Quel 23 maggio,.storia di una testimonianza

22 maggio 2012 ore 15:36 segnala
QUEL 23 MAGGIO......STORIA DI UNA TESTIMONIANZA E DI UN PAIO DI SCARPE

Quel 23 maggio del 92 lo ricordo quasi come fosse ieri, era un sabato, sembrava uno come tanti altri, soleggiato e piuttosto caldo, data l'estate incombente.
Il pomeriggio dovevo uscire per delle commissioni, mio figlio, allora bambino, era da un amico ed io ero libera . Stranamente, cosa per me rara, decisi di prendere l'autobus per andare al centro così avrei perso meno tempo nel traffico caotico del sabato e nel cercare posteggio.
Dovevo occuparmi del regalo di nozze per mia nipote, entrai in qualche negozio di argenteria, mi informai su alcuni articoli ma non ne feci niente per quel giorno, allora mi dedicai ai negozi di scarpe.
Si erano fatte circa le sei ed io stavo guardando le vetrine perplessa tra i vari modelli, quando sentii la voce agitata di un passante che diceva – pare che ci sia stato un attentato-.
Vivevamo, in quel periodo, con un morto ammazzato al giorno, la città risuonava giorno e notte delle sirene delle auto di scorta ai vari magistrati, ormai ci eravamo abituati a quel clima di guerra tanto che ormai i titoli dei giornali non ci facevano più effetto. C'erano già stati degli attentati eclatanti come quello al giudice Chinnici, al magistrato Terranova, a Pio La Torre, e a vari altri rappresentanti dello stato, ma erano passati diversi anni e, soprattutto, si era concluso il famoso maxiprocesso con la condanna di mafiosi importanti e questo ci sembrava un enorme passo avanti nella lotta alla mafia e poi si era costituito il pull antimafia con magistrati eccezionali che avevano iniziato ad incrinare l'impenetrabile omertà mafiosa. Insomma ora lo Stato sembrava più forte e finchè i “malacarne” si ammazzavano tra loro, a noi, gente comune, poco importava.
Ricordo che la frase di quel passante mi creò un senso di inquietudine: un altro attentato, a chi? Dove?
Poi non mi soffermai più di tanto, entrai nel negozio e comprai quelle scarpe. Me le ricordo ancora benissimo, blu, Superga, con delle pietre luccicanti e i lacci di seta,come andavano di moda in quel periodo. Forse le ricordo così bene perchè da quel giorno non le indossai che pochissime volte, non le potevo guardare senza che mi riassalisse il terribile ricordo di quel giorno.
Dopo circa una mezz'oretta, appena uscii dal negozio, ebbi come l'impressione di trovarmi in un'altra strada, in un'altra città: voci concitate, capannelli, gente che accelerava il passo come in preda alla paura, ed una frase ricorreva di bocca in bocca – C'E STATO UN ATTENTATO AL GIUDICE FALCONE-
Tutti cercavano di sapere di più e ci si domandava gli uni agli altri cosa fosse successo veramente ma, soprattutto, Lui era morto?
Quella bolla che da anni, da sempre, aleggiava come una cappa sulla città, mista di paura, di silenzio, ma anche di una flebile speranza era come se adesso fosse scoppiata, sepolta per sempre sotto le macerie di una vuota disperazione. Hanno vinto loro, hanno vinto un'altra volta, saremmo stati per sempre prigionieri del Male, il paladino ( perchè tale era diventato Falcone nel nostro immaginario senza che nemmeno ce ne rendessimo conto) aveva combattuto ed aveva perso, l'Idra aveva moltiplicato le sue teste ed inghiottiva chiunque osasse affrontarla.
Il traffico cittadino sembrava come impazzito, salii sul primo autobus nella speranza di arrivare a casa il più presto possibile per sapere cosa fosse veramente accaduto, ma anche l'autobus rimase bloccato nell'ingorgo che si era creato. A questo punto ricordo soltanto sirene urlanti, mezzi della polizia che si facevano largo nel caos dato che la direzione è proprio quella che porta all'aeroporto di Punta Raisi , sgomento ed incredulità.
Alla fine, dopo quasi un'ora , decisi di scendere dall'autobus e farmela a piedi fino a casa, dove, increduli, apprendemmo l'enormità di quella tragedia che ormai è diventata parte della storia di questo paese.
Dicono che quella sera, nel carcere dell 'Ucciardone, qualcuno nelle celle brindò a champagne.

