Riflessioni

18 aprile 2012 ore 19:26 segnala
Venerdì scorso, 13 aprile ( guarda caso che data !) ore 8.21 del mattino ero sul punto di alzarmi, i miei erano pronti per uscire ed io mi godevo l'idea del caldo caffè del mattino, quando improvvisamente si avverte una specie di vento sotterraneo ed in un attimo la casa comincia a ballare sotto i nostri piedi: il terremoto! Non sono nuova a questa esperienza, anche un mese e mezzo fa, di sera, c'era stata una scossa ondulatoria abbastanza evidente, ma stavolta la percezione del pericolo è stata per tutti più forte. Scossa sussultoria di 4.5 della scala Richter. Ed io abito in una villetta di soli due piani, figuriamoci come hanno ballato nei piani alti dei palazzi. Sono balzata dal letto come un'anguilla, gridando, lo confesso, in preda alla paura, con l'intento di precipitarmi fuori casa, ma ero in pigiama e fuori pioveva. Che fare? Non riuscivo a decidere se vestirmi di fretta e scappare fuori o aspettare. Nel frattempo restavo immobilizzata aspettando se si verificasse un'altra scossa.
In quei momenti ti rendi conto che contro le forze della natura non puoi fare proprio nulla,ti senti completamente in balia del destino e speri che ti vada bene. Che succederà nei prossimi minuti? E la tua casa resisterà? In quegli attimi non ti importa più di niente, non pensi nemmeno a prendere borse, soldi, ma solo a scamparla.
A me, poi, manca totalmente il sangue freddo necessario nelle situazioni di pericolo,rimango come un baccalà incapace di reagire.
A mente fredda impossibile non pensare alla precarietà della nostre esistenze, giorno per giorno conduciamo la nostra vita, facciamo progetti per il futuro, ci arrabbiamo magari per delle sciocchezze , ci affanniamo per guadagnare di più, per avere di più, come se dovessimo durare per sempre e poi, in un attimo, basta solo un attimo e tutto può finire.
Noi non decidiamo proprio niente, ci illudiamo di farlo. Io non ho mai creduto al destino , sono stata sempre fermamente convinta che fossero le nostre scelte a determinare il nostro percorso di vita,però oggi mi domando:quanto pesa una componente di fatalità nelle nostre esistenze? Penso, ad esempio, ai terremotati dell'Aquila;quanti hanno avuto la vita completamente ribaltata da quella catastrofe naturale? Oltre a chi ha perso i propri cari, quanti altri hanno dovuto chiudere le loro attività,abbandonare i propri progetti ed i propri sogni per il futuro?
Mi ha particolarmente colpito in questi giorni la tragica ed immatura morte del giovanissimo calciatore Morosini, 25 anni ed un futuro nel mondo del calcio.Una vita, la sua,segnata da tragedie familiari gravissime,gli rimaneva solo una sorella disabile a cui lui provvedeva. Perchè tanto accanimento della sorte nella vita di questa famiglia e di questo ragazzo?Perchè morire così anche lui, nel fiore della giovinezza, senza concedergli la possibilità di realizzare la propria vita? Non trovo una spiegazione.



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Venerdì scorso, 13 aprile ( guarda caso che data !) ore 8.21 del mattino ero sul punto di alzarmi, i miei erano pronti per uscire ed io mi godevo l'idea del caldo caffè del mattino, quando improvvisamente si avverte una specie di vento sotterraneo ed in un attimo la casa comincia a ballare sotto i...
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18/04/2012 19:26:49
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