parte di noi e potrebbe raccontare una storia, con cui la nostra storia si è intrecciata.

Mi viene in mente un famoso quadro, la camera da letto dipinta da Van Gogh nel suo soggiorno in Provenza, ad Arles, dove il pittore sembrava aver trovato un angolo di pace . Una camera spoglia, quasi misera, con quel letto di legno rustico e la sedia impagliata, ma dove il colore giallo dominante doveva, almeno nelle intenzioni dell'artista, suggerire il riposo e la tranquillità, che sembrava avere trovato. Eppure, se guardiamo meglio, i quadri sembrano cadere dalle pareti, il mobilio è compresso nello spazio, la prospettiva è ignorata, insomma il tutto comunica quasi un senso d'angoscia, rivelatore della sua profonda instabilità interiore, che lo portò di lì a poco in manicomio.




Detesto quelle case ordinatissime, ma fredde, dove dalla camera da letto alla cucina tutto è stato comprato già coordinato, come da catalogo, a me piace ricercare, mischiare, abbinare colori e forme, vecchio e nuovo, costruire nel tempo gli spazi in cui vivere, sentirli miei.
Le scatoline che colleziono mi parlano di ogni mio viaggio, mi fanno ricordare luoghi e volti ormai sbiaditi dal tempo, le ceramiche, magari sbeccate , affollate nella mia cucina , mi parlano di un passato in cui gli utensili non erano ancora di acciaio inox e mi fanno respirare aria di tempi lontani, di una cultura contadina che ormai rivive solo ad uso e consumo dei turisti. Tutto occupa uno spazio suo, ben definito e lì deve rimanere.
(Un tempo la cucina era il mio piccolo regno e doveva essere calda e rustica come un buon piatto di pasta e fagioli, come il ragù tradizionale, come i piatti della nostra tradizione.)



Un vasetto di sabbia del Sahara sta in bella vista nel mio bagno, insieme alle ampolline da profumo acquistate in una fabbrica di essenze in una cittadina egiziana di cui non ricordo nemmeno il nome, ma della quale mi è rimasto impresso il tè alla menta offertoci ed un intenso profumo di gelsomino; accanto, sulla stessa mensola ,una scatola di conchiglie raccolte sulla spiaggia della baia di Sainte Marie, vicino a Washington.



Mondi diversi e lontani che convivono e magari si saranno già incontrati nella notte dei tempi.
E così tanti altri oggetti, a cui sono profondamente legata, parlano della Paola aspirante esploratrice, amante dei viaggi, a modo suo collezionista, in realtà spinta dal desiderio di portarsi via un pezzetto di quei mondi dove forse non tornerà più.
C'è però anche la Paola disordinata e pigra, come testimoniano le pile di biancheria da stirare che si ammonticchiano sulle sedie nella stanza da lavoro, ben nascoste agli occhi estranei, ma che mi danno l'angoscia quando entro, però lì accanto c'è anche un pezzetto della Paola aspirante artista che si dà da fare ogni tanto con colori, pennelli e carte da decoupage.
Se apriamo un vecchio armadio ci troviamo una serie di stoffe, pezze di vario genere, tende e una macchina da cucire, risalenti al periodo creativo che mi colse qualche anno fa e rimaste fatalmente incompiute.
Sono un po' volubile, lo ammetto, intraprendo cose che spesso lascio a metà per pigrizia, per noia o perchè il mio perfezionismo mi lascia insoddisfatta di quanto realizzato; però non butto via niente, tutto rimane conservato e fatalmente dimenticato in armadi, cassetti e scatoloni.
Nella libreria, in uno scaffale, conservo ancora non solo alcuni dei miei libri scolastici, ma anche i quaderni dei miei appunti di liceo e quando, raramente, li riprendo in mano mi assale una grande nostalgia di quegli anni lontani, in cui ingenuità e speranza si fondevano e la fantasia volava oltre le spesse pareti dell'aula non vedendo l'ora di compiere finalmente diciott'anni, per noi, allora, l'età della libertà.

Ognuno di noi , dunque, conserva qualcosa che rappresenta un collegamento speciale, unico, al proprio passato, alla propria storia personale. Oggetti che possono anche possedere un valore commerciale, ma non necessariamente. Lì giace la nostra memoria, la nostra ricchezza. Una fotografia incorniciata, un orologio non funzionante.,una vecchia bambola, un animale di peluche, una collezione di soldatini, un servizio di piatti. Come sono arrivati a noi, perché li teniamo ancora accanto?








1dd4c81d-3529-47b5-8003-1f0973fddf4a
Le cose parlano di noi Oggi, leggendo la presentazione di un libro, ho avuto modo di riflettere su quanto gli oggetti che usiamo, gli ambienti che abitiamo, tutto ciò di cui ci circondiamo, in realtà parlino di noi molto più di mille parole. Usano codici diversi, che, ad un'attenta osservazione ,r...
Post
17/06/2012 22:13:17
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6

Commenti

  1. 1.000GRAZIE 17 giugno 2012 ore 22:28
    complimenti per il tuo post!
  2. scoutover 17 giugno 2012 ore 23:34
    @1000grazie
    Sono contenta che ti sia piaciuto,sei d'accordo su quanto scritto?
    Ciao e grazie
  3. lunaesolee 18 giugno 2012 ore 11:01
    anche io conservo molte delle cose che ricordano viaggi sguardi carezze posti profumi....li spargo in casa in modo che ogni okiata possa ricordarmi sempre quei momenti...buona giornata..
  4. scoutover 18 giugno 2012 ore 11:22
    @lunaesole
    Ciao,benvenuta nel mio blog e buona giornata anche a te :rosa :rosa
  5. Lucrezya57 18 giugno 2012 ore 11:28
    Ciao sono un appassionata di matrioscke e conchiglie e sassolini sono belli e simpatici e ci fanno ricordare i nostri viaggi in terre sconosciute e riaffiorano alla mente....buon inizio settimana kiss
  6. scoutover 18 giugno 2012 ore 11:40
    Ciao cara, buon lunedí anche a te, se Scipione l'africano ce lo permetterá. :batacaldo
  7. giano23 18 giugno 2012 ore 12:00
    Complimenti Paola, molto ben scritto. La fotografia di ambienti e sensazioni che in buona parte appartengono anche me. La sabbia, le conchiglie, la sfera con l'effetto neve, la tazzina del tè, oggetti anche in buona parte kich ma che per qualche motivo sentiamo a noi legati perchè ci ricordano un momento, un profumo, una sensazione, magari lontana nel tempo ma viva per sempre nel nostro cuore.
  8. scoutover 18 giugno 2012 ore 12:12
    Grazie , il tuo parere mi conforta,perché mi pare che abbiamo molti elementi in comune.Un abbraccio :cuore (fai il bravo)
  9. modna50 03 luglio 2012 ore 09:21
    :rosa
  10. tecerco 09 luglio 2012 ore 18:44
    Anche a me piace tenere oggetti che mi ricordano viaggi, persone, situazioni vissute. Sono un conservatore!
    Un saluto caro. :rosa
  11. modna50 30 agosto 2012 ore 13:07
    buona giornata :rosa
  12. modna50 13 settembre 2012 ore 00:12
    una dolce e serena notte per te... :micio

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.