Sono trascorsi vent'anni da quella immane tragedia a cui seguì appena un mese dopo quella di Paolo Borsellino, ma il sangue di quegli eroi è stato un seme fecondo per questa città e questa terra, ha prodotto germogli che speriamo si moltiplichino e mettano radici stabili, davvero le idee di quegli uomini straordinari hanno camminato sulle gambe di tanti che si sono impegnati e si impegnano quotidianamente nella società civile per affermare la Legalità. Un pugno di ragazzi giovanissimi ha dato vita ad “Addio Pizzo”che è diventata un baluardo contro il raket promuovendo iniziative di sostegno a favore dei commercianti che denunciano gli estortori.
Noi insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado abbiamo lavorato intensamente promuovendo iniziative di ogni genere perchè è proprio la scuola che può svolgere un ruolo importantissimo per cominciare a cambiare la mentalità e la cultura di una generazione .
Quando fu arrestato Totò Riina, un mio alunno venne in classe tutto contento e mi disse – professoressa oggi sono felice- Era un ragazzino del quartiere Zen, dove allora insegnavo, tristemente famoso per la criminalità e le infiltrazioni mafiose, dove se ti rubano il motorino o qualche altra cosa non vai a denunciarlo alla Polizia, gli “sbirri” come li chiamano loro, ma ti rivolgi al boss di zona o a qualcuno di influente perchè te lo faccia ritrovare e stai sicuro che lo riavrai, ma gli dovrai prima o dopo dimostrare la tua gratitudine, quando lui te lo chiederà.

Qualche tempo fa ho ritrovato nel fondo di un armadio le mie scarpe blu Superga coi lacci di seta e le pietruzze brillanti, intatte come nuove; le ho riguardate, le ho prese e le ho buttate. Ormai non servono più.

Domani, alle 17 e 58 ci sarà una grande folla sotto l'albero Falcone, venuta da ogni parte d'Italia a celebrare il ventennale della strage; si farà una catena umana e tutti a quell'ora si fermeranno per un minuto di silenzio.
Io sarò tra loro.

“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”

(Paolo Borsellino)




8765314b-5943-499f-8c2d-b4f5eb68b88c
QUEL 23 MAGGIO......STORIA DI UNA TESTIMONIANZA E DI UN PAIO DI SCARPE Quel 23 maggio del 92 lo ricordo quasi come fosse ieri, era un sabato, sembrava uno come tanti altri, soleggiato e piuttosto caldo, data l'estate incombente. Il pomeriggio dovevo uscire per delle commissioni, mio figlio, allora...
Post
22/05/2012 15:36:03
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5

Commenti

  1. stellinadiluna82 22 maggio 2012 ore 16:48
    Bel post...e meravigliosa l'immagine di Falcone...
  2. scoutover 22 maggio 2012 ore 18:20
    Lucrezya
    Non so cosa sia successo,ma mi si è cancellato il tuo commento, comunque lo ricordo in parte.E' vero,viviamo in tempi difficili, violenti dove impera il denaro e la corruzione, ma dobbiamo sperare nei giovani, nella loro voglia di cambiamento e di dire basta ad un sistema che ci sta schiacciando.
    Ciao carissima
  3. scoutover 22 maggio 2012 ore 18:26
    x Stellinadiluna

    Ciao cara, grazie, anche a io trovo bellissima quella foto ed anche molto simbolica

  4. Lucrezya57 28 maggio 2012 ore 12:00
    Ciao Scutover non so era il giorno degli aggiornamenti di chatta può essere che sia andato volato diciamo cosi e va bene sono tornata lo stesso per augurarti un sereno inizio settimana kisssssssssssssssssss

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